Casa del Trashometro
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giovedì 20 ottobre 2005

voglio un secondo consulto!

A 40 anni da General Hospital gli sceneggiati televisivi di ambientazione ospedaliera sono ancora molto in voga, e negli ultimi anni abbiamo assistito ad un vero e proprio boom di nuove serie in corsia.

Ieri sera c'era House: un medico zoppo apparentemente (?) cinico e carogna (ricorda qualcuno da altre serie, per caso? ;-)) alle prese con diagnosi impossibili per chiunque altro.
L'impronta di Bryan Singer e David Shore si sente nei dialoghi taglienti, nel ritmo sostenuto ed in alcuni momenti di regia stylish, comunque mai invadente.
Merita sicuramente tutto il successo che ha avuto, anche se temo possa non reggere sul lungo periodo, essendo di fatto totalmente incentrata sul personaggio del dottor House (che prima o poi dirà tutto quel che aveva da dire, è inevitabile). Per ora ne ho viste solo 3 o 4 puntate, quindi tutto ok.

ER continua a sorprendermi: dopo 2 o 3 stagioni con pochi momenti memorabili (ok, la morte di Greene), quella attualmente in onda mi soddisfa parecchio.
Dopo l'episodio da storia della televisione già commentato, anche gli ultimi due sono stati pregevoli.
Quello sul rapimento di Abby riusciva a tenere incollati alla poltrona per la tensione che riusciva a trasmettere (ma si andava sul sicuro: metti in pericolo la vita di un protagonista ed il gioco è fatto).
Più coraggioso invece l'episodio sulla morte del padre di Deb; è quasi incredibile che una serie così longeva e (pur calata negli ascolti) così sotto gli occhi di tutti (specie in America), riesca ancora a parlare in modo non banale di un tema come l'eutanasia. Non è scontato, e meritano i complimenti.
E poi Ming-Na è una gran topina asian! ;-)

Non è proprio nello stesso genere, ma va ricordato anche Scrubs: battute e situazioni comiche a raffica sono sempre una buona tecnica ed infatti ci azzeccano abbastanza spesso, anche se alla lunga l'abuso di situazioni paradossali può dare assuefazione e diventare prevedibile (ma per episodi di 30 minuti lo show regge). Personalmente trovo futili i vari pistolotti morali sulla vita, l'universo e tutto quanto che si ostinano ad inserirvi, ma riconosco che contribuiscono al dare un taglio riconoscibile alla serie.

PS: devo ricordarmi, questa sera, di salire sul tetto e staccare l'antenna: non vorrei che, per errore, mi venisse somministrata una dose letale di qualunquismo. >:)

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