Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query soldi. Ordina per data Mostra tutti i post
Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query soldi. Ordina per data Mostra tutti i post

mercoledì 13 gennaio 2010

JCVD

Mai stato un grande fan del Gian-Claudio; certo, ho visto qualche suo film, ma non si può dire che lo abbia mai ammirato a morte (né disprezzato, del resto).
Non ci si poteva però far scappare un biopic meta-film come JCVD - ed in effetti sarebbe stato un grave errore.

Jean-Claude Van Damme è nel bel mezzo di una causa per l'affidamento della figlia; la vita che fa ed i film che interpreta naturalmente non lo aiutano a far valere le sue ragioni.
Torna quindi in Belgio, alla ricerca di un po' di pace; per coprire alcune necessità economiche, si reca allo sportello bancario di un semplice ufficio postale, dove verrà però coinvolto in una rapina.
Tanto per peggiorare ulteriormente le cose, le circostanze faranno sì che tutti si convincano che sia lui in persona, a capo della banda di rapinatori.

Film a (lunghi) tratti geniale, che sviscera tutte i temi che ci si può aspettare da un meta-film su un attore specializzato in pellicole d'arti marziali a bugdget medio-basso, e molto di più.
Dove davvero si distingue è nella meticolosa realizzazione, davvero perfetta nonostante (o forse grazie al fatto che) una parte significativa dei dialoghi siano stati improvvisati. Funziona la parte d'azione (o parodia d'azione), la parte divertente (fantastico come viene tirato in ballo Steven Seagal), la meta-storia semi-biografica e - numi - tutto sommato funziona anche come thriller drammatico.

Di tutto rispetto la regia di Mabrouk El Mechri, che ci delizia con un eterno (di nuovo: meta-) piano sequenza d'azione fin dai titoli di testa, così come la sceneggiatura ed i dialoghi. Ottimamente gestita poi, la line temporale non lineare.
Tutto sommato degni tutti gli interpreti, ovviamente Van Damme svetta e compie qualcosa che somiglia ad un miracolo cinematografico. Recita. O forse no, ma comunque lo fa bene.

[piccolo spoiler che non svela nulla della trama]
E poi a metà film c'è uno dei più grandi monologhi della storia del cinema: quasi 6 minuti di faccia-a-faccia con Van Damme che sfonda il quarto muro e si confessa.


Voto: 8.5. Notevole, sul serio. PS: "Jean-Claude Van Damme sta rapinando l'ufficio postale: mi servono rinforzi!"
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , .

giovedì 15 marzo 2007

GitS:SAC 2nd GIG

Section 9

Godo!
Togliamoci subito il dente della parte pecuniaria: si sa che non ho particolare stima per i distributori italiani (no davvero).
Ovviamente tanto disamore ha un prezzo: il cofanetto con la seconda stagione (2nd GIG)) completa di Ghost in the Shell: Stan Alone Complex l'ho pagata su amazon.co.uk ben 49.50 euro (sì, già convertito in euro: cofanetto con 7 dvd, spese di spedizione - 4 giorni per la consegna - comprese). L'edizione italiana in corso d'opera si sviluppa su 6 dvd (meno extra? ricompressione video?) al modico prezzo di 24.90 euro per singolo dvd.
Lascio ai più brillanti matematici fare il conto di quanto ci ho rimesso; tralasciando il fatto che, per citare un noto spot, la soddisfazione di NON dare soldi a Lupoi... non ha prezzo! :-)

Risolto il caso del Laughing Man nella precedente stagione la Sezione 9 si ritrova suo malgrado invischiata in una intricata lotta di potere ai massimi livelli che vede coinvolti la prima donna eletta primo ministro del Giappone, i servizi segreti, potenze straniere ed un gruppo terroristico. Terreno di scontro saranno i "rifugiati": milioni di persone immigrate in Giappone dal resto dell'Asia in seguito alle due guerre che hanno sconvolto il mondo; richiesti in passato come manodopera a basso costo, ormai rappresentano una zavorra per un paese in crisi economica. Abbandonati a loro stessi e minacciati di espulsione, troveranno in Hideo Kuze - già membro del gruppo terroristico "Individual Eleven" dagli obiettivi poco chiari e dai mezzi spettacolari ed inquietanti - un leader che promette di liberarli, portandoli all'indipendenza.
A fornire un (ulteriore!) antagonista alla Sezione 9 sarà la figura di Kazundo Gouda, capo di gabinetto dei servizi segreti, abile manipolatore e teorico delle dinamiche sociali con idee a dir poco peculiari su come dovrebbe girare il mondo.
Tanto Kuze quanto Gouda avranno motivazioni estremamente complesse ed articolate che richiederanno tutta la seconda metà della serie per venir esposte, maturare e mutare.

