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domenica 16 luglio 2006

[ninja] ninja commandements


"L'impero Ninja ha le sue feroci leggi e chi osa trasgredire conosce la morte. Questa è la stora di tre ribelli (Ivan il Rosso, Rodneg e Janet) che hanno cercato di infrangere il codice a cui avevano giurato sacra fedeltà."
Questo recita il retro di copertina, ciccando giusto il nome di Rodney ed il fatto che i trasgressori erano in due (tale "Ivan il Rosso" non venga mai neppure nominato).

Ninja Commandments è forse uno dei film più rappresentativi del suo genere: i due "film" di cui è composto non si sfiorano nemmeno, ed il girato hong-kongese sembra essere il più laido ed insensato film drammatico che sia mai stato abortito in fase di produzione. Non è un film facile e non è consigliabile come primo "film di ninja", ma non di meno è una vera pietra miliare dell'auto-punizione cinematografica... e poi ci sono i 10 (o quanti sono) comandamenti ninja! ;-)

Il saggio capo dell'impero ninja ha quattro seri problemi:
  • è brutto che ammazza,
  • si è fatto soffiare da sotto il naso delle antiche spade,
  • deve punire i disertori Rodney e Janet,
  • ha uno stuolo di fessi al proprio comando.
Per risolvere il problema delle spade incarica Gordon - che parte a piedi per il Giappone - di recuperarle.
Rodney e Janet invece hanno violato la prima regola del catto-impero ninja: "niente sesso prematrimoniale"! È una cosa seria, vanno puniti! Tanto seria che non se ne occupa nessuno, ed in ogni caso nell'altro girato non ci sono ninja, quindi perché preoccuparsi? :-)
Approfittando dell'assenza di Gordon, invece, Il Cattivo Di Cui Non Ricordo Il Nome decide che è ora di uccidere il maestro e prendere il suo posto. Tornato senza l'ombra di una spada Gordon combatterà contro tale ingiustizia (certamente tra i precetti ninja c'è anche "non uccidere il maestro"!) fino al feroce duello finale.

Altrove, nel frattempo, Rodney scopre che sua moglie Janet è incinta e decide di trovarsi un lavoro dignitoso e remunerativo: comprare ciarpame porta e porta. Purtroppo, senza alcuna ragione apparente, viene accusato da un piccolo malavitoso locale del furto di una orripilante teiera in ghisa, crimine evidentemente molto grave da quelle parti, dato che Rodney viene prontamente incarcerato in attesa di giudizio... e liberato per decorrenza dei termini 30 anni dopo (il sistema giudiziario hong-kongese mi lascia perplesso). :-)
Janet scodella dunque l'inutile bastardo Danny ma, per salvarlo dall'incendio della loro capanna, resta ustionata al volto. Vergognandosene, decide di spacciarsi con Danny, ora cresciuto, come una sua zia.
Danny cresce complessato a causa della "zia" sfigurata, che maltratta e mette in imbarazzo.
Una volta diventato adulto scoprirà la verità e cercherà di far reincontrare il padre (finalmente uscito di galera) con la madre, ma un triste destino è in agguato...

Seguendo le vicissitudini di questi disgraziati avremo, ogni volta che Rodney o Janet alzano gli occhi al cielo, delle comparsate del maestro ninja morto che, dal suo paradiso ninja, dispensa perle di saggezze e precetti ninja.
A dire il vero tali comandamenti sono solo molto vagamente collegati alle loro vicende terrene, il che mi lascia pensare che il maestro ninja faccia un po' le veci dei biscottini della fortuna o dei bigliettini nei baci perugina, ma tant'è... ;-)

Da non perdere: la scalata di Gordon dell'Everest hong-kongese al solo fine di gridare "NINJA!" in cima; i cattivi vestiti come i ninja della roma ed i buoni vestiti come i ninja della lazio; i fulmini di frankenstein nei momenti drammatici del finale.

Voto: 2. Trashometro® 10/10: (autopunitivo all'estremo, fate attenzione!)
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giovedì 10 aprile 2008

revenge of the drunken master. Molto drunken.


