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domenica 19 agosto 2007

alpha dog

Tratto abbastanza fedelmente da un recente fatto di cronaca, Alpha Dog ripercorre la storia di quello che credo sia il più stupido rapimento di tutti i tempi.

Johnny Truelove è a capo di una piccola gang di giovani delinquenti che si ritrova contro un pazzo filonazista. Per ritorsione gli rapiscono il fratellino quindicenne che abita coi genitori e viene costretto ad una vita fin troppo morigerata.
Va da sé che - trascinato a feste piene di alcool, droga e ragazze - il giovanotto prende piuttosto bene il proprio ruolo di ostaggio ed anzi diventa amico di molti membri della gang.
Sfortunatamente la polizia non è dello stesso avviso e le ricerche sempre più pressanti mettono il fiato sul collo alla banda, che non agirà molto lucidamente...

Ben diretto da Nick Cassavetes, il film ripercorre una serie di tragici errori commessi da tutte le parti in causa e che sfoceranno nelle più tragiche conseguenze; pregevole e ben realizzata l'idea di inserire note dal successivo processo, per dare un'idea di docu-drama che presenta i fatti, senza voler aggiungere un proprio giudizio.
Tutti bravi gli interpreti, in particolare sono rimasto molto stupito da un Justin Timberlake perfettamente nella parte.
In ruoli minori anche Sharon Stone e Bruce Willis.

Voto: 8.
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sabato 9 agosto 2008

uwe's blackwoods

Blackwoods, dato in mano a qualcuno che non fosse un mentecatto del cinema, avrebbe anche potuto essere un film semi-degno. Tipo da 6 o addirittura 6.5.
I più acuti lettori avranno già capito che l'avere Uwe Boll alla regia, significa brutalizzare con un martello pneumatico il precedente periodo ipotetico. :-)

Un tale è in viaggio con la sua presunta nuova ragazza, diretti verso casa di lei, sperduta tra i boschi di Non So Dove.
Incontrerà strani personaggi come lo sceriffo locale (Michael Paré! Ma c'è un pessimo attore con cui Boll non abbia mai lavorato?!) ed l'erotomante gestore di un laido motel (il sempre grande Clint Howard).
Ben presto verrà attaccato da un tale armato di ascia, mentre la sua femmina si volatilizza (ma lui non se ne cura più di tanto, forse perché si era già svuotato e/o perché ha una eccellente mano destra ;-)); la situazione precipita in fretta, finché non verrà catturato da una strana famiglia che vuole vendicarsi di lui: in passato avrebbe infatti ucciso una ragazza, in un incidente di cui non ricorda quasi nulla.
Durante un improvvisato processo, i ricordi affioreranno pian piano, e la situazione prenderà una piega inaspettata.

Niente di terribilmente originale, ma la storia in sé aveva del potenziale, e poteva essere rappresentata in maniera decorosa: il continuo affinarsi dei ricordi, con la realtà che cambia di continuo, era un buono spunto.
Ahinoi, i primi due terzi del film sono puro pattume, con zio Uwe che ci delizia con una regia degna di Lucignolo; sul finale, invece, Boll fa qualcosa di impensabile: azzecca una ripresa (può anche essere stato un caso ;-))
Giuro: c'è una scena girata bene. L'avrà fatta l'aiuto regista, dai...

Atroci come da contratto gli interpreti (anche se Keegan Connor Tracy si difende, ed ha anche un bel visetto), fetenti i dialoghi.

Non so se sia mai arrivato in Italia; la versione in venditata su Amazon non ha sottotitoli e l'audio in presa diretta rasenta il catastrofico, in certe situazioni.

Voto: 4. Trashometro® 3/10:
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sabato 24 maggio 2008

indy 4

Lo dico subito: niente spoiler.

Dopo una attesa tale che ormai non ci si sperava quasi più, è arrivato anche Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull.

Un bel po' di anni dopo l'ultima avventura, l'archeologo Indiana Jones si ritrova coinvolto nell'ennesima caccia al tesoro; questa volta si metterà alla ricerca di alcuni teschi di cristallo dai poteri leggendari, sulle cui tracce sono anche i sovietici.

Moltissima carne al fuoco, nelle due ore del film.
Tirando le somme, funziona perfettamente come esercizio di puro intrattenimento: tutto è spettacolare ed in stile con la serie; certo, alle volte si ha la sensazione che si abbia voluto esagerare e non sempre il susseguirsi degli eventi è entusiasmante come dovrebbe (ma non ci si annoia mai, per carità!).
La sceneggiatura sarebbe anche buona (David Koepp in questo senso è sempre una garanzia), al netto del fatto in film del genere tutta la sceneggiatura che serve è quella necessaria a garantirti un bel giro sulla giostra.
Pecca invece un po' nei dialoghi: troppo spesso le battute sono prevedibili e "chiamate", non sempre all'altezza della saga. Il doppiaggio italiano, mi è parso poi particolarmente poco ispirato.

