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domenica 21 ottobre 2007

mercy! mercy! mercy!

Il filmone:
Il videogiocone:

Expect No Mercy! In effetti non me ne aspettavo, ma qui si esagera...
Quale inarrivabile progetto multimediale: non paghi di aver prodotto uno dei peggiori film della storia del cinema, deve essere parso giusto farci sopra un videogioco che - pensate un po' - spunta puntualmente nelle liste delle più immonde schifezze videoludiche. :-)

Due improbabili agenti federali si infiltrano in una strana accademia di arti marziali dove - con l'aiuto di una tizia sulle cui motivazioni la scienza si interroga - cercheranno le prove per incastrarne il capo supremo.
L'accademia infatti è un centro di addrestramento di killer a pagamento, che - tra gli altri - hanno ricevuto l'ordine di uccidere un testimone di so-ben-io-cosa (scarsamente) protetto dall'FBI.

Quel che finora ho taciuto per amore del cinema è che l'accademia sfrutta le più avanzate tecniche di realtà virtuale per addestrare i propri fessi.
No, sul serio: realtà virtuale: 'sti pirla si mettono degli occhiali buffi e le cuffie dell'iPod ed iniziano a menare l'aria in una stanza piena di laser e luci colorate.
Ovviamente loro si ritrovano immersi in un ambiente virtuale a combattere contro un avversario simulato dal computer.
Lo spettatore invece si ritrova immerso nel guano, ma questa è un'altra storia... ;-)

La trama, non pervenuta, non è neppure sufficiente a fornire uno spunto per i combattimenti che si susseguono senza motivo alcuno tra realtà e simulazione.
I dialoghi sono un vero e proprio insulto per lo spettatore: visto in inglese, è imperdibile il delirio finale del Cattivo® sui massimi sistemi socio-politici. Pure Evil Genius.

Agghiacchianti gli effetti speciali così come i costumi e le facce di alcuni dei protagonisti (dal testimone, agli agenti che sembrano usciti dall'anonima alcolisti, per concludere con lo spettacolare Fango).
La regia è inetta e le prove attoriali adeguate al resto (Jalal Merhi, Billy Blanks, Wolf Larson e Laurie Holden, per dire...)
Riprovevole la scelta dei cattivi virtuali: il già citato Fango resterà per sempre nel mio cuore, ma anche il samurai e gli altri fessi assortiti (tra cui un Arlecchino: si vede che era l'ultimo costume rimasto...) non sono da meno.

Una esperienza autopunitiva come poche, la visione di questa catastrofe è consigliata agli stomaci forti ed agli appassionati di Z-martial-movies.
Non so quanto sia reperibile in italiano: in inglese invece lo si trova incluso in numerosi cofanetti dove - assieme a 3 o 4 film brutti - ti tocca pure prenderne uno bruttissimo. :-)

Voto: 1. Trashometro® 9/10: (devastante)
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sabato 10 luglio 2010

the black ninja

the black ninja
In basso a destra, il boss della mala ed il suo staff di esperte proctologhe.


Si ringrazia calorosamente il grande MaxNegro che mi ha donato l'originale di un simile capolavoro - non capisco davvero come abbia potuto privarsene...

Gli americani hanno il termine "cheesy", per definire un certo genere di pellicole che dovrebbero suscitare in chi le guarda un imbarazzo tale da poter essere superato solo da quello che dovrebbe provare chi le ha prodotte.
The Black Ninja (numi! È del 2003 e sembra uscito dai primi anni '80...) non sarà The Star Wars Holiday Special, ma non mancherà di lasciare gli spettatori frastornati di fronte a tanta bruttezza.

