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domenica 1 febbraio 2009

valkyrie

Parto travagliato, quello di Operazione Valichiria, ma il risultato non è da disprezzare.

Miliardesimo film sulla seconda guerra mondiale, stavolta su un episodio poco noto (a dire il vero poco noto solo agli Americani - con tutto il dovuto rispetto ;-)) che vede un ampio numero di alti ufficiali tedeschi tentare il colpo di stato e l'assassinio dell'Adolf nazionale.
C'è da specificare come andò a finire?

Di Tom Cruise si potrà dire tutto il male possibile (a partire dalla sua oggettiva carenza espressiva), ma non che non si sappia muovere più che egregiamente nell'ambiente del cinema. E non parlo dei buoni risultati al box-office: mi riferisco alla qualità delle sue produzioni ed ai registi di primissimo piano con cui lavora. Inoltre sa scegliersi egregiamente i ruoli, che non è poco.

Qui, il sempre perfetto Bryan Singer sceglie una regia classica e precisa, sicuramente adatta al soggetto.

Veri difetti non ce ne sono (tutto il cast fa un ottimo lavoro), se non che si ha la sensazione che qualcosina di troppo sia stato tagliato, in fase di montaggio (l'organizzazione e la "razionalizzazione" dell'attentato avrebbe meritato qualche momento in più).
Insomma, riesce a mantenere alta la tensione in un film di due ore di cui tutti conoscono la fine. Ci vuole gente in gamba, poco da dire.

Voto: 7.5/8
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domenica 4 ottobre 2009

inglorious basterds

Non che sia privo di pecche, ma se non altro Inglourious Basterds mi ha riconciliato con Quentin Tarantino, dopo la delusione di Death Proof.
Sicuramente troppo lungo coi suoi 153 minuti, con una parte centrale che meritava qualche potatura per risultare più scorrevole, mostra comunque molte della caratteristiche che hanno reso giustamente famoso Quentin.

Storia alternativa ambientata nella Francia occupata dai Nazisti, segue le vicende convergenti di un gruppo di soldati inviati a seminare il panico tra le linee nemiche con i loro metodi brutali, e di una ebrea che si è vista sterminare la famiglia, ora direttrice di un cinema parigino scelto come sede della premiere di un film di propaganda nazista.

Si parla davvero tantissimo, ma grazie al cielo i dialoghi sono quasi sempre di ottimo livello.
Davvero ottimi tutti gli interpreti a partire da Brad Pitt, anche se ad onor del vero non lo si vede poi così spesso. Immenso Christoph Waltz.
Perfette le musiche, così come la regia che - come d'abitudine - indugia sui suoi soliti feticismi; stavolta senza eccedere troppo, se non altro.
C'è relativamente poca azione, ma ogni episodio è una vera gioia sanguinaria per gli occhi: immediata, feroce e senza sconti. Si può chiedere più quantità, ma non più qualità.
Peccato solo che i vari Basterds non abbiano ricevuto l'approfondimento che meritavano (a cominciare da Eli Roth nei panni dell'Orso Ebreo).

Oltre al film-nel-film, innumerevoli le citazioni cinematografiche sia d'epoca che moderne, inclusi riferimenti ad Edwige Fenech ed Antonio Margheriti (che nessuno in sala ha colto...) e la presenza di Enzo G. Castellari.

Insomma: bello.

Voto: 8
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mercoledì 7 novembre 2007

hostel II

Lo so che in fatto di horror ho troppe pretese: alle volte mi capita pure di pensare che un Filme de Ppaura® debba addirittura spaventare...

Avevo già recensito il primo Hostel giudicandolo una invereconda porcata senza trama, senza suspense e per giunta diretto da un totale inetto (no, l'essere amico di Quentin Tarantino non rende Eli Roth un regista).
Uno si immagina che toccato il fondo si debba per forza risalire; zio Eli ha scelto di scavare, con Hostel: Part II.

Quattro più o meno belle figliole vanno in vacanza in Slovacchia, dove - pensate un po' - finiranno vittime del nostro ben noto HOSTELLO.

Pattume: diretto col culo (e non mi si dica che è una cifra stilistica: queste sono emorroidi cinematografiche allo stato puro!), con una trama che fa pietà e nessuna tensione.
Prima di vedere un morto passano secoli; le torture fanno sbadigliare e stavolta non c'è neppure fan-service sufficiente per distrarre gli spettatori maschili dagli altri difetti del film.
I dialoghi, in compenso, fanno pena.

