Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query accetta. Ordina per data Mostra tutti i post
Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query accetta. Ordina per data Mostra tutti i post

sabato 24 maggio 2008

indy 4

Lo dico subito: niente spoiler.

Dopo una attesa tale che ormai non ci si sperava quasi più, è arrivato anche Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull.

Un bel po' di anni dopo l'ultima avventura, l'archeologo Indiana Jones si ritrova coinvolto nell'ennesima caccia al tesoro; questa volta si metterà alla ricerca di alcuni teschi di cristallo dai poteri leggendari, sulle cui tracce sono anche i sovietici.

Moltissima carne al fuoco, nelle due ore del film.
Tirando le somme, funziona perfettamente come esercizio di puro intrattenimento: tutto è spettacolare ed in stile con la serie; certo, alle volte si ha la sensazione che si abbia voluto esagerare e non sempre il susseguirsi degli eventi è entusiasmante come dovrebbe (ma non ci si annoia mai, per carità!).
La sceneggiatura sarebbe anche buona (David Koepp in questo senso è sempre una garanzia), al netto del fatto in film del genere tutta la sceneggiatura che serve è quella necessaria a garantirti un bel giro sulla giostra.
Pecca invece un po' nei dialoghi: troppo spesso le battute sono prevedibili e "chiamate", non sempre all'altezza della saga. Il doppiaggio italiano, mi è parso poi particolarmente poco ispirato.

Nel complesso, la prima metà è una vera goduria, con un Indiana vecchio trascinato di nuovo sul campo; qui le citazioni dal resto della saga e da altri film si sprecano e rasentano il genio puro (un soldino a chi ha colto quella videogiochistica, pur castrata dalle necessità del doppiaggio). Nella seconda metà la trama si complica e, pur apprezzandola nel complesso, finisce con l'ingabbiare un po' la libertà d'azione dei protagonisti, tutti intenti a raggiungere la meta attraverso il maggior numero possibile di inseguimenti.

Se sembra una recensione in parte negativa, è solo perché adoro la prima trilogia; in realtà si tratta di un eccellente film di intrattenimento, sicuramente piacevole da vedere più e più volte. Certo, forse dopo 19 anni si poteva quasi sperare di più, ma forse si tratta solo di un giudizio a caldo.

Molto bello sotto ogni aspetto tecnico, Steven Spielberg alla regia è sempre un manico, mentre devo ancora capire quale sia stato il ruolo di Georges Lucas (che non riesco ancora a stabilire se si tratti di un genio o di un pirla dal clamoroso successo per meriti altrui ;-))

Harrison Ford fa ancora qualcuna delle sue mitiche facce, anche se è chiaro che non è più quello di una volta; sempre brave Karen Allen e Cate Blanchett (qui in un ruolo molto taglia con l'accetta per esigenze di copione, a dire il vero). Per la prima volta non ho trovato del tutto futile Shia LaBeouf (il che non lo rende un buon candidato per raccogliere il testimone di Indy... ma quel fesso di River Phoenix doveva proprio accopparsi? :-|)

Voto: 8-. Un gran bel giro di giostra come se ne vedono pochi di questi giorni, pur non a livello del primo e del terzo capitolo.
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , .

domenica 16 novembre 2008

Changeling

Los Angeles, 1928: Walter Collins, bambino di 9 anni che vive da solo con la madre, scompare nel nulla. Dopo alcuni mesi la polizia, già sotto accusa per la sua incompetenza, corruzione e violenza, riporta alla madre un bambino che somiglia moltissimo a Walter, e che addirittura sostiene d'essere lui.
La madre però non lo riconosce e, nonostante l'evidenza dei fatti, la polizia insiste per considerare chiuso il caso, arrivando ad accusarla di pazzia.
La verità sarà molto più complessa e truce.

Con Changeling Clint Eastwood dirige il film più allegro di ogni epoca: nulla finisce in meno che catastrofe e la sorte si accanisce contro chiunque. Drammatico e spietato al limite dell'atroce, il film si ispira a un fatto vero sul quale il buon Straczynski fa un eccelso lavoro di sceneggiatura e dialoghi.
Due ore e venti di dramma ben interpretato da una brava Angelina Jolie (che in manicomio si sente sempre a casa ;-)), col supporto del classico John Malkovich - ad onor del vero gli altri interpreti mi hanno lasciato un po' più freddino, fatto salvo per Jason Butler Harner ed i ragazzini scelti con acume.

Pesantissimo per tema e trattamento, Clint si conferma regista pulito ed impeccabile (non una inquadratura che sia meno che perfetta), che si prende il suo tempo e lo usa al meglio.
A voler cercare il pelo nell'uovo, il dialogo conclusivo è un po' troppo banale e "telefonato", ma poco importa: il valore dell'opera resta tutto (a dispetto dei critici americani, che lo hanno bistrattato).

Immenso zio Clint. :-)

Voto: 9. Bello davvero, ma bisogna andare al cinema con lo spirito giusto.
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , .

venerdì 9 maggio 2008

diebuster!

Per pensare di dare un seguito ad una serie che è una pietra miliare come Gunbuster (Top o Nerae!) ci vuole un gran fegato o una desolante carenza di idee originali. Forse la genesi di Gunbuster 2 (anche Diebuster) deriva in parte da entrambi i fattori, ma sono rimasto piuttosto soddisfatto dal risultato.

