Casa del Trashometro
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giovedì 26 marzo 2009

[BSG] stagione 3

Dopo la due, girano voci venga la tre. La regola sembra valere anche per le stagioni di Battlestar Galactica

Si riprende dall'occupazione di New Caprica, risolta con un attacco coordinato terra-aria; l'esodo non sarà ovviamente indolore, ed il lungo periodo trascorso sotto i Cylons avrà serie ripercussioni e segnerà per sempre i rapporti tra chi è rimasto nello spazio, chi ha fatto parte della resistenza e chi ha collaborato col nemico.
Gli stessi Cylons (ora con Baltar al loro fianco, volente o nolente), in seguito al fallimento del tentativo di "convivenza" con gli umani, dovranno rivedere i propri piani e scoppieranno lotte intestine.
Con fatica l'umanità riprende la ricerca della Terra, salvo scoprire che - come è giusto sia - i Cylons perseguono lo stesso obiettivo; una fase di stallo che potrebbe impedire ad entrambi di raggiungere la meta termina con la cattura di Gaius (non esattamente l'essere umano più popolare tra i sopravvissuti), cosa che porterà al suo processo per tradimento e collaborazionismo.
Non mancheranno ulteriori approfondimenti nei rapporti tra i protagonisti e rivelazioni sul loro passato, incluse illuminazioni sulle cause scatenanti del conflitto.
Nuova sotto-trama, su cui si basa una parte della seconda metà della stagione, è la consapevolezza che solo sette dei presunti dodici modelli umani di Cylons sono mai stati identificati: l'identità di quattro dei final-five verrà svelata nell'ultimo episodio.

Dopo due eccelse stagioni con delle solide trame principali, questa terza risulta un po' più sfilacciata: con così tanti temi trattati, manca almeno in parte un senso di coesione che era presente in passato.
Va anche detto che a me, per esempio, dell'identità dei final-five interessava il giusto, e che ho avuto la sensazione che questa sotto-trama sia stata aggiunta un po' per dare il contentino agli appassionati dei misteri alla Lost. Poi, per carità: tutto dipende da come questa novità verrà usata nella quarta stagione.
Se l'insieme mi è parso poco omogeneo, va però riconosciuto che di fatto quasi tutte le puntate sono di ottimo livello: azione magistrale (ad esempio nella seconda parte di Exodus: l'attacco della Galactica è sbalorditivo), pregevoli approfondimenti psicologici ed ottima analisi della società che si è venuta a creare dopo la guerra (in questo, le conseguenze dell'occupazione e l'intero processo a Baltar sono fenomenali).

A proposito dei personaggi, scompaiono le mie ultime perplessità su due di loro: Gaius Baltar ed Ellen Tigh. Vittime degli eventi e di loro stessi, sono finalmente figure a tutto tondo.

Impossibile non menzionare la canzone All Along The Watchtower di Bob Dylan (qui in una versione orientaleggiante), tema portante della seconda parte di Crossroads, indistintamente ascoltata da alcuni personaggi chiave della storia e di cui vengono utilizzati alcuni versi. C'è vero amore, in tutto questo. (e poi la si è di recente sentita anche in Watchmen, dove veniva a sua volta citata nel fumetto).

Diventa poi innegabile l'attenzione ai grandi temi sociali, che però non vengono mai usati in senso puramente critico o propagandistico: piuttosto li si utilizza perché sempre attuali e comprensibili, anche in una guerra contro dei tostapane.
Come nelle precedenti stagioni, anche qui non mancheranno dilemmi morali su quale siano i limiti da non oltrepassare, una volta che gli eventi ti hanno spinto a forza in situazioni insostenibili. Desiderio di giustizia e vendetta, tortura, attacchi suicidi, separazione di classe e leggi ad-hoc; tutto trattato splendidamente.
Piccola perla, gli autori e buona parte del cast hanno di recente tenuto una conferenza alle Nazioni Unite (che, ok, sospetto invitino un po' cani e porci, a dire il vero) proprio su questi temi: ascoltare The Old Man che grida "so say we all" deve essere stato un momento esaltante.

Ora resta la quarta stagione (10 episodi, comprensivi di Razor che ho già in casa e non ho ancora visto: a saperlo non lo compravo, ma ok...) e quella che nei DVD inglesi viene spacciata come la quinta (o "final"): in pratica la seconda metà della quarta. Tra le due, i webisode The Face Of The Enemy.

Voto: 8.5. Andrà comunque rivista e valutata meglio una volta che la serie sarà conclusa.
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domenica 22 marzo 2009

babilon a.d.

