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domenica 16 novembre 2008

Changeling

Los Angeles, 1928: Walter Collins, bambino di 9 anni che vive da solo con la madre, scompare nel nulla. Dopo alcuni mesi la polizia, già sotto accusa per la sua incompetenza, corruzione e violenza, riporta alla madre un bambino che somiglia moltissimo a Walter, e che addirittura sostiene d'essere lui.
La madre però non lo riconosce e, nonostante l'evidenza dei fatti, la polizia insiste per considerare chiuso il caso, arrivando ad accusarla di pazzia.
La verità sarà molto più complessa e truce.

Con Changeling Clint Eastwood dirige il film più allegro di ogni epoca: nulla finisce in meno che catastrofe e la sorte si accanisce contro chiunque. Drammatico e spietato al limite dell'atroce, il film si ispira a un fatto vero sul quale il buon Straczynski fa un eccelso lavoro di sceneggiatura e dialoghi.
Due ore e venti di dramma ben interpretato da una brava Angelina Jolie (che in manicomio si sente sempre a casa ;-)), col supporto del classico John Malkovich - ad onor del vero gli altri interpreti mi hanno lasciato un po' più freddino, fatto salvo per Jason Butler Harner ed i ragazzini scelti con acume.

Pesantissimo per tema e trattamento, Clint si conferma regista pulito ed impeccabile (non una inquadratura che sia meno che perfetta), che si prende il suo tempo e lo usa al meglio.
A voler cercare il pelo nell'uovo, il dialogo conclusivo è un po' troppo banale e "telefonato", ma poco importa: il valore dell'opera resta tutto (a dispetto dei critici americani, che lo hanno bistrattato).

Immenso zio Clint. :-)

Voto: 9. Bello davvero, ma bisogna andare al cinema con lo spirito giusto.
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venerdì 14 settembre 2007

spider baby!

Che sorpresa, trovare una commedia horror anni '60 che risulti ancora efficace e sorprendente!

Spider Baby or, The Maddest Story Ever Told narra la vicenda della famiglia Merrye, che vive isolata in una grande casa; la famiglia è composta da un paio di belle figliole fuori di testa, un fratello ormai demente ed un'altra manciata di strane presenze. Tutti vittime di una malattia ereditaria che li fa regredire mentalmente ad uno stato quasi selvaggio man mano che lo sviluppo fisico procede; ad accudirli il maggiordomo, rimasto con loro per esaudire una promessa fatta al padrone di casa sul letto di morte.
Dalla città arrivano dei lontani parenti con il loro avvocato, intenzionati a prendere possesso della casa.
I guai non tarderanno ad arrivare. :-)

Sospeso tra horror e commedia, il film eccelle in entrambi i campi: funziona benissimo quando vuole suscitare antipatia per i nuovi arrivati (coinvolti in una cena alquanto disgustosa) ed ancora meglio quando decide di spaventare.
La spensierata crudeltà delle due ragazze è da antologia (agghiacciante nella sua ingenuità), ed anche gli altri inquietanti abitanti della casa non mancano di stupire.
Le loro azioni sono folli e tremende, ma mantengono sempre una propria perversa logica che le rende ancora più spaventose.
Finale adeguato alla pazzia della casa (ed a suo modo commovente).

Certo, il ritmo non è quello a cui gli horror moderni ci hanno abituato, ma su 1 ora e 20 si sente poco, ed i momenti morti sono pressoché assenti.
Ci si concede persino anche un poco di fan-service e si accenna in maniera piuttosto esplicita a tradimenti coniugali con un fare leggero.
Azzeccato l'uso del bianco e nero.

Scritto e diretto da Jack Hill non si può fare a meno di menzionare, nel ruolo del maggiordomo, l'icona del cinema horror Lon Chaney Jr.: l'unico ad aver interpretato tutti i quattro classici mostri dell'horror: Frankenstein, la Mummia, Dracula e il Lupo mannaro.
Da non perdere la segretaria dell'avvocato, appassionata di film dell'orrore, che durante la cena li cita tutti. :-)

Voto: 8.5 (se amate l'horror, è da vedere - registi e sceneggiatori di horror moderni dovrebbero prendere appunti)
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martedì 20 maggio 2008

premonition

Stroncatino da critica e pubblico, ho personalmente trovato Premonition un lavoro piuttosto dignitoso.
Intendiamoci: del capolavoro (o anche solo dell'ottimo film) non ha neanche l'odore, ma se questo fosse brutto cinema ci sarebbe da baciarsi i gomiti.

Simpatico martino esce di casa per una trasferta di lavoro, mentre la simpatica mogliettina accompagna le bambine a scuola e torna a casa per le faccende domestiche. Verrà interrotta da un poliziotto, che le comunica una tragica notizia: il suddetto sposo è morto in un incidente stradale.
Tragedia e disperazione, il mattino dopo si sveglia e... trova il marituccio in cucina.
Il giorno dopo, di nuovo non c'è più.
Inizia così una serie di salti tra il prima ed il dopo l'incidente, che porteranno la protagonista sull'orlo della follia, mentre raccoglierà indizi su alcuni aspetti a lei ignoti della vita del coniuge.
Si ritroverà infine a dover scegliere se lasciare che gli eventi accadano nel modo a lei noto, o cercare di indirizzarli in maniera diversa.

