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sabato 24 luglio 2010

sorority row

I film horror-adolescenziali sono da sempre garanzia assoluta di qualità. Trash, quanto meno.
Se pensavate che Jennifer's Body avesse posto una pietra tombale sul tema, sappiate che il genere ha ancora molto da dare e da dire, e questo Sorority Row (Patto di Sangue, già remake di un ignoto ai più film dell'83) ne è una eccellente dimostrazione: non avrà dei personaggi altrettanto leggendari, ma i dialoghi e la sceneggiatura non hanno nulla da invidiare ai migliori cacatoi di macachi.

Alcune amiche di una confraternita tendono un tranello ad un pirla; lo scherzo riesce fin troppo bene ed una di loro schiatta. Dimostrando un certo metodo, decidono di tenere segreta la cosa ed arrivano - scopicchiando qua e là - alla sudata laurea. Devo anche aggiungere che inizieranno a cadere una ad una per mano di un misterioso assassino?
Da qui in avanti (cioè dal primo minuto), il film inanella una trafila di momenti trash, dialoghi cretini e situazioni surreali che lo qualificano come uno dei migliori emuli di So cosa hai fatto degli ultimi anni.
Buon ultima arriverà anche Carrie Fisher, che senza troppo costrutto cercherà di risolvere la situazione col fucile a pompa.

Si segnala: la morte per bottiglia (bere troppo uccide, specie quando si beve il contenitore e non il contenuto), il tizio a testa in giù nel montacarichi ed una delle più gratuite scene-nella-doccia di sempre. Per il resto, qualche graziosa signorina (solite studentesse 35enni...) e dialoghi degni di una gara di rutti. Cosa chiedere di più?


Voto: 2. - So cosa hai fatto-fattino-fattolino gli fa un baffo.
Trashometro® 8/10:

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sabato 12 gennaio 2008

I am legend

Io Sono Leggenda non ha praticamente alcun punto di contatto con l'omonimo libro di Richard Matheson. Non sono un fan della fedeltà assoluta al materiale originale: altri film tratti dallo stesso libro sono dei capolavori, pur non sempre fedeli; nel caso specifico mi chiedo però che senso abbia avuto comprare i diritti, per poco siano costati.

Robert Neville, militare e scienziato, tenta disperatamente di combattere un virus mutato in laboratorio che sta sterminando l'umanità.
Fallisce, ed in poche settimane si ritrova ad essere l'ultimo dei sopravvissuti (per quanto ne sa); il 90% delle persone sono morte lasciando l'1% immune in balia del restante 9%: violente iperattive creature assetate di sange che infestano la notte.
Nella New York post-catastrofe vivrà la sua vita, ancora alla ricerca di una cura per quel 9% di popolazione ora trasformate in mostri.

Quasi tutto il film funziona egregiamente: fintanto Neville è solo, alla caccia di cibo o cavie per i suoi esperimenti, tutto fila in maniera fantastica.
Il giocattolo si incrina quando entrano in scena i mostri: fatti così-così e comunque poco interessanti, ma ci si potrebbe ancora convivere.
Capisci che si rischia la puttanata circa a 20 miniti dalla fine, ma un po' di speranza ancora ce l'hai.
Gli ultimi 5 minuti, sono uno dei più clamorosi casi di stupro cinematografico a cui abbia mai assistito: tutto il materiale di partenza viene tirato nel cesso, assieme alla speranza di vedere un finale fatto come si deve. Peccato davvero.

Ho già parlato in altre occasioni del buonismo imperante e dello scarso coraggio delle mega-produzioni, e questo ne è un caso lampante: 20 anni fa questo film sarebbe finito come doveva finire.
Lo stesso significato del titolo - "io sono leggenda" - viene ribaltato e stravolto, costruendo una spiegazione debole e di nessun interesse.

Comunque, bravo Will Smith a reggere il film da solo, non dannosa la regia, notevole la ricostruzione di New York post-catastrofe.

Oltre al raffronto col libro, questo film esce con le ossa rotte anche dal confronto con altre pellicole da esso tratte, come The Omega Man (1975: occhi bianchi sul pianeta Terra) con Charlton Heston e l'eccezionale L'Ultimo Uomo della Terra di Ragona con Vincent Price.

Sunto: è obbligatorio leggersi il libro e vedersi L'Ultimo Uomo della Terra del 64.

Voto: 5.5 - non certo una catastrofe, ma resta il fatto che qualunque alternativa è una spanna sopra.
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sabato 1 marzo 2008

no country for old men

Joel e Ethan Coen tornano alla violenza, e lo fanno con stile, poco da dire.