Certo, potrei parlare di filmetti come The Wrestler o Gran Torino (straconsigliati a chiunque, per inciso), ma di fronte a Babylon A.D. scompaiono dalla mente! In senso letterale, visto che la visione è paragonabile solo ad una lobotomia effettuta da un bonobo spastico usando un attizzatoio arroventato...

Scopro solo ora che lo pseudo-regista è francese (che poi non si dica che parto prevenuto), mentre ero memore del fatto che avesse fatto pubblica abiura di tale gioiello del cinema.
Diamine, quando il regista si scusa per ciò che ha fatto, ti senti proprio in dovere di vederlo. Poi lui sostenne che la versione estesa era un capolavoro, mentre ho il tragico sospetto sarebbe stata solo una morte più lenta e straziante, ma ok... :-)

Futuro prossimo, la Russia è allo sfascio e nel mondo sta prendendo piede una potentissima setta guidata da Charlotte Rampling. Per eccellenti motivi Vin Diesel - che di mestiere fa il mercenario sgodibile - viene incaricato dal Gérard Depardieu più bolso e devastato di ogni epoca di scortare la signora Todt e le labbrone di Mélanie Thierry in America.
Il viaggio è una brutale accozzaglia di sfide alla giochi senza frontiere, con Diesel e la Yeoh che sferrano sganassoni in giro, mentre tutto intorno la gente salta (vera cifra stilistica del film: c'è costantemente qualcuno che zompa, saltella o si molleggia) e le cose esplodono.
Andrà meglio - si fa per dire - in americalandia: in Alaska verranno inseguiti da droni da combattimento programmati dalla Microsoft, che non beccano il bersaglio neanche se sta fermo. Il nostro eroe potrà quindi fare dei bei numeri con la motoslitta, con tanto di salto mortale rovesciato, durante il quale spara con una 9mm ed annienta il drone supersonico high-tech. Signori... :-)
Arrivati a New York, un sacco di gente inizierà a spararsi addosso per un qualche motivo, lasciando lo spettatore a dir poco perplesso.
Fatto ciò, giungiamo faticosamente al climax più sconclusionato della storia del cinema, con immacolate concezioni (giuro), clonazioni ed innesti di intelligenze artificiali su feti (ri-giuro!). Uno dei peggiori jibba-jabba high-tech a cui mi sia mai capitato di assistere.
Shockato da tante e tali rivelazioni, i ricordi si fanno confusi, ma di sicuro c'è un altro inseguimento ed un po' di boiate assortite, prima che tutto finisca per il meglio o per il meno peggio.

Privo di logica a livelli patologici, il film ha nei sui 86 minuti il vero punto di forza: è talmente breve e pieno di insensata azione che mantiene alta l'attenzione, aiutato anche dal costante overacting di tutti.

Insomma, non certo un trash che entrerà nella storia, ma di sicuro un ottimo prodotto per farsi due risate stile xXx-nel-futuro.

Voto: 3.
Trashometro® 8/10:
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giovedì 19 marzo 2009

so che non si dovrebbe...

...prima di tutto perché non era rivolta a me, e soprattutto perché è pur sempre mille volte meglio di un verbale, ma...

vicili urbani
I VICILI URPANI SONO PRECATI DI S METTERLA DI PRENDERE LEZIONI DI ITAGLIANO DA ALDO BISCADDI!

PS: LA NOSTRA E UNA BADDAGLIA DI GIVILTA: VOLIAMO LA BOVIOLA IN GAMBO!

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domenica 15 marzo 2009

frontieres!

I francesi sono noti ed apprezzati nel mondo per la solerzia con cui si calarono le braghe di fronte ai crucchi; a difesa dei mangia-baguette va però detto che il tutto faceva parte di un diabolico piano, conclusosi di recente con la produzione di Frontière(s), in cui i seguaci del baffetto vengono sbeffeggiati e costretti a partecipare ad uno dei peggiori film di tutti i tempi.
Nessuno ha mai detto che fosse un buon piano. :-)

La periferia di Parigi (mon dieu, le banlieues!) è in preda al caos, con rivolte popolari e saccheggi. Per non sentirsi esclusi, cinque fessi figli-dei-figli delle colonie - che tante soddisfazioni terroristico-calcistiche hanno dato alla madre patria - pensano bene di dedicarsi ad una rapina.
Andrebbe anche egregiamente (tanto che uno ci lascia le penne lasciando più bottino per gli altri), non fosse che si fanno prendere dal panico e decidono di battersela. Dunque si separano per darsi appuntamento ad una imprecisata frontiera (l'idea è andare in Olanda, quindi suppongo sia la frontiera che sulle cartine sta a destra).
Quando i primi due del gruppetto arrivano all'albergo-prima-della-frontiera (i francesi vivono di monadi, si direbbe) vengono accolti da due laide fanciulle che se li trombano senza se e senza ma.
Ahiloro, saranno vittime di uno scontro di (in)civiltà e basterà un "puttane" (titolo onorifico, in certi circoli, si vede) per scatenare l'ira del fratello e della famiglia allargata delle due disinibite-ma-non-peripatetiche signorine.
Inizia dunque un insensato gioco al massacro, che si scoprirà orchestrato dall'ottuagenario Herr Klaus Schumacker Achtung Von Nibelunghen, che gestisce questa allegra combriccola di sbiellati nazisti, dediti all'allevamento di maiali nutriti in maniera sana (la gente che passa di lì).
Per non farsi mancare nulla: ciccioni, merda, sangue, celle frigorifere piene di cadaveri, miniere popolate da bambini abbandonati e sicuramente dimentico molto altro.

Non si creda però che sia sufficiente una idea idiota, per fare grande spazzatura cinematografica: bisogna anche realizzarla con sapienza, e il buon Xavier Gens (già regista di quella sozzata di Hitman) ci mette tutta la sua abilità.
Vera cifra stilistica del film, l'abuso di urla: si va avanti a sgolarsi senza costrutto per quasi 100 minuti. E non parlo di quelle belle urla di terrore, no-no: siamo più dalle parte di sguaiati versi da ritardati; dopo poco, vi uniterete al coro, ve lo assicuro.
Per il resto, consci dei propri limiti, si punta più sul disgusto: feci in quantità industriale, un po' di tortura, teste che esplodono e tutto il repertorio.

Imperdibili le molte scene di combattimento e le sparatorie, anche coi mitragliatori in uno stanzino di 3x3. Non male anche i due pirla che, dopo un incidente in aperta campagna, decidono di fuggire... in un pertugio dove prontamente restano incastrati.
Riprovevole la colonna sonora, piena di F-rap ed F-hip-hop.
Ci sarebbe anche della profonda critica sociale, visto che le rivolte scoppiano a causa della elezione a presidente del Cattivo®, ma preferisco tacere... :-)

Sia chiaro: risulta divertente solo se preso con estremo spirito di cazzeggio - in sé è una insostenibile porcata di 108 minuti.

Voto: 1.
Trashometro® 7/10:
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venerdì 13 marzo 2009

IMdbPY 4.0 e IMDbPYKit 1.0

Surprise!
Dopo la 3.9, ecco la version 4.0 di IMDbPY!

Tante novità, a partire da supporto per le keywords e delle liste top 250 e bottom 100.
È inoltre possibile esportare tutte le informazioni in XML.
Sono presenti anche altre piccole novità, e l'usuale caterva di bug è stata risolta (altrettanti sono stati introdotti, per non perdere l'abitudine).

Contestualmente, viene rilasciata la versione 1.0 di IMDbPYKit, la nuova interfaccia web (con possibilità di output sia in XML che HTML) per IMDbPY, sviluppata principalmente da H. Turgut Uyar.

IMDbPY è un package Python per l'accesso e la gestione dei dati provenienti dal database di IMDb (sia via rete che in copia locale) e può accedere alle informazioni riguardanti film, persone, personaggi e compagnie.

Gioite, o popolo! :-)

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sabato 7 marzo 2009

Watchmen

Che dire... mi risulta difficile scrivere qualcosa di sensato su Watchmen: da un lato avevo aspettative altissime (non deluse: mi è piaciuto davvero molto), dall'altro faccio fatica a giudicarlo come film in sé, immaginandomi nei panni di chi non ha letto il fumetto (non riesco a capire se possa davvero risultare del tutto comprensibile ed appassionante, senza svariate riletture alle spalle). Ora come ora ho difficoltà ad analizzarlo se non a livello di cosa funziona (molto) e cosa non funziona (poco). Di seguito dichiarerò eventuali spoiler all'inizio di ogni paragrafo: se credete, saltate oltre.