Ancora una volta viene riproposta la visione becera degli europei (se nel primo poteva essere una mezza novità, qui risulta solo patetico autocitazionismo), e stavolta si passa ogni segno: se la Slovacchia ha tutto il diritto di dichiarare guerra al signor Roth, l'Italia non ci fa una figura migliore, con i burinazzi cafoni che le signorine incontrano sul treno.
A questo proposito, mi sento di dire dal profondo del cuore ad Eli Roth: NOI C'AVEMO TOTTIGOL! PIPPO-PIPPO-PIPPOMIO! FORZALAZZIO! C'AVETE SOLO IL COLERA! VIOLAMERDA! AMERIKANI HAMBURGER-DAVIDBECKAM-BASEBALL-MERDA! POPOPOPOPOPOOOPOOO! POPOPOPOPOPOOOPOOO! CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONIDELMONDO! CAMPIONIDELMOOONDO!!! ;-)

Errr... ok, sono calmo. ;-)

Ho già detto che Hostel II fa cagare enormi stronzi neri mangia-uomini? (citazione dotta).
No perché ci tengo si sappia...
Ah, la Fenech fa una comparsata, e francamente non ce ne potrebbe fregare di meno: peggio per lei.

Voto: 1. Trashometro® 6/10:
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giovedì 24 agosto 2006

non aprite quel regalo

Nel 1992, mentre hollywood già spendeva centinaia di milioni di dollari per singoli film pieni di effetti speciali, un eccelso regista dimostrava che erano sufficienti alcuni grandi attori ed un capannone industriale per produrre un capolavoro assoluto.
Come dite? Le Iene di Quentin Tarantino?
Ma siamo impazziti?!?!
Io parlo di Demonic Toys di Peter Manoogian! ;-)

Una agente di polizia che si ritrova incinta del suo amato collega non trova momento migliore di dirglielo degli attimi precedenti l'arresto di alcuni trafficanti di armi. Purtroppo la loro copertura salta, e nella sparatoria che ne segue il futuro papà viene ucciso assieme ad un malavitoso.
La donna insegue il superstite in un vecchio magazzino pieno di orripilanti pupazzi satanici che - ahiloro - si animano a contatto col sangue.
Assieme al custode, all'uomo-pollo e ad una bimbetta fuggita di casa dovranno combattere i peluche per aver salva la vita! :-)
Solo alla fine verrà loro svelato l'inquietante segreto dietro ai Giocattoli Infernali (che casualmente è pure il titolo italiano di questo filmone)!

Un'idea risibile, pupazzi animati un po' come marionette ed un po' in stop-motion ed una gran voglia di produrre il proprio filmaccio horror: è questo il vero cinema di serie B (se non C) che amiamo! :-)
Si salva il grande pupazzo malvagio Baby Oopsy Daisy, cattivo e cinico al punto giusto.

A questa grande produzione hanno lavorato alcuni componenti della famiglia Band (figli e (pro-)nipoti di Albert Band), da sempre invischiati in simili B-movies; altra cosa da segnalare è l'improbabile cross-over con la serie iniziata con Dollman di quella purulenta pustola di Albert Pyun: Dollman vs. Demonic Toys (anche Giocattoli Assassini) contiene numerose scene rubate dai film precedenti e promette d'essere un vero gioiello del trash. :-)

Voto: 3. Trashometro® 7/10:
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sabato 5 maggio 2007

spider-man 3

Avevo apprezzato molto il primo, concentrato su una trama semplice, ma ben realizzata e che diceva quel che aveva da dire.
Ero rimasto piuttosto deluso dal secondo: pregevole il cattivo, ma dimenticabile ed in certi punti stucchevole la trama, con dialoghi a volte sterotipati all'estremo.
Mi mancava giusto un capitolo che mi lasciasse così-così; a porvi rimedio, arriva ora Spider-Man 3.

Il nostro beneamato ometto-ragno è diventato molto popolare tra gli abitanti di New York e paradossalmente questo non semplifica la sua vita: da un lato Jonah Jameson continua la sua caccia allo scoop del "ragno cattivo", dall'altro la sua vita sentimentale è complicata dal fatto che Mary Jane - fallita la carriera teatrale - fatica a conciliarsi con la fama dell'alter-ego del suo Peter e si ingelosisce alla comparsa della compagna di scuola Gwen Stacy.
Su altri fronti, i sensi di rogna dell'UR verranno messi a dura prova prima da Harry Osborn (novello Goblin determinato a vendicare la morte del padre), poi dal misterioso organismo alieno Venom (che è l'unico ad avere il buon gusto d'essere cattivo a tutto tondo) e dall'Uomo Sabbia che si rivelerà essere il vero assassino di zio Ben.

Spalmare, seppur su 2 ore e 20, così tanti intrecci è un po' un cercarsi rogne; anche solo considerando i temi principali abbiamo:
  • Il rapporto con Mary Jane, e le intromissioni di Gwen Stacy e Harry Osborn.
  • Le difficoltà della popolarità, e lo stallo della carriera di MJ.
  • La vendetta nei confronti dell'omicida dello zio, ora Sandman.
  • L'amicizia con Harry Osborn, e le conseguenze della morte del padre di lui.
  • Il lavoro come freelance ed i contrasti con Eddie Brock.
  • L'attacco di Venom, e la corruzione di Parker.

E dimentico di certo qualcosa; il tutto, rammentando che si devono anche fronteggiare tre-dico-tre cattivi ed integrare il tutto con i capitoli precedenti.

Sezionando le parti, abbiamo un capitolo più che discreto dedicato al rapporto con Harry Osborn (questa parte avrebbe meritato più spazio, e non sarebbe stato male farne l'unico tema portante), ed anche i contrasti con Mary Jane non sono male. Poteva risultare interessante, ma è stato sfruttato poco e male, la ricerca di vendetta per l'omicidio dello zio. Capisco poi che Sam Raimi sia stato costrettoconvinto da Avi Arad a metterci Venom, ma fatto così non ha davvero alcun senso: se ce lo metti, vedi di svilupparci sopra qualcosa che non sia solo una scusa per delle scazzotatte (ok, con Venom non è che...)

C'è troppa carne al fuoco, ed inevitabilmente si finisce con l'avere troppe cose che accadono Perché Sì (l'arrivo di Venom e la genesi di Sandman, che diamine!) e poco sviluppate (Venom, in particolare).
Le singole scene si riducono, a volte, ad uno slide-show di eventi non strettamente coesi, ed i combattimenti ad una serie di scontri con mostri di fine livello.
Semplificazione avrebbe dovuto essere la parola chiave, in fase di post-produzione, tagliando tutto ciò che non si riusciva ad inserire in un contesto adeguato, ed avendo anche cura di inserire i siparietti "simpatici" nei momenti opportuni e non nel bel mezzo di scontri campali; azzeccata la camminata disinvolta per le strade di New York di un Peter Parker ultra-sicuro di sé, ma anche qui si è poi voluto strafare con la scena al jazz club.

A livello grafico stupisce, e ci mancherebbe altro: L'Uomo Sabbia è qualcosa di spettacolare, ed anche Venom non è male. Gli scontri paradossalmente a volte peccano nel cercare di stupire a tutti i costi, specie a livello di dinamismo: nel primo con Harry si ha la sensazione che abbiano voluto esagerare, con un inseguimento infinito tra vicoli stretti e scontri ravvicinati; a mio avviso meravigliosi, invece, i pochi secondi iniziali dello scontro con Venom: caduta a piombo dal grattacielo e loro a darsi delle gran randellate! Così si fa! ;-)

Nel complesso resta un esercizio di grafica bella da vedere, ma per la trama è difficile non parlare di occasione in parte sprecata.
Tobey Maguire ha la sua solita espressione beota, ed ha forse un futuro come triglia in barile, non certo come attore.
Tutto sommato decenti gli altri (anche se sospetto che buona parte del budget degli effetti speciali sia stato speso per far venire le tette grosse a Bryce Dallas Howard... ;-))

Note di merito al mitico Bruce Campbell, qui con una scena esilarante, ed al Vecchiaccio che dice anche una battuta (ho il sospetto che nell'intera sala nessuno lo abbia riconosciuto: a certa gente andrebbe impedito di entrare al cinema, quando ci sono film tratti da fumetti).

Nota di assoluto demerito invece alla traduzione: nel 2007, su una produzione dal budget spropositato (e che si suppone non sia stata affidata ad un ragazzino che ha studiato inglese alle elementari), tradurre "silicon" con "silicone" è da carcere a vita. Vacca boia, è l'Uomo Sabbia, mica l'Uomo TetteRifatte! ;-)

Voto: 6. (è costato un quarto di miliardi di dollari: era lecito aspettarsi di più)
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