Casa del Trashometro
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lunedì 28 gennaio 2008

american gangster

Dopo un po' di lavori medi se non mediocri, temevo che Ridley Scott fosse sulla via della senilità.
Invece, torna con un film potente e ben diretto come American Gangster.

Storia (più o meno vera) di un gangster newyorkese di colore, che con tanto sano spirito imprenditoriale riesce ad arrivare ai vertici narcotraffico, territorio storicamente in mano a latini ed italo-americani. A combatterlo, solo uno sparuto gruppo di poliziotti onesti, circondati da colleghi corrotti.

Oltre due ore e mezza con un buon ritmo, in cui si parla tanto e si spara altrettanto. Pregevole la regia - pur senza momenti davvero memorabili - gran parte del peso del film poggia sulle spalle degli interpreti, in particolare dell'eccezionale Denzel Washington e di un buon Russell Crowe (pur non amandolo affatto, con quelle due sole espressioni che si ritrova: "cane bastonato" e "cane bastonato che però adesso gli girano").

Ogni tanto, un film sui gangster ci sta sempre bene. :-)

Voto: 8.
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mercoledì 23 gennaio 2008

ginger snaps

Rivisto Ginger Snaps: adolescenti, suicidi, mestruazioni e lupi mannari. Horror un po' fuori dagli schemi, va detto. :-)

Due sorelle depresse, isolate e zimbello della scuola (Carrie anyone?) vivono in attesa del sedicesimo compleanno: se per allora la loro vita non avrà subito una svolta, attueranno il patto suicidia stipulato anni prima.
Suppongo che le mestruazioni della più grande (in VAGO ritardo), l'essere assalita e morsa da qualcosa che somiglia ad un lupo mannaro e che genera in lei inquietanti trasformazioni, soddisfi in pieno il requisito "svolta". ;-)
Il rapporto tra le due si incrina, oltre al fatto che un sacco di gente e di animali iniziano a morire, nei dintorni...

Film ben scritto e diretto in maniera decorosa, cerca di staccarsi dagli horror puerili degli ultimi anni, ed in buona misura ci riesce.
Certo, ci sono troppi tempi morti, alcune cose potevano essere sviluppate meglio e gli effetti speciali fanno pena, ma in fondo importa poco: la trama è abbastanza originale e soprattutto divertente da seguire.
I vari personaggi sono stati studiati (ed usati) molto bene, e tutto considerato si merita lo status di "piccolo cult". E poi Katharine Isabelle è un discreto vedere. :-)

Dei seguiti, ho visto solo il terzo, Licantropia: neanche tragico, ma sicuramente non a livello di questo primo capitolo.


Voto: 7-.
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sabato 12 gennaio 2008

I am legend

Io Sono Leggenda non ha praticamente alcun punto di contatto con l'omonimo libro di Richard Matheson. Non sono un fan della fedeltà assoluta al materiale originale: altri film tratti dallo stesso libro sono dei capolavori, pur non sempre fedeli; nel caso specifico mi chiedo però che senso abbia avuto comprare i diritti, per poco siano costati.

Robert Neville, militare e scienziato, tenta disperatamente di combattere un virus mutato in laboratorio che sta sterminando l'umanità.
Fallisce, ed in poche settimane si ritrova ad essere l'ultimo dei sopravvissuti (per quanto ne sa); il 90% delle persone sono morte lasciando l'1% immune in balia del restante 9%: violente iperattive creature assetate di sange che infestano la notte.
Nella New York post-catastrofe vivrà la sua vita, ancora alla ricerca di una cura per quel 9% di popolazione ora trasformate in mostri.

Quasi tutto il film funziona egregiamente: fintanto Neville è solo, alla caccia di cibo o cavie per i suoi esperimenti, tutto fila in maniera fantastica.
Il giocattolo si incrina quando entrano in scena i mostri: fatti così-così e comunque poco interessanti, ma ci si potrebbe ancora convivere.
Capisci che si rischia la puttanata circa a 20 miniti dalla fine, ma un po' di speranza ancora ce l'hai.
Gli ultimi 5 minuti, sono uno dei più clamorosi casi di stupro cinematografico a cui abbia mai assistito: tutto il materiale di partenza viene tirato nel cesso, assieme alla speranza di vedere un finale fatto come si deve. Peccato davvero.

