Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query inseguimento. Ordina per data Mostra tutti i post
Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query inseguimento. Ordina per data Mostra tutti i post

domenica 22 febbraio 2009

doomsday!

Doomsday è qui! Ma purtroppo non ci ucciderà tutti...

Dopo il pregevole The Descent, Neil Marshall pensa bene di dirigere un filmone di medio budget come Doomsday, producendo una delle peggiori zozzerie che il cinema ricordi.

Nel 2000-e-rotti un virus letale decide che la Scozia è un posto tanto degno quanto qualunque altro per manifestarsi. Prontamente, e con un eccesso di umanità, l'intera regione viene isolata e lasciata morire.
Qualche decennio dopo un nuovo focolaio scoppia a Londra e le misure del governo sono drastiche quanto insensate: allagare tutto, sterminare mezza popolazione (cosa che consoliderà il loro potere - EHU? WHAT THE FUCK?!) ed inviare una squadra composta da quella pataccona di Rhona Mitra - già figlia di una scozzese e che ha un occhio di vetro bionico sempre buono per simpatici scherzi tra amici - ed una manciata di fessi sacrificabili al centro della prima epidemia.
Quel che infatti è stato a tutti taciuto è che il Scozia ci sono dei sopravvissuti (e te lo dico: da dove venivano gli Highlanders?) che forse sono diventati immuni grazie alla cura sviluppata da un noto siensiato (nothing less than Malcolm McDowell, per dire in che mani si erano messi) rimasto intrappolato nella zona di quarantena.
Troveranno una serie di comunità che compensano con l'entusiasmo giovanile le loro pecche organizzative: tutti cercheranno immancabilmente di ucciderli (e loro non li deluderanno, morendo da veri pirla) finché la nostra eroina non verrà posta di fronte ad una terribile verità: non ce l'ha solo lei, al mondo! :-) No, un momento: la rivelazione verteva sul fatto che l'immunità è naturale, e non esiste alcuna cura. Ovviamente ciò non impedirà a nessuno di consegnare una tizia immune ai malvagi governanti, che si suppone ne abuseranno fino a tirarle fuori la cura dal sangue. Col senno di poi, non proprio un finale edificante, se vogliamo... :-)

Eppure la sola trama - pur cretinotta forte - non rende giustizia dell'aberrante stupidità del film: i dialoghi consistono interamente di sagaci frasettine ad effetto, i blindati hanno vetri che vengono perforati da delle lance e tutte le vetture esplodono al minimo impatto.
Ancora meglio: Malcolm McDowell ha creato (perché gli tirava il culo) una intera società simil-medievale nei pressi di un antico castello, e non ci verranno risparmiati combattimenti con cavalieri in armatura, lancia e mazza ferrata! A bilanciare ciò, la società post-grunge che imperversa in città: migliaia di thug presi di peso e controvoglia da Mad Max, dediti ad ogni sorta di violenza su se stessi e sugli altri (buono il barbecue di invasore!)
Questi loschi figuri sono degnamente guidati dal grande Sol, che è fin d'ora il mio nuovo idolo assoluto: si tratta infatti di un feroce capo-curva dalle dubbie capacità espressive ma da grande entusiasmo, ricordando in tutto e per tutto il mitico Zed del secondo Scuola di Polizia. :-)
Questo soggettone deve le sue doti di trascinatore di folle anche alle sue abilità artistiche: il balletto che inizia con Good Thing dei Fine Young Cannibals è uno dei momenti più trash della storia del cinema. No, sul serio: si fatica a crederci. Non che l'inseguimento della bentley si piazzi molto sotto, a dire il vero...

Regia inetta, scadente sotto ogni altro punto di vista, va anche ricordato come il primo film in cui Rhona non si spoglia (che dire: l'avranno chiamata per le capacità attoriali...) In compenso c'è Bob Hoskins, se vi piace il genere!

Voto: 1. io-me ora sente stu-u-u-pi-do! io-me adesso amputa testa dolente!
Trashometro® 8/10:
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , .

lunedì 2 giugno 2008

the marine

Ah! I film prodotti dalla WWE di Vince McMahon! Meritano un posto speciale nel cuore degli amanti del pattume (parlo di cinema: i napuletani non si sentano troppo chiamati in causa... ;-))

Dopo il filmone con Kane, ecco che arriva The Marine con John Cena.
Per la cronaca, trattasi del film che film TV ha definito come "scritto durante una gara di rutti". Dal perdente, aggiungo io.

Un marine che lancia le pallottole con le mani viene congedato per aver disobbedito agli ordini, pur avendo salvato la vita a dei suoi commilitoni ostaggi degli Abdullà di Turno®.

