Casa del Trashometro
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lunedì 27 novembre 2006

killer's kiss

Con Il Bacio dell'Assassino ho (quasi: Paura e Desiderio ancora mi manca) completato l'intera filmografia di Stanley Kubrick.

Un pugile che sul piano agonistico sta imboccando il viale del tramonto salva una ballerina dal suo amante (e datore di lavoro) violento; i due si innamoreranno, ma dovranno vedersela con l'ex di lei.

Girato nel 55, precede di poco l'impressionante sfilza di capolavori che seguiranno; film molto canonico, ma con una trama solida e ben sviluppata. Pur non paragonabile ad un titolo come Rapina a Mano Armata (girato solo un anno dopo) presenta comunque alcuni ottimi momenti, come la narrazione della vita della ragazza, accompagnata dalla danza della ballerina classica. Gli attori, ahiloro, sono mediocri (lei è oggettivamente bella, ma in quanto a recitazione lascia molto a desiderare).

Voto: 6.5.
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sabato 25 novembre 2006

Blood Sugar Sex Magik!

Questo Tizio doveva davvero essere convinto della bontà delle sue idee, se è arrivato a scrivere, produrre e dirigere una mega-produzione come London Voodoo tutto da solo... ;-)

Ora... se avete letto il titolo, potete risparmiarvi di vedere il film (che pure è bellissimo, quasi quanto il titolo stesso).
Siamo a Londra.
C'è il voodoo.
Che altro?

Ok... una coppia americana si trasferisce in Inghilterra; il maritino lavora nella city e la mogliettina resta a casa a badare alla bambina appena nata. Durante i lavori di ristrutturazione della casa, trova in cantina due cadaveri tutti agghindati per un rito voodoo; prontamente lo spirito malvagio (o benevolo? Mah...) si impossessa della signora che inizia a praticare Lo Voodoo® con lo zucchero e quel che trova in casa.
Nel mentre il marito, meno fesso di quel che sembra, si accoppia con la babysitter.
Ci sono sicuramente altri personaggi ed eventi, ma la parte sulla coppia morta un secolo fa vittima di un rito voodoo non mi è risultata chiarissima... di sicuro per colpa mia! :-)

Riprovevole sotto tutti gli aspetti (la babysitter neanche mostra le tettine...), un film girato in digitale ed in ultra-economia: tutto si svolge in due o tre locations, e parcheggiate in strada ci sono sempre le stesse auto. :-|

Cose imparate: il voodoo è potetente, e può essere usato per allungare a dismisura la durata e la dolorosità di un già pessimo film.

Voto: 1. Trashometro® 3/10: (farà parecchio male).
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giovedì 23 novembre 2006

splatter!

James Gunn, già troma-man di lungo corso, recluta il mitico Nathan Fillion per la sua prima "mega"produzione splatter: Slither.

Vengono ripresi tutti i cliché del genere: un meteorite precipita nei pressi di un paesello americano, e - come tutti i meteoriti che si rispettino - ha al suo interno un orribile simbionte alieno, che prende possesso del primo che gli capita a tiro e lo usa per riprodursi e seminare morte e distruzione!
Il tutto viene rivisitato in chiave ironica: i vermoni, le "incubatrici" e la reazione della popolazione.

Fatto da amanti del genere, per amanti del genere. :-)

Voto: 6.5.
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mercoledì 22 novembre 2006

[ninja] ninja dragon


Gordon si allena a fare le boccacce.

Un summit internazionale ad alto livello nel quale dei pirla si giocheranno a poker delle automobiline e dei palazzi di Hotel.

Bruce Stallion (o Paulo Tocha) sarà un degno avversario.

La vera forza dei film di ninja è che presentano sempre qualcosa di nuovo - dato che la parte "originale" è sempre diversa ed è impossibile che l'abbiate già vista, essendo composta dei più laidi film hong-kongesi abortiti in fase di produzione - ed al tempo stesso tutte le volte si hanno degli elementi a cui si è abituati: i fessi in costumone da ninja ed i soliti combattimenti girati quasi tutti nello stesso parchetto pubblico. :-)

Ninja Dragon è un pregevole esempio di tutto ciò: nel girato asiatico abbiamo una improbabile guerra territoriale tra due gang, con l'equilibrio rotto dall'omicidio del vecchio e saggio capo-banda, fatto questo che apre una tremenda faida interna ad una delle famiglie di cui francamente ci si capisce il giusto ed in fondo in fondo non è che ci freghi poi molto... ;-)
Nella parte ninja il grande Richard Harrison - qui spalleggiato niente popo' di meno che da Quel Bel Tipo Di Pierre Tremblay - si trova di fronte un nuovo temibile avversario: Paulo Tocha (in arte Bruce Stallion)!

