Casa del Trashometro
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lunedì 30 gennaio 2006

tara

Tempo fa il mio medico mi aveva sconsigliato di continuare a vedere film con Tara Reid. Dopo Devil's Pond mi sento di dargli ragione.

Due novelli sposi trascorrono la luna di miele in una diroccata capanna in mezzo ad un lago, lontano da tutto e tutti. Dopo neanche 10 giorni lei si rompe un po' le balle e lui flippa; le impedisce di andarsene, la picchia e la incatena (se deve essere una punizione per le sue abilità recitative, è ancora poco...)

Doveva essere un thriller drammatico, ma di drammatico c'è solo la beffarda scelta di chi ha fatto il casting che, per un film in cui compaiono solo ed esclusivamente i due protagonisti, ha chiamato la Reid ed una faccia da pesce lesso come Kip Pardue.

Lezione imparata: nel 21esimo secolo, "l'ho fatto perché ti amo" è un valido sostituto per frasi quali "lo ha chisto lei", "a lei piaceva", "lei diceva 'no', ma in realtà era 'sì'".

Voto: 2. Trashometro® 6/10:

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giovedì 26 gennaio 2006

il pianista

Temo di essere l'unico al mondo a non aver apprezzato Il Pianista. In alcuni momenti, nel raccontare le atrocità naziste, ho avuto l'impressione che stesse facendo la lista della spesa (e sì che il materiale drammatico non mancava, mi risulta). Poi non riesco a capire come si possa considerare bravo un attore come Adrien Brody, ma riconosco che questa è probabilmente una mia tara.

Boh. Mi ha lasciato a dir poco freddo; imparagonabile a Schindler's List.
Lo stesso Roman 'Mi Piace Lo Stupro' Polanski mi è sempre parso molto sopravvalutato: a parte Rosemary's Baby, fatico a trovare un altro suo film che possa essere considerato davvero memorabile (il che non vuol dire che facciano tutti schifo, anzi, ma da qui a considerarlo tra i più importanti registi viventi ce ne passa).

Voto: 5.

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lunedì 23 gennaio 2006

stealth

Ero convinto che Stealth fosse brutto, ma non credevo fosse così brutto.

Nell'immediato futuro la marina degli Stati Uniti sta sperimentando un nuovo prototipo di caccia/bombardiere/caffettiera senza pilota.
Una ficata pazzesca: l'aggeggio è dotato di serie di vetri oscurabili, linea aggressiva, armamento futuribile e - tenersi forte - va a metano!!! Gran bazza per le giornate di stop del traffico... :-O
Neanche a dirlo al comando c'è una intelligenza artificiale basata su una serie di paroloni ad effetto (genetic-neural-pital-next-gen) che gli conferiscono una personalità sbarazzina ed un fastidioso senso del dovere.

Per l'addestramento (eh, oh...) viene inserito nella squadriglia di punta della marina, così composta:

  • Figaccione Vero Americano®: scavezzacollo ma tecnicamente insuperabile, segretamente innamorato della...
  • Strafiga, sopravvissuta al remake di Non Aprite Quella Porta e soprattutto al temibile Settimo Cielo; rompiballe piena di scrupoli morali (eh beh, brava soldatina!),
  • Il nero, grande sciupafemmine, sempre buono per morire presto e fornire agli altri motivo di vendetta.

Va tutto bene e l'allegro gruppetto bombarda in qua e in là i nemici della democrazia fintanto non accade l'imprevedibile: il nostro eroico aeroplanino viene colpito da un fulmine (sì, non ci si crede...) e diventa malvagio.
Puttana scorreggia, lo sapevo che dovevano metterci la messa a terra...

L'empio veivolo inizia a ravanare tra i piani segreti del governo (saggio lasciarli su internet...) e decide che è ora di bombardare un po' i vecchi Boris del cazzo.
Parte dunque un'avvincente inseguimento aereo, con i buoni alla caccia del jet cattivo mentre gli alti papaveri di Washington sono impegnati ad insabbiare il tutto, anche a scapito della vita dei nostri eroi! Ah, stolti accecati dalla sete di potere! Peeentitevi! ;-)

Nel mezzo, tanto per non farsi mancare nulla, la sgnoccola precipita in Corea Del Nord (oh, ma tra tutti i posti sfigati del pianeta...) e ci si fa una capatina anche in Alaska, Tailandia, Kagikistan (o altro -stan equivalente) e Birmania (che mi rifiuto di chiamare Myanmar, e se non gli va bene che mi dichiarino pure guerra).
Va bene che vanno a metano e consumano poco, ma le prestazioni e l'autonomia dovrebbero risentirne. Questi cosi invece, da un calcolo approssimato, viaggiano a circa 6.000 km/h ed hanno dei bei bomboloni che gli consentono di fare forse anche 20 o 30.000 km senza scalo. Non male... prendo il modello coi cerchi in lega! :-)

Sceneggiatura imbarazzante, i dialoghi più verbosi e farciti di frasi ad effetto della storia del cinema, regia fetente contribuiscono alla creazione di un trash ultra-moderno. Lo spettatore trascorrerà il 90% del tempo con le braccia alzate in segno di esultanza per le puttanate olimpioniche mostrate.

