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martedì 3 gennaio 2006

creeppio!

Creep: dopo averla data a tutte le creature della superficie, Franka Potente scende nel sottosuolo alla ricerca di nuove porno-avventure.
Questo almeno è il film che ho visto Nella Mia Testa®; peccato che quello che passava sullo schermo fosse molto meno interessante.

La nostra eroina resta bloccata nella metropolitana londinese, dove un bel ragazzone pallido si diverte come può, accoppando conducenti, barboni, addetti alla sicurezza e pseudo-ex-neo-fidanzati-stupratori.

Triplo Yawn. Ritmo soporifero e mostro (scusate, il politicamente corretto impone di chiamarlo "persona non rispondente al comune canone estetico") efferato sì, ma per nulla originale. Per giunta, neanche una tetta; il sindacato degli horror di serie Z dovrebbe protestare...
Quasi decente, come splatter, la parte in cui il bestio si improvvisa allegro chirurgo.
Negli extra il regista cerca di giustificarsi dicendo che lui voleva aggiungere i perché ed i percome questo tizio sia diventato così, ma poi si è ricordato di essere del tutto privo di talento e allora ha lasciato perdere. Saggio.

Lezione imparata: la vita del mostro delle fogne è dura (topi, merda, sangue, torture e omicidi), ma non priva di soddisfazioni (topi, merda, sangue, torture e omicidi).

Voto: 4. Trashometro® 5/10:

giovedì 10 aprile 2008

revenge of the drunken master. Molto drunken.


Sante budella di una vacca sacra! Ce n'era di quel po', di gente drunken, quando han fatto 'sto film! ;-)

Citando senza decoro Drunken Master con Jackie Chan, il sempre eccelso Godfrey Ho si dedica anima, corpo, e funzioni corporali assortite alla realizzazione di cotanto capolavoro del non-sense: Revenge of the Drunken Master!
Per farlo, si circonda di grandi professionisti, a partire dall'inguardabile (per tutta una serie di motivi) Johnny Chan che - nonostante il teaser del DVD - non farà mai altri film in vita sua. Grazie al cielo.

Allooora, vediamo di mettere ordine nel marasma: c'è questo tizio che di mestiere fa l'apprendista maestro drunken (sì, la tecnica dell'ubriaco - sempre una buona scusa per una sbronza).
Non pago di ciò, si dedica all'arte dell'agopuntura: con il suo bel pungiglione può far ridere anche i più disperati. Una sapienza da utilizzare con cautela: è infatti possibile far letteralmente morire dal ridere la gente, ed in effetti l'inetto apprendista rende SEMO un tizio di una qualche importanza. Credo.
Contro di lui un potente signore (amico e/o parente del neo-SEMO) ed un'orda di mercenari, che gli accoppano pure il maestro (as usual...)
Si mette dunque in cammino alla ricerca di un nuovo maestro, e pure io ne cercherei un altro: se quello vecchio si è fatto impallinare come un tordo un motivo ci sarà...

Nel suo peregrinare incontrerà uno dei tizi sulle sue tracce, che per svago si è dato allo stupro su una Bella Micicho Qualunque® la quale - "culture differenti" o plateale misoginia? - si innamora del proprio violentatore. Ossignur, sempre peggio...
Sospetto che scelga tal campione di rettitudine come proprio maestro (benché il Piano A dello spensierato stupratore pare ancora essere l'omicidio dell'apprendista drunken-master), o quanto meno alla fine i due combattono uniti il mega-cattivo sulla cui natura il mondo si interroga.

L'empio figuro combatte usando dei piatti da batterista che tornano indietro legati a dei foulard. Arma non proprio letale, oltretutto facilmente cavalcabile (eh già!) dai nostri eroi, che si rendono protagonisti di una delle scene più trash dell'universo conosciuto, quando il Signor Stupraminchia® infila il suo bel ditino unto nell'ombelico dell'altro, per un non meglio precisato scambio di energia: le facce che fanno, sono da antologia.

La Cina medievale era un luogo pittoresco assai, va detto.

Non chiedetemi altri dettagli: questo film delirante non l'ho visto, l'ho percepito. ;-)

Voto: 2. Ebbro. Solo per gente avvezza al genere (all'alcolismo, intendo! ;-)) Trashometro® 10/10:
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sabato 30 agosto 2008

[tripla/1] turkish. star. wars.