Sante budella di una vacca sacra! Ce n'era di quel po', di gente drunken, quando han fatto 'sto film! ;-)

Citando senza decoro Drunken Master con Jackie Chan, il sempre eccelso Godfrey Ho si dedica anima, corpo, e funzioni corporali assortite alla realizzazione di cotanto capolavoro del non-sense: Revenge of the Drunken Master!
Per farlo, si circonda di grandi professionisti, a partire dall'inguardabile (per tutta una serie di motivi) Johnny Chan che - nonostante il teaser del DVD - non farà mai altri film in vita sua. Grazie al cielo.

Allooora, vediamo di mettere ordine nel marasma: c'è questo tizio che di mestiere fa l'apprendista maestro drunken (sì, la tecnica dell'ubriaco - sempre una buona scusa per una sbronza).
Non pago di ciò, si dedica all'arte dell'agopuntura: con il suo bel pungiglione può far ridere anche i più disperati. Una sapienza da utilizzare con cautela: è infatti possibile far letteralmente morire dal ridere la gente, ed in effetti l'inetto apprendista rende SEMO un tizio di una qualche importanza. Credo.
Contro di lui un potente signore (amico e/o parente del neo-SEMO) ed un'orda di mercenari, che gli accoppano pure il maestro (as usual...)
Si mette dunque in cammino alla ricerca di un nuovo maestro, e pure io ne cercherei un altro: se quello vecchio si è fatto impallinare come un tordo un motivo ci sarà...

Nel suo peregrinare incontrerà uno dei tizi sulle sue tracce, che per svago si è dato allo stupro su una Bella Micicho Qualunque® la quale - "culture differenti" o plateale misoginia? - si innamora del proprio violentatore. Ossignur, sempre peggio...
Sospetto che scelga tal campione di rettitudine come proprio maestro (benché il Piano A dello spensierato stupratore pare ancora essere l'omicidio dell'apprendista drunken-master), o quanto meno alla fine i due combattono uniti il mega-cattivo sulla cui natura il mondo si interroga.

L'empio figuro combatte usando dei piatti da batterista che tornano indietro legati a dei foulard. Arma non proprio letale, oltretutto facilmente cavalcabile (eh già!) dai nostri eroi, che si rendono protagonisti di una delle scene più trash dell'universo conosciuto, quando il Signor Stupraminchia® infila il suo bel ditino unto nell'ombelico dell'altro, per un non meglio precisato scambio di energia: le facce che fanno, sono da antologia.

La Cina medievale era un luogo pittoresco assai, va detto.

Non chiedetemi altri dettagli: questo film delirante non l'ho visto, l'ho percepito. ;-)

Voto: 2. Ebbro. Solo per gente avvezza al genere (all'alcolismo, intendo! ;-)) Trashometro® 10/10:
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martedì 3 ottobre 2006

THE super ninja


John e Spencer non disdegnano le pose gay di fronte alla bandiera.

John sa usare la mitraglietta di Al Capone.

Questo scheletro non è di gomma. Giuro.


The Super Ninja è, a ragione, considerato uno dei più atroci ninja-movies all'infuori dell'olimpo creativo del maestro del taglia-e-cuci Godfrey Ho. E non poteva essere altrimenti: notate il titolo! THE super ninja; cioè, mica A super ninja qualunque: questo è l'unico ed il solo super ninja! :-)

John (asiatico che a tempo perso fa il ninja) e Spencer (nero non-gangsta-rapper) sono due integerrimi poliziotti; nel loro solito giro di ronda in borghese sventano uno stupro, ma dovranno scontrarsi con il corrotto sistema legislativo-giudiziario americano (che non funziona mica bene come quello hong-kongese, dove il presunto furto di teiere in ghisa è punito con 30 anni di carcere duro, come ci insegna Ninja Commandements! ;-)) che protegge l'autore del crimine in quanto figlio di un senatore!
Ora John è un problema per il suo distretto, ed il capo lo incastrerà mettendogli della droga in casa e trascinandolo in gabbia per un po' di salutare tortura con gli elettrodi.

