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sabato 22 marzo 2008

Before the Devil Knows You're Dead

Sidney Lumet è uno che alla soglia degli 84 anni è ancora capace di fare film come Onora il Padre e la Madre. E c'è da calarsi il cappello.

Due fratelli con seri problemi di soldi decidono di rapinare la piccola gioelleria dei genitori: un negozietto di provincia, con una anziana donna come commessa; l'assicurazione li avrebbe rifusi e nessuno si sarebbe fatto davvero male.
Sarà invece una tragedia, e tutto il cinismo, la crudeltà e gli antichi dissapori famigliari verranno presto a galla.

Film montato in maniera impeccabile - già a dieci minuti dall'inizio viene già mostrata la conclusione della rapina - con continui salti tra i protagonisti ed i momenti-chiave. Ottima regia, semplice ma solida la sceneggiatura - bei dialoghi.
Tensione ed angoscia, mentre tutti sono indaffarati a scavare per raggiungere nuovi sprofondi di bassezza e malvagità. Nessuno è salvo.

Cast da paura: bravo Ethan Hawke (che in alcune espressioni ricorda molto il buon Kevin Bacon), grande Albert Finney così come Marisa Tomei, 44enne più che tonica.
Caso a parte Philip Seymour Hoffman che alcuni non amano: a me piace parecchio come attore, e qui dà veramente il massimo - spietato e calcolatore, meraviglioso nelle scene di "caos misurato" con cui reagirà al precipitare degli eventi.

Film ottimo; se quello italiano non è male, va ricordato il bel titolo originale: Before the Devil Knows You're Dead.

Voto: 9+. Da vedere.
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giovedì 21 maggio 2009

san valentino di sangue... ri-treddi

Ho - tanto per cambiare - fatto violenza ai miei sani principi e, complice il fatto che non lo si trovava in 2D in nessun dove ad orari decenti, ho avuto la sventura di vedere pure San Valentino di Sangue in 3D.
Con questo credo di aver foraggiato il mio masochismo per un bel pezzo.

Il tutto non merita neppure una recensione: una stupidità disarmante, vero monumento alla tecnologia tridimensionale, qui usata solo ed esclusivamente per far ingoiare al pubblico qualcosa di indecoroso.
Non rientra neppure sotto l'etichetta "cinema", questo pattume.

Si segnala, oltre all'indecenza collettiva di regia, trama, dialoghi ed interpreti, la scena di nudo integrale più gratuita della storia del cinema, con full-frontal (e pure full-rear ) talmente insistito, inutile e prolungato da suscitare ilarità prima e (ok, quasi ) noia poi. A circa un terzo della scena, inizierete a commentare "no dai, dura ancora molto?!"

Catastrofico.
Stavolta basta sul serio: neppure se torna Kubrick a dirmi che il 3D salverà il mondo, ci riprovo.

Voto: 1. Trashometro® 4/10:
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lunedì 4 gennaio 2010

the hole

Ho avuto il piacere di rivedere quel piccolo classico piuttosto sottovalutato di The Hole.

Con la necessità di sfuggire ad una noiosa gita del college da un lato e dai genitori dall'altro, quattro figli di papà si affidano ad un ingegnoso studente che propone loro una singolare soluzione: chiudersi per tre giorni in un bunker antiatomico in disuso.
Scenario idea per la più o meno sfigata Liz, che spera di sfruttare l'occasione per fare colpo su Mike, affascinante figlio di una rock-star.
Piccolo dettaglio: la porta è chiusa dall'esterno, ed il terzo giorno nessuno verrà.

Il film si apre (in maniera notevole) su cosa succede all'apertura del bunker, e da lì in avanti si procede per gradi svelando gli eventi attraverso il racconto dei coinvolti.
Come tutto sommato prevedibile, si scoprirà che le cose sono più complicate di quanto non sembrasse inizialmente (grazie al cielo, però, non si eccede in colpi di scena e stravolgimenti della prospettiva, come ogni tanto succede).