Di fronte a tanti gruppi decisi a portare al limite estremo l'escalation che sta montando nel paese, la minuscola Sezione 9 (un capo, sette membri, alcuni tachikoma ed una manciata di nuove reclute e personale di supporto) dovranno conciliare un senso di giustizia che può essere scambiato per debolezza (o banale difesa dello status quo) con la rabbia per le umiliazioni e le perdite subite, imbattendosi a più riprese in una brutale realtà: la Sezione 9 è ben poca cosa.
Sì, perché in questo sta la principale differenza tra le due stagioni: nella prima il Laughing Man eludeva più o meno da solo i suoi inseguitori, ma (anche tenendo conto del superbo twist finale) i ruoli erano ben definiti: c'era la preda e c'erano i cacciatori; per quanto dure fossero le battaglie restavano nette alcune sensazioni: in primis, di essere nel giusto; poi, di poter fare la differenza; infine, che le cose si sarebbero risolte per il meglio (a livello dei singoli episodi e complessivamente).
In questa seconda stagione questo non è più vero: si può forse ancora avere la convinzione di operare per un poco definibile bene comune, ma questa volta gli avversari sono fin da subito soverchianti in termini di numero, capacità, posizione nella catena di comando politico-militare e - soprattutto - in fatto di assoluta dedizione alla propria causa.
Incertezza, rabbia e paura accompagneranno per gran parte degli episodi la Sezione 9, che finirà col prendere numerose batoste. Prenderne tante. Tante da far male.

A livello di episodi, pur mantenendo una separazione tra episodi a sé stanti e connessi alla trama principale ("dividual/dual" episodes), i secondi sono in numero maggiore e più strettamente in continuità rispetto a quanto visto nella prima stagione. Qualitativamente tutte le sottotrame vanno dal molto buono all'ottimo; finalmente abbiamo alcuni episodi dedicati interamente ai personaggi (per così dire) "minori" della Sezione 9 ed alcuni interessanti scorci del passato che forniscono parte del quadro su come i membri si siano conosciuti e di quale sia lo scenario che ha portato il mondo nell'attuale situazione.
Immancabili le citazioni cinematografiche (a manate!), letterarie e storico-politiche; queste non sono mai comunque fine a sé stesse né sono soffocanti: al contrario forniscono un contesto solido e realistico dentro il quale inquadrare le vicende narrate.

Prodotto palesemente con una marea di soldi, lo studio Production I.G ci ha messo qualcosa che non si compra e che ancora oggi pochi hanno: talento e passione in quantità industriali. Pagando la giusta cifra al giorno d'oggi chiunque è in grado di produrre una buona grafica; tutt'altro discorso è trovare qualcuno che sappia scrivere le storie, girare scene di ogni tipo, utilizzare in maniera saggia la computer grafica e - banalmente - sappia dove piazzare una telecamera; in questo senso Kenji Kamiyama si dimostra estremamente bravo e persino molto maturato rispetto al passato.
Eccelso a livello di grafica e di animazione, la computer grafica è integrata molto meglio che in passato; sempre di buon livello la musica della solita Yôko Kanno.

I dvd: ottima la compressione video (anamorfico widescreen), eccellente il doppiaggio (adeguati i sottotitoli) e l'audio 5.1; gli extra consistono nella solita sequenza di interviste col cast: niente di che, ma ogni tanto qualcosa di interessante viene detto.

GitS:SAC 2nd GIG prosegue nel solco già tracciato dai predenti film e dall'altra stagione: classe e stile sono le parole d'ordine. Consideravo il 1st GIG un ottimo prodotto (votato 10/10) ed avevo totale fiducia nel 2nd GIG: la vera sorpresa è stato il trovarsi di fronte a qualcosa di nettamente migliore.
Grufolo di piacere®!

Voto: 10. Capolavoro imprescindibile.
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , .

mercoledì 17 dicembre 2008

rovinatissimo!

Gli horror vacanzieri sono sempre forieri di grandi soddisfazioni, e The Ruins (Rovine) non fa eccezione. :-)

Manciata di giovani pirla in ferie in messico, ne hanno abbastanza della vita notturna sulla spiaggia e decidono di avventurarsi verso un sito archeologico di recente scoperta, non ancora aperto ai turisti (e già qui...)
Circondati da bifolchindios piuttosto incazzosi, verranno spinti su un tempio Maya, dove per motivi che saranno presto chiari nessuno osa inseguirli: le rovine sono infatti infestate da feroci piante carnivore, semoventi ed intelligentissime (almeno se paragonate alle vittime, si intende).