Ho già parlato in altre occasioni del buonismo imperante e dello scarso coraggio delle mega-produzioni, e questo ne è un caso lampante: 20 anni fa questo film sarebbe finito come doveva finire.
Lo stesso significato del titolo - "io sono leggenda" - viene ribaltato e stravolto, costruendo una spiegazione debole e di nessun interesse.

Comunque, bravo Will Smith a reggere il film da solo, non dannosa la regia, notevole la ricostruzione di New York post-catastrofe.

Oltre al raffronto col libro, questo film esce con le ossa rotte anche dal confronto con altre pellicole da esso tratte, come The Omega Man (1975: occhi bianchi sul pianeta Terra) con Charlton Heston e l'eccezionale L'Ultimo Uomo della Terra di Ragona con Vincent Price.

Sunto: è obbligatorio leggersi il libro e vedersi L'Ultimo Uomo della Terra del 64.

Voto: 5.5 - non certo una catastrofe, ma resta il fatto che qualunque alternativa è una spanna sopra.
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mercoledì 9 gennaio 2008

Horror 102

Horror 102: Endgame, già seguito del non-visto-ed-intendo-continuare-così Horror 101 e diretto da chi già aveva attentato alla nostra salute mentale con Day of the Dead 2: Contagium, ha dalla sua un unico merito: è poco noto. Così non fosse, avrebbe il suo posto speciale nel cuore dell'umanità, un po' come il vaiolo...
La sua oretta e mezza fa davvero male, non avendo né capo né coda, figlio com'è del digitale, che ha permesso a chiunque di darsi al cinema.

C'è questo manicomio riadattato a dormitorio universitario dove alcuni studenti vengono invitati da un non meglio definito Professore a trascorrere la notte.
I fatti di sangue avvenuti in precedenza sembrano ancora infestare l'ameno luogo, e ad uno ad uno i protagonisti moriranno; un po' come i neuroni del pubblico.
Tutta la parte di trama è lasciata alla buona volontà dello spettatore: ci si trastulla con riti magici e cocktail, con scarsi risultati in entrambi i casi.

Ad essere onesti, gli ultimi 5 minuti in cui viene rivelata la vera natura del gioco non sarebbero neanche male - ma fatto così il tutto resta solo un esercizio autopunitivo come pochi.

Da evitare come la peste bubbonica.

Voto: 1 Trashometro® 2/10: looobotomiaaa!
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sabato 5 gennaio 2008

ri-halloween

Se anche voi non sentivate la necessità di un remake dell'Halloween di John Carpenter, sappiate che siamo in due. :-)
Comunque, Rob Zombie invece ne sentiva proprio il bisogno, e non si può certo dire di no a Zio Rob ed alla sua deliziosa consorte, Sheri Moon Zombie.

Quel tenero bimbetto di Michael Myers flippa e si mette ad accoppare prima animaletti e poi famigliari.
Rinchiuso in matticomio, mangerà tante cose buone che lo faranno crescere forte come un wrestler (col senno di poi, tenerlo a stecchetto sarebbe stata una idea migliore).
Immancabilmente si libererà al fine di completare il lavoro lasciato a metà 15 anni prima; sulle sue tracce solo da Malcolm McDowell, che se vogliamo non è poi poco...

I primi 30 minuti trascorrono anche bene, col tenero cuccioletto intento nel massacro, poi tutto va in mona ed i restanti 90 minuti sono un insensato concerto di grida disperate. :-|
Neanche il fan-service salva dalla noia di vedere Michael trascinarsi stancamente da una adolescente peccaminosa all'altra.

Va detto che Michael Myers si conferma come il mostro moderno più forte in assoluto: in questo film oltre a McDowell sconfigge niente meno che Danny Trejo e sfugge pure a Brad Dourif.
Impossibile dimenticare poi che, di recente, ha abbattuto addirittura LL Cool J e Busta Rhymes (quest'ultimo, ad onor del vero, in maniera scorretta: personalmente assegno la vittoria ai punti a Zio Busta).

Film evitabilissimo, se non per i veri fan del personaggio. Peccato.

Voto: 4. Trashometro® 2/10:
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