La parte asiatica è confusionaria all'estremo ed ha un numero di comparse paragonabile solo a Ben-Hur: omicidi in massa, sparatorie, improbabili capi-mafia in asciugamano, tradimenti (Benjamin, non faaarlo! ;-)) e meeting al cimitero; la parte occidentale ha una improbabile scusa sul perché non si incontrino mai con gli altri tizi (fondamentalmente perché non sono nello stesso film!) e sui motivi della faida ninja.
Non ha molta importanza: ciò che conta è che i combattimenti sono abbastanza e di eccelso livello! :-D

Voto: 2. Trashometro® 10/10:
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venerdì 17 novembre 2006

sleepers

Rivisto Sleepers, questa volta cercando di capire come mai tante volte la critica lo abbia affossato. Non l'ho mica capito neanche questa volta...

Film "narrato" dall'inizio alla fine, storia di adolescenti di Hell's Kitchen la cui vita viene distrutta nel riformatorio dove vengono rinchiusi; storia di cosa sono diventati, ma soprattutto storia di morale e di etica.
Un cast fenomenale, un discreto regista (quando ne aveva voglia), una solida sceneggiatura, ottimi dialoghi ed una eccellente fotografia. Più di così...

Voto: 8.
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martedì 14 novembre 2006

[ninja] The Ultimate Ninja


Non fosse bastato il golden ninja warrior, ora ci tocca pure scannarci per il black ninja.

Quest'anno il rosa va molto, tra i poliziotti sotto copertura; in alto a destra, Roger e la sua ascia d'alluminio.

Stuart Smith punta il suo dito più accusatore sul black ninja, fonte di potere e disgrazie.


Gran filmone, The Ultimate Ninja...
Roger sa bene che, più che servire in paradiso, è preferibile essere padroni all'inferno. Raduna dunque il suo fido evil bunch of ruffians (le definizioni non le decido io) e parte per la conquista del villaggio di Ronald, che proteggeva con benevolenza quattro capanne sperdute nella giungla.
Valeva proprio la pena di conquistare cotale immondenzaio a cui non manca proprio nulla: c'è la locanda dove servono brodaglia, c'è il vecchietto del paese, ci sono un paio di stupratori (d'ordinanza nei film di ninja), ci sono i figli del Ronald che tramano vendetta e lì vicino c'è pure la pozza d'acqua putrescente dove gli abitanti vanno a prendersi la malaria, le rare volte che restano senza...

Nel mentre, in un film del tutto disgiungo, Victor (quel Stuart Smith che di mestiere fa l'Evil Ninja Leader) ruba quel pezzo di plastilina che è il Black Ninja Warrior, dopo aver ucciso Il Maestro (as usual); lo stolto crede di avere tutto il potere ninja nelle proprie mani, non fosse per il fatto che Charles (magistralmente interpretato dall'eroico Bruce Baron) possiede il Golden Ninja Warrior e si mette sulle tracce del ladro.

Incollate insieme senza troppo impegno in fase di doppiaggio, le due trama proseguono bellamente ognuna per i fatti propri: Jimmy, uno dei tanti figli che Ronald aveva sparso per il mondo, si batterà con Roger assieme ad alcuni tizi che passavano per caso dal villaggio e che si riveleranno essere agenti governativi in borghese (o almeno così l'ho capita io), mentre Charles penserà a sistemare Victor.
Uno dei ninja movies con la maggior quantità di combattimenti: di eccelso livello (si fa per dire) quelli tra ninja, ma anche nel girato hong-kongese non si perde una occasione per menare le mani: ci si picchia per combattersi, per salutarsi, per pagare il conto al ristorante ed in generale per passare il tempo.

Bello bello bello, anche se - volendo cercare il pelo nell'uovo - viene dato davvero troppo poco spazio a Quel Bel Tipo Di Pierre Tremblay. :-)

Voto: 2 Trashometro® 10/10:
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sabato 11 novembre 2006

flags of our fathers

Sono rimasto abbastanza deluso da Clint Eastwood, e non succedeva da un bel po' di tempo :-(
Non è che Flags of Our Fathers sia un pessimo film, anzi, ma un film di guerra diretto da zio Clint prometteva decisamente di più - e il soggetto lo avrebbe meritato.