Il potente guerriero turco s'accanisce contro un "diversamente bello".

Il robot turco sevizia il bambino che tutti noi vorremmo essere (verosimilmente curdo).

Il Mago (turco). Cosa aggiungere?

Sento il bisogno di COSTITUIRMI.
Sono certo che la visione di Dünyayi kurtaran adam (anche The Man Who Saves the World o - più esplicito - Turkish Star Wars) costituisca reato di per sé... ;-)

Agli inizi dei beneamati anni ottanta, pare che in Turchia molti film occidentali avessero problemi di distribuzione; tra questi, la saga di George Lucas (probabilmente perché non vi veniva data la giusta rilevanza al ruolo di Atatürk-padre-della-patria nel salvataggio della galassia ;-)).
Approfittando delle libertine leggi sul diritto d'autore, sembra fosse quindi costume darsi allo sciacallaggio del girato originale, per poi montarvi sopra/sotto/di-fianco una storia più consona al raffinatissimo gusto locale.

Una voce narrante (turca) in pieno marasma ci informa che la galassia è diventata un posto ben strano, con la ggente che però non è ggente e fanno un tutt'uno (no dai, non chiedetemi di spiegarlo, non l'ho mica capito...), ormai schiavizzata dal Mago che ha raggiunto l'immortalità - e di conseguenza la noia eterna. Solo la Terra ancora gli resiste - pur non sapendo di farlo, pare.
"E come?" direte voi... presto detto: con cervello - non in senso di "astuzia", qui se ne fa proprio una questione letterale - e forza di volontà!
Il che se vogliamo è ben strano, perché la Terra è stata distrutta più e più volte, oltre ad essere stata sconvolta da guerre nucleari. Oh sì, ma si è sempre trasformata in una nube cosmica per poi - I suppose - riformarsi.
Per chiarimenti su questi aspetti, rivolgetevi con fiducia al Mago. :-)
Ad ogni modo: i due più forti guerrieri turchi (che altro dire...) partono alla volta della galassia (turca) alla ricerca dell'ignoto malvagio (turco).
Sarà lui a trovare loro, attirandoli sul suo pianeta (turco?), dove incontreranno l'Alec Guinness turco - il Vecchio (Saggio) che li istruisce sui perché e sui percome della galassia e gli suggerirà come sconfiggere il bruttone.
Come da regolamento, non prima di aver combattuto ondate su ondate di mostri di peluche (tra cui il Gabibbo turco), robot che sembrano tostapane con il cancro ed altri stronzi assoriti (spettacolari gli zombie turchi e gli scheletri turchi su cavalli turchi).

Non c'è recensione che possa rendergli onore: È MEGLIO DI QUALUNQUE COSA ABBIATE MAI VISTO.

A dir poco straniante vedere l'eroe turco con un casco da motociclista (turco) fingere d'essere ai comandi di un caccia spaziale (turco), mentre sullo sfondo vengono proiettate le immagini dei primi tre Star Wars (sorvoliamo poi sul fatto che se diam retta alle immagini, sembra di capire che i buoni siano in realtà quelli sui caccia imperiali...)
La trama (scritta dall'aitante Çetin Inanç, che è anche il protagonista) è puro genio: oltre ad essere l'apice del non-sense e del tutto scollegata a quella originale, non manca di dispensare vere perle di saggezza, quali grandi elucubrazioni sulle religioni sufficienti a farsi dichiarar guerra pure dal Dalai Lama. Spettacolari i colpi di scena, con amicizia ed ammore messi a dura prova (come la salute mentale degli spettatori).
Immensi i dialoghi: sornioni come pochi, i nostri eroi non mancano di dispensare battute e sguardi languidi a tutte le belle (sort of) fanciulle (turche) che incrociano.

Da non perdere: tutto! Il montaggio delle scene di Guerre Stellari; l'abuso costante delle musiche di Indiana Jones; i nemici indegni pure dei Power Rangers; la spada di legno ed il cervello di plastilina; il mega-computer-facciuto (turco); l'abbigliamento del Mago e di chiunque altro; l'allenamento degli eroi che spaccano pietre a manate; la scena nel bar di Guerre Stellari, qui ricreata in salsa turca per l'occasione.
Cose imparate: dobbiamo la salvezza della galassia ai due più potenti guerrieri turchi. Non sono sicuro ci meritassimo tanto... :-)

Grido al capolavoro assoluto: trash al di là del concepibile, degnamente diretto da uno dei più noti registi di film erotici e d'azione turchi.
Mi dicono che l'ET turco ed il Rambo turco siano ancora meglio; fatico a crederci.

