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domenica 15 aprile 2007

the illusionist

Storia d'amore e mistero nella Vienna di fine '800: un ragazzo di umili origini si innamora di una giovane nobile; verranno presto separati: lei promessa sposa del principe, lui diventerà uno dei più noti illusionisti dell'epoca, con numeri misteriosi che alcuni credono davvero magici o sovrannaturali.
Si reincontreranno di nuovo durante uno spettacolo, e la rinascita del loro amore non lascerà indifferente il principe geloso e violento che non potrà accettare il tradimento.

The Illusionist scorre lento, raccontando una storia molto semplice in cui l'unica peculiarità sono gli spettacoli magici, stupendi ed inquietanti; eppure tutto si concluderà degnamente con un finale che riunirà amore e magia.
Discreta la regia, bella la fotografia, Edward Norton è sempre un grande e Jessica Biel si guarda sempre volentieri (a dir poco).

Voto: 7-.
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martedì 13 dicembre 2005

abbestia

La Bestia nel cuore tratta di temi non proprio leggeri, a partire dalle violenze casalinghe su minori; riesce a mio avviso molto bene nell'analisi del motivo principale, ma ho trovato un po' fuori luogo e superficiali le dissertazioni su tradimento, omosessualità e difficoltà di comunicazione. Erano almeno in parte necessarie, certo, ma forse andavano sviluppate diversamente.

La regia fa un lavoro più che discreto, anche se personalmente non riesco a digerire certi momenti onirici che fanno tanto B-movie.
Giovanna Mezzogiorno è eccellente (oltre che bella); tutti dicono un gran bene di Angela Finocchiaro, che però a me risulta sempre indigesta - al di là della a dir poco improbabile storia saffica con la cieca Stefania Rocca ("ok cieca, ma pure sorda...", direi se fossi davvero cinico... ;-))

Voto: 7.

lunedì 24 dicembre 2007

enchanted

La Disney non ha certo fatto una cattiva mossa, nel proporre come film natalizio dell'anno questo Come d'Incanto: più che rischiare un impietoso confronto con le vecchie glorie animate, si è preferito puntare su un film in larga parte interpretato da attori in carne e ossa.

La principessa Giselle si innamora all'istante del principe Edward, come nella migliore tradizione fiabesca. Il loro amore viene però osteggiato dalla regina, che spedisce la bella nel mondo reale.
Il principe si lancia all'inseguimento, ma ritroverà una principessa che ha imparato ad apprezzare quella che in un primo tempo le era apparsa una realtà squallida.

Molto disneyano nella quantità - quasi troppe - di canzoni, ha però il pregio di non prendersi troppo sul serio.
Non si eccede neppure in quanto a gag: ci sono e tutto il film risulta divertente, ma sempre mantenendosi ben fermi sui binari della favola.
I temi trattati sono molto terreni, e tutto sommato abbastanza maturi.

Tutti bravini gli interpreti, adeguata la regia.

Voto: 7+.
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sabato 18 ottobre 2008

wall-e

WALL·E è la perfezione fatta cinema. Punto.
Andate a vederlo. SU-BI-TO.

Ultimamente la Pixar mi aveva fatto temere d'aver intrapreso un nuovo corso un po' banale e sempliciotto (vedi Ratatouille e Cars, che pure - chiariamo - non erano brutti film in sé), sotto l'ombrello di una Disney in cronica crisi di idee.
Personalmente, consideravo Gli Incredibili il loro punto più alto (sì, anche più di capolavori come Finding Nemo e Toy Story 2), per la complessità della trama e la maturità dei temi affrontati.
Non lo pensavo superabile, specie viste le ultime produzioni, ma mi devo ricredere: come film WALL-E è meglio degli Incredibili (forse persino molto meglio); non che abbia molto senso fare simili paragoni essendo estremamente diversi come stile e genere, e forse Gli Incredibili resta il film che mi riguarderò più volentieri, ma santi numi: se non si fosse capito, WALL-E è uno dei migliori film di tutti i tempi.