Breve quanto basta per tenere sempre alto l'interesse, con dei bei personaggi anche ben interpretati, ha il notevole merito di non essere il solito horror che punta tutto su schifezza e rumori assordanti come ne sono stati prodotti a migliaia negli ultimi 15 anni.
Bravo e claustrofobico quanto basta Nick Hamm alla regia (che non si è più ripetuto, mi pare), fa sempre piacere rivedere Thora Birch e - come da horror che si rispetti - abbiamo pure una giovane Keira Knightley che mostra le tettine semi-anoressiche.

Voto: 8.
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sabato 7 marzo 2009

Watchmen

Che dire... mi risulta difficile scrivere qualcosa di sensato su Watchmen: da un lato avevo aspettative altissime (non deluse: mi è piaciuto davvero molto), dall'altro faccio fatica a giudicarlo come film in sé, immaginandomi nei panni di chi non ha letto il fumetto (non riesco a capire se possa davvero risultare del tutto comprensibile ed appassionante, senza svariate riletture alle spalle). Ora come ora ho difficoltà ad analizzarlo se non a livello di cosa funziona (molto) e cosa non funziona (poco). Di seguito dichiarerò eventuali spoiler all'inizio di ogni paragrafo: se credete, saltate oltre.

Semplificando oltre il lecito la trama: in un 1985 alternativo Stati Uniti e Russia sono sull'orlo della guerra nucleare; Doc Manhattan - superuomo generato nel più classico degli incidenti da laboratorio - ha infatti abbandonato la Terra lasciando l'America priva del suo più formidabile deterrente: un essere in grado di gestire materia e tempo (più o meno) a suo piacimento.
Tempo prima Doc Manhattan fece parte di un gruppo di vigilantes mascherati (ora dichiarati illegali); il suo allontanamento, la morte violenta di un altro membro del gruppo ed un attentato alla vita di un terzo, susciterà i dubbi di chi non ha mai abbandonato la maschera e prosegue la sua lotta al crimine.
Lentamente, emergerà un macchinoso complotto.
Considerazione sulla vita, l'universo e tutto quanto sparse in tutte le decine di sottotrame. :-)

[cosa funziona]
L'imponente - per qualità e quantità - opera di Alan Moore era difficilissima da trasportare al cinema, ma grazie al cielo i 163 minuti del film fanno un eccellente lavoro: merito della più che discreta regia di Zack Snyder ed ancor di più dell'ottima sceneggiatura di David Hayter ed Alex Tse.
Per sottolineare quanto è valida la sceneggiatura basti questo: praticamente tutto ciò che è stato aggiunto (e c'è più di una cosa) non sfigura minimamente rispetto all'opera originale.
Pregevolissimi i minuti iniziali, che riassumono la storia dei Minutemen in maniera meravigliosa (ma anche qui mi sono chiesto: chi non ha letto tutto il resto, ha davvero colto abbastanza?)
Buona la regia, degni gli effetti speciali, decenti (senza morirci dietro, però) le scazzottate.
Mediamente adeguati gli interpreti, quasi tutti (ma vedi dopo) fisicamente adatti, anche se nessuno brilla in quanto ad abilità recitative - a parte un Rorschach più che perfetto: anche la sua maschera è qualcosa.
Quasi sempre buona la musica, anche se parecchio del lavoro era già stato fatto (bella la versione di Hendrix di All Along The Watchtower).
Doc Manhattan è abbastanza diverso da come me lo sarei immaginato (e sì, gli intravede il pisellino, ed è tutto blu: avrà problemi circolatori o ecceduto col viagra? :-)), ma risulta molto efficace - spettacolare quando sbatte le palpebre.

[spoiler - cosa funziona]
Il finale. Sì, è diverso. Già, niente alieno. Si potrà discutere per anni su quanto un simile cambiamento modifichi alcuni dei messaggi dell'opera (ed in parte è sicuramente vero), ma una cosa va detta: la nuova soluzione funziona. Non è la stessa cosa, certo, ma col materiale a disposizione (salvo riprendere l'alieno, che si poteva pure fare) non si poteva davvero sperare in meglio.
Impressione a caldo, è che sia un finale più cupo: nel fumetto c'era un nemico comune, ma che generava unità ed in fondo speranza. Qui il nemico è ancora più concreto ed affatto latente: siamo di fronte ad una reale e concreta minaccia; qui si vive davvero (per quanto ne sa la gente, almeno) costantemente "nell'ombra di Manhattan". Come soluzione, mi piace anche questa.