Vero punto di forza del film è la totale stupidità dei protagonisti, intenti in una corsa ai Darwin Awards: ad esempio, calarsi con una corda non abbastanza lunga per poi gettarsi nel vuoto - che tanto "non mancherà poi molto al fondo" - non sembra essere una grande idea. :-)
Belli poi i litigi sentimentali nei momenti meno opportuni, per tacere del totale disinteresse verso i feriti.
A proposito dei feriti, il film si impenna durante una operazione alla "allegro chirugo": una frattura esposta ad una gamba viene curata (sort of) con una amputazione (neanche coatta: l'interessato era ENTUSIASTA all'idea) effettuata da un imbecille con un microscopico coltellino.
E l'emorragia come la fermano, vi chiederete? Niente di più semplice: una bella padella antiaderente (presumibilmente venduta da Giorgio Mastrota) arroventata sul fuoco ed il gioco è fatto! ;-) AAARGH!

Tragico scoprire che tale capolavoro è stato prodotto dalla Dreamworks e dalla Spyglass, basandosi su un libro dell'autore di quel gioiello di Soldi Sporchi (ma lì alla regia c'era uno bravo davvero).

Voto: 4 Trashometro® 6/10: (e ricordate di DARVI da mangiare alle piante)
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , .

venerdì 1 agosto 2008

Dr. Horrible!

Dr. Horrible's Sing-Along Blog è l'ultimo insano progetto di un tale che si chiama Joss Whedon.

Concepito durante lo sciopero degli sceneggiatori, è andato "in onda" gratuitamente sul sito nei primi giorni, mentre ora si trova in vendita on-line, in attesa che esca il DVD.
Richiamati un po' di parenti ed attori-feticcio (l'immancabile Nathan Fillion e Che Mi Venga Un Colpo Se Quello Non È Il Dottor Doogie), mette insieme tre puntate di circa 15 minuti ciascuna di... un musical.
Ci vuol del fegato, ed amore inversamente proporzionale ai soldi a disposizione. :-)

Il Dr. Horrible - cattivo-wannabe - vuole entrare nella Lega dei Cattivi, ma prima deve riuscire in qualcosa di eclatante; sarebbe anche sulla buona strada, non fosse che Capitan Hammer - supereroe pieno di sé - gli mette sempre i bastoni tra le ruote.
Fattore non secondario il fatto che, nella sua vita di tutti i giorni, il Dr. Horrible è segretamente innamorato di una giovane attivista che si batte per la costruzione di un rifugio per i senzatetto. Inutile dire che la signorina finisce in mezzo alla lotta tra l'eroe ed il cattivo, e s'invaghisce di Capitan Hammer.
Da qui in avanti, vendetta e tragedia.

Fatto con tanto amore ed un bel po' di genio, non annoia (pur essendo tutti prevedibili, gli sviluppi) e non dovrebbe suscitare troppo sgomento neanche in chi non ama i musical (non cantano sempre, ma spesso, ma le canzoni sono talmente simpatiche che quasi non ci se ne accorge).

Difetti? Beh, è fatto con molti meno soldi di una qualunque puntata di serie TV, e le ambientazioni un po' ne risentono, ma in fondo poco importa.
Ha il potenziale per raggiungere un 10 pieno, ma ha un problema fondamentale: è necessario aggiungere un altro episodio (2, al più), cosa che verosimilmente verrà fatta in futuro.

Bello, bello, bello. (Canzone preferita? A Brand New Day, alla fine del secondo atto).

Voto: 9 (il DVD è sicuramente da prenotare).
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , .

sabato 1 marzo 2008

no country for old men

Joel e Ethan Coen tornano alla violenza, e lo fanno con stile, poco da dire.

Un cacciatore si imbatte nel teatro di una sparatoria tra trafficanti di droga: l'impossessarsi di una valigia con due milioni di dollari segnerà la sua vita; sulla sue tracce la polizia ed una serie di killer, tra i quali spicca un lucidissimo psicopatico.
Sullo sfondo - ma neanche tanto - il continuo disgregarsi della società, visto attraverso gli occhi del vecchio sceriffo (Tommy Lee Jones) che forse è più parte del problema che parte della soluzione, nonostante gli piaccia credere il contrario.

Pregevole la regia e la fotografia, tutti ottimi gli interpreti, a partire dall'eccezionale Javier Bardem che mette in scena un killer del tutto dedito a quello che più che un lavoro è una missione.