Troverà difficile ambientarsi alla vita civile, fintanto un gruppo di spietati rapinatori (sempre sia lodata la criminalità ;-)) cacano di fuori e gli rapiscono la moglie topina.
A Cena ci scatta la viulenza, e parte all'inseguimento dei malfattori guidati niente meno che da Robert Patrick (e ci sono anche un altro paio di facce più o meno note).

Se voi questa la chiamate trama...

Comunque sia, l'aspetto davvero trash del film sono le scene d'azione: tutti sparano a qualunque cosa si muova, ci sono auto che continuano a funzionare dopo aver triplicato il proprio peso per il piombo ricevuto ed una quantità di esplosioni sufficienti a spianare la Svizzera.
No, sul serio: QUALUNQUE COSA (auto, bombole, porte, vetri, capannoni, teneri gattini, ...) esplode in un triliardo di pezzi con un bagliore da bomba H.

Poco e niente di combattimenti a mani nude (giusto qualcosina sul finale); pur nella sconsolante assenza di trama, hanno cercato di fare i brillantoni inserendo un po' di dialoghi pseudo-comici, ed in qualche rara occasione la cosa funziona pure (il personaggio del nero è molto simpatico).

Voto: 3.5. Trashometro® 4/10: budda-budda-budda.
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , .

domenica 22 marzo 2009

babilon a.d.

Certo, potrei parlare di filmetti come The Wrestler o Gran Torino (straconsigliati a chiunque, per inciso), ma di fronte a Babylon A.D. scompaiono dalla mente! In senso letterale, visto che la visione è paragonabile solo ad una lobotomia effettuta da un bonobo spastico usando un attizzatoio arroventato...

Scopro solo ora che lo pseudo-regista è francese (che poi non si dica che parto prevenuto), mentre ero memore del fatto che avesse fatto pubblica abiura di tale gioiello del cinema.
Diamine, quando il regista si scusa per ciò che ha fatto, ti senti proprio in dovere di vederlo. Poi lui sostenne che la versione estesa era un capolavoro, mentre ho il tragico sospetto sarebbe stata solo una morte più lenta e straziante, ma ok... :-)

Futuro prossimo, la Russia è allo sfascio e nel mondo sta prendendo piede una potentissima setta guidata da Charlotte Rampling. Per eccellenti motivi Vin Diesel - che di mestiere fa il mercenario sgodibile - viene incaricato dal Gérard Depardieu più bolso e devastato di ogni epoca di scortare la signora Todt e le labbrone di Mélanie Thierry in America.
Il viaggio è una brutale accozzaglia di sfide alla giochi senza frontiere, con Diesel e la Yeoh che sferrano sganassoni in giro, mentre tutto intorno la gente salta (vera cifra stilistica del film: c'è costantemente qualcuno che zompa, saltella o si molleggia) e le cose esplodono.
Andrà meglio - si fa per dire - in americalandia: in Alaska verranno inseguiti da droni da combattimento programmati dalla Microsoft, che non beccano il bersaglio neanche se sta fermo. Il nostro eroe potrà quindi fare dei bei numeri con la motoslitta, con tanto di salto mortale rovesciato, durante il quale spara con una 9mm ed annienta il drone supersonico high-tech. Signori... :-)
Arrivati a New York, un sacco di gente inizierà a spararsi addosso per un qualche motivo, lasciando lo spettatore a dir poco perplesso.
Fatto ciò, giungiamo faticosamente al climax più sconclusionato della storia del cinema, con immacolate concezioni (giuro), clonazioni ed innesti di intelligenze artificiali su feti (ri-giuro!). Uno dei peggiori jibba-jabba high-tech a cui mi sia mai capitato di assistere.
Shockato da tante e tali rivelazioni, i ricordi si fanno confusi, ma di sicuro c'è un altro inseguimento ed un po' di boiate assortite, prima che tutto finisca per il meglio o per il meno peggio.

Privo di logica a livelli patologici, il film ha nei sui 86 minuti il vero punto di forza: è talmente breve e pieno di insensata azione che mantiene alta l'attenzione, aiutato anche dal costante overacting di tutti.

Insomma, non certo un trash che entrerà nella storia, ma di sicuro un ottimo prodotto per farsi due risate stile xXx-nel-futuro.

