Casa del Trashometro
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giovedì 30 agosto 2007

salve, sono Jason parte quinta...

Slasher come non se ne fanno più, il caro vecchio Venerdì 13: il terrore continua... :-)

In un matticomio in una zona rurale degli Stati Uniti compare come per magia un assassino che segue il modus operandi del nostro caro amico Jason Voorhees, che in teoria è un po' morto negli episodi precedenti, ma non importa.
Neanche a dirlo tutto prosegue come prima, con la polizia che neanche ci prova a catturarlo, mentre i giovani continuano a pomiciare prematrimonialmente (cosa che, è noto, è la prima causa di morte negli Stati Uniti... ;-)).

I sospetti vanno da un giovane mattucchino taciturno ai vicini di casa bifolchi e più sbiellati dei matti; qual sorpresa, quando l'identità e le motivazioni del vero assassino verranno rivelate (oddio, ci si arriva dopo mezz'ora dall'inizio, ma facciamo pur finta di essere rimasti stupiti).
E non ci crederete: finale aperto per il seguito! ;-)

Mutilazioni, omicidi, decapitazioni, amputazioni e sbrindellamenti vari: se piace il genere, la saga di Jason non si è mai fatta mancare nulla, in merito.
Se il primo era un ottimo horror, anche i seguiti risultano nel complesso accettabili se quel che si cerca sono un po' di sbudellamenti e non-sense in stile horror anni '80. :-)
Peccato che il gusto delle nuove generazioni e le varie censure non consentano più la realizzazione di simili serie: i film pseudo-splatter attuali hanno ben poco a che spartire con queste vecchie glorie. :-|

Voto: 5. (mantiene ciò che promette).
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martedì 28 agosto 2007

Dracula Bis!

Non che si sia visto il primo, ma che importa? Questo Dracula II: Ascension risulta già sufficientemente trash di suo, anche senza scomodare la trilogia di cui fa parte.

Diretto da un tale e scritto da un altro tale che ha firmato alcune delle più recenti catastrofi horror, questa trilogia porta un inconfondibile marchio di qualità: "presentato da Wes Craven", che non ha mai presentato o prodotto nulla che fosse meno di atroce. :-)

Uno SIENSIATO paraplegico si imbatte in un caso incredibile: la fidanzata/assistente topina trova, nell'obitorio in cui lavora, il corpo carbonizzato di un vampiro.
Trasportato in una catapecchia i due, con la collaborazione di un paio di allievi di Err Professor, lo resuscitano immergendolo nel sangue.
Il simpatico non-morto, che ricorda in maniera inquietante Billy Idol, verrà imprigionato ed usato per i loro esperimenti, nella speranza di curare il professorone e/o farci un sacco di baiocchi.
Sulle loro tracce niente meno che Jason Scott Lee, il più improbabile cacciatore di vampiri che la storia ricordi (qui in missione per conto di Roy Scheider, niente meno...)

La storia è di una stupidità disarmante ed i vampiri sono temibili quanto pacioccosi micetti, essendo vulnerabili a più o meno tutto: luce del sole, paletti, acqua santa, argento, pasta al pesto e chi più ne ha più ne metta.
Da segnalare la scena trash col vampiro che si libera e conta i granelli di sabbia (do not ask) ed in generale le situazioni improbabili e la dabbenaggine dei protagonisti.

Non tralasciando un po' fan-service, il film promette molto ma mostra poco, annoverando nel cast financo Brande Roderick, nota coniglietta di playboy e Baywatch-ara la cui biografia su IMDb inizia con "Beautiful and talented", azzeccandone quanto meno una su due. :-)

Voto: 3. Trashometro® 6/10: (trash moderno e patinato, che si crede pure d'essere!)
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domenica 26 agosto 2007

Wu Tang vs. Ninja!


Il potente Wu Tang-aro White ricarica le batterie.

Un acido trasforma un monaco in uno zombie.

Per quanto possa apparire improbabile, questo tappeto volante è un ninja.

Capolavoro assoluto, questo Wu Tang vs. Ninja - anche noto come "The Ninja Hunter", "Shaolin Hero", "Ren zhe da jue dou" e "Yan je dai kuet dau", un po' per sfuggire al fisco ed un po' nella speranza di rifilare più volte la stessa vaccata all'incauto acquirente.

Il malvagio capo Wu Tang Abbot White - il sempre ben pettinato Jack Long - si allea con i ninja (il che per inciso contraddice il titolo! :-$) al fine di fondare un impero malvagio.
Si spianerà la strada annientando i più forti guerrieri Shaolin e addirittura mettendo quel fesso dell'imperatore contro di loro e/o uccidendo l'imperatore stesso, su questo punto la trama è un tantino confusa...
Ormai sembra imbattibile e trascorre le sue giornate tra una Risata Malvagia® ed il privar giovani donne della loro forza vitale tramite un complesso rituale che lo rende pressoché invincibile.
Ciò che non sa è che nel profondo della foresta due giovani guerrieri (ed uno è niente meno che Alexander Lou!) vengono addestrati da due saggi maestri - tra cui una donna! Come son liberal, questi shaolin... ;-) - alla poootentissima tecnica dello Shaolin Finger Jab, che consiste nel farsi malissimo alle dita piantandole contro giare di terracotta.
Contenti loro... ma torniamo a noi: l'arrivo di una giovane depositaria del manuale delle tecniche segrete (delle Giovani Marmotte, si presume) completerà l'opera: ormai sono pronti a sfidare il malvagio Wu Tang-aro!

Un'ora e mezza di scontri memorabili, con quantità industriali di fili e tappeti elastici: tutti sono quasi costantemente a mezz'aria e quando sono a terra si muovono accelerati come neanche nelle comiche di Benny Hill; ogni scusa è buona per menare le mani e shuriken e bombette colorate si sprecano.
La trama è demenziale e non ci si preoccupa troppo di cucire assieme i vari pezzi: l'importante è che tutto finisca in rissa, e visto l'impressionante numero di comparse la cosa non riesce difficile.
Regia roboante di Wu Kuo Jen - lo stesso di The Super Ninja (già recensito in precedenza) che si porta dietro un bel po' di fessi già visti nel suo film prcedente.

Da non perdere:
  • il monaco cosparso d'acido che si tramuta in uno zombie.
  • White che fa il pieno d'energia vitale con tanto di tacchette colorate stile cellulare.
  • alcuni dialoghi pieni di Evil Laughter.
  • la gag dei monaci guardoni.
  • il trailer che è un riversamento dalla versione in VHS, con tanto di tracking.
  • il colpo finale odontoiatrico.
  • il ninja che per farsi bello si fa i baffetti stile Hitler.
  • il ninja che si trasforma in tappeto volante!!!


Delirante come pochi, piacerà molto agli amanti del trash e dei peggiori Z-movie di kung fu.

Voto: 2. Trashometro® 10/10:
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sabato 25 agosto 2007

robocop

Prima che la senilità prendesse il sopravvento, Paul Verhoeven aveva un certo tocco in fatto di brutalità.

In questo senso RoboCop resta uno dei suoi apici, pieno di violenza e crudeltà anni '80 come ora non se ne fanno più (che sennò la mammina protesta per le schifezze che il bimbo è costretto a guardarsi, dopo che lei lo ha trascinato al cinema credendo che tutti i film fossero come Bianca Neve Sotto i Nani... errr... Biancaneve e i Sette Nani... ;-)).

Un futuro distopico che somiglia fastidiosamente al presente (dell'epoca), nel quale solo la volontà di un singolo - seppur non esattamente umano - può opporsi al male ed alla corruzzione ormai endemica e non più condannata dalla società.
Violenza, sparatorie, un protagonista tozzo come pochi e dialoghi da storia del cinema d'azione; più di così non si può davvero chiedere al genere. :-)

La recente edizione in doppio DVD mi lascia perlesso: discreta senza morirci dietro la compressione video, i due dischi con la versione classica e quella "del regista" sembrano francamente indistinguibili se non per un paio di dettagli insignificanti.
Simpatici ed abbondanti gli extra.
Visto in lingua originale non è male, ma ormai il doppiaggio italiano mi è entrato nel sangue che "fa un po' strano" sentirli parlare con voci differenti.

Sempre di Verhoeven, in tema di nefandezze, consiglio L'Amore e il Sangue (già recensito qui).

Voto: 8.5. Vivo o morto tu verrai con me!
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giovedì 23 agosto 2007

the prestige

Visto, in clamoroso ritardo, The Prestige.
Nell'Inghilterra vittoriana l'amicizia tra due apprendisti prestigiatori si interromperà tragicamente, quando la moglie di uno dei due finirà uccisa forse per un errore dell'altro.

Le rispettive carriere proseguono separate, ma la rivalità non farà che accrescersi: da una parte si cercherà l'omicidio per vendicare la moglie, dall'altra l'umiliazione del rivale.
È un'epoca di grandi meraviglie; i trucchi non bastano più e sempre più spesso si fa ricorso alla scienza, che ormai va confondendosi con la magia: l'entrata in scena di Nicola Tesla stravolgerà il gioco tra i due prestigiatori.

Una sceneggiatura complessa e brillante, con dei tocchi di classe e genio: la lettura incrociata dei diari, i doppiogiochi ed i colpi di scena.
Geniale inscenare la rivalità tra Tesla ed Edison quasi come se le guerre tra scienziati fossero l'equivalente vittoriano delle turf war tra gangsta rapper. :-)
Cast di primordine per una ottima regia di Christopher Nolan (che personalmente mi aveva deluso in Batman Begins). Immenso David Bowie.

Il film prosegue in una atmosfera che rasenta il surreale, eppure nonostante tutto si fa in modo che allo spettatore resti sempre ben chiaro il tema portante, ovvero la rivalità tra i due uomini.

Voto: 8.
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martedì 21 agosto 2007

infernal affairs II

Difficile, dopo un grande successo, tirarsi indietro di fronte alle sirene che invitano a fare seguiti su seguiti; molti ci sono caduti e tantissimi si sono scottati.
Wai Keung Lau e Siu Fai Mak, reduci dal successo del primo Infernal Affairs, non perdono l'occasione per cimentarsi in un secondo capitolo; quello che sorprende è che anche questa volta sono riusciti a creare un ottimo film con una trama solida ed appassionante.

Infernal Affairs II si presenta come un prequel alle vicende del primo capitolo, spiegando come e perché polizia e gangster sono arrivati ad infiltrare i rispettivi uomini nell'altrui organizzazione. Assistiamo alla genesi ed all'ascesa del boss Sam (anch'egli coi suoi impensabili trascorsi) al centro di una spietata lotta per il controllo del crimine ad Hong-Kong nei turbolenti anni del ritorno alla Cina.
Sparatorie, doppi giochi, amore e vendetta in una trama eccellente che si incastra alla perfezione con quanto narrato nel primo film.
Dopo una partenza un po' lenta e confusa che rischia di spiazzare un poco, il film carbura man mano che vengono fornite spiegazioni sui vari ruoli, in un crescendo che porterà ad un finale da brividi lungo la schiena.

Decenti - senza eccedere - gli interpreti (ma apprezzo molto Eric Tsang), sempre brillante la regia: pulita ed impeccabile, non si fa mancare un paio di perle notevoli.
Assolutamente da vedere dopo il primo.

Voto: 8. Non vedo l'ora di guardare il terzo, che ho già in casa.
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