Casa del Trashometro
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venerdì 10 luglio 2009

elfen lied

Se cercate qualcosa di scandalosamente crudo, Elfen Lied è sicuramente un buon inizio.
No, sul serio: mi dicono che Ken Il Guerriero sia scoppiato in lacrime ed abbia smesso di guardarlo dopo il quinto episodio!

Serie di 13 episodi (più un OAV lungo quanto una puntata) creata da Lynn Okamoto, Elfen Lied è in realtà un misto molto ben riuscito di vari elementi, dalla fantascienza al dramma sentimentale; il tutto condito con quantità di abominevole violenza e spensierato fan-service come mai prima d'ora.

I Diclonius sono una evoluzione del genere umano dotati di corna (e fin qui, direte voi...) e di Vectors: essenzialmente braccia extra, invisibili, velocissime e quasi indistruttibili; vibrano inoltre ad altissima frequenza, consentendo tagli netti nella materia solida.
Hanno inoltre la sgradevole abitudine di uccidere a vista qualunque essere umano faccia loro girare le scatole (e più spesso che no anche gli estranei); i pochi che vengono lasciati in vita risulteranno infettati da un virus che li porterà a concepire figli Diclonius.
Durante la fuga del centro di ricerca ultra-segreto in cui vengono confinati e studiati, una Diclonius (Lucy/Nyu) subirà un trauma che la porterà a sviluppare una seconda personalità infantile, sensibile ed anche un po' porca.
Incontrerà Kohta (che in giapponese credo significhi "Calamita di Fica Ancorché Disfunzionale e/o Mutilata" ), a sua volta vittima di un trauma infantile ora rimosso dalla coscienza.
Non mancheranno ovviamente scontri con altri Diclonius ed esseri umani vari (cfr. "carne da cannone"), oltre ad una buona quantità di risvolti sentimentali.

Come detto, la violenza è veramente enorme: parliamo di un vero e proprio bagno di sangue quasi costante, oltre a numerosi episodi di violenza (fisica, psicologica, sessuale e quant'altro) su minori.
Allo stesso modo il fan-service abbonda (del resto se le Diclonius sono mediamente belle figliole coi capelli rosa, perfettamente depilate, con due tettine sode e l'abitudine di andarsene in giro nude, capite che il tutto è davvero funzionale alla trama! ): la prima puntata mette ben in chiaro che non ci si risparmierà proprio nulla.
Va però detto che tutti questi elementi sono usati molto bene, e soprattutto inseriti in una trama avvincente e ben studiata.

Buone le musiche, sempre graditi i riferimenti alla cultura germanica (titolo, sigla e titoli degli episodi) che fa tanto intellettuale; la regia non brilla anche se qualche buon momento ce l'ha (e di sicuro non fa danni, pur risultando un po' statica).
Il disegno lascia un po' perplessi, ma alla fin fine non stona: buona parte dei protagonisti hanno infatti i classici occhioni giapponesi, con tratti tondeggianti (e vederli commettere cose abominevoli è un bel contrasto).

Insomma, consigliato a chi vuole qualcosa di piuttosto strano (prima magari guardatevi qualche spezzone in rete, per farvi una idea di che morte morirete).

Voto: 8.5. Bello parecchio (e qui il PG-13 non è stato neanche lontamente preso in considerazione ).
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