In un futuro molto lontano da quello della prima serie, l'umanità risulta confinata al sistema solare da uno sbarramento di Mostri Spaziali. Di tanto in tanto, tali mostri penetrano nel sistema con l'intento di attaccare i Topless, ragazzi nati con particolari poteri mentali, gli unici in grado di attivare e comandare gli enormi mecha usati per sconfiggere i mostri.
Non che le cose siano così semplici: ci sarà da scoprire molto sulla vera natura dei mostri, mentre monta il conflitto tra la fratellanza dei Topless e gli umani comuni, che stanno approntando una armata spaziale per vincere i mostri autonomamente.
Un nuovo enorme attacco, e l'umanità sembra spacciata.

La serie, come la precedente, parte lenta ed i primi due/tre episodi (su sei) possono un poco deludere: il tono sembra eccessivamente cazzaro e semplicistico, coi robottoni quasi magici e personaggi tagliati con l'accetta.
Poi inizia la parte - relativamente - seria e, benché si sorvoli su troppe cose e molto resti poco chiaro, il clima cambia: quello che sembrava assodato viene messo in dubbio e la trama inizia i suoi risvolti drammatici.
Gunbuster è sempre stato sinonimo di esagerazione: i robot sono potentissimi ed i nemici immensi. Diamine, nel primo veniva fatto implodere Giove! Non è mica una cosa da serie morigerata! ;-)
Qui si fanno dei passi in avanti, e l'esagerazione supera ogni confine.
È ovviamente richiesta una buona dose di sospensione dell'incredulità, ma tutto sommato nel suo contesto ci può stare.

Notevoli gli ultimi due episodi, drammatici al punto giusto: alla fine si arrva ad apprezzare tanto la trama quanto lo sviluppo dei personaggi.
Pregevole il ricongiungersi con gli eventi della prima serie.

Alla regia non sfigura Kazuya Tsurumaki, mentre Hideaki Anno (che si dice in progressivo allontanamento dai Gainax) pare si sia limitato a metterci la firma.
Yoshiyuki Sadamoto non ci fa mancare l'usuale fan-service. :-)

Opera imperfetta, ma da non scartare dopo i primi due episodi.
Nota di demerito ai distributori inglesi: confezione miserrima ed audio solo giapponese. Sottotitoli in inglese che - udite udite - mancano su una delle ultime fondamentali frasi (per fortuna il senso è ovvio, e comunque c'è pure il francese).

Voto: 7.5.
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , .

domenica 27 dicembre 2009

Drag Me to Hell

Drag Me to Hell: auspicabile alternativa al cinema, in effetti.
Come possa essere piaciuto tanto un film del genere mi lascia davvero perplesso, dato che non funziona sotto nessun aspetto e, del resto, neppure si capisce cosa volesse essere.
Come horror sfiora il patetico, come parodia non è efficace e come fine denuncia sociale (tocca sentire pure questo, in giro...) siamo all'a-b-c del radical-chic.
Per fortuna come trash fa ampiamente ridere.

Impiegata di banca buona-ma-costretta-dal-sistema-ad-essere-dura rifiuta ad una vecchia zingara incazzereccia la dilazione di un mutuo.
Questa le scaglia contro l'usuale maledizione sotto forma di Lamia, spirito capronesco che non ha niente di meglio da fare che prendere ordini dalla vecchia, circa le anime da trascinare all'inferno.
Per l'impiegatuccia saranno tre giorni pieni di sorprese, ma per fortuna avrà dei validi alleati: il fidanzato triliardario eunuco, un medium che accetta le principali carte di credito ed un incolpevole gattino.
Alla fine c'è anche un colpo di scena che definire telefonato è poco.

I casi sono due: o Sam Raimi si è rimbecillito, che può anche essere, o ha deciso di prendere per il culo il pubblico con un horror che sarebbe stato molto scarso anche 30 anni fa.
Le citazioni vanno fatte bene, non buttate lì a casaccio, per giunta usando le moderne tecniche di ripresa (fotografia riprovevole, tra le altre cose) e computer grafica di bassa lega. Questa non è una parodia: è un insulto.

Per il resto, in assenza di trama e regia, si punta esclusivamente sullo schifo: si vomita, si schizza sangue, si mangiano mosche e vermi, si vomita di nuovo, si tira qualche calcione, si vomita ancora (stavolta vermi ed in bocca a qualcuno), si sacrificano (o si tenta di sacrificare) bestie e persone, un'altra vomitatina, ci si trastulla un po' con la dentiera, e poi ci si fa un altro bel giro di vomito.
In pratica, un film sulla bulimia.

Se questo non fosse abbastanza, sappiate che c'è anche di peggio: in questo film, non c'è BRUCE CAMPBELL!!! Mai siamo impazziti?!

Scena memorabile: il tentato esorcismo in cui tutti si passano la sfiga, incluso un riottoso capretto che svetta in quanto a capacità attoriali.

Voto: 3, come i giorni che ti restano da vivere dopo la maledizione.
Trashometro® 8/10: (funny!)
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , .