Casa del Trashometro
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sabato 6 giugno 2009

terminator salvation

Piuttosto futile, questo Terminator Salvation.
Con questo non voglio dire che non abbia i suoi meriti; ad esempio ha fatto molto in tema di diritti civili: fa infatti molto piacere sapere che non solo se ad uno tira il culo può liberamente decidere di farsi chiamare McG, ma addirittura che - nonostante questo evidente handicap - può pure riuscire a farsi dare 200 e rotti milioni di dollari per dirigere Il Film Che Ha Di Dentro E Che Avrebbe Fatto Meglio A Rimanerci®.

Interamente (o quasi) ambientato nel futuro, ha il merito di non riproporre l'ennesimo salto temporale con conseguente caccia all'uomo (o donna). Fine dei meriti, temo.

Il giorno del giudizio è passato e le macchine regnano quasi incontrastate in un futuro simile ma diverso da quello prospettato nei primi due film (che, del resto, aprivano una diversa linea temporale).
La resistenza si sta organizzando, e con una serie di colpi ben assestati sveleranno alcuni dei piani più segreti del caro vecchio Skynet - che è mia opinione sia solo vittima di una grave carenza d'affetto.
Seguiamo dunque le spensierate scampagnate di John Connor, che avrà il suo bel daffare per evitare che il giovane Kyle Reese finisca vittima delle macchine; il marasma sul nuovo tizio che compare è puramente accessorio (cioé, nelle intenzioni sarebbe la trama principale, ma sorvoliamo...)

Premesso che ho adorato i primi due e che mi è piaciuto pure il terzo (che rilanciava in maniera brillante il giorno del giudizio), questo nuovo capitolo non aggiunge davvero nulla di significativo alla saga.
Parte anche bene, e la prima mezz'ora è una introduzione degnamente costruita; poi però tutto va in malora: i personaggi non si sviluppano e restano piattissimi e le loro motivazioni spesso inconsistenti. Anche tralasciando i ragionamenti sulle linee del tempo alternative create - che a ben guardare temo facciano saltare buona parte dei presupposti del film, ma facciamo finta di nulla che a ravanare col tempo son sempre guai - quel che proprio manca è il senso di conseguenza tra le azioni.
Una marea di personaggi buttati lì tanto per fare (i capi della resistenza? I bifolchi alla stazione di servizio? La pilota di yet?) non aiutano a farsi coinvolgere dal film; nessuno degli interpreti si discosta poi dalla mediocrità, e viene da chiedersi a che pro chiamare Bryce Dallas Howard ed Helena Bonham Carter.
Scene d'azione non eccelse, ma ci si poteva quasi passare sopra se ci fosse stata una trama degna di questo nome e se fossero state inserite in un contesto semi-credibile. Invece ci si trova con la resistenza che si intrufola con semplicità disarmante in alcune delle basi fondamentali di Skynet (la fabbrica in cui salta fuori un singolo T-800 a combattere grida vendetta).
E poi diciamolo, per quanto sospensione dell'incredulità uno possa avere, è lampante che Christian Bale - dopo madre, sorella e tecnico luci - potrebbe prendere a calci in culo tutti i Terminator di questo mondo!

Spettacolari gli effetti speciali, ma non mi aspettavo di meno.
Nel complesso, occasione sprecata che si inserisce a pieno titolo nel novero dei nuovi filmetti d'azione pseudo-apocalittici alla Transformers, cosa del resto confermata dalla ricerca sfrenata del PG-13 (per ovvi motivi i precedenti capitoli erano R, ma al giorno d'oggi pare essere un marchio d'infamia, per certe produzioni...)

Voto: 5. Si sguardicchia anche, ma poi?
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2 commenti:

brunez ha detto...

siamo alle solite, chissà perchè me l'immaginavo... ripiegherò su The terminators ;)

scary clips ha detto...

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