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mercoledì 5 maggio 2010

the humble indie bundle

EDIT: oltre all'aggiunta di un ulteriore gioco, ora - dato il successo dell'iniziativa - alcuni verranno rilasciati come software libero.
Fa inoltre piacere vedere che gli utenti Linux hanno donato sensibilmente più degli altri.

Altra iniziativa "paga quanto credi sia giusto" per una serie di videogiochi indipendenti, alcuni dei quali sembrano piuttosto interessanti: the humble indie bundle.

Tutti disponibili per Windows, Mac e Linux - ed in più si può devolvere parte del prezzo alla Child's Play ed all'Electronic Frontier Foundation.
Il prezzo medio non è certo altissimo (su dai, fintanto l'euro ha ancora un cambio favorevole...), ma in fondo non è male se si considera quanti avranno donato quasi zero.

Detto ciò, se il sistema di pagamento funzionasse, potrei pure versare qualcosina...


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domenica 29 giugno 2008

la notte non aspetta

La notte può attendere si inserisce nel filone "polizia corrotta in un mondo corrotto", e lo fa abbastanza bene.

Un poliziotto dai metodi brutali (un Keanu Reeves bravo ed un po' invecchiato) entra nella squadra del capitano Wander (adoro Forest Whitaker) e riesce a risolvere un caso importante facendo una quantità industriale di morti; si ritrova contro un suo vecchio collega, che gli rinfaccia di muoversi al di fuori della legge.
La morte violenta di quest'ultimo, scoperchierà un enorme vaso di vermi all'interno del dipartimento di polizia.

Tanta azione (ben diretta) e violenza, ma anche un buon intreccio.
Dove pecca un po' è nell'eccessivo "spiegazionismo" finale, ed in alcuni dialoghi stucchevoli. L'ottimo cast copre comunque gran parte delle pecche.

Voto: 7-.
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lunedì 8 maggio 2006

M:I-3

L'agente Ethan Hunt scopre che Truman Capote ha rubato Il Grande Romanzo Americano® al sublime potente magnifico retro-illuminato Ron Hubbard; riuscirà a risolvere la situazione dopo aver sconfitto un paio di covi di infedeli (il Vaticano e la Cina). Nel mentre, in una sotto-trama, Morpheus deve aver sbagliato pillola, a giudicare dalla faccia che ha.

Diretto da Mr. Alias, Mission: Impossible III non è nulla più di quanto promesso: uno spericolato esercizio muscolare (pochi i muscoli della faccia coinvolti, tranquilli) per Il Tappo Più Padre Del Mondo®. La ricetta è la solita e non è neanche cucinata particolarmente male, solo che alla fin fine non c'è maschera di gomma o alteratore della voce che lo spettatore non riesca a prevedere con 20 minuti di anticipo.

Voto: 6.

sabato 22 marzo 2008

Before the Devil Knows You're Dead

Sidney Lumet è uno che alla soglia degli 84 anni è ancora capace di fare film come Onora il Padre e la Madre. E c'è da calarsi il cappello.

Due fratelli con seri problemi di soldi decidono di rapinare la piccola gioelleria dei genitori: un negozietto di provincia, con una anziana donna come commessa; l'assicurazione li avrebbe rifusi e nessuno si sarebbe fatto davvero male.
Sarà invece una tragedia, e tutto il cinismo, la crudeltà e gli antichi dissapori famigliari verranno presto a galla.

Film montato in maniera impeccabile - già a dieci minuti dall'inizio viene già mostrata la conclusione della rapina - con continui salti tra i protagonisti ed i momenti-chiave. Ottima regia, semplice ma solida la sceneggiatura - bei dialoghi.
Tensione ed angoscia, mentre tutti sono indaffarati a scavare per raggiungere nuovi sprofondi di bassezza e malvagità. Nessuno è salvo.