Lezione imparata: dotare di un arsenale un prototipo di cui neanche il progettista capisce appieno il funzionamente non è una grande idea.
E, per la serie forse non tutti sanno che...: gli USA hanno sparse nei cieli di tutti stati più merdosi del mondo delle mega-cisterne aviotrasportate senza pilota che girano in tondo in attesa che qualcuno venga a fare self-service. :-P

Stupendo. Ah: finale con colpo di schiena! Guardate fin dopo tutti i titoli di coda!
Voto: 1. Trashometro® 10/10:

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sabato 21 gennaio 2006

eternal...

Sospetto di non essere il primo a far notare quanto eminentemente idiota sia il titolo italiano "Se Mi Lasci Ti Cancello", per Eternal Sunshine of the Spotless Mind.
Detto questo e nonostante ci siano alcuni attori che di norma non apprezzo molto (ma che qui si rivelano proprio bravi, Jim Carrey e Kate Winslet in primis), devo dire che il film è davvero molto bello.

[questo paragrafo contiene un leggerissimo spoiler, ma la trama è nota e tutto sommato prevedibile]
Joel è solitario e taciturno, Clementine allegra ed estroversa; si conoscono e si innamorano, ma presto le cose cominceranno ad andar male, fino al punto in cui Clementine decide di farsi rimuovere dalla memoria tutti i ricordi di Joel. A sua volta, Joel, prende atto d'averla persa, e si sottopone allo stesso procedimento che progressivamente gli azzererà la memoria di Clementine, partendo dai ricordi più recenti via via fino all'inizio della loro storia.
Ben presto capiranno che rimuovere i ricordi felici, assieme a quelli brutti, non è stata poi una grande pensata.

Originale e ben congeniato, gioca molto sul contrasto tra i caratteri dei protagonisti. Toccante e commovente, riesce però a non essere mai melenso ed anzi, viviseziona in maniera molto cruda gli alti e bassi della coppia.

Voto: 9.

/me pensa di aver visto troppe cose belle ultimamente e sente il bisogno di ricominciare tutta la serie dei Film Di Ninja®... :-)

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giovedì 19 gennaio 2006

star wars

Ogni tanto mi tolgo lo sfizio di vedermi in rapida successione (diciamo nell'arco di una settimana) Star Wars, episiodi IV, V e VI.

Questa volta, dopo almeno un paio d'anni (ripresomi almeno in parte dalle delusioni dei recenti prequel), in lingua originale da DVD. Qualità video e audio superba, devo dire.

Lo so che a misurarla col bilancino anche la saga originale non mancava di difetti (l'eccesso di Ewoks nell'episodio VI è sotto gli occhi di tutti ;-)), ma tutte le volte l'amore ha il sopravvento, che ci posso fare? :-)
Grandiosa, epica, avventurosa, pomposa. LA saga per definizione.

Voto complessivo: 10.

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lunedì 16 gennaio 2006

(rivisto) the killer

John Woo, Yun-Fat Chow, pistole, colombe, ralenti e una chiesa: in fondo basta poco per fare un capolavoro come The Killer! ;-)

Jeffrey è un killer di professione che nel corso di una azione ferisce agli occhi una bella ragazza; da quel momento la sua missione diventa trovare il denaro per ridarle la vista. Avrà contro i suoi ex datori di lavoro e la polizia.

Stupenda la costruzione dei rapporti tra Jeffrey e gli altri protagonisti: il poliziotto che lo insegue e che in fondo non è molto diverso da lui, la ragazza vittima da salvare (sperando così di salvare anche se stessi) e l'amico e collega killer, che verrà costretto a tradirlo.

Superbe le sparatorie: armi a colpi infiniti, cumuli di cadaveri e pose maraglie. Ricordarsi di raccogliere la mascella da terra, una volta finite. :-)
Indimenticabili anche le scene di stallo con le pistole puntate.

Un difetto? Beh, a parte Chow Yun-Fat, sono tutti uguali! Anche se a dire il vero i vari A Better Tomorrow erano anche peggio, sotto questo aspetto...

Voto: 10.

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giovedì 12 gennaio 2006

a busta mashin!

