Casa del Trashometro
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lunedì 1 febbraio 2010

Mystic River

Non sono poi molti i thriller che non perdono fascino alle visioni successive: Mystic River rientra appieno nella ristretta categoria, e resta uno dei miei Eastwood preferiti.


Le vite di tre amici d'infanzia si riallacciano dopo aver preso strade molto diverse: c'è chi è un fallito ex giocatore di baseball, chi fa il detective e chi non riesce a staccarsi da un passato criminale. La morte della figlia di quest'ultimo porterà i tre a confrontarsi con le loro vite ed il loro tragico passato: anni addietro uno di loro fu infatti rapito e violentato da un pedofilo, segnando per sempre la loro infanzia.


Una sceneggiatura (Dennis Lehane: vedi alla voce Gone Baby Gone e l'atteso Shutter Island
di Scorsese) di una bellezza quasi fastidiosa, con dei dialoghi perfetti. Tutto accade con il giusto passo, portando i tre ad una inevitabile (e superba) conclusione.

Personaggi stupendi, complementari in un quadro complessivo in cui nulla stona (diamine: i ruoli delle mogli sembrano essere secondari, ma se si va a guardare nel dettaglio sono spesso loro a muovere i fili!)

Persino le musiche - anche queste di Clint - sono perfette per un film cupo e crudo dove nessuno può dirsi davvero salvo.


La parte bella è che quanto sopra poteva benissimo non esserci: con Clint alla regia e gente come Sean Penn, Tim Robbins e Kevin Bacon (e pure Laurence Fishburne si comporta bene), si poteva pure tirare nel cesso la sceneggiatura e filmare una gara di rutti - ne sarebbe uscito un capolavoro a prescindere.


Voto: 10; da vedere e rivedere.
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2 commenti:

Eraserhead ha detto...

Forse il Clint che preferisco dal 2000 in poi (non ho visto Gran Torino, però). Ho sempre amato alla follia il finale.

cinemaleo ha detto...

Clint Eastwood non smette di stupirci e questa volta ha confezionato un prodotto che trasuda violenza e angoscia da tutti i pori ma con un equilibrio e una moderazione che fanno di lui uno dei più grandi e sensibili registi attualmente all’attivo.