Ovviamente non svelo il finale, ma dico solo che è stata fatta una ottima scelta tra le possibili alternative.
Il film comunque, pur nella sua relativa semplicità, cattura man mano che i singoli pezzi si incastreranno, e lo spettatore avrà sufficienti indizi per dare libero sfogo alle proprie congetture.
Buoni, nei propri ruoli, sia Sandra Bullock che Julian McMahon; più che decoroso il regista (che pur eccede con qualche effettino stylish).

Intendiamoci, non raggiunge le vette geniali di Memento o di Ricomincio da Capo, ma risulta interessante dall'inizio alla fine.
Ah, imperdibile il poster più meraviglioso della storia (e dal vivo rendeva molto di più).

Voto: 7+.
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martedì 23 gennaio 2007

la caduta

La Caduta: gli ultimi giorni del terzo reich, con Hitler ed alcuni alti gerarchi nazisti rinchiusi nel bunker in attesa dell'inevitabile fine, in una Berlino assediata dall'armata rossa.

Film di eccezionale valore sia sotto l'aspetto storico che quello tecnico/artistico; ottima la ricostruzione, eccellenti gli attori e buona la regia (secca e cruda, molto adatta al soggetto).

Volendo entrare in cinico-mode mi verrebbe da pensare che di fatto la trama è la stessa che ci viene riproposta da anni dai vari grandi fratelli & friends, solo che vivendo noi in epoche più buie non c'è mai il lieto fine...

Voto: 10. Da mostrare nelle scuole.
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giovedì 26 luglio 2007

I Walked with a Zombie

Nel 1943 il concetto di horror era davvero molto distante dagli standard attuali: molto si basava sulla recitazione (anche se nel caso in esame c'è poco di spaventoso, in questo senso), sull'oscuro e sull'ignoto (o anche solo sull'esotico); i dialoghi la fanno da padrone ed il ricorso a trucco od effetti speciali era minimo quando non nullo.

Difficile, dopo tanti anni, trovare qualcosa che spaventi (non che il 99% degli horror moderni facciano paura, peraltro), però un film che dopo tanti anni riesce ancora - seppur solo in parte - a stimolare un certo senso di inquietudine, ha sicuramente dei meriti.

Diretto da Jacques Tourneur per la mitica RKO, I Walked with a Zombie narra la storia di una infermiera canadese che si trasferisce nei caraibi per accudire la moglie di un ricco possidente terriero, ridotta ad uno stato catatonico. Il segreto dietro alla sua strana malattia si svelerà man mano che l'infermiera approfondirà la conoscenza del marito e del di lui fratello; per tentare di curarla, ricorrerà infine al voodoo praticato dai discendenti degli schiavi che lavorano nelle piantagioni.

Con alcuni aspetti molto liberamente tratti da Jane Eyre, il film punta sul mistero dell'esoterismo e sulle capacità degli attori di costruire uno contesto verosimile. Pregevole il frequente uso dei tamburi in lontananza per creare l'atmosfera giusta.
E poi c'è la versione originale di "Shame & Scandal" (reggae/calypso che verrà poi riadattato in seguito con un testo in chiave ironica). :-)

Voto: 7.
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domenica 25 aprile 2010

the crazies

Ho ricordi un po' vaghi (ma abbastanza amorevoli) dell'originale di Romero del 1973; la nuova versione de La città verrà distrutta all'alba mi pare ne riprenda il concetto generale e poco altro.

In una piccola cittadina della provincia americana precipita un aereo che trasporta una tossina. La sua diffusione - attraverso l'acqua - porta ad una epidemia di follia ed istinti omicidi.
In mezzo al caos, sembrano restare sani lo sceriffo e sua moglie, il vice ed una manciata di altre persone (che evidentemente tracannavano solo alcolici e non si lavavano da giorni ); l'arrivo dell'esercito non sarà foriero di pace e tranquillità.

Una buona partenza ed un finale noto e prevedibile ma accettabile, il film ha qualche pecca realizzativa ma nel complesso riesce a tenere alta la tensione.
Pur non presentando niente di mai visto prima, molte scene sono ben costruite; il problema è una eccessiva lunghezza che ad un certo punto fa un po' "sedere" il film, vittima della sindrome "e adesso cosa facciamo succedere?". Si segnalano anche una serie di dialoghi molto banali: una ripulita alla sceneggiatura non avrebbe fatto male.

Per il resto, si guarda senza sforzi.

Voto: 6.5
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sabato 12 maggio 2007

the aviator

Un po' un esercizio di stile, The Aviator.
Martin Scorsese confeziona un film impeccabile sotto ogni aspetto e si avvale di un cast da paura; eppure il risultato, nel complesso, mi risulta difficilmente digeribile.

La biografia di Howard Hughes meritava forse un trattamento più "dinamico" e meno dilatato: alcuni episodi della sua vita vengono invece rappresentati come a compartimenti stagni, in un insieme poco coerente; grave poi glissare sulle circostanze della sua morte, preferendo una chiusura più soft.

Bravi, bravissimi, tutti gli interpreti, incluso Leonardo DiCaprio che di norma non mi fa impazzire (eccezionale Cate Blanchett, ma non è una novità).

Voto: 6.5.
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