La trama (ma perché leggerla? Tanto DOVETE vederlo ;-)): la Terra è al collasso per l'eccesso di rifiuti, unica - pigra - soluzione trovata è il partire su una flotta di astronavi extra-lusso per una crociera di cinque anni, mentre sul pianeta una torma di WALL-E (piccoli compattatori di rifiuti cingolati) ripulisce il mondo.
Settecento anni dopo la crociera è ancora in corso, e nessuno si preoccupa minimamente di ritornare indietro, troppo impegnati a godersi le comodità di un mondo popolato da robot apparentemente al proprio servizio.
Sulla Terra il piano è fallito, ed un unico WALL-E resta ancora in funzione; nei secoli ha imparato ad auto-ripararsi, e la costante esposizione agli oggetti umani (soprattutto una consunta videocassetta di Hello, Dolly!) lo ha portato a sviluppare una malinconica solitudine.
L'arrivo di una sonda inviata alla ricerca di segni che il pianeta è di nuovo abitabile, spezzerà la sua monotona routine.

Solitudine, sentimenti e voglia di (e difficoltà a) relazionarsi, WALL-E è una storia d'amore.
Poi... siete di quelli che vogliono a tutti i costi trovare in tutto un messaggio socialmente edificante, che altrimenti Non È Una Cosa Seria®? Prego, accomodatevi: messaggio ambientalista, critica all'eccesso di consumismo, inaridimento dei rapporti umani e necessità di autodeterminazione. Tutto quel che volete e di cui va di moda chiacchierare e dichiararsi paladini, e anche di più (impegnandosi un po', qualcosa contro la guerra in Iraq uno allenato lo trova di sicuro). E non lo dico per dare un contentino: tutte queste cose ci sono e sono importanti e bene evidenti nell'economia del film, che però resta una storia d'amore. Una delle più belle mai raccontate, per la precisione.

Sceneggiatura a dir poco coraggiosa (il film è in larga parte muto), regia superba ed impeccabile, tutto concorre alla creazione di un capolavoro in cui non sposterei una virgola; sono bellissimi perfino i titoli di coda e l'intricatissima società robotica che popola l'astronave.
Oh, e per inciso: si ride anche parecchio, nel caso a qualcuno fosse venuto il dubbio. :-)

Dell'aspetto tecnico inutile anche parlarne: la Pixar sposta di nuovo l'asticella in una gara che da quando è stata fondata è solo contro se stessa.
L'espressività dei protagonisti è qualcosa di commovente.

Ultima raccomandazione: NON portateci i bambini; ci saranno eccezioni e bimbi che si divertiranno a vederlo, ma non è un film per loro - specie la prima lunghissima prima parte in cui nessuno parla. Certo, un buon numero di gag visive ci sono (anche se molte prevedono un minimo di conoscenza), ma è un film che prevede una certa maturità.

Simpatico il corto del prestigiatore e del coniglio all'inizio, anche se One Man Band resta insuperato.

Voto: da 10 in su. Tenero e toccante, se non vi commuove fino alle lacrime siete il mostro di Dusseldorf! ;-)
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giovedì 2 agosto 2007

appello

Alla persona che ha raggiunto questo mio povero blog usando come chiavi di ricerca "ciccione mentre fanno l'amore": ti prego di NON ACCEDERE MAAAI PIÙ a questo sito. Dico sul serio: stiamo entrambi perdendo il nostro prezioso tempo, te ne rendi conto, vero?!?! ;-)

PS: capisco che "l'amore" implica toccanti sfumature sentimentali che CER-TA-MEN-TE tu ritieni requisito essenziale in una BUONA foto di grassona che copula, ma in genere in Internet la keyword "sesso" funziona meglio, per questo genere di ricerche... :-P

Grazie per la collaborazione.


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domenica 13 giugno 2010

Terra Bruciata

Ci sono eventi, nella vita di una nazione, ai quali anche dopo molto tempo si guarda con incredulità.
Per l'Italia, Terra bruciata è l'equivalente cinematografico del golpe Borghese: certo, ci sono le prove, ma si fatica a credere sia stato davvero tentato qualcosa di tanto risibile. E invece...

