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domenica 30 luglio 2006

teardrops

The Darkling: un giovane padre di famiglia fatica a mantenere la moglie e la figlioletta con il proprio stipendio di cuoco in una tavola calda; l'incontro apparentemente casuale con un ricco collezionista di auto d'epoca gli cambierà la vita: d'ora in avanti dovrà curare il restauro dei pezzi più pregiati, destinati alla vendita in aste clandestine.

Dopo la morte della moglie in un incidente stradale, la vita del giovane viene sconvolta e, per soldi, decide di vendersi e truccare i numeri di telaio di alcune auto.

Lo stolto non sa di essersi appena venduto l'anima: ben presto il riccone lo inizia al magico segreto della sua fortuna: il darkling.
Dicesi "darkling"... il feto parlante del video Teardrops dei Massive Attack rinchiuso in una gabbietta per uccelli; per la precisione in fetuncolo è fin troppo parlante e parecchio rompiballe, e perseguita il giovane lusingandolo e spingendolo a compiere azioni malvagie con la prospettiva di ottenere fama e denaro.


Triplo YAWN carpiato per questo pseudo-horror moraleggiante per la TV, che si distingue solo per la presenza di vecchie auto americane indicibilmente tamarre. :-)


Voto: 2. Trashometro® 1/10: (brutto e noioso a livelli patologici)


E si ringrazia Enrico per aver segnalato questo meraviglioso titolo che andrà recuperato. :-)

sabato 18 ottobre 2008

wall-e

WALL·E è la perfezione fatta cinema. Punto.
Andate a vederlo. SU-BI-TO.

Ultimamente la Pixar mi aveva fatto temere d'aver intrapreso un nuovo corso un po' banale e sempliciotto (vedi Ratatouille e Cars, che pure - chiariamo - non erano brutti film in sé), sotto l'ombrello di una Disney in cronica crisi di idee.
Personalmente, consideravo Gli Incredibili il loro punto più alto (sì, anche più di capolavori come Finding Nemo e Toy Story 2), per la complessità della trama e la maturità dei temi affrontati.
Non lo pensavo superabile, specie viste le ultime produzioni, ma mi devo ricredere: come film WALL-E è meglio degli Incredibili (forse persino molto meglio); non che abbia molto senso fare simili paragoni essendo estremamente diversi come stile e genere, e forse Gli Incredibili resta il film che mi riguarderò più volentieri, ma santi numi: se non si fosse capito, WALL-E è uno dei migliori film di tutti i tempi.

La trama (ma perché leggerla? Tanto DOVETE vederlo ;-)): la Terra è al collasso per l'eccesso di rifiuti, unica - pigra - soluzione trovata è il partire su una flotta di astronavi extra-lusso per una crociera di cinque anni, mentre sul pianeta una torma di WALL-E (piccoli compattatori di rifiuti cingolati) ripulisce il mondo.
Settecento anni dopo la crociera è ancora in corso, e nessuno si preoccupa minimamente di ritornare indietro, troppo impegnati a godersi le comodità di un mondo popolato da robot apparentemente al proprio servizio.
Sulla Terra il piano è fallito, ed un unico WALL-E resta ancora in funzione; nei secoli ha imparato ad auto-ripararsi, e la costante esposizione agli oggetti umani (soprattutto una consunta videocassetta di Hello, Dolly!) lo ha portato a sviluppare una malinconica solitudine.
L'arrivo di una sonda inviata alla ricerca di segni che il pianeta è di nuovo abitabile, spezzerà la sua monotona routine.

Solitudine, sentimenti e voglia di (e difficoltà a) relazionarsi, WALL-E è una storia d'amore.
Poi... siete di quelli che vogliono a tutti i costi trovare in tutto un messaggio socialmente edificante, che altrimenti Non È Una Cosa Seria®? Prego, accomodatevi: messaggio ambientalista, critica all'eccesso di consumismo, inaridimento dei rapporti umani e necessità di autodeterminazione. Tutto quel che volete e di cui va di moda chiacchierare e dichiararsi paladini, e anche di più (impegnandosi un po', qualcosa contro la guerra in Iraq uno allenato lo trova di sicuro). E non lo dico per dare un contentino: tutte queste cose ci sono e sono importanti e bene evidenti nell'economia del film, che però resta una storia d'amore. Una delle più belle mai raccontate, per la precisione.