Film per il mercato home video fortemente voluto da tal Clayton Prince - regista, interprete e sceneggiatore (si prega di aggiungere virgolette a ciascuno dei precedenti termini) - oltre ad una improbabile immagine di copertina, ci offre una ragguardevole trama: un famoso avvocato di colore riesce a mantenere fuori dal carcere la peggior feccia della società. Tutti lo odiano, ma anche lui ha i suoi bei problemi: a parte una casa arredata da un cieco e computer vecchi di 20 anni, ha visto la propria famiglia sterminata da un Evil Red Ninja® che aveva difeso in aula (suppongo che appellarsi all'infermità mentale sia uno scherzo, quando il tuo assistito si veste come un imbecille e si fa gli shuriken da solo...)
Tale tragedia ed una peperonata lo hanno turbato al punto da trasformarlo in un giustiziere mascherato che se ne va in giro di notte a tirare i pugni più lenti e meno letali della storia a tutti i malintenzionati che gli capitano a tiro.
La difesa di una sostenitrice dei diritti civili, testimone chiave nel processo contro un povero vecchio d'un malavitoso, gli darà nuova forza, un paio di mutandine in cui insinuarsi e pure una traccia per risalire al suddetto ninja rosso, che nel frattempo non si è ancora cambiato costume ed è quindi più fetente che mai. Se questo non è far serata...

Nel cast si segnala la presenza di Heather Hunter, nota porno-star che compare vestitissima in un paio di flash-back.
Al posto della pelle o altro, ha pensato bene di portarsi dietro dal mondo dell'hardcore le principali caratteristiche per cui questo è giustamente noto e stimato: la qualità delle luci, la definizione dei personaggi, i dialoghi raffinati e la trama.

Film dolorosissimo, che chiede molto allo spettatore, ma che sa restituire altrettanto: scritto, girato, ed interpretato dal deretano di una scimmia diarrotica, vive di estenuanti imbarazzati momenti in cui - quando va bene - non succede nulla. I guai veri nascono infatti le rare volte in cui succede qualcosa: nelle scene d'azione, credo che Stephen Hawking avrebbe fatto un figurone al confronto dell'atletico protagonista.

Che altro dire? Filmbrutto di assoluto pregio, ma certo non adatto a chi è alle prime armi: un pivellino del trash potrebbe soccombere di fronte a tanto orrore.

Voto: 1
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sabato 24 maggio 2008

indy 4

Lo dico subito: niente spoiler.

Dopo una attesa tale che ormai non ci si sperava quasi più, è arrivato anche Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull.

Un bel po' di anni dopo l'ultima avventura, l'archeologo Indiana Jones si ritrova coinvolto nell'ennesima caccia al tesoro; questa volta si metterà alla ricerca di alcuni teschi di cristallo dai poteri leggendari, sulle cui tracce sono anche i sovietici.

Moltissima carne al fuoco, nelle due ore del film.
Tirando le somme, funziona perfettamente come esercizio di puro intrattenimento: tutto è spettacolare ed in stile con la serie; certo, alle volte si ha la sensazione che si abbia voluto esagerare e non sempre il susseguirsi degli eventi è entusiasmante come dovrebbe (ma non ci si annoia mai, per carità!).
La sceneggiatura sarebbe anche buona (David Koepp in questo senso è sempre una garanzia), al netto del fatto in film del genere tutta la sceneggiatura che serve è quella necessaria a garantirti un bel giro sulla giostra.
Pecca invece un po' nei dialoghi: troppo spesso le battute sono prevedibili e "chiamate", non sempre all'altezza della saga. Il doppiaggio italiano, mi è parso poi particolarmente poco ispirato.

Nel complesso, la prima metà è una vera goduria, con un Indiana vecchio trascinato di nuovo sul campo; qui le citazioni dal resto della saga e da altri film si sprecano e rasentano il genio puro (un soldino a chi ha colto quella videogiochistica, pur castrata dalle necessità del doppiaggio). Nella seconda metà la trama si complica e, pur apprezzandola nel complesso, finisce con l'ingabbiare un po' la libertà d'azione dei protagonisti, tutti intenti a raggiungere la meta attraverso il maggior numero possibile di inseguimenti.

