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martedì 28 agosto 2007

Dracula Bis!

Non che si sia visto il primo, ma che importa? Questo Dracula II: Ascension risulta già sufficientemente trash di suo, anche senza scomodare la trilogia di cui fa parte.

Diretto da un tale e scritto da un altro tale che ha firmato alcune delle più recenti catastrofi horror, questa trilogia porta un inconfondibile marchio di qualità: "presentato da Wes Craven", che non ha mai presentato o prodotto nulla che fosse meno di atroce. :-)

Uno SIENSIATO paraplegico si imbatte in un caso incredibile: la fidanzata/assistente topina trova, nell'obitorio in cui lavora, il corpo carbonizzato di un vampiro.
Trasportato in una catapecchia i due, con la collaborazione di un paio di allievi di Err Professor, lo resuscitano immergendolo nel sangue.
Il simpatico non-morto, che ricorda in maniera inquietante Billy Idol, verrà imprigionato ed usato per i loro esperimenti, nella speranza di curare il professorone e/o farci un sacco di baiocchi.
Sulle loro tracce niente meno che Jason Scott Lee, il più improbabile cacciatore di vampiri che la storia ricordi (qui in missione per conto di Roy Scheider, niente meno...)

La storia è di una stupidità disarmante ed i vampiri sono temibili quanto pacioccosi micetti, essendo vulnerabili a più o meno tutto: luce del sole, paletti, acqua santa, argento, pasta al pesto e chi più ne ha più ne metta.
Da segnalare la scena trash col vampiro che si libera e conta i granelli di sabbia (do not ask) ed in generale le situazioni improbabili e la dabbenaggine dei protagonisti.

Non tralasciando un po' fan-service, il film promette molto ma mostra poco, annoverando nel cast financo Brande Roderick, nota coniglietta di playboy e Baywatch-ara la cui biografia su IMDb inizia con "Beautiful and talented", azzeccandone quanto meno una su due. :-)

Voto: 3. Trashometro® 6/10: (trash moderno e patinato, che si crede pure d'essere!)
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lunedì 16 ottobre 2006

le notti di salem

Nel 1979 Tobe Hooper non aveva ancora del tutto perso il senno, e dirigeva un horror classico che più classico non si può: Le Notti di Salem, tratto da un romanzo di Stephen King.

Una ridente cittadina di provincia riceve due sgradite visite: quel biondino di Hutch e una cassa da morto contenente un vampiro. Entrambi inizieranno a saltare addosso gli abitanti (con una leggera preferenza per quelli di sesso femminile nel primo caso ;-)).

Tutto classico, dalla trama all'estetica del genere; ad essere onesti lo è fin troppo, se si considera che nel 79 erano già stati prodotti film horror che mantengono ancora oggi la loro carica, mentre in questo caso gli anni si sentono eccome e tutto appare molto datato. Però ogni tanto un tuffo in un passato con un vampiro pallido e le dita lunghissime fa sempre piacere, se si ama il genere. :-)
Pregevole l'idea di un finale "cattivo".

Voto: 6.
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domenica 5 ottobre 2008

vlad!

Vi serve un'idea per il vostro prossimo filmaccio? Nessun problema: come ci insegna Vlad il tema vampiresco è sempre attuale e poco inflazionato! Ora tutto ciò di cui avete bisogno sono alcuni semplici ingredienti reperibili in qualunque hard-discount: una trama priva di alcuna logica, degli avanzi di dialoghi stantii, un paio di figliole che non disdegnino di mostrar le tette, un Billy Zane qualunque e - se vi fanno un buon prezzo - metteteci dentro pure un Brad Dourif, che fa sempre atmosfera.

Potrei disturbarmi a raccontare una trama che non c'è, con questo gruppo di studenti che, sulle tracce del conte Dracula, si imbattono sul redivivo rumeno più famoso al mondo dopo Mutu. Va da sé che il buon vampiro è lì lì per riconquistare i propri poteri, e solo un amuleto custodito da una delle studentesse potrarà ricacciare l'ex-extra-comunitario nella sua fogna. Potrei aggiungere dettagli, tipo gli intrecci temporali tra le due epoche, ma perché disturbarsi?

Sceneggiatura cerebrolesa e dialoghi privi di senso, per quasi 100 minuti di vera noia; a parte molto overacting, non c'è neanche sufficiente materiale trash - salvo una sepoltura all'inizio che da sola varrebbe il prezzo del noleggio.

Voto: 2. Trashometro® 2/10: (insomma: meglio evitare e basta).
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venerdì 24 aprile 2009

bloodrayne

Grande Uwe Boll! Con questo BloodRayne ha dimostrato di saper dirigere non solo ottimi film a basso costo, ma anche grande cinema nel contesto di una superproduzione!
Sì superproduzione, e lo si capisce già dal cast: Kristanna Loken e la sua ex fidanzata Michelle Rodriguez (vedere alla voce "lesbiche da film" - ovvero "diavolo, credevo che quelle vere fossero fatte diverse!" ), Michael Madsen e pancetta al seguito, Geraldine Chaplin vecchia babbiona, Meat Loaf (eh, oh...), Udo Kier, Michael Paré e Billy Zane! E, se vi sembra poco, pure Gandhi in persona!
Spero siano stati pagati tutti in alcolici di bassa lega, perché mi rifiuto di credere che qualcuno abbia partecipato a tale scempio da sobrio.

Cooomunque... la nostra cara Terminatrix nel 18esimo secolo faceva la Dampira (mezza-umana, mezza-vampira, tutta-topa) in un freak show. Neanche una brutta vita, una volta che ci si abitua alle coltellate per impressionare il pubblico. Ad ogni modo, scappa ed opportunamente incontra una vecchiarda del servizio informazioni e pettegolezzi, che le comunica che sua madre venne stuprata da Gandhi (e sì che pareva tanto buonino...), vampiro di quelli cattivi che più cattivi non si può - tanto da stare tutto il tempo nel proprio castello a dare ordini ad un branco di inetti.
Inizia dunque l'immancabile vendetta, alla quale collaboreranno due cacciatori di vampiri membri o-forse-no di una spensierata combriccola di gente dedita a... a... e chi cavolo ci ha capito qualcosa?
Si chiacchiera decisamente troppo, ma l'attesa per i combattimenti viene ampiamente ricompensata: gente immobile e telecamera nel frullatore! Che soluzione innovativa! Imperdibile il duello di spada con Gandhi.

Un'ora e mezza che ha la logica di un nugolo di cavallette: la gente compare a sciami, fa cose e se ne va - non prima di aver devastato i neuroni degli spettatori.
Società segrete pubblicizzate sulla guida Michelin, tesori inesimabili protetti da fenomeni da baraccone e motivazioni deliranti.
Se voleva essere un monumento alla casualità delle circostanze della vita umana è un capolavoro, ma qualcosa mi dice che non sia così...

Preso in edizione inglese, tra gli extra c'è pure una estenuante cena di quasi 50 minuti con zio Uwe che sproloquia sulla settima arte, che mi sono ben guardato dal visionare.

Forse del sommo maestro sono più affezionato a Alone in the Dark e House of the Dead, ma anche questo filmone rientra a pieno titolo nel suo "best of".

Voto: 1-fa-maaale!
Trashometro® 8/10:
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