Riuscirà ad evadere facendosi strada in un commissariato di polizia traboccante di bandiere americane e di mitragliatori tommy-gun, per tornare a casa della fidanzata il cui padre di mestiere fa The Professor (in gioventù faceva lo Shaolin Monk ma si sa che, una volta Shaolin Monk, per diventar The Professor bastano giusto un paio di esami e l'iscrizione all'albo...) ed ha inventato una sostanza che cura la dipendenza da tutte le droghe.
Warning: Se già ora vi gira la testa, fermatevi qui.
Chissà perché questa sostanza è bramata dalla ghenga dei cinque invincibili e millenari ninja elementali (Metallo, Fuoco, Legno, Acqua, Terra; e se vi lasciano perplessi è perché siete degli incolti occidentali), che non si faranno scrupolo di utilizzare i servigi di uno spellacchiatissimo mafioso texano.
Inizia una lotta molto aspra e non meno confusa, che culminerà nella battaglia finale di John contro i ninja elementali (e non dico nulla del colpo di scena che coinvolge Spencer perché tutte le volte che ci penso ho i lacrimoni agli occhi ;-))

Diretto dal sottovalutato Wu Kuo Jen, questo film taiwaese si caratterizza per la marcata rappresentazione razzista di tutti i personaggi: i bianchi sono le peggior merde sulla faccia del pianeta (violenti, corrotti e ignoranti), i neri pensano solo ai soldi "per poter essere accettati nel mondo dell'Uomo Bianco®"; nella testa del regista si salverebbero solo gli orientali, se non fosse che i ninja elementali non è che siano esattamente buoni... ma suppongo dipenda dal fatto che noi satanassi Uomini Bianchi® non siamo in grado di capire certe sfumature. ;-)

Da non perdere: i ninja che escono dall'acqua perfettamente asciutti; la camminata all'indietro sui tetti; il maestro ninja dai capelli blu elettrico; le bandiere americane ed i tommy-gun alla centrale di polizia; il doppiaggio inglese alla "the book is on the table"; lo spellacchiato malavitoso locale; l'improbabile scheletro di gomma.

Cose imparate: diventare The Professor è un mestiere pericoloso; gli allenamenti per diventare ninja inflitti dal maestro ninja sono indistinguibili dalle torture dei poliziotti americani, ma mentre i primi temprano il carattere, le seconde sono carognate; gli orientali sono migliori dell'Uomo Bianco® sotto ogni aspetto, anche se poi fanno film così. ;-)

Voto: 2 (per metterlo al livello dei film di ninja, in realtà non c'è voto per un simile capolavoro).
Trashometro® 10/10: (ma anche 11 o 12 o 666)

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martedì 2 gennaio 2007

kickboxer 3

Ouch! Che cosa tremenda iniziare un nuovo anno con tantissimi brutstupendi filmoni in arretrato dal 2006; meglio iniziare con qualche recensione, prima che la memoria di tali fantastiche pellicole vada persa, come urina nella tazza del cesso...

Degno candidato per una esecuzione Saddam-style è di certo Kickboxer 3: The Art of War; brillante esponente della serie "Kickboxer", simpatica e tenace come un tumore in fase di metastasi, vede qui il dinamico duo Sasha Mitchell (che sostituì Jean-Claude Van Damme dal secondo episodio fino al quarto, per poi passare a sua volta il testimone a Mark Dacascos... per dire il livello! ;-)) e Dennis Chan in una avventura brasilera.