Nel complesso, la prima metà è una vera goduria, con un Indiana vecchio trascinato di nuovo sul campo; qui le citazioni dal resto della saga e da altri film si sprecano e rasentano il genio puro (un soldino a chi ha colto quella videogiochistica, pur castrata dalle necessità del doppiaggio). Nella seconda metà la trama si complica e, pur apprezzandola nel complesso, finisce con l'ingabbiare un po' la libertà d'azione dei protagonisti, tutti intenti a raggiungere la meta attraverso il maggior numero possibile di inseguimenti.

Se sembra una recensione in parte negativa, è solo perché adoro la prima trilogia; in realtà si tratta di un eccellente film di intrattenimento, sicuramente piacevole da vedere più e più volte. Certo, forse dopo 19 anni si poteva quasi sperare di più, ma forse si tratta solo di un giudizio a caldo.

Molto bello sotto ogni aspetto tecnico, Steven Spielberg alla regia è sempre un manico, mentre devo ancora capire quale sia stato il ruolo di Georges Lucas (che non riesco ancora a stabilire se si tratti di un genio o di un pirla dal clamoroso successo per meriti altrui ;-))

Harrison Ford fa ancora qualcuna delle sue mitiche facce, anche se è chiaro che non è più quello di una volta; sempre brave Karen Allen e Cate Blanchett (qui in un ruolo molto taglia con l'accetta per esigenze di copione, a dire il vero). Per la prima volta non ho trovato del tutto futile Shia LaBeouf (il che non lo rende un buon candidato per raccogliere il testimone di Indy... ma quel fesso di River Phoenix doveva proprio accopparsi? :-|)

Voto: 8-. Un gran bel giro di giostra come se ne vedono pochi di questi giorni, pur non a livello del primo e del terzo capitolo.
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martedì 2 gennaio 2007

kickboxer 3

Ouch! Che cosa tremenda iniziare un nuovo anno con tantissimi brutstupendi filmoni in arretrato dal 2006; meglio iniziare con qualche recensione, prima che la memoria di tali fantastiche pellicole vada persa, come urina nella tazza del cesso...

Degno candidato per una esecuzione Saddam-style è di certo Kickboxer 3: The Art of War; brillante esponente della serie "Kickboxer", simpatica e tenace come un tumore in fase di metastasi, vede qui il dinamico duo Sasha Mitchell (che sostituì Jean-Claude Van Damme dal secondo episodio fino al quarto, per poi passare a sua volta il testimone a Mark Dacascos... per dire il livello! ;-)) e Dennis Chan in una avventura brasilera.

Il campionissimo di kickboxer David Sloan è in Brasile per partecipare al mega-torneo-intergalattico o quel che è, accompagnato dal suo Maestro® (che non muore, e già questo è segno di quanto sia schiappa) Xian Chow.
Non avendo niente di meglio da fare si prendono a mano una adolescente ed il suo fratellino, entrambi Made In Favelas®; sorvolando sui loro mai chiariti intenti sessuali, ai due viene dato un assaggio di bella vita, presumibilmente prima di rispedirli a calci nella loro merda (se non è cattiveria questa...)
Sfortuna vuole che le loro strade si incrocino con quella di un malavitoso locale che vuole introdurre la bella giovinetta nel suo bordello; al che i nostri due eroi più bambozzo al seguito si disinteressano del torneo nel quale - caso strano! - è invischiato pure il malvagio, con un suo campione ed un giro di scommesse clandestine.
Giù botte e sparatorie finché, quando tutto sembrava volgersi al meglio, ecco l'inaspettata caduta dell'eroe nelle mani del cattivo, che lo costringerà a fiaccarsi al fine di fargli perdere l'incontro finale. Quel che l'empio figuro non sa è che il Maestro® prepara del doping che Pantani gli fa una pippa.

Brutto, ma brutto-brutto: trama patetica, regia e recitazione inesistenti, dialoghi squallidi; c'è una quantità minima di kickbox, il resto sono sparatorie e botte alla Bud Spencer.

Cose imparate: per fare il Vero Beverone® si possono usare indifferentemente rarissime erbe cinesi o quel che si trova in un qualsiasi boschetto di una zona residenziale del Brasile; la polizia Brasiliana "vorrebbe-ma-non-può".
Forse non tutti sanno che... la Icon di zio Mel "gli ebrei sono la feccia del mondo ma fintanto mi dan soldi per i miei film va tutto bene" Gibson è implicata nella produzione e distribuzione di cotale monnezza.

Voto: 2. Trashometro® 6/10:
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