Voto: 1. Trashometro® 10/10:
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venerdì 21 agosto 2009

B.T.K. Killer

Viviamo in un'epoca davvero buia, per il cinema e l'arte in generale: pensate che un tizio qualunque non può neppure prendere un grassone pacioccoso e fargli gridare "IO - SONO - SESSUALMENTE - DISTURBATO!!!" mentre fa smorfie da antologia e tenta di violentare+uccidere una donna, senza beccarsi un indecoroso 1.5 su IMDb.
Non capisco. Davvero...

Vagamente ispirato alla storia di un vero serial killer (alcune delle cui vittime, se si sono davvero comportate come qui rappresentato, sono state in realtà uccise da banale selezione naturale...), B.T.K. Killer si candida al titolo di film più involontariamente divertente di tutti i tempi.

Sposato con un vecchio bidone (e si lamenta pure di non vederla mai nuda: ma baciati i gomiti!), il nostro buon serial killer è davvero un insospettabile: di giorno tutore dell'ordine - in un ruolo non dissimile dall'ausiliario del traffico, ma con poteri illimitati - e capo della comunità locale di una qualche sotto-marca religiosa, di notte svela la sua vera natura di puttaniere, stupratore, bondage-atore ed assassino.
Ah, qual perfido connubio tra ordine e caos! E che compaesani fessi: chiunque avesse uno screzio con lui, moriva nel giro di 12 ore! Ma fare due più due, no?!
Inutile dire che la cosa accadeva con frequenza allarmante, data la sua abitudine di comminare sanzioni per ogni microscopica violazione di un qualche regolamento comunale che lui ovviamente conosce a memoria (si suppone non ci fosse "non asssassinare gente", tra le ordinanze locali).
Eccolo quindi alle prese con signore con cani troppo rumorosi, auto parcheggiate male nel proprio dannatissimo vialetto o con l'erba del prato troppo alta (giuro: non sto scherzando): di giorno ricevono il verbale, di notte vengono stuprate, legate, torturate ed uccise.
Severo, ma giusto: è un lavoraccio, ma qualcuno deve pur farlo.
Non si creda però che sia un killer impietoso: più di una volta ha anche dato alle vittime la possibilità di salvarsi, salvo che queste hanno sempre fatto di tutto per farsi accoppare. Immagino sia una questione di principio.
Nel mentre, il potente esercito di due uomini dell'FBI, segue innovative strade per braccare il sospetto: soggiornare in casa sua a mangiare biscotti e bere thè.

Stu-u-u-pi-do. Questo film è stu-u-u-pi-do fino al midollo: fatto con due lire e la convinzione d'essere grandi artisti, il risulto è a dir poco ridicolo, con un overacting costante ad impreziosire una sceneggiatura inverosimile e dei dialoghi da antologia.

Non dico che piacerà a tutti gli amanti del trash, e pare che gli americani non riescano proprio a digerirlo (vedere i thread su IMDb, con un numero impressionante di persone che hanno smesso di guardarlo dopo 15/20 minuti), però ha davvero i suoi bei momenti.
E poi, se siete sopravvissuti a Murder Set Pieces, questo non farà neanche lontanamente altrettanto male. Non fosse altro perché dura appena 82 minuti.

Voto: 1. Stu-u-u-pi-do!
Trashometro® 9/10:
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domenica 30 settembre 2007

300!

In clamoroso ritardo sull'universo mondo, ho infine visto 300.

Il dio-re Serse marcia con la più grande armata che il mondo abbia mai visto verso la conquista della Grecia, unica flebile speranza di libertà e democrazia in un mondo di schiavi.
Il re spartano Leonida, intenzionato a muovere l'esercito, viene ostacolato dai corrotti sacerdoti efori; partirà dunque con appena 300 dei suoi migliori guerrieri verso le Termopili dove, assieme a poche migliaia di ateniesi, sbarrerà la strada all'esercito persiano.
Una missione senza speranza, eppure necessaria per dare tempo al resto della Grecia (già improbabile vincitrice degli europei di calcio, è bene ricordarlo ;-)) di prepararsi e - soprattutto - per fornire agli uomini liberi un simbolo ed una ispirazione.