Raoul Bova ha una brillante carriera americana come controfigura in film d'azione, ma è costretto ad abbandonarla causa la prematura dipartita dei genitori.
Tornato nella nativa Sicilia, non gli ci vuole molto a scoprire che l'omicidio è opera niente meno che di Giancarlo Giannini, improbabile capo-cosca locale.
Pregno di sani principi di pace-amore-e-libertà, inizia a commettere azioni di dubbia civiltà che lo portano presto in rotta di collisione con l'esimio mafioso.
Ah, quanta amarezza nell'apprendere che anche il locale maresciallo dei carabinieri (Carlo Croccolo) e pure l'amato frate Michele Placido, si piegano al volere del losco figuro...
Per sua fortuna (?) trova ad aiutarlo niente meno che Bianca Guaccero - che si era installata nella catapecchia dei genitori, forse affascinati dalla sua impeccabile quanto fuori luogo eleganza - ed una forza della natura come Alex Van Damme, che si scoprirà essere molto più quel che sembra (oltre al fatto che col suo calcio volante potrebbe sconfiggere interi eserciti...)
Giocando d'astuzia (??) riesce a mettere i cattivi gli uni contro gli altri, ed anche Francesco Paolantoni (qui in un ruolo che fa riflettere - il che credo ponga una pietra tombale sul film) e Peppino Di Capri (guest star d'eccezione) ne pagheranno le estreme conseguenze.

Delirante e volutamente (???) sopra le righe, questo filmone di Fabio Segatori fu una catastrofe cinematografica come poche se ne ricordano.
Insana fusione di azione, dramma, presunta comicità ed improbabile spaghetti-western, il risultato riesce ad essere peggiore della somma delle (pur pessime) parti. Velo pietoso sul malcelato tentativo di seria critica sociale.
Imperdibili le sparatorie (coi Tommy-gun!), le scazzottate, le scene di pseudo-sesso, gli intermezzi canterini e tutto il resto.

Se siete in vena di devastarvi mentalmente in salsa italica, Terra Bruciata terrà fede al proprio titolo razziando i vostri neuroni con la grazia di un'orda mongola.

Voto: 1 Trashometro® 10/10:
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sabato 28 settembre 2013

Prosamelma: alla fine viviamo in un tempo senza costrutto, ma con molto strutto

Se cinemelma è in stato comatoso da mesi, pare opportuno farla rinascere come una fenice previa opportuna frittura.  Eccovi dunque prosamelma, inaugurata (e sepolta) con con questo trattato sullo strutto e sulla mancanza di costrutto.

Discutendo con l'egregio Luca Busi sui rispettivi tumulti interiori, egli giunse a propormi una affascinante congettura: "alla fine viviamo in un tempo senza costrutto, ma con molto strutto".
Lasciò dunque a me il compito di dimostrarla ed approfondirla, secondo rigorose regole (20 giorni per quattro facciate A4, font Arial massimo corpo 16 - ho usato il 15 - 2 cm di margine, nessuna immagine).

Eccovi dunque il risultato di tanto struggimento.  Gli haiku per ciascun capitolo (con tanto di kigo e kireji: siam mica puffaroli) sono un extra per farsi perdonare il giorno di ritardo nella consegna.



Alla fine viviamo in un tempo senza costrutto,
ma con molto strutto

Ovvero come imparammo a friggercene dei nostri guai.
- una prosa libera di Davide Alberani su traccia di Luca Busi -