Semplificando oltre il lecito la trama: in un 1985 alternativo Stati Uniti e Russia sono sull'orlo della guerra nucleare; Doc Manhattan - superuomo generato nel più classico degli incidenti da laboratorio - ha infatti abbandonato la Terra lasciando l'America priva del suo più formidabile deterrente: un essere in grado di gestire materia e tempo (più o meno) a suo piacimento.
Tempo prima Doc Manhattan fece parte di un gruppo di vigilantes mascherati (ora dichiarati illegali); il suo allontanamento, la morte violenta di un altro membro del gruppo ed un attentato alla vita di un terzo, susciterà i dubbi di chi non ha mai abbandonato la maschera e prosegue la sua lotta al crimine.
Lentamente, emergerà un macchinoso complotto.
Considerazione sulla vita, l'universo e tutto quanto sparse in tutte le decine di sottotrame. :-)

[cosa funziona]
L'imponente - per qualità e quantità - opera di Alan Moore era difficilissima da trasportare al cinema, ma grazie al cielo i 163 minuti del film fanno un eccellente lavoro: merito della più che discreta regia di Zack Snyder ed ancor di più dell'ottima sceneggiatura di David Hayter ed Alex Tse.
Per sottolineare quanto è valida la sceneggiatura basti questo: praticamente tutto ciò che è stato aggiunto (e c'è più di una cosa) non sfigura minimamente rispetto all'opera originale.
Pregevolissimi i minuti iniziali, che riassumono la storia dei Minutemen in maniera meravigliosa (ma anche qui mi sono chiesto: chi non ha letto tutto il resto, ha davvero colto abbastanza?)
Buona la regia, degni gli effetti speciali, decenti (senza morirci dietro, però) le scazzottate.
Mediamente adeguati gli interpreti, quasi tutti (ma vedi dopo) fisicamente adatti, anche se nessuno brilla in quanto ad abilità recitative - a parte un Rorschach più che perfetto: anche la sua maschera è qualcosa.
Quasi sempre buona la musica, anche se parecchio del lavoro era già stato fatto (bella la versione di Hendrix di All Along The Watchtower).
Doc Manhattan è abbastanza diverso da come me lo sarei immaginato (e sì, gli intravede il pisellino, ed è tutto blu: avrà problemi circolatori o ecceduto col viagra? :-)), ma risulta molto efficace - spettacolare quando sbatte le palpebre.

[spoiler - cosa funziona]
Il finale. Sì, è diverso. Già, niente alieno. Si potrà discutere per anni su quanto un simile cambiamento modifichi alcuni dei messaggi dell'opera (ed in parte è sicuramente vero), ma una cosa va detta: la nuova soluzione funziona. Non è la stessa cosa, certo, ma col materiale a disposizione (salvo riprendere l'alieno, che si poteva pure fare) non si poteva davvero sperare in meglio.
Impressione a caldo, è che sia un finale più cupo: nel fumetto c'era un nemico comune, ma che generava unità ed in fondo speranza. Qui il nemico è ancora più concreto ed affatto latente: siamo di fronte ad una reale e concreta minaccia; qui si vive davvero (per quanto ne sa la gente, almeno) costantemente "nell'ombra di Manhattan". Come soluzione, mi piace anche questa.

[cosa non funziona]
Veidt. Sul serio: davvero inadatto al ruolo; troppo giovane, troppo fesso, troppo poco atletico. Dannato Jude Law, dovevi esserci tu! Ci si poteva anche sbattere un po' di più a raccontare la sua crescita, ma ok...
Pur temendo peggio, il doppiaggio a tratti mi è parso poco ispirato (di norma comunque si sopporta molto bene, e Rorschach a narrare se la cava benissimo).

[spoiler - cosa non funziona]
Anche qualche scena ha i suoi bei difetti: Nite Owl II che aspetta sullo stipite come un pirla che Manhattan disintegri Rorschach (scena, per il resto, ottimamente costruita) e poi si lancia in un "noooo" da film di serie B.
Il sesso su Archie: scena a tratti imbarazzante, anche per l'uso di Alleluia come canzone (ma You're My Thrill, no?)

[concludendo]
Mancano un certo numero di cose e personaggi secondari (per dire: niente pirati, a Hollis Mason mi pare non succeda nulla), ed alcuni dettagli sono stati semplificati, ma va benissimo così. La versione estesa e gli extra del DVD saranno molto interessanti, mi sa.

Sicuramente non accontenterà tutti, e di certo non ha accontentato Moore che come al solito si è fatto togliere dai credits (che io sappia, i diritti economici sulle opere derivate non li ha mai avuti, quindi la sua è una rinuncia puramente simbolica - così, tanto per fare il rompicoglioni una volta di più :-))
Sulla necessità di totale fedeltà alle opere originali ho già discusso, e resto del parere che sia un giochetto da onanisti. Poi ognuno è libero di disgustarsi per ciò che preferisce.

Insomma: bello e a mio parere rispetta lo spirito del fumetto (che comunque dovrebbe essere letto da chiunque).


Voto: 9- (chissà come regge ad una seconda visione)
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