Il campionissimo di kickboxer David Sloan è in Brasile per partecipare al mega-torneo-intergalattico o quel che è, accompagnato dal suo Maestro® (che non muore, e già questo è segno di quanto sia schiappa) Xian Chow.
Non avendo niente di meglio da fare si prendono a mano una adolescente ed il suo fratellino, entrambi Made In Favelas®; sorvolando sui loro mai chiariti intenti sessuali, ai due viene dato un assaggio di bella vita, presumibilmente prima di rispedirli a calci nella loro merda (se non è cattiveria questa...)
Sfortuna vuole che le loro strade si incrocino con quella di un malavitoso locale che vuole introdurre la bella giovinetta nel suo bordello; al che i nostri due eroi più bambozzo al seguito si disinteressano del torneo nel quale - caso strano! - è invischiato pure il malvagio, con un suo campione ed un giro di scommesse clandestine.
Giù botte e sparatorie finché, quando tutto sembrava volgersi al meglio, ecco l'inaspettata caduta dell'eroe nelle mani del cattivo, che lo costringerà a fiaccarsi al fine di fargli perdere l'incontro finale. Quel che l'empio figuro non sa è che il Maestro® prepara del doping che Pantani gli fa una pippa.

Brutto, ma brutto-brutto: trama patetica, regia e recitazione inesistenti, dialoghi squallidi; c'è una quantità minima di kickbox, il resto sono sparatorie e botte alla Bud Spencer.

Cose imparate: per fare il Vero Beverone® si possono usare indifferentemente rarissime erbe cinesi o quel che si trova in un qualsiasi boschetto di una zona residenziale del Brasile; la polizia Brasiliana "vorrebbe-ma-non-può".
Forse non tutti sanno che... la Icon di zio Mel "gli ebrei sono la feccia del mondo ma fintanto mi dan soldi per i miei film va tutto bene" Gibson è implicata nella produzione e distribuzione di cotale monnezza.

Voto: 2. Trashometro® 6/10:
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domenica 26 dicembre 2010

The Magnificent Wonderman


The Magnificent Wonderman! - ed ecco un altro film il cui titolo contiene almeno due parole sbagliate... (punti extra a chi coglie la citazione)

Anche noto come Bruce Lee il re del kung fu - tanto per disonorare ancora un po' il suo nome - e Jin hu men, ovviamente questo filmone non ha nulla a che vedere con Bruce Lee.
Al suo posto troviamo invece il veterano Casanova Wong (AKA "The (sub)Human Tornado"), le cui principali peculiarità sono l'abilità nel mulinare le gambette in estenuanti serie di calci ed un gusto particolarmente ilare per i nomi d'arte.

Pur diretto dal sommo maestro del taglia-e-cuci Godfrey Ho, questa volta ci troviamo di fronte ad una singola pellicola, anche se a dire il vero la qualità della trama non fa ripiangere i mix hong-kongesi/occidentali che tanto amiamo.

Casanova Wong è/fa lo scemo del villaggio nel tempio Shaolin dove trova rifugio perché sì.
Sfiga vuole che i Mongoli abbiano invaso la zona, e allora Il Maestro(tm) decide di vendersi il Buddha d'oro per finanziare la difesa del proprio monastero e dell'area circostante.
Non ha però fatto i conti con uno sparuto gruppetto di monaci tisici, ben intenzionati ad allearsi con gli invasori per impadronirsi dell'oro.
A loro volta, questi pirlotti non hanno fatto i conti con il nostro eroe (che nel frattempo ha avuto occasione di studiarsi o almeno guardare le figure del bigino della tecnica del fire fist/wind blade), che non mancherà di dargliene un sacco e una sporta, riuscendo nel contempo a vendicarsi della morte del padre e/o maestro.

Film attorno al quale c'è un certo - limitatissimo - inspiegabile culto, rimasto quasi inedito per decenni. Sfortunatamente prima o poi tutto quanto torna a galla, ed eccoci qui con una ricchissima edizione in DVD, reperibile anche su Amazon.
Mi sento di dire che il tutto è da riservarsi ai veri appassionati del genere o a chi vuole bullarsi con gli amici di aver visto tutta la cinematografia di Godfrey Ho. Per gli altri, sofferenza assicurata. :-)

Voto: 3.
Trashometro: 8

domenica 28 settembre 2008

Kung Fu Panda

In molti casi non sono neanche male (anzi), ma capita spesso che viva i film della DreamWorks come intermezzi tra due film della Pixar.
Perché diciamolo: anche se ultimamente non mi ha fatto impazzire, la casa di Luxo ha una cura nella sceneggiatura ed una qualità dei personaggi inarrivabili (ed anche a livello tecnico stabiliscono tutte le volte lo standard).