Voto: 3.
Trashometro® 8/10:
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , .

sabato 17 ottobre 2009

Up - ovvero, apologia della Pixar

Dieci lungometraggi in 14 anni potrebbero sembrare un po' pochi per tracciare un bilancio, ma non si può non fare una eccezione per la Pixar, che si conferma come il più importante studio di produzione al mondo.
Forse si dovrebbe aggiungere "dei giorni nostri" e valutare il contributo qualitativo ed innovativo di alcune case cinematografiche della prima metà del 900, ma sospetto non esistano molti corrispettivi dello studio di Luxo Jr. (a parte forse - sorpresa, sorpresa - la Disney dei tempi d'oro).
Di certo sarebbe errato - riduttivo e limitante - specificare "d'animazione": la qualità della Pixar non sta nello strumento usato, questo ormai è evidente.

Non si fosse capito, Up è l'ennesimo capolavoro; e sì che partiva un po' penalizzato da aspettative altissime, venendo subito dopo una cosuccia come WALL-E.

Un anziano di 78 anni, rimasto vedovo e prossimo al ricovero in casa di riposo, decide di coronare il sogno che ha inseguito con la moglie per tutta la vita: trasferirsi in Sud America, nei pressi di una cascata.
Quale miglior metodo dell'attaccare decine di migliaia di palloncini pieni d'elio alla casa e spiccare il volo?
Il nonnetto non ha però fatto i conti con un intruso: uno scout di neppure 10 anni ben intenzionato a guadagnarsi il distintivo riservato a chi aiuta gli anziani.
Giunti a destinazione, dovranno poi vedersela con una ottuagenario esploratore caduto in disgrazia e deciso a catturare una strana creatura che lo riabiliterebbe agli occhi del mondo.

Trama classica e ben strutturata, come sempre quel che fa la differenza è l'uso che se ne fa e lo sviluppo dei personaggi.
Tenero e toccante l'anziano Carl Fredricksen, incapace di separarsi dal ricordo della moglie con la quale ha condiviso tutta la vita; dovrà conciliare il proprio carattere con l'esuberante piccolo Russell (casinista ed a tratti un po' pavido), anche lui in fondo afflitto da problemi famigliari.
Problemi simili ad età molto diverse, eppure la soluzione sembra la stessa: farsi coraggio e andare avanti.

Up ha tutto: commuove, intrattiene e fa ridere (ci sono più gag e sono più immediate che non in WALL-E, probabilmente).
E stiamo parlando di un film con dei cani parlanti, cosa che di suo farebbe perdere un sacco di punti a qualunque film - eppure qui la cosa non pesa affatto.
La regia rasenta la perfezione (del resto Docter aveva già diretto un gioiello come Monsters, Inc.), così come dialoghi, sceneggiatura e musiche.
Stupendi anche i titoli di coda, ad album fotografico.
Quasi superfluo ribadire l'assoluta superiorità tecnica: gli altri (cfr. Dreamsworks) sono onesti mestieranti che sanno fare ottimi modelli poligonali e degne animazioni, sulle quali costruire storie a volte anche buone. Con la Pixar si ha la costante sensazione che questi ruoli vengano ribaltati, con lo strumento scelto ed adeguato di volta in volta a seconda di cosa e come si vuole narrare. Insomma: sospetto che al momento abbiano ben poche costrizioni tecniche (se non sul foto/cine-realismo di modelli umani, o per questioni economiche) e che larghissima parte di quel che viene mostrato abbia motivazioni artistiche e non sia dettato da necessità tecnologiche.
Mi chiedo in effetti se vorrà continuare su questa strada, o se nei prossimi anni assisteremo a qualche esperimento radicale in fatto di animazione (l'equivalente del passaggio dal disegno a mano alla computer graphic della Disney, che purtroppo non ha coinciso coi suoi anni più creativi).

A proposito della casa di Topolino, tanto di cappello: oltre all'acquisizione della Marvel (vedi alla voce "pozzo di soldi senza fondo") devo riconoscere che davvero non ha imposto alcun limite alla Pixar, ed anzi sta cogliendo queste occasioni per svecchiarsi con produzioni che possono sì far ridere un bambino, ma che oggettivamente mirano ad un pubblico ben più ampio.

Gradirei piuttosto sapere se in Italia è stato distribuito il corto Partly Cloudy, perché al cinema dove sono stato non lo hanno proiettato...
Per inciso: l'ho visto rigorosamente in 2D.
Spendere 2.50 euro in più ed avere in cambio un probabile mal di testa e peggioramenti nella risoluzione, nel contrasto e nei colori, non mi pare davvero un cambio conveniente.
Poi ognuno si fa del male come crede, ma questo è un film da non vedersi con quegli stupidi occhialini.

Voto: maggiore di 10. Il leone d'oro alla carriera a John Lasseter è stra-meritato.
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , .