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venerdì 14 settembre 2007

spider baby!

Che sorpresa, trovare una commedia horror anni '60 che risulti ancora efficace e sorprendente!

Spider Baby or, The Maddest Story Ever Told narra la vicenda della famiglia Merrye, che vive isolata in una grande casa; la famiglia è composta da un paio di belle figliole fuori di testa, un fratello ormai demente ed un'altra manciata di strane presenze. Tutti vittime di una malattia ereditaria che li fa regredire mentalmente ad uno stato quasi selvaggio man mano che lo sviluppo fisico procede; ad accudirli il maggiordomo, rimasto con loro per esaudire una promessa fatta al padrone di casa sul letto di morte.
Dalla città arrivano dei lontani parenti con il loro avvocato, intenzionati a prendere possesso della casa.
I guai non tarderanno ad arrivare. :-)

Sospeso tra horror e commedia, il film eccelle in entrambi i campi: funziona benissimo quando vuole suscitare antipatia per i nuovi arrivati (coinvolti in una cena alquanto disgustosa) ed ancora meglio quando decide di spaventare.
La spensierata crudeltà delle due ragazze è da antologia (agghiacciante nella sua ingenuità), ed anche gli altri inquietanti abitanti della casa non mancano di stupire.
Le loro azioni sono folli e tremende, ma mantengono sempre una propria perversa logica che le rende ancora più spaventose.
Finale adeguato alla pazzia della casa (ed a suo modo commovente).

Certo, il ritmo non è quello a cui gli horror moderni ci hanno abituato, ma su 1 ora e 20 si sente poco, ed i momenti morti sono pressoché assenti.
Ci si concede persino anche un poco di fan-service e si accenna in maniera piuttosto esplicita a tradimenti coniugali con un fare leggero.
Azzeccato l'uso del bianco e nero.

Scritto e diretto da Jack Hill non si può fare a meno di menzionare, nel ruolo del maggiordomo, l'icona del cinema horror Lon Chaney Jr.: l'unico ad aver interpretato tutti i quattro classici mostri dell'horror: Frankenstein, la Mummia, Dracula e il Lupo mannaro.
Da non perdere la segretaria dell'avvocato, appassionata di film dell'orrore, che durante la cena li cita tutti. :-)

Voto: 8.5 (se amate l'horror, è da vedere - registi e sceneggiatori di horror moderni dovrebbero prendere appunti)
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mercoledì 9 gennaio 2008

Horror 102

Horror 102: Endgame, già seguito del non-visto-ed-intendo-continuare-così Horror 101 e diretto da chi già aveva attentato alla nostra salute mentale con Day of the Dead 2: Contagium, ha dalla sua un unico merito: è poco noto. Così non fosse, avrebbe il suo posto speciale nel cuore dell'umanità, un po' come il vaiolo...
La sua oretta e mezza fa davvero male, non avendo né capo né coda, figlio com'è del digitale, che ha permesso a chiunque di darsi al cinema.

C'è questo manicomio riadattato a dormitorio universitario dove alcuni studenti vengono invitati da un non meglio definito Professore a trascorrere la notte.
I fatti di sangue avvenuti in precedenza sembrano ancora infestare l'ameno luogo, e ad uno ad uno i protagonisti moriranno; un po' come i neuroni del pubblico.
Tutta la parte di trama è lasciata alla buona volontà dello spettatore: ci si trastulla con riti magici e cocktail, con scarsi risultati in entrambi i casi.

Ad essere onesti, gli ultimi 5 minuti in cui viene rivelata la vera natura del gioco non sarebbero neanche male - ma fatto così il tutto resta solo un esercizio autopunitivo come pochi.

Da evitare come la peste bubbonica.

Voto: 1 Trashometro® 2/10: looobotomiaaa!
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lunedì 4 agosto 2008

murder set pieces

murder set pieces

Avendo già in precedenza assegnato il titolo di Worst Movie Ever, mi tocca ripiegare sulla categoria Più Laido Film di Ogni Tempo, per premiare come si conviene Murder-Set-Pieces.