Narrando la storia della battaglia per la conquista dell'isola di Iwo Jima, il film si concentra sulla storica fotografia dei soldati che issano la bandiera americana.
Più che raccontare gli avvenimenti della battaglia, il film parte da quell'evento (avvenuto nei primi giorni) e segue le vicende dei sei soldati ritratti nella foto, diventati immediatamente popolarissimi nel loro paese al punto che i superstiti vennero richiamati in patria per partecipare a tour di raccolta fondi per finanziare la guerra.
La forza della propaganda è enorme, anche quando c'è ben poco eroismo in chi ha compiuto l'impresa.

Il film - come dicevo - ha dei difetti non piccoli: intanto, in un film di guerra che dura 132 minuti, avere circa 30/40 minuti di battaglia ed il resto a seguire le vicende di un marines indiano ubriaco mi sembra davvero una sproporzione. L'approfondimento dei personaggi poi è superficiale: tutti troppo "piatti" e, per giunta, interpretati da attori oggettivamente mediocri (monoespressivi all'estremo; ok che dovevano impersonare dei marines, ma insomma...)
Troppo frammentario poi il montaggio con continui e confusi salti dal campo di battaglia ai tour propagandistici, che non aiutano a definire i personaggi (oddio: a volte è persino difficile riconoscerli, figuriamoci provare interesse).
Scarsissima la definizione del contesto storico (buono quello sociopolitico-economico interno, nullo quello militare), con i giapponesi che non sono altro che canne di fucili rinchiusi nei tunnel. Il quarto d'ora finale narrato risulta pesante ed un po' raffazzonato.

Non è tutto da buttare, però: le (poche) scene di battaglia sono comunque "crude" quanto serve e di buon livello (ma non si arriva neanche vicino alla perfezione di Salvate il Soldato Ryan) ed in due o tre occasioni Clint tira fuori delle discrete perle di regia.

Nel complesso una occasione sprecata; c'è però speranza che l'altro film girato in contemporanea, Letters from Iwo Jima che narra gli stessi eventi dal punto di vista dei giapponesi, possa essere migliore.

Voto: 6.5
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giovedì 9 novembre 2006

formichine assassine!

Stupidi, patetici esseri umani! Sprecano il loro tempo preoccupandosi di sciocchezze quali l'effetto serra, il cancro ed il nucleare "civile" iraniano, quando neppure si rendono conto che ben presto avranno di fronte un nemico ben più temibile e letale: le formichine assassine!
Formichine assassine che, per inciso, io riconosco fin d'ora come mie signore e padrone assolute. ;-)

La Legione delle Formiche Assassine (anche Marabunta - Attacco alla terra, Marabunta, Legion of Fire: Killer Ants! ed un'altra mezza dozzina di AKA usati suppongo per sfuggire al fisco) è un filmone horror proprio degno del proprio titolo.
Già parte malissimo: un fetente film horror che si rispetti inizia con "la storia che state per vedere è veramente accaduta...", ma le formichine assassine no! Loro devono far diverso e coprirsi di ridicolo annunciando "la storia che state per vedere potrebbe accadere anche domani!"
Persa fin dall'inizio ogni dignità - che è già un bel pensiero in meno ;-) - siamo subito proiettati nel vivo dell'azione: in Alaska il risveglio di un vulcano fa aumentare la temperatura del sottosuolo, rendendolo habitat ideale per una specie di orrende formiche divora-uomini brasiliane (le Marabunta del titolo).
Tali creaturine passano la giornata devastando tutto ciò che si pone sul loro cammino e che non sia in grado di spostare il proprio pesantissimo culo ad una velocità superiore ai 2 metri al minuto, ivi inclusi - dunque - tutti quei moscioni degli americani che abitano nelle vicinanze. ;-)
Ora, non mi sento davvero di perdere tempo raccontando il resto della trama che vede coinvolti (implicati, oserei dire) un entomologo di fama mondiale (per "qualcosaltro", immagino ;-)), una maestrina, un cinnozzo, un po' di poliziotti (tra cui il mitico Skinner di X-Files) ed un grande capo indiano. Né mi sento di sparare sulla croce rossa (pardon, sul cristallo azzurro o quel cacchio che è adesso) citando la recitazione, la regia, la sceneggiatura e gli imbarazzanti effetti speciali.
Se non siete davvero appassionati di trash, sappiate solo che questo film farà decisamente più male che bene; i Veri Credenti potranno invece divertirsi con la trama ridicola, i bellissimi teschi di plastica e l'eccellente approfondimento dei personaggi (la gente muore come mosche, ma non frega niente a nessuno... ;-))


Voto: 1. Trashometro® 8/10: (beware the killer ants!)
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