Cast da paura: bravo Ethan Hawke (che in alcune espressioni ricorda molto il buon Kevin Bacon), grande Albert Finney così come Marisa Tomei, 44enne più che tonica.
Caso a parte Philip Seymour Hoffman che alcuni non amano: a me piace parecchio come attore, e qui dà veramente il massimo - spietato e calcolatore, meraviglioso nelle scene di "caos misurato" con cui reagirà al precipitare degli eventi.

Film ottimo; se quello italiano non è male, va ricordato il bel titolo originale: Before the Devil Knows You're Dead.

Voto: 9+. Da vedere.
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sabato 17 novembre 2007

heroes

Anche gli eroi che hanno avuto la sventura di seguirlo su Italia 1, sono arrivati alla conclusione di Heroes.
Niente commenti sulla gestione della messa in onda: solo infamia.

Bene o male questa conclusione conferma il giudizio già espresso: una stagione davvero molto buona, coraggiosa e con una trama avvincente.
Saggia la scelta di concludere davvero la story-line (pur lasciando ampio spazio per proseguire, come è giusto che sia) ed apprezzabile l'aver avuto il fegato di uccidere un po' di gente - anche se coi superpoteri di mezzo, decenni di fumetti ci insegnano che non si sa mai. :-)
Tutti i personaggi sono migliorati molto, compresi Parkman ed i Petrelli; in questo senso un vero toccasana sono state le puntate ambientate nel futuro, coi personaggi stravolti dai tragici avvenimenti.

Restano alcuni difetti: tralasciando gli effetti speciali mediocri, la trama avrebbe avuto bisogno di un po' di rifiniture in più (a guardare in fino alcuni non-sense ci sono: nella gestione delle linee temporali e dei superpoteri, in primis) ed alcuni personaggi potevano avere dialoghi migliori. Alla conclusione ci si è arrivati un po' troppo in fretta: il finale avrebbe meritato più tempo, maggior approfondimento e più pathos.
Confermo - per lo scorno del pubblico femminile - il giudizio sulla completa inettitudine di gran parte del cast maschile: le smorfie di Milo Ventimiglia sono da antologia. :-)

Comunque sia: molto bello, anche se temo che per vedere la seconda stagione ci si dovrà comprare il cofanetto inglese (sperando che la serie non sia vittima dello sciopero degli sceneggiatori).

Voto: 8.5 (quasi 9, via!)
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giovedì 26 luglio 2007

I Walked with a Zombie

Nel 1943 il concetto di horror era davvero molto distante dagli standard attuali: molto si basava sulla recitazione (anche se nel caso in esame c'è poco di spaventoso, in questo senso), sull'oscuro e sull'ignoto (o anche solo sull'esotico); i dialoghi la fanno da padrone ed il ricorso a trucco od effetti speciali era minimo quando non nullo.

Difficile, dopo tanti anni, trovare qualcosa che spaventi (non che il 99% degli horror moderni facciano paura, peraltro), però un film che dopo tanti anni riesce ancora - seppur solo in parte - a stimolare un certo senso di inquietudine, ha sicuramente dei meriti.

Diretto da Jacques Tourneur per la mitica RKO, I Walked with a Zombie narra la storia di una infermiera canadese che si trasferisce nei caraibi per accudire la moglie di un ricco possidente terriero, ridotta ad uno stato catatonico. Il segreto dietro alla sua strana malattia si svelerà man mano che l'infermiera approfondirà la conoscenza del marito e del di lui fratello; per tentare di curarla, ricorrerà infine al voodoo praticato dai discendenti degli schiavi che lavorano nelle piantagioni.

Con alcuni aspetti molto liberamente tratti da Jane Eyre, il film punta sul mistero dell'esoterismo e sulle capacità degli attori di costruire uno contesto verosimile. Pregevole il frequente uso dei tamburi in lontananza per creare l'atmosfera giusta.
E poi c'è la versione originale di "Shame & Scandal" (reggae/calypso che verrà poi riadattato in seguito con un testo in chiave ironica). :-)

Voto: 7.
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