Sceneggiatura a dir poco coraggiosa (il film è in larga parte muto), regia superba ed impeccabile, tutto concorre alla creazione di un capolavoro in cui non sposterei una virgola; sono bellissimi perfino i titoli di coda e l'intricatissima società robotica che popola l'astronave.
Oh, e per inciso: si ride anche parecchio, nel caso a qualcuno fosse venuto il dubbio. :-)

Dell'aspetto tecnico inutile anche parlarne: la Pixar sposta di nuovo l'asticella in una gara che da quando è stata fondata è solo contro se stessa.
L'espressività dei protagonisti è qualcosa di commovente.

Ultima raccomandazione: NON portateci i bambini; ci saranno eccezioni e bimbi che si divertiranno a vederlo, ma non è un film per loro - specie la prima lunghissima prima parte in cui nessuno parla. Certo, un buon numero di gag visive ci sono (anche se molte prevedono un minimo di conoscenza), ma è un film che prevede una certa maturità.

Simpatico il corto del prestigiatore e del coniglio all'inizio, anche se One Man Band resta insuperato.

Voto: da 10 in su. Tenero e toccante, se non vi commuove fino alle lacrime siete il mostro di Dusseldorf! ;-)
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lunedì 2 giugno 2008

the marine

Ah! I film prodotti dalla WWE di Vince McMahon! Meritano un posto speciale nel cuore degli amanti del pattume (parlo di cinema: i napuletani non si sentano troppo chiamati in causa... ;-))

Dopo il filmone con Kane, ecco che arriva The Marine con John Cena.
Per la cronaca, trattasi del film che film TV ha definito come "scritto durante una gara di rutti". Dal perdente, aggiungo io.

Un marine che lancia le pallottole con le mani viene congedato per aver disobbedito agli ordini, pur avendo salvato la vita a dei suoi commilitoni ostaggi degli Abdullà di Turno®.

Troverà difficile ambientarsi alla vita civile, fintanto un gruppo di spietati rapinatori (sempre sia lodata la criminalità ;-)) cacano di fuori e gli rapiscono la moglie topina.
A Cena ci scatta la viulenza, e parte all'inseguimento dei malfattori guidati niente meno che da Robert Patrick (e ci sono anche un altro paio di facce più o meno note).

Se voi questa la chiamate trama...

Comunque sia, l'aspetto davvero trash del film sono le scene d'azione: tutti sparano a qualunque cosa si muova, ci sono auto che continuano a funzionare dopo aver triplicato il proprio peso per il piombo ricevuto ed una quantità di esplosioni sufficienti a spianare la Svizzera.
No, sul serio: QUALUNQUE COSA (auto, bombole, porte, vetri, capannoni, teneri gattini, ...) esplode in un triliardo di pezzi con un bagliore da bomba H.

Poco e niente di combattimenti a mani nude (giusto qualcosina sul finale); pur nella sconsolante assenza di trama, hanno cercato di fare i brillantoni inserendo un po' di dialoghi pseudo-comici, ed in qualche rara occasione la cosa funziona pure (il personaggio del nero è molto simpatico).

Voto: 3.5. Trashometro® 4/10: budda-budda-budda.
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venerdì 4 settembre 2009

Death Race!

Opera meritoria, quella di Paul W.S. Anderson e della produzione tutta.
Con Death Race avrebbero potuto limitarsi al solito filmaccio d'azione, ma per loro questo non era sufficiente.
Certo, hanno chiamato Jason Statham, e questa è una bella cosa perché anche lui deve pur mangiare, ma neppure questo per loro era abbastanza: hanno infatti deciso di produrre, scrivere e dirigere un film interamente a misura di Statham, di cui anche il nostro eroe potesse capire la trama e coglierne ogni raffinata sfumatura psicologica!
Ah, che bel gesto!