[cosa non funziona]
Veidt. Sul serio: davvero inadatto al ruolo; troppo giovane, troppo fesso, troppo poco atletico. Dannato Jude Law, dovevi esserci tu! Ci si poteva anche sbattere un po' di più a raccontare la sua crescita, ma ok...
Pur temendo peggio, il doppiaggio a tratti mi è parso poco ispirato (di norma comunque si sopporta molto bene, e Rorschach a narrare se la cava benissimo).

[spoiler - cosa non funziona]
Anche qualche scena ha i suoi bei difetti: Nite Owl II che aspetta sullo stipite come un pirla che Manhattan disintegri Rorschach (scena, per il resto, ottimamente costruita) e poi si lancia in un "noooo" da film di serie B.
Il sesso su Archie: scena a tratti imbarazzante, anche per l'uso di Alleluia come canzone (ma You're My Thrill, no?)

[concludendo]
Mancano un certo numero di cose e personaggi secondari (per dire: niente pirati, a Hollis Mason mi pare non succeda nulla), ed alcuni dettagli sono stati semplificati, ma va benissimo così. La versione estesa e gli extra del DVD saranno molto interessanti, mi sa.

Sicuramente non accontenterà tutti, e di certo non ha accontentato Moore che come al solito si è fatto togliere dai credits (che io sappia, i diritti economici sulle opere derivate non li ha mai avuti, quindi la sua è una rinuncia puramente simbolica - così, tanto per fare il rompicoglioni una volta di più :-))
Sulla necessità di totale fedeltà alle opere originali ho già discusso, e resto del parere che sia un giochetto da onanisti. Poi ognuno è libero di disgustarsi per ciò che preferisce.

Insomma: bello e a mio parere rispetta lo spirito del fumetto (che comunque dovrebbe essere letto da chiunque).


Voto: 9- (chissà come regge ad una seconda visione)
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domenica 30 dicembre 2007

Eastern Promises

Intanto, complimentoni a chi ha tradotto "Eastern Promises" con "La Promessa dell'Assassino".
Detto questo, sono rimasto alquanto soddisfatto dall'ultimo film di Cronenberg.

Una ragazza dell'est muore di parto; quel cuore d'oro di Naomi Watts cerca di farsi tradurre il diario della giovane, nella speranza di rintracciarne i parenti.
Si imbatterà in una famiglia della mafia russa nella quale zio Viggo si sta facendo strada: partito come autista, punta a conquistarsi la fiducia del capo.

Film potente, pur con un passo lento (ma la tensione non viene mai meno) che si regge su una sceneggiatura davvero ottima. Crudo al limite della brutalità, non ci si fa mancare proprio nulla: violenza sessuale, prostituzione, sgozzamenti, accoltellamenti, omicidi a mani nude e tutto il repertorio.
Brava la Watts e Cassel buono giusto per il ruolo di depravato ubriacone; bravi gli altri, anche se tutti scompaiono di fronte al più forte Viggo Mortensen di tutti i tempi: sono certo che potrebbe sconfiggere a rutti financo il ben più acculturato Dolph Lundgren. :-)
Il vero guaio è che se Viggo fa ripetutamente intravedere il Piccolo Viggo®, la Watts sta tutto il tempo in maglione. ;-)

Dopo la delusione di A History of Violence, ed un film pesante (pure non brutto) come Spider, mi sento in parte riconciliato con Cronenberg.
Certo, non è più il regista della carnaccia che abbiamo adorato.
È un Cronenberg ripulito, con più soldi, una ottima fotografia ed una regia precisa e misurata; lo si amava di più prima, ma va bene anche così.

Voto: 8+. Avercene.
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