Casa del Trashometro
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sabato 2 settembre 2006

suppaman

Superb-Man se la svigna per cinque lunghi anni alla ricerca del proprio pianeta d'origine, che trova annientato - come avrebbe dovuto sapere se avesse letto i propri fumetti. In questo lasso di tempo, sulla Terra, non è rimasto più nessuno a tirar giù i gatti dagli alberi e ad aiutare le vecchiette ad attraversare la strada (a parte Ba(s)tman, il cui uso eccessivo del batarang non soddisfa però né i gatti né le vecchiette).
Per il resto - diciamolo - tutto continua a girare come al solito: da una parte Lex Rutthor ha tutto il tempo per preparare un nuovo piano per diventare il padrone del mondo, e dall'altra scopriamo che Lois non ha passato i cinque anni dalla scomparsa del vergutissimo superuomo (e, coincidentalmente, pure del collega Clark Doppioment) a grattarsela ed ha messo su famiglia niente popo' di meno che con Ciclope degli X-men (qui con le lenti a contatto, per l'occasione ;-)).
Al proprio ritorno a Metropolis, il caro vecchio nembo pig scopre d'essere arrivato giusto in tempo per fronteggiare il suo arci-(gay-)rivale, mentre la casuale ricomparsa - lo stesso giorno! - del fesso Clark non insospettisce nessuno, benché quella vacca di Lois abbia istantaneamente le fregole alla vista del ben tornito pacco di membro kid (del resto come riconoscervi Clark, se si toglie gli occhiali e si fa un ricciolo coi capelli? ;-))

Con l'uomo d'acciaio, volendo restare nei canoni classici del personaggio, non è che si possa poi giocare molto: velocissimo, sa volare, è invulnerabile, vede attraverso gli oggetti ed ha un solo punto debole (non tanto la kryptonite quanto la propria stupidità nel lasciarne in giro tanti di quei frammenti che ormai la vendono pure al supermercato).
Con simili presupposti è abbastanza difficile creare una storia interessante, salvo introdurre nemici di potenza paragonabile; eppure, anche senza grandi novità, Superman Returns riesce a tenere svegli per tutti i suoi 154 minuti. Merito soprattutto dell'eccellente regia di Bryan Singer, di una buona recitazione (sempre ottimo Kevin Spacey) e di sceneggiatura e dialoghi all'altezza - che dicono ciò che tutti si aspettano, è vero, ma almeno lo dicono bene.
E poi un colpo di scena neanche piccolo (che non spoilero) sono riusciti a metterlo.

Leggendo che questo superman si ispirava molto ai film classici mi ero seriamente preoccupato; fortunatamente del vecchio ciclo viene ripreso lo spirito più che l'estetica, che oggettivamente al giorno d'oggi risulterebbe a dir poco datata. Scelta azzeccata l'uso del tema classico composto da John Williams.

Voto: 7.
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