Un cacciatore si imbatte nel teatro di una sparatoria tra trafficanti di droga: l'impossessarsi di una valigia con due milioni di dollari segnerà la sua vita; sulla sue tracce la polizia ed una serie di killer, tra i quali spicca un lucidissimo psicopatico.
Sullo sfondo - ma neanche tanto - il continuo disgregarsi della società, visto attraverso gli occhi del vecchio sceriffo (Tommy Lee Jones) che forse è più parte del problema che parte della soluzione, nonostante gli piaccia credere il contrario.

Pregevole la regia e la fotografia, tutti ottimi gli interpreti, a partire dall'eccezionale Javier Bardem che mette in scena un killer del tutto dedito a quello che più che un lavoro è una missione.

Non è un paese per vecchi è un ottimo film? Sì, senza dubbio.
È un capolavoro assoluto? Probabilmente no.
Meritava i suoi Oscar? Probabile, anche se forse non è stata poi una annata indimenticabile (e l'esclusione di La Promessa dell'Assassino grida vendetta).

Voto: 8+.
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lunedì 17 marzo 2008

vacancy

Marito e moglie, sull'orlo del divorzio in seguito alla morte di un figlio, sono di ritorno da un viaggio quando restano in panne in una zona speduta; unico segno di civiltà, un pulcioso motel gestito da un ometto all'apparenza non proprio sanissimo ma innocuo.
Giunti in camera, troveranno nel videoregistratore alcune videocassette snuff con efferate violenze compiute proprio in quella camera. Troppo tardi per scappare: sono loro, le nuove vittime.

Nessuna concessione all'originalità, nelle premesse e nella realizzazione di Vacancy, eppure il film risulta nel complesso più che gradevole: la tensione è sempre molto alta, e tutto sommato nessuno fa cose del tutto stupide o del tutto improbabili.
Discreta la regia (e che nome fichissimo, Nimród!), saggia anche nel non tirare troppo in lungo una trama che si limita all'essenziale.
"Simpatico" il personaggio del direttore del motel.

Dovendo fare la vittima non è del tutto un male, ma il fratello di Owen Wilson è un attore tragico.
Capitolo a parte per Kate Beckinsale, che è sempre un bel vedere: qui sfoggia pure un faccino innocentissimo.
Da ricordare le sue ultime dichiarazioni alla stampa, che ormai raggiungono il livello di quelle di Scarlett Johansson: prima di tutto, interesserà sapere al mondo che chiama la sua patatina "La Tomba Del Faraone" (ouch! ;-)) e che chi l'ha vista la considera ME-RA-VI-GLI-O-SA - in che senso, mi chiedo? C'ha l'aria condizionata? Sulle pareti si possono ammirare pregevoli pitture rupestri? Sa di miele? Cosa? Cosa?!?!
Poi, in seguito alla gravidanza, convocò una conferenza stampa al sol fine di informare tutti che le sue tettine erano ad altissima pressione, consentendole un getto di latte continuo con una gittata fino a 4 metri! Wow! Torna utile per sedare sommosse popolari! ;-)
Santi numi, le dichiarazioni di certe attrici sono imperdibili...

Tornando al film, molto simpatici i filmati snuff inseriti tra gli extra del dvd (anche versione noleggio).

Voto: 7-. Horror semplice, ma simpatico - warning: tettine ad altissima pressione; maneggiare con cautela.
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venerdì 9 gennaio 2009

the strangers

Film minimalista, The Strangers, in cui davvero si è proceduto per sottrazione.
Perché diciamolo subito: il film in sé non ha una trama (tizi usano violenza su altri tizi, for the fun of it - fine), e non ci si disturba neppure ad aggiungere dettagli sui protagonisti; si sa che le vittime sono una coppia che sta rincasando dal matrimonio di un amico, e che per una qualche ragione hanno litigato di brutto. Niente altro.
Nonostante (proprio per?) questo, il film funziona in maniera eccellente.

Non ci sono motivazioni - e lo si dice esplicitamente - e non c'è nulla di particolarmente atroce: solo una lenta, sadica e metodica violenza, in larga parte non mostrata sullo schermo ma solo suggerita.
Proprio questa violenza "fuori schermo" è il punto di forza del film, che si fa apprezzare in un'epoca in cui gli horror puntano in massa sul viscerale disgusto (che, sarebbe ora i registi lo imparassero, al più schifa, ma di certo non spaventa).

Difetti? Beh, i cattivi alle volte sembrano dotati di teletrasporto e le vittime sono pirla a livelli patologici, ma fa parte del gioco. :-)

Il regista dimostra di avere stile, speriamo non si riveli un fuoco di paglia (ed il seguito già in cantiere mi preoccupa un po').


Voto: 7 (ma non piacerà a tutti)
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