Non è un paese per vecchi è un ottimo film? Sì, senza dubbio.
È un capolavoro assoluto? Probabilmente no.
Meritava i suoi Oscar? Probabile, anche se forse non è stata poi una annata indimenticabile (e l'esclusione di La Promessa dell'Assassino grida vendetta).

Voto: 8+.
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , .

venerdì 30 maggio 2008

blade runner

blade runner


Blade Runner è stato il film che, più di ogni altro, mi ha fatto amare il cinema. Tuttora, quando si stilano quelle più o meno stupide classifiche del "film che ti è piaciuto di più", è il primo titolo che mi viene in mente.

Non potevo quindi perdere l'occasione di comprarmi l'Ultimate Collector's Edition in 5 dannatissimi DVD. :-)
È bene fare presente che sul solito amazon.co.uk l'ho pagata la bellezza di circa 16 o 17 sterline, spedizione compresa. In Italia è prezzata ad 83 fottutissimi euro, munificamente scontati a 63 su dvd.it ed alla comet. Come si suol dire, now, you do the fucking math.
La versione con la valigetta mi tentava, ma temevo problemi di spedizione; la confezione è comunque pregiata, ed oltre ai dvd presenta un libretto riassuntivo del contenuto ed una decina di cartoline di ottima qualità.

Esaminando il contenuto dei dischi, abbiamo nel disco 1 il Final 'Til-The-Next-One ;-) Cut: ultima revisione voluta da Ridley Scott; oltre alle ripuliture audio, sono stati corretti numerosi piccoli difetti: alcuni volti di controfigure sono stati sostituiti digitalmente con gli originali, un certo numero di effetti speciali sono stati migliorati, così come piccoli problemi di sincronia. Il tutto, credete a me, fatto con una quantità d'amore inimmaginabile (niente a che spartire con le orde di stormtroopers di George Lucas): ricerca delle pellicole originali, attori richiamati per le digitalizzazioni, pulitura dei retini e molto altro.
A livello di qualità video, si raggiungono vette che non credevo possibili su un dvd: perfezione totale di definizione, contrasto e colori, una magnificenza indescrivibile; non oso immaginare cosa sia il blu-ray su un full-hd.
La storia in sé è di fatto identica a quanto già visto nel Director's Cut.
Non posso davvero definirla una bieca una operazione commerciale (o almeno, non solo: è chiaro che non speravano di rimetterci ;-)): su questa riedizione sono stati spesi parecchi soldi, e la cura è stata davvero maniacale.

Disco 2: il making of del film, dal libro al rilascio nelle sale ed in VHS, con una marea di interviste con tutti i retroscena di un parto estremamente sofferto.

Disco 3: la versione passata al cinema nel 1982 negli USA, quella passata in Europa (un po' di violenza in più) e la Director's Cut del 1992. La qualità video non ne soffre affatto, immagino che larga parte del video sia in comune. Introduzioni del regista.

Disco 4: altri documentari, su Philip K. Dick e sull'immenso lavoro che ha portato alla creazione di un universo così dettagliato come quello di Blade Runner. Inoltre, screen tests, trailers, i poster e note sulla fotografia e le riprese.

Disco 5: la Workprint Edition, che venne mostrata solo all'epoca ad un pubblico ristretto; video ripulito, ma ancora molto "ruvido".

Sparsi su tutti i dischi, commenti audio di più o meno chiunque ed una marea di altri extra. Sui contenuti aggiuntivi c'è da dire una cosa: se amate il film, li adorerete. Sono quasi tutti molto dettagliati ed interessanti, e vale la pena vederli tutti.

Per ora ho visto tutti gli extra ed il Final Cut; se devo essere onesto, sono tra i pochi che ha sempre apprezzato molto la versione originale, con la voce narrante che fa tanto hard-boiled; va però detto che in effetti - se il doppiaggio italiano era ottimo - nell'originale il buon Harrison Ford sembra davvero scoglionato (e non ho certo un orecchio pregiatissimo, per le intonazioni inglesi).

Per quanto riguarda l'audio, nessuna edizione ha la traccia in italiano (ma qualche lingua che nessuno usa davvero c'è - tipo il tedesco, lo spagnolo o il francese ;-)), mentre solo l'ultima ha i sottotitoli nella nostra lingua. Se lo volete in italiano, direi che non ne valga la pena. Altrimenti...

Voto: 11 - Blade Runner è Il Cinema. :-)

PS: Ridley ci dice anche se Deckard è un replicante o meno. E Ford lo smentisce. ;-)