No, dai, non so davvero da che parte cominciare...
Ok, ok... ci sono i buoni, a partire da Statham che viene licenziato, bastonato, mogli-ammazzato ed incarcerato per l'uxoricidio non commesso. I buoni resteranno tali dall'inizio alla fine.
Poi ci sono i cattivi, capeggiati dalla direttrice del carcere, che ha fatto rinchiudere Statham perché lui era un gran manico di pilota, e lo voleva a correre nella Death Race, corsa mortale organizzata dal suo istituto di pena. E qui viene il vero colpo d'ala del film: anche i cattivi resteranno tali dall'inizio alla fine!
Personaggi ambigui non ce ne sono, anche se forse potrebbe ricoprire il ruolo un tale particolarmente cattivo che ottiene la libertà ed il riscatto sociale per aver aiutato Statham (cosa che di suo abbuona un bel po' di peccati, parrebbe - fatelo anche voi, la prossima volta che lo incontrate per strada). Comunque anche il suo personaggio si evolve come un dodo, e quindi sorvoliamo.
Statham corre su queste auto corazzate e dotate di armi, al suo fianco la fica di turno (non sufficientemente inquadrata), ai box i suoi supporters, in cabina di regia la direttrice del carcere che farà di tutto per farlo perdere. Lungo il percorso, brandelli di concorrenti spalmati qua e là. In coda al gruppo, Badoer che continua col suo corso di guida sicura. Niente altro da segnalare.

Quasi commovente nella sua banalità, con la telecamera messa un po' dove capita, ha il notevole pregio di far ridere parecchio.
Film caciarone, buono per una serata sguaiata - per il resto, stendiamo un velo pietoso.

Voto: 2. Trashometro® 7/10:
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domenica 24 giugno 2007

skeleton man!

Skeleton Man

Ci sono esperienze che travalicano l'auto-punizione e che sfociano direttamente nell'insensata mutilazione cerebrale auto-inflitta.
Skeleton Man ne è un caso talmente palese che il servizio sanitario nazionale dovrebbe imporne la vendita con allegata una dose quasi letale di morfina.

Pagato un intero paio di euro (mi auguro falsi, a questo punto) all'ipercoop, Skeleton Man narra la storia di questo feroce guerriero indiano (pardon: nativo americano) che chissà perché di tanto in tanto riappare sotto forma di scheletro incappucciato in sella ad un nero destriero.
Evidentemente non conscio delle recenti possibilità economiche offerte dalle leggi sui casinò indiani, non trova niente di meglio da fare che mettersi ad accoppare tutti quelli che hanno la sfortuna di essere stati scritturati per questo filmaccio (facendogli anche un discreto favore, per dirla tutta).

Dopo aver braccato ed ucciso una squadra della delta force, i militari mandano, a vedere cosa minchia succede, un gruppo interforze composto da 3 o 4 tizi che spaziano dal "molto vecchio" al "beone in erba" ed altrettante tizie che non avranno neanche finito il liceo (e no, non si spogliano ;-)).
Skeleton Man si accanirà pure contro di loro, oltre che contro lo spettatore. :-)

Un'ora e mezza di dolore allo stato puro, senza un minimo di trama o costruzione delle scene, con una fotografia da filmino sovraesposto delle vacanze ed effetti speciali patetici.
Il film inizia, Scheletrino Man si mette ad accoppare gente, il film finisce. Niente più (a parte un capo indiano vecchio, saggio ed amante dei fagioli che sproloquia).
Quello che viene spacciato per regista è in realtà un prestanome che è preso le colpe di Jesse Johnson (ma usare Alan Smithee è passato di moda?)
La qualità della recitazione è agghiacciante; in questo filmazzo per la TV spiccano i nomi di Michael Rooker (qui con una espressione da Maestro Ninjà Gordon impagabile) e Casper Van Dien.

Da non perdere: i proiettili che mandano scintille quando colpiscono gli alberi; la delta force che nel bel mezzo del nulla comunica usando i cellulari.

A giudicare dal libretto interno, la Mondo Home Entertainment ha in serbo numerose altre schifezze da evitare accuratamente (per quanto, quello Snakeman... ;-))

Voto: -1. Da debellare e mantenere in ambienti controllati come il vaiolo.
Trashometro® 3/10:
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