In principio fu lo strutto

fine adipe
fin dalla porcilaia,
dentro le panze
Quale che sia l'approccio gnoseologico alla genesi dell'Universo che si voglia seguire – sia esso religioso, filosofico, scientifico o Lovecraftiano – la mente acuta e l'occhio non prosciuttato riconoscerà in tutti questi metodi un chiaro elemento comune, dal quale la nascita dell'Universo (indubbiamente il luogo più incasinato in cui vi capiterà occasione di trascorrere la pausa pranzo) non può in alcun modo prescindere: lo strutto.
È infatti palese che tutte le dottrine prevedono uno stato iniziale di candida quiete e oleosa purezza, seguito – per imponderabili quanto imbarazzanti fluttuazioni intestinali – da un turbamento seminale, un'asimmetria impercettibile, uno struggimento appunto, auto-amplificato in un feedback indubbiamente negativo che ci ha portato all'attuale bordello.
L'Universo è dunque nato strutto, e strutto morrà.
Da una tale visione panteistico-culinaria, ne consegue che lo stesso dio non potrà essere altro che purissimo strutto, troppo candido per essere direttamente contemplato da occhio umano, eppure sempre presente nelle sue tante incarnazioni di derivazione suina.
Con questo non vogliamo certo togliere dignità all'altra metà del creato; ci sono infatti forti indizi che lo strutto sia in realtà solo parte della materia fondamentale di cui l'Universo si nutre: basti infatti osservare l'energia dello strutto (890 kcal – ringraziamo per questo dato l'untuosa Wikipedia); tale valore appare una evidente approssimazione, se si considera che 42 moltiplicato per la propria metà (21, ignoranti!) fa 882: cifra sospettosamente vicina a quanto riportato e che ci induce ad ipotizzare un complotto che da tempi immemori mira a celare la reale natura del mondo. Confidando non ci sia bisogno di spiegare il banale salto logico che da quanto sopra ci fa concludere che lo strutto abbisogna di una degna controparte per dare un senso alla vita, l'Universo e tutto quanto, non risulta difficile comprendere che la restante componente è identificabile nella Nutella, così cromaticamente distante dallo strutto quanto ad esso vicina per la quantità di goduria che è in grado di distribuire ai figli della Terra. Coppia ferrarese e Nutella: il segreto per la pace nel mondo e la pace dei sensi.

Azdoragenesi

caldo l'olio
sudata la nonnina,
amore fritto
Chiunque abbia anche solo delle basi di astronomia, comprende bene che l'iniziale stato di purezza ed altissima concentrazione era destinato ad essere seguito da una fase iperinflattiva in seguito alla quale l'adiposa materia – via via meno compatta – ha avuto modo di riorganizzarsi, aggregando le sue differenti componenti per realizzare l'azdora: essere perfetto, infaticabile motore che trasforma lo strutto in prelibatezze.
Sublime momento, unicum nell'intera cosmologia, le generazioni delle nostre nonne e bisnonne hanno rappresentato il massimo punto di equilibro tra facilità estrattiva della bianca materia prima e la capacità – oseremmo dire l'incoscienza – di usarla senza curarsi delle conseguenze dietetiche.
Abbiamo quindi avuto decine di anni di squisitezze basate sullo strutto: crescentine, piadine, taralli, cannoli e una infinità di altre, per tacer di eccellenze alimentari affini allo strutto, quali i sublimi ciccioli.
Le implicazioni socio-economiche di questo evento catartico sono sotto gli occhi di tutti: e se la storia manca di identificare l'indissolubile legame tra boom economico e la vigorosa spinta energetica derivata dall'ingestione di prodotti in cui la forza dello strutto scorreva potente, è solo imputabile ai già menzionati poteri forti che hanno agito nell'ombra per occultare la verità.
Generazioni d'oro sono cresciute nutrendosi di alimenti genuini (lo strutto non mente!) e la loro energia si è riversata nelle loro opere: grandi infrastrutture sono sorte dal nulla, al sol fine di trasportare lo strutto (e la lieta novella delle ricette che lo contengono) in giro per la nazione. Una crescita economica che è anche stata accompagnata da crescita morale: era infatti un'epoca in cui c'era gioia nell'insegnare e nell'apprendere nuovi modi di usare lo strutto: le ricette regionali sono il vero mattone su cui è stata edificata l'Italia!
Non va poi dimenticato che tutte queste energie ebbero ricadute non solo materiali, ma anche erotico-affettive: tutto quell'accumularsi di strutto in lombi e fianchi fu certo causa prima del baby-boom, ben più del miglioramento della situazione economica che coinvolse la maggior parte della popolazione (e che comunque ebbe la stessa causa).
Lo strutto è amore!