Kung Fu Panda voleva essere un filmetto leggerino e divertente, fatto anche un po' col malcelato scopo di leccare il sedere a mandorla dei cinesi (e mi risulta gli sia andata parecchio male, in questo senso).
Il risultato, purtroppo, è un filmetto fin troppo leggero.

Po è un panda obeso ed inetto con la fissa del kung-fu; per una serie di sventure verrà scelto come discendente di una grande scuola, e si ritroverà a combattere un nemico fortissimo che vuole vendetta.

Non chiedevo molta più trama, ma un po' più di dettaglio sui personaggi sì: protagonista e maestro a parte, il resto sono davvero figure sullo sfondo, con tutte le loro potenzialità non sfruttate (il maestro tartaruga non avevano davvero idea di come gestirlo, diciamolo).
Le gag sono anche simpatiche (ma siamo alle torte in faccia) e la parte di maturazione del protagonista non è neanche male, benché banale a morte.
Il problema è che la sensazione che ti lascia è che abbiano abbozzato lo scheletro di trama classica di questo genere di film... per poi dimenticarsi di aggiungerci un po' di carne sopra: non c'è nulla di clamorosamente sbagliato, ma solo perché - struttura base a parte - non c'è proprio niente altro.

Niente da dire a livello tecnico, anche se non è certo questo l'apice dell'animazione al computer.

Sarebbe forse il caso che qualcuno tra i distributori italiani leggesse i nomi dei doppiatori originali: a noi invece è toccato Fabio Volo (che ha l'unico pregio di essere leggermente meglio dei calciatori chiamati a fare i doppiatori).

Voto: 5. Carinuccio, almeno per i più piccoli. Ora indovinate quale film sto aspettando con ansia... :-)
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venerdì 1 febbraio 2008

leopard fist ninja


Con una copertina così, cosa può andare storto?

I nostri eroi si imboscano eroicamente sotto il fogliame.

L'addestramento prevede atti di insensata violenza contro incolpevoli pupazzi vagamente antropomorfi. Sulla destra, un maestro d'ordinanza.

Non si creda che Godfrey Ho sia solo un grande maestro del taglia-e-cuci: il suo genio si è espresso anche in lungometraggi, come il pregevolizzimo Leopard Fist Ninja.

Ooora... ci sono questi invasori al soldo di non-so-bene-chi; al loro comando il temibile King Kong, il cui nome da quanto ricordo non viene mai pronunciato, ma è sul retro di copertina quindi meglio fidarsi (e poi un paio di volte si batte il petto, e quindi ci sta anche...)
Codesti malvagi sono alla ricerca di un manuale, custodito da un saggio fessacchiotto e dalla di lui famiglia; di certo non è un manuale di combattimento, visto che la loro tattica consiste nel rifiutarsi di consegnarlo, indi darsi alla fuga per essere immediatamente catturati e giustiziati.
Niente paura: la tattica di ricerca dei cattivi consiste nel frugare sommariamente il cadavere ed incendiare la catapecchia dove abitava (senza alcuna perquisizione).
Ad ogni modo, il manuale se lo porta via il nonno che mette in salvo i nipotini (tra cui giureremmo esserci una bambina, non fosse per il fatto che poi, adulti, hanno entrambi i baffi).
Cresciuti, i due fratelli cercheranno vendemmia-tremenda-vendemmia, non prima di aver incrociato i loro destini con un po' di pirla in cerca di botte ed una Bella Michico Qualsiasi specializzata in subire tentati stupri.

Film di rara bruttezza, in cui la gente o cammina senza meta o si mena senza costrutto, ricorda per molti aspetti l'eccelso Wu-tang vs Ninja, (non) si regge in larga parte sulla potente intrepretazione di un Jack Lam in stato di grazia (pensa un po' quando è giù di corda...)
Tante risate malvagie, addestramenti insensati ed alcune linee elettriche in bella vista, nella presunta Cina medievale.

Per gli amanti del wuxia andato a male. :-)

Voto: 2. Trashometro® 10/10:
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mercoledì 8 marzo 2006

[ninja] ninja occhio per occhio

NOTA: pazzesco, ho confuso due capolavori del trash! Questa recensione fa in realtà riferimento a Ninja Campione (senza valore, direi).
La vera recensione di Ninja Occhio Per Occhio è qui.

Il retro di copertina del DVD sproloquia di ribelli cambogiani e faide tra clan per il controllo del traffico di diamanti... ed in effetti qualche pietruzza lucente all'inizio c'è, ma poi si perde nei meandri di una trama che oserei definire tarantiniana. Oh, la Cambogia comunque non la nomina mai nessuno...

Sto parlando di Ninja Occhio Per Occhio (niente Malocchio, Prezzemolo E Finocchio, ahinoi) che potrebbe essere Challenge of the Ninja come potrebbe non esserlo: difficile distingue tra un capolavoro e l'altro... :-)

Si parte alla grande già nei titoli di testa che usano la sintassi "NINYA" (oh, se non lo san loro come si scrive "ninja"...) e subito siamo proiettati nel vivo dell'azione: un malvagio attore occidentale - il solito euroninja - traffica in diamanti e decide che i suoi uomini sul campo, i temibili black ninja guidati da Red Devil, devono aumentargli le forniture (taglieggiamenti tra ninja... non c'è più onestà!)

Nel film hong-kongese Billy dopo un entusiasmante inseguimento in moto viene circondato da un branco di teppisti: lui è fortissimo e li picchia tutti, ma il sistema è corrotto! Viene arrestato solo lui e subito rilasciato perché figlio di un importante politico locale; nel commissariato, grazie ad un saggio mix tra le due pellicole, avremo il primo colpo di scena: l'euroninja malvagio è capo della polizia locale ed ha l'ufficio pieno di bandiere americane (don't ask)! Il suo strapotere è incontrastato, ma commette l'errore di affidare le indagini al suo uomo migliore: Bruce Baron, anche lui ninja (non forte quanto Richard Harrison che qui non compare, ma un degno ripiego).
I genitory di Billy vengono accoppati e lui fugge nella giungla hong-kongese (ehi, non l'ho scritto io! :-)) dove incontra una allegra famigliola di bifolchi composta da padre codardo, mogliettina, figliolo, Il Maestro (un tizio di 20 anni esperto di arti marziali ex capo dei black ninja) e una tizia che non si capisce cosa ci stia a fare.

Il Maestro prenderà Billy sotto la sua ala protettiva, e lo aiuterà nella vendetta!

Meglio smettere di raccontare la trama che sarebbe ancora troppo lunga e ricca di colpi di scena.
I collegamenti tra i due film sono brillantemente mantenuti attraverso adattamenti in fase di doppiaggio: immagini di Billy in carcere inframezzate con quelle dell'euroninja malvagio in un ufficio; mitica anche la scena tra Bruce Baron e Billy al cimitero, peccato che siano in due film diversi. Non capisco perché, ma nessuno si stringe mai la mano... ;-)

Comunque, altro grande protagonista è lo scalcinatissimo gruppo dei black ninja, che vive in una lurida topaia in mezzo alla giungla assieme al cane più spellacchiato del mondo. A giudarli niente meno che Red Devil, che sarebbe anche un eccellente malvagio, se non uscisse di testa appena sente l'odore di fica: in almeno 4 o 5 episodi Red Devil - nel bel mezzo dell'azione - pianta baracca e burattiti e si dedica al tentato stupro. Esempio: i black ninja attaccano la casa dei bifolchi e circondano Il Maestro; Red Devil grida ai suoi "morte al traditore!" e lesto lesto se ne scappa ad inseguire la passerina...
Memorabili anche il lardone che compare solo alla fine e Shark, che credo essere un titolo onorifico visto che più persone vengono chiamate così...

Stupendo: un film d'azione come non se ne fanno più (e ringraziare!)

Voto: 2. Trashometro® 10/10:

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