Nel 1988 - mentre un malinconico crepuscolo calava su un'epoca nella quale i robottoni erano Veri Robottoni e si componevano con i pezzi di cinque o sei altri veicoli (di cui uno dedicato al fare la sola faccia! sia mai che gli manchi la faccia!) ed avevano i cingoli sotto i piedi, pur passando metà del tempo a mezz'aria in pose epiche - arrivò Gunbuster, sei OAV da 30 minuti l'uno.

In un futuro prossimo l'umanità ha appena scoperto i viaggi a velocità ultra-luce, ed inizia ad andarsene a zonzo nella galassia. La cosa non va però a genio ad un branco di creature aliene, che subito iniziano a distruggere le navi umane, e si preparano ad attaccare la Terra.

Sul pianeta si stanno addestrando delle armate al combattimento su dei mech, nella speranza di contrastare gli invasori. Tra le allieve della sezione femminile c'è anche Noriko figlia del comandante della prima nave umana distrutta dagli alieni (sì, un'orfana; pare che fare figli sia la prima causa di morte tra i giapponesi... ;-))

Il primo episodio può lasciare perplessi, con la presentazione delle protagoniste e poco altro; dal secondo però le cose si complicano: un oggetto sta viaggiando ad una velocità di poco inferiore a c in direzione del sistema solare. Viene organizzata una spedizione di ricognizione e, affiancato l'oggetto, si scoprirà con stupore che non si tratta di un alieno invasore...

La serie punta molto sullo sviluppo caratteriale dei protagonisti, ma abbondano anche gli elementi puramente fantascientifici usati, devo dire, davvero bene: viaggi a velocità luce (e loro conseguenze sullo scorrere del tempo), sviluppo di nuove armi e teorie sulla vera natura dei nemici.

Ovviamente per certi aspetti può spiazzare: ci sono i robottoni e c'è (ovvio!) IL robottone più fico di tutti (c'ha pure i cingoli ai piedi!), tutti aspetti che fanno davvero anni '80, quando non '70.
Però nel complesso risulta un'opera miliare nel genere, pur essendo per molti aspetti fuori dal genere, forse col difetto di essere troppo breve e di richiedere a volte uno sforzo eccessivo per accettare per buone alcune cose che meritavano un maggior spazio/approfondimento (che Noriko sia così dispiaciuta per quel che succede a Smith non appare molto verosimile, se si considera da quanto si conoscevano...)

La serie si distingue anche per una quantità di fan service (quasi) eccessivo, chiaro segno che ci ha lavorato quel maiale di Yoshiyuki Sadamoto. :-)

Ah: è solo in giapponese sottotitolato in italiano; vuole la leggenda che i master originali con le tracce audio separate siano andati persi (complimenti a loro e a chi non ha voglia di rifarli).
La parte tragica è che, come noto, i giapponesi sono geneticamente impossibilitati a pronunciare correttamente i termini stranieri. Nonostante ciò si ostinano ad inserire decine di termini inglesi in ogni dove (sentire "coach" pronunciato come "coachie" fa un po' impressione...)

Voto: 8.

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lunedì 9 gennaio 2006

...ma si pronuncia Fronkensteen!!!

Rinviato a più riprese, consci che questo avrebbe fatto davvero male, alla fine è giunto anche il turno di The Lab e, invero, ha fatto davvero male.

Nella città più lercia del pianeta (monnezza ovunque, l'interno più bello è una topaia), un esimio dottore prosegue da 200 anni i suoi esperimenti sull'immortalità mettendo insieme pezzi di cadaveri che fa rivere grazie alla bioingegneria. Se vi ricorda qualcosa (l'isola dei famosi a parte ;-)) sappiate che il titolo originale di questo film per la TV (meglio se spenta) è Frankenstein.
Purtroppo questi "cadaveri diversamente abili" sembrano non essere proprio a posto di melone e si mettono a fare cose strane, tipo cercare di uccidere il buon dottore, cercare di suicidarsi, cercare un politico onesto e cose così.
Alcuni di questi strani cadaveri di cadaveri vengono rinvenuti dalla polizia che si mette d'impegno per sbrogliare la matassa; non ne ricaveranno in realtà un granché, salvo un scontro con un fortissimo, rochissimo e frankensteinissimoMichael Madsen che, per non perdere le sue sane abitudini, timbra il cartellino anche in questo fetentissimo film.

Il finale, aperto e in sospeso, appare come una minaccia di un seguito se non addirittura di una serie per la TV, auspicabile quanto una epidemia di dissenteria esplosiva.

Dal regista del remake di Non Aprite Quella Porta non ci si poteva proprio aspettare un filmone, ma una simile brodaglia assurda, noiosa e sconclusionata mi ha ricordato per certi versi lo stile di quelll'anti-cinema di Albert Pyun (autore di un buon numero di film di cyborg e di qualche titolone con Christopher Lambert, per dire il livello...)

Voto: 1. Trashometro® 2/10:

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