La coda del maiale

caduca coda,
non più noi ci si strugge
al fast food
Come spesso accade, la troppa opulenza è fonte di declino (citofonare quei debosciati degli antichi romani per maggiori dettagli), e tanto rapida fu l'ascesa di quelle generazioni fortunate quanto improvvisa ed imbarazzante fu la caduta delle successive.
Una strettissima spirale discendente (degna parte terminale del porco) nel giro di pochissimi anni ci precipitò in una serie infinita di orrori. Prima ancora che il gnocco fritto potesse freddarsi, ci ritrovammo circondati da McDonald's, Burghy, Spizzico ed altri templi del grasso idrogenato. Come mucche al macello, gli avventori – che pur avevano conosciuto la fragranza dei prodotti genuini – si avviarono in massa ad assaggiare ogni giorno cibi sempre uguali, privi di storia e amore.
Una felicità effimera, quella data da questi prodotti seriali privi di personalità: come sperare di trovare ispirazione in un BigMac? L'industrializzazione, coi suoi prodotti sempre identici, ci ha privato di spirito critico, di capacità di apprezzare le sfumature e persino di eleganti spunti di conversazione (e.g. “diobò, ieri ero dalla Gigina a mangiare le crescentine: me n'è cascata una fuori dal piatto che era così unta che dopo si vedeva attraverso il tavolo!”)
Stolta la mente che di fronte all'orrore fin qui descritto già vacilla! Stolta e destinata ad essere sconvolta dall'ancor più spaventevole seconda parte del diabolico piano che ci ha allontanato dalle cose buone e grasse della vita.
La prima fase era infatti volta a rendere assuefatti a tanta banalità i palati delle nuove generazioni; compito facile, essendo sufficiente puntare su componenti quasi insapore per poi far leva sulla sola quantità: panini sempre più grandi venivano infatti stantuffati giù per i gargarozzi, saltando a piè pari i centri del sapore.
Tutto ciò fu però soltanto il primo passo: una volta formata una popolazione di obesi privi di gusto, fu gioco facile convincerli che tutte le regole alimentari che gli erano state insegnate – incentrate su junk-food in quantità industriali – erano sbagliate e che l'unica via di salvezza non era già il ritorno alle tradizioni (ormai solo sbiaditi ricordi nelle papille dei più anziani), bensì un abominevole binomio formato da cibo macrobiotico e porzioni da canarini morti.
Che shock, osservare il progressivo rimpicciolimento di merendine quali girelle, crostatine e tegolini (e non credete a chi vi dice che siete voi che siete diventati più grandi: no! Sono loro ad essere diventate più piccole!) Ancor peggio è andato ai frequentatori di ristoranti, che sempre più spesso oltre a ridurre le porzioni hanno sostituito i menù con erbacce che anche una capra schiferebbe.

Sugna o son desto?

mondo morto
pur privo di costrutto,
strutto nel cuore
Al giorno d'oggi lo sfilacciamento del tessuto sociale, palese conseguenza di quanto sopra esposto, è sotto gli occhi di tutti. Niente più è fatto per durare, nulla ha un senso in questo tempo senza costrutto. Lo scoramento attanaglia i nostri cuori e ci fa struggere al pensiero di epoche più liete, quando l'odore di fritto era sinonimo di bontà.
Sempre più difficile da reperire e continuamente osteggiato dai salutisti, lo strutto ed i suoi derivati continuano a vivere grazie alla dedizione di manipoli di estimatori, che si tramandano ricette nelle quali la margarina è bandita.
Le forze in campo sono ancora poche e la pressione sociale che vi invita a consumare parodie di cibi basati sulla soia è ancora soverchiante, ma le nuove tecnologie vengono in nostro aiuto e sempre più spesso vengono organizzate nostalgiche mangiate in luoghi dove le tradizioni sono ancora vive.
Non abbandonate dunque la speranza! Struggetevi pure al ricordo di tempi migliori e di fronte all'attuale mancanza di costrutto di una società che vi vede ai margini, reietti col fegato gonfio di bellezza e le coronarie intasate di amore, ma non dimenticate le nostre radici e siate sempre pronti a combattere per la reintroduzione di elementi tanto nobili nella vostra ed altrui dieta.

Ricordate sempre che se è vero che nulla si crea e nulla si distrugge... tutto si frigge nello strutto!