domenica 20 agosto 2006

cars

Non si può certo dire che Cars sia il miglior film mai prodotto dalla Pixar, un po' per meriti altrui ed un po' per demeriti propri: da un lato è difficile venire al mondo quando i tuoi fratelli maggiori si chiamano Toy Story, Finding Nemo e The Incredibles, dall'altro lato c'è da dire che il soggetto scelto era molto difficile da sfruttare: ci sono un numero piuttosto limitato di cose che puoi far fare ad un'automobile, non fosse altro in quanto priva di gambe e mani.
Rincaro la dose ricordando che questa volta la sceneggiatura sembra un po' più rivolta ai bambini che non agli adulti e che la trama è classica che più classica non si può (lo sbruffone di successo perde tutto, ma viene aiutato dai poveracci che prima disprezzava); nonostante questo ad oggi la Pixar resta una spanna sopra chiunque altro in quanto a capacità di raccontare queste piccole favolette moderne.

Saetta McQueen è una macchina da corsa impegnata nella Piston Cup, la cui stagione regolare termina con tre auto con gli stessi punti; si organizza quindi una gara di spareggio dall'altra parte della nazione. Sfortunatamente durante il tragitto Saetta cade dal camion che lo trasportava e si perde nel deserto finché non capita in una città semi-abbandonata dove combina disastri su disastri ai quali sarà costretto a rimediare prima di poter tornare al suo mondo.
L'incontro con i bifolchi abitanti locali cambierà radicalmente il suo atteggiamnto nei confronti del prossimo.

Tecnicamente perfetto: grandiosi gli scenari e stupefacente l'espressività delle automobili; buona pur senza grandi guizzi la regia; come sempre non mancano alcuni personaggi grandiosi (Carl Attrezzi, ma soprattutto Luigi e Guido su tutti).
Numerosi i personaggi famosi che hanno prestato la voce ai comprimari, di norma senza fare troppi danni (però le voci dei telecronisti oggettivamente stonano).

Imperdibile e divertentissimo One Man Band, il corto che precede il film.
Obbligatorio poi restare seduti fin dopo la fine di tutti i titoli di coda (per la gag finale); i titoli sono poi conditi con la solita sfilza di scenette buffe (geniale la rivisitazione in chiave automobilistica dei classici Pixar) ed omaggi vari: i bambini di produzione (gi-e-sù, chiavano come conigli! ;-)) e le dediche ai morti - pare infatti che fare un film Pixar richieda più sacrifici umani che non la costruzione della grande muraglia... :-|

Voto: 8 (per la Pixar un po' un "basso", ma è uno di quei bassi per i quali tutti gli altri venderebbero la propria nonna a satana ;-))
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