Se sembra una recensione in parte negativa, è solo perché adoro la prima trilogia; in realtà si tratta di un eccellente film di intrattenimento, sicuramente piacevole da vedere più e più volte. Certo, forse dopo 19 anni si poteva quasi sperare di più, ma forse si tratta solo di un giudizio a caldo.

Molto bello sotto ogni aspetto tecnico, Steven Spielberg alla regia è sempre un manico, mentre devo ancora capire quale sia stato il ruolo di Georges Lucas (che non riesco ancora a stabilire se si tratti di un genio o di un pirla dal clamoroso successo per meriti altrui ;-))

Harrison Ford fa ancora qualcuna delle sue mitiche facce, anche se è chiaro che non è più quello di una volta; sempre brave Karen Allen e Cate Blanchett (qui in un ruolo molto taglia con l'accetta per esigenze di copione, a dire il vero). Per la prima volta non ho trovato del tutto futile Shia LaBeouf (il che non lo rende un buon candidato per raccogliere il testimone di Indy... ma quel fesso di River Phoenix doveva proprio accopparsi? :-|)

Voto: 8-. Un gran bel giro di giostra come se ne vedono pochi di questi giorni, pur non a livello del primo e del terzo capitolo.
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martedì 2 gennaio 2007

kickboxer 3

Ouch! Che cosa tremenda iniziare un nuovo anno con tantissimi brutstupendi filmoni in arretrato dal 2006; meglio iniziare con qualche recensione, prima che la memoria di tali fantastiche pellicole vada persa, come urina nella tazza del cesso...

Degno candidato per una esecuzione Saddam-style è di certo Kickboxer 3: The Art of War; brillante esponente della serie "Kickboxer", simpatica e tenace come un tumore in fase di metastasi, vede qui il dinamico duo Sasha Mitchell (che sostituì Jean-Claude Van Damme dal secondo episodio fino al quarto, per poi passare a sua volta il testimone a Mark Dacascos... per dire il livello! ;-)) e Dennis Chan in una avventura brasilera.

Il campionissimo di kickboxer David Sloan è in Brasile per partecipare al mega-torneo-intergalattico o quel che è, accompagnato dal suo Maestro® (che non muore, e già questo è segno di quanto sia schiappa) Xian Chow.
Non avendo niente di meglio da fare si prendono a mano una adolescente ed il suo fratellino, entrambi Made In Favelas®; sorvolando sui loro mai chiariti intenti sessuali, ai due viene dato un assaggio di bella vita, presumibilmente prima di rispedirli a calci nella loro merda (se non è cattiveria questa...)
Sfortuna vuole che le loro strade si incrocino con quella di un malavitoso locale che vuole introdurre la bella giovinetta nel suo bordello; al che i nostri due eroi più bambozzo al seguito si disinteressano del torneo nel quale - caso strano! - è invischiato pure il malvagio, con un suo campione ed un giro di scommesse clandestine.
Giù botte e sparatorie finché, quando tutto sembrava volgersi al meglio, ecco l'inaspettata caduta dell'eroe nelle mani del cattivo, che lo costringerà a fiaccarsi al fine di fargli perdere l'incontro finale. Quel che l'empio figuro non sa è che il Maestro® prepara del doping che Pantani gli fa una pippa.

Brutto, ma brutto-brutto: trama patetica, regia e recitazione inesistenti, dialoghi squallidi; c'è una quantità minima di kickbox, il resto sono sparatorie e botte alla Bud Spencer.

Cose imparate: per fare il Vero Beverone® si possono usare indifferentemente rarissime erbe cinesi o quel che si trova in un qualsiasi boschetto di una zona residenziale del Brasile; la polizia Brasiliana "vorrebbe-ma-non-può".
Forse non tutti sanno che... la Icon di zio Mel "gli ebrei sono la feccia del mondo ma fintanto mi dan soldi per i miei film va tutto bene" Gibson è implicata nella produzione e distribuzione di cotale monnezza.

Voto: 2. Trashometro® 6/10:
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