Casa del Trashometro
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sabato 24 marzo 2012

Boia Vigliacca Majocco Cléb!

Quando quattro maghette si riuniscono al grido di "insieme per soldi", si può star certi che il risultato (il controverso Majocco club) sarà degno delle lesbo-aspettative a cui un po' tutti ci siamo abbandonati da più o meno piccini.

Che emozione vedere Magica2 EmiSandy dai mille coloriEvelyn-etc-etcLa Ravanabilissima Creamy insieme per un audace progetto: trasmettere un lungometraggio di fantascienza girato in diretta! (Fail Safe, si tolga di torno, la prego).

Per la precisione il film in questione è niente meno che un tentacle rape, genere che rappresenta un fulgido esempio della PERALTRO RAFFINATISSIMA SUB-CULTURA SESSUALE GIAPPONESE (piccoli e gialli! E non voglio sentire lamentele! PICCOLI E GIALLI, capito?!?!)

Solo in Giappone, signori, solo in Giappone.
(e a Roma se Marrazzo è in campagna elettorale)
Un misterioso essere tentacolare precipita sulla Terra ed inizia ad attaccare piacenti fanciulle, spupazzandole di piacere fino allo sfinimento e riducendole a rugose vecchiette.
Prontamente, gli Uomini di Potere® - in evidente imbarazzo di fronte alle prestazioni di una così soddisfacente creatura - gli scagliano contro tutto l'armamentario tattico-fallico di cui dispongono, senza sortire effetti. Disperati (ma non ancora al punto di chiamare il Divino Otelma®), non trovano di meglio da fare che rapire le nostre quattro eroine mentre si facevano una carriolata di fattacci loro.
Evelyn, qui in versione "abusa di me sul cammello".
Sandy, colta in piena epifania da "MA ALLORA NON CE L'HO SOLTANTO IO!"
E figuriamoci se Emi non ha in mano un uccello...
Nel mentre, in uno stacchetto pubblicitario, Vaccreamy si mostra porca come non mai.
Ritrose sulle prime (sempre a fare le preziose...) si ricrederanno quando verranno direttamente attaccate dal laidalieno.
In un momento alquanto blasfemo all'interno di una chiesa.
A salvarle, un raggio di luce che le trasporterà sulla Luna (e/o in un'altra dimensione: la trama è ambigua come le protagoniste, in merito) e ridarà loro i rispettivi strumenti di piacere...lavoro...magia!
Pronte a vibrare uno squassante attacco...
Con l'armatura da batt(aglia|ona) ci si sente sbarazzine e si può osare anche un accenno di cameltoe!
Impareranno che la gang-bang l'unione fa la forza e sconfiggeranno con le loro bacchette magiche l'alieno erotomane.
It's fisting time!
Alla fine dei suoi 27 ottundenti minuti, un sagacissimo deus ex machina (se non lo capite, la vostra infanzia è stata mal spesa) sparerà quattro minchiate e le farà tornare ai rispettivi marciapiedi.
Tornate al posto che vi compete, femmine!
Grazie, Studio Pierrot, per averci donato tanto... se per te è uguale, però, preferiremmo ricordarti per altro.

Voto: Parimpompin! Non si danno voti alle involontarie zozzerie nipponiche... e comunque è un film che abbiamo già visto tutti nelle nostre teste più e più volte, inutile negarlo!

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lunedì 12 marzo 2012

treddì rant, again and again and again (ma anche John Carter Era Meglio Quell'Altro)

Vorrei poter dire che John Carter di Forlimpopoli fa abbastanza schifo con cognizione di causa (comunque: lo fa), ma la verità è che di fatto non l'ho visto.

Se in passato mi ero lamentato come una zitella inacidita della futile tecnologia stereoscopica (promettendo a più riprese di non guardare più merda sedicente 3D, salvo poi cedere al masochismo), mi sono infine reso conto di aver vissuto in un mondo meraviglioso, finora!

Ho infatti scoperto che i (troppi) film treddì visti in passato si basavano tutti sulla (pessima) tecnologia RealD Cinema a cui, molto umilmente, mi sento in dovere di presentare le mie scuse dopo averla immeritatamente ricoperta di guano a piene mani.

Cara tecnologia RealD Cinema,
è vero che fai proprio schifo, ma proprio tanto-tanto-tanto, così tanto che assieme agli occhiali dovrebbero fornire un sacchetto per il vomito, ma tutti i tuoi difetti scompaiono di fronte alla stupefacente versione cinematografica dell'orchite: il riprovevole Dolby 3D!
Il Dolby 3D, come inizialmente concepito dai fratelli Lumiere.
(causa limiti tecnici, allo spettatore era chiesto di porsi davanti alla locomotiva)
- fonte: Wikipedia che ora provvedo a modificare per rendere ciò un incontrovertibile fatto storico


Queste orripilanti lenti non usa-e-getta degne del miglior Poncherello (che vengono consegnate allo spettatore dopo essere state sterilizzate con talco, melma e sabbione, a giudicare dal paio che mi è stato rifilato) riescono a:
  • abbattere la luminosità di un buon 80%.
  • dimezzare la saturazione.
  • aggiungere orridi artefatti ai lati (sono quasi certo che il protagonista abbia usato Oscar Luigi Scalfaro come controfigura per tutte le scene in cui compariva all'estrema destra dello schermo).
  • rendere di merda un abbondante terzo degli effetti stereoscopici, con le figure sullo sfondo ridotte a codici a barre.
  • non dare praticamente alcun senso di profondità nei restanti casi.
  • vietare nella maniera più categorica - pena mal di mare, senso di ubriachezza e conseguente naufragio nei pressi dell'isola del Giglio - il benché minimo movimento della testa (non oso immaginare cosa accada se si è seduti in posizioni decentrate, ma posso supporre che in quel caso la maschera abbia il compito abbatterti per porre fine alle tue sofferenze).
John Carter della Nebbia in Val Padana.
Mi sento insultato.  Non considero il risultato cinema.
Confido che alle brillanti menti dei Dolby Labs ed a tutti i promotori dell'attuale revival di tre-dita-su-per-il-gufo-per-una-esperienza-più-coinvolgente venga presto dedicata una sala al museo islandese dei cazzi, come degno riconoscimento per il contributo dato all'arte cinematografica.

E comunque c'è un solo John Carter, che avrebbe meritato un film.
"Presto!  Dobbiamo risolvere chirurgicamente questo drammatico caso di kiappotridigisomia prima che il paziente perda l'uso del braccio!  Macheteeee!"

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