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giovedì 18 marzo 2010

Dollhouse: stagione 1

Joss Whedon deve avere un contratto capestro che lo lega alla FOX e/o deve essere particolarmente masochista, altrimenti non si spiega perché continui a lavorarci nonostante tutte le sofferenze che ciò causa (a lui ed al pubblico).
Senza voler riaprire la ferita di Firefly, non si può dire che Dollhouse abbia poi avuto miglior sorte.
Partita con ascolti deludenti, mal gestita a livello di messa in onda e con i primi episodi che presentavano un taglio troppo autoconclusivo (pare sempre a causa di pressioni della rete - basti del resto vedere il pilot scartato), ha finito per essere ridotta a due stagioni di 13 episodi ciascuna.

Trama: Caroline, per sfuggire ad un oscuro passato, viene reclutata (più o meno) come agente active di una dollhouse. Col nome in codice Echo vivrà per anni priva della propria memoria ed identità, salvo venir di volta in volta impiantata con ricordi ed abilità di personalità diverse, così da poter essere affittata ai ricchi clienti che ne disporranno per i loro bisogni (come amante, killer o qualunque altra cosa desiderino).
La tecnologia non appare però perfetta, e lentamente Echo sembra riacquisire alcune caratteristiche della sua vera identità.
Nel frattempo, un agente dell'FBI inizia a credere che le dollhouse non siano solo leggende metropolitane, ed altri personaggi inizieranno a far sentire la loro influenza distruttrice.

Soggetto non facile, che costringe a sacrificare molto tempo di ogni episodio nella creazione di un personaggio usa-e-getta del tutto nuovo; questo ha indubbiamente portato ad avere 4 o 5 episodi iniziali carini sì, ma non eccelsi. Poi, forse anche in vista della chiusura, si ha l'impressione che Whedon abbia potuto davvero fare ciò che aveva in mente, e la serie decolla.
Vengono approfonditi i temi etici e, soprattutto, viene sviluppata la trama principale e si scatenano le forze che metteranno in crisi l'intera organizzazione che gestisce le dollhouse.

Diretti mediamente bene (ma senza eccessi, e spesso non ho amato la fotografia), presenta la consueta sfilza di ottimi personaggi, pur nei suddetti limiti. Brava Eliza Dushku (Echo, che produce anche), ottimi Enver Gjokaj (Victor) ed Olivia Williams (Adele), mentre ho trovato a volte un po' spaesato il grande Tahmoh Penikett (Ballard) e non mi ha preso molto Miracle Laurie (Mellie). Come sempre tornano molti altri soggetti che hanno già lavorato con Whedon, compreso Alan Tudyk.

Impossibile non menzionare l'episodio 13, Epitaph One, non andato in onda in America e presente soo nei DVD per ragioni contrattuali: con un salto di un decennio in avanti, ci ritroviamo in uno scenario del tutto diverso e con personaggi nuovi; una serie di flashback e colpi di scena mostreranno cosa è accaduto. E porca vacca se non sono accadute un sacco di cose!
Episodio meraviglioso, che da solo varrebbe l'acquisto del cofanetto, ha anche il pregio di presentare la grandissima Felicia Day.

Per concludere: buono, ma non ottimo - specie nella prima metà - anche a causa delle scelte del network. La seconda parte (che, pur aperta, giunge più o meno ad una conclusione, tranquilli: non è un coitus interruptus come Firefly) lascia presagire grandi cose e nutro molte speranze nella seconda e conclusiva stagione di ulteriori 13 episodi.

Voto: 8+. Non so come sia il doppiaggio italiano, avendolo visto in inglese: su Amazon il cofanetto costa nulla.
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domenica 14 novembre 2010

Dollhouse: stagione 2

Vita travagliata, quella di Dollhouse, ma che se non altro non si è risolta in una dolorosa eutanasia come accaduto a Firefly.

Ventisei episodi su due stagioni non sono certo molti per raccontare una storia ambiziosa, e devo dire anche che alcune scelte di Joss Whedon mi sono sembrare azzardate.
La seconda stagione inizia infatti in maniera non dissimile dalla prima, con episodi abbastanza slegati gli uni dagli altri, con poco sviluppo dei personaggi ed in generale un po' fiacchi.
Poi la trama principale diventa finalmente centrale, e ci si concentra sulla futura apocalisse ed i tentativi di evitarla.

Pregevole l'impostazione data alla Rossum Corporation, con i suoi metodi e le sue motivazioni; ben realizzata anche la crescita dei ruoli all'interno della Dollhouse, anche se tutto sommato i presunti colpi di scena sono tutti ampiamente prevedibili (indovinare chi diventerà "cattivo", chi sta facendo il doppio/triplo gioco e la vera identità di alcuni personaggi è davvero facile).
Si arriva comunque ad una conclusione senza dubbio soddisfacente, e come sempre zio Joss non mancherà di chiudere in maniera definitiva le storie di alcuni importanti personaggi.

Non sono però tutte rose, in questa seconda stagione: episodi fiacchi ed assenza di miglioramenti in tema di recitazione a parte, si nota una netta involuzione in quanto a regia e fotografia, specie nei primi episodi. Si ha poi l'impressione di dover giungere in fretta alla conclusione, ed alcuni avvenimenti vengono buttati lì come se niente fosse.
Peggio che mai, troppo spesso si fa ricorso ad un eccesso di mumbo jumbo tecnologico per spiegare questo o quello. Dato il soggetto, sono disposto a sopportarne una discreta quantità, ma sul finire si esagera davvero.

Insomma, la sensazione che lascia è che si sia in parte fatto un passo più lungo della gamba (specie per quanto riguarda le finanze ed i tempi a disposizione dello show); accettato questo, il risultato è comunque di chiaro pregio, con una bella storia e dei bei personaggi.

Voto alla stagione: 8--.
Voto complessivo alla serie: 8.