Zack Snyder dirige degnamente un esercizio muscolare e testosteronico, ma che in fondo riesce a mantenere anche il significato storico ed etico di quella battaglia.
Azzeccato l'uso del metal per alcune musiche, si eccede un po' nell'uso di mostri di ogni sorta: più che i persiani, sembra stiano combattendo le orde di Mordor...
Tutto sommato inutile - benché non dannoso - tutto ciò che è stato aggiunto rispetto all'eccezionale fumetto di Frank Miller: la parte sul consiglio spartano è davvero superflua.

A livello di impatto visivo, il fumetto è una spanna sopra: forse un regista d'altro calibro avrebbe saputo riprodurre meglio alcune scene chiave, ma nel complesso il film è potente quanto basta.
Ho invece trovato agghiaccianti quasi tutte le voci italiane - non so come fossero quelle originali.

Il fumetto prima ed il film poi hanno dato seguito ad una spettacolare ondata di masturbazione pseudo-politica con Bush e l'America identificate tanto in Leonida (difensori della democrazia attaccata dalle forze del male e blah blah blah) tanto in Serse (i brutti cattivoni che mandano il loro enorme esercito in guerre di conquista e blah blah blah).
Già questo - ed il fatto che girala come ti pare questa è una rappresentazione (romanzata a piacere) di un fatto storico di quasi 2500 anni fa - dovrebbe essere sufficiente a chiunque per mandare i sostenitori di una tesi o dell'altra a farsi delle vigorose pugnette (inquadrandole in un contesto di lotta di classe o di guerra al terrorismo, se ritenuto necessario all'eccitamento ;-))


Voto: 8 (10 al fumetto)
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lunedì 28 gennaio 2008

american gangster

Dopo un po' di lavori medi se non mediocri, temevo che Ridley Scott fosse sulla via della senilità.
Invece, torna con un film potente e ben diretto come American Gangster.

Storia (più o meno vera) di un gangster newyorkese di colore, che con tanto sano spirito imprenditoriale riesce ad arrivare ai vertici narcotraffico, territorio storicamente in mano a latini ed italo-americani. A combatterlo, solo uno sparuto gruppo di poliziotti onesti, circondati da colleghi corrotti.

Oltre due ore e mezza con un buon ritmo, in cui si parla tanto e si spara altrettanto. Pregevole la regia - pur senza momenti davvero memorabili - gran parte del peso del film poggia sulle spalle degli interpreti, in particolare dell'eccezionale Denzel Washington e di un buon Russell Crowe (pur non amandolo affatto, con quelle due sole espressioni che si ritrova: "cane bastonato" e "cane bastonato che però adesso gli girano").

Ogni tanto, un film sui gangster ci sta sempre bene. :-)

Voto: 8.
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mercoledì 6 giugno 2007

profumo

Nella Parigi del diciottesimo secolo nasce - in condizioni a dir poco sfortunate - Jean-Baptiste Grenouille; ciò che lo contraddistingue dagli altri uomini è uno sviluppatissimo senso dell'olfatto che gli consente di percepire e riconoscere qualsiasi odore, anche a grande distanza.
Col tempo imparerà a mettere a frutto questo talento, creando profumi; la sua ossessione lo spingerà però alla ricerca del profumo definitivo, da produrre con l'utilizzo di materie prime non esattamente lecite (giovani donne uccise all'uopo, per la precisione).

Tom Tykwer (già regista di quel videoclip agli steroidi che è Lola Corre - che non era neanche male, ma resta un videoclip agli steroidi) dirige con un certo successo una storia giudicata impossibile da presentare al cinema persino da Stanley Kubrick.
Le due ore e venti scivolano via abbastanza bene, pur lasciando in certi momenti un po' interdetti; d'altra parte i film non odorano - benché alcuni puzzino parecchio ;-) - e non si possono certo pretendere miracoli in questo campo, visto anche che per scelta si è deciso di non rappresentare (quasi) mai visivamente gli odori.

Cose imparate: nel 1700 la Francia puzzava parecchio.

Voto: 7--.
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