È sempre cattivo segno, quando un horror si bulla d'essere "il più QUALCOSA mai fatto"; dichiarandosi "the most visceral horror film ever made", Murder-Set-Pieces piscia talmente fuori dall'urinario che il regista-scrittore-a-fag-tot-mi Nick Palumbo andrebbe fustigato in pubblica piazza.

A Las Vegas, un sedicente fotografo attira modelle, baldracche, spogliarelliste e fica varia con la sempre originale scusa di un servizio fotografico.
Prima, dopo o durante la canonica scopatina, l'Helmut Newton dei miserrimi estrae il suo rasoio e sgozza le più o meno ingenue fanciulle.
Trasportate chissà come ancora vive in cantina, verranno torturate per eccellenti motivi che ai più potranno sfuggire.

Pur mietendo vittime a decine (30 in tutto, pare), nessuno si prende la briga di indagare, non fosse per la sorellina (dodicenne o giù di lì) della presunta fidanzata del serial kiler.
Nel mentre, in alcune trame del tutto disgiunte, veniamo informati che Bimbo Gigi Scannavacche è un neonazista nipote di un gerarca del terzo reich (la foto del nonno con Hitler e Mussolini! ;-)), che ha incubi riguardanti una notevole pataccona che potrebbe essere sua madre come chiunque altro, e che l'11 settembre gli ha creato ulteriore confusione mentale. Non che ne avesse bisogno...

Non è neanche un "gore" classico, qui si punta più sul pseudo-vomitevole in quantità industriale, e francamente si riesce pure a mancare il bersaglio.
Sì ok, sangue ad ettolitri, sgozzamenti, sevizie e tutto il resto, ma non c'è un mezzo secondo che riesca davvero spaventare. Disgustare? Forse chi è poco avvezzo al genere o è troppo sensibile, ma in realtà il tutto suscita più noia ed ilarità che altro.
Nudo integrale (specie nella prima metà, che di fatto è un soft-soft-porn) come se piovesse, ed anche un po' di sesso più o meno esplicito; mi chiedo sempre come qualcuno che abbia più di 15 anni possa ancora considerare shockante o provocatorio un po' di fica depilata solo per il fatto d'essere lì: in un horror o ci fai qualcosa di sensato, o lascia perdere, va...
Presunto culmine sovversivo del film, l'omicidio di una bambina e l'utilizzo di un bimbetto di neanche 2 anni per una scena che grida "arrestate il regista, vi prego". In tutta onestà: YAWN.

Stupido a livelli allarmante, l'intera sceneggiatura non è sufficiente neppure per il fondo di una gabbietta per uccelli; nulla ha la benché minima logica (il tizio va in giro e ammazza - punto) e, come detto, si mira solo al (presunto) shock.
Va detto che è un film che strizza l'occhio agli amanti di molti generi: ce n'è per gli affezzionati della gnocca, degli slasher, dei vampiri (ogni tanto ci si beve il sangue, quindi suppongo valga), dei cannibali (pasto sano e ricco di proteine, il torso putrefatto ;-)), delle feci-e-urine (vittime che evacuano durante la tortura e così via), della necrofilia (fellatio con testa decapitata: enough said) e del non-sense in generale.

Non che manchino i momenti divertenti, specie per una visione in compagnia: la mancanza di logica è sempre fonte di sane risate, e poi c'è Sven Garrett che può essere definito solo come Il Peggior Attore di Ogni Epoca; nella foga tanto dell'omicidio quanto dell'orgasmo fa delle smorfie da antologia (e non dimentichiamo il BUAAARGHHH che emette, una volta scoperto dalla bambozza!)
In teoria ci sono un paio di camei per attirare gli amanti dell'horror e dei ringraziamenti peculiari sui titoli di coda, ma non vale neanche la pena parlarne.

