Casa del Trashometro
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sabato 17 gennaio 2009

lasciami entrare

Dopo aver letto svariate recensioni entusiastiche di Lasciami Entrare, devo dire che le mie aspettative piuttosto alte sono andate in parte deluse. :-|
Non un brutto film, per carità, ma mi ha lasciato un po' la sensazione di occasione parzialmente sprecata.
Perché le idee ci sono, i personaggi anche e non mancano neppure le scene davvero ben costruite (la piscina, nel finale, è un gioiellino, ma anche tutti gli assalti della protagonista), dove pecca a mio avviso è nel ritmo e nel contorno alla storia.

Dodicenne svedese, vittima dei bulli locali, fa amicizia con una ragazzina (più o meno) coetanea che ha la peculiare caratteristica di essere una vampiressa; staccandosi da molti altri film del genere, qui si evitano battute di caccia al mostro e pure smancerie adolescenziali: solitudine e paura sono i temi portanti del film.

Dicevo del ritmo, non esattamente brillante: non sarebbe neanche un problema in sé, ma i tempi morti andrebbero riempiti con qualcosa che contribuisca all'atmosfera del film - qui invece abbiamo uno sfondo poco interessante e poco comprensibile. Certo, periferia degradata, ok, ma alcuni dei personaggi sono troppo abbozzati per far presa sullo spettatore.
Il vero problema è che si ha la sensazione che molte cose siano state solo accennate, ma ci si sia sentiti in dovere di mettercele comunque perché c'erano nel libro. Passi per l'accompagnatore di Eli, ma il resto degli abitanti della zona sono figure bidimensionali, così come il padre di Oskar (per tacere del suo misterioso ospite - chi è? quale il suo ruolo nell'economia della storia?)
E potrei continuare: i litigi tra i due coniugi di mezz'età? Le stesse intenzioni del marito, che cerca vendetta dopo la morte della moglie e dell'amico, sono mal strutturate.
Non dubito che sulla carta tutto funzioni ed abbia un senso, ma non è così che si fa un film: se ci metti un personaggio, devi fare in modo che abbia un senso.

Per il resto, discretamente diretto nelle sua parti d'azione (tutti gli attacchi sono notevoli, e torno a ricordare la scena in piscina), ma con alcune cadute di stile: penso all'incendio all'ospedale e all'attacco dei gatti.

Menzione di merito per Eli, interpretata e resa in maniera davvero stupenda.

Voto: 6. Ma-mi-mo... resta la sensazione che senza aver letto il libro molti pezzi non li si riesca a cogliere (ma a quel punto...)
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1 commenti:

Eraserhead ha detto...

Tutto condivisibile quello che scrivi.
Però secondo me il duo Oskar-Eli riesce ad offuscare tutto il contorno, che, pur essendo, come dici tu, bidimensionale, piatto e senza profondità, non sminuisce il valore del film.
Resta aperta la questione di Eli e dei suoi attributi.

Ammazza oh abbiamo visto gli stessi film al cinema ultimamente :D

Saluti
E.