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lunedì 16 gennaio 2006

(rivisto) the killer

John Woo, Yun-Fat Chow, pistole, colombe, ralenti e una chiesa: in fondo basta poco per fare un capolavoro come The Killer! ;-)

Jeffrey è un killer di professione che nel corso di una azione ferisce agli occhi una bella ragazza; da quel momento la sua missione diventa trovare il denaro per ridarle la vista. Avrà contro i suoi ex datori di lavoro e la polizia.

Stupenda la costruzione dei rapporti tra Jeffrey e gli altri protagonisti: il poliziotto che lo insegue e che in fondo non è molto diverso da lui, la ragazza vittima da salvare (sperando così di salvare anche se stessi) e l'amico e collega killer, che verrà costretto a tradirlo.

Superbe le sparatorie: armi a colpi infiniti, cumuli di cadaveri e pose maraglie. Ricordarsi di raccogliere la mascella da terra, una volta finite. :-)
Indimenticabili anche le scene di stallo con le pistole puntate.

Un difetto? Beh, a parte Chow Yun-Fat, sono tutti uguali! Anche se a dire il vero i vari A Better Tomorrow erano anche peggio, sotto questo aspetto...

Voto: 10.

domenica 28 marzo 2010

dragonball evolution

Credo che "eutanasia!" sia stato il pensiero più ricorrente degli sventurati spettatori di questo Dragonball Evolution, tanto brutto da non crederci. Talmente brutto, da far sembrare quasi (quasi!) passabile il materiale originale.
Perché diciamolo: l'opera di Akira Toriyama (uno che ha dato al mondo Arale...) è pura spazzatura. E non fate quella faccia, bambini pacioccosi: è robaccia concepita male e realizzata peggio.
Il film riesce però svettare, al confronto...

AperteVirgolette-Trama-ChiuseVirgolette: Goku è un ragazzino fortissimo, ma che ricopre il ruolo dello sfigato della scuola. Suo nonno viene prontamente accoppato dal malvagio Piccolo, losco figuro liberatosi dopo migliaia di anni di prigionia e ben intenzionato a vendicarsi del mondo.
Ecco, fine della parte più raffinata di cotanta trama.
Goku si pone allora alla ricerca delle sfere del drago che - perché sì - sono in grado di esaudire un desiderio e quindi di sconfiggere il cattivone; sul suo cammino raccatterà una sfilza di personaggi sfigati che lo accompagneranno fino alla sfida con Piccolo: un emozionante scontro che non sfigurerebbe nella pubblicità di uno lassativo!

Realizzazione imbarazzante, con computer grafica fatta col Commodore 64 ed una regia puerile, svetta per lo sgomento suscitato dai fondali e per la grande caratterizzazione dei personaggi (con i secondi più piatti, vuoti ed insensati dei primi).
Spero che Chow Yun-Fat sia stato pagato in barili di superalcolici, per dimenticare una simile porcata.
Tra tutti, minzione d'onore per la grande interpretazione di Justin Chatwin, che si candida al ruolo di Shia LaBeouf dei miserrimi (già Shia LaBeouf è un attore dei poveri, diciamolo...)

Tra i pregi si contano la breve durata (85 minuti che sembrano durare tre volte tanto: non oso immaginare l'agonia della versione uncut da 100) ed una ragguardevole quantità di fichetta giovane, a partire dalla notevole Jamie Chung.
Per il resto nulla da segnalare, se non che con l'orginale ha ben poco a che spartire (salvo la bruttezza): non si capisce infatti perché comprarne i diritti, visto il risultato.

Orribile. Orribile. I dialoghi ed i personaggi torneranno a perseguitarvi nei vostri incubi per anni.

Voto: 1. Pazzesco!®
Trashometro® 10/10: - dolorosissimo
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mercoledì 12 aprile 2006

ku fu?

Dopo il successo di Shaolin Soccer, arrivato in Italia con 20 minuti tagliati e doppiato da calciatori (ouch!), Stephen Chow è tornato con Kung Fusion.

Nella Cina degli anni '40 un fallito aspira ad unirsi alla più potente gang della zona, ma riesce soltanto ad mettere nei guai gli abitanti di un quartiere povero, che dovranno combattere contro i malavitosi.

La trama è solo una scusa per una sequenza di combattimenti strampalati tra strani personaggi. Chow non ha perso il tocco del surreale: le battaglie sono ben coreografate, i personaggi sono davvero strambi e alcuni momenti comici funzionano molto bene (il vecchio del manuale, i coltelli!).
Non manca il momento commovente, con il rapporto con la venditrice di gelati e l'amico.

Forse Shaolin Soccer riusciva a legare meglio tra loro le situazioni, ma nel complesso il film mantiene, almeno in larga misura, le aspettative.
Il doppiaggio, questa volta usa in maniera scriteriata gli accenti regionali italiani; si stava benissimo senza, ma nel complesso non fa troppi danni (Shaolin Soccer era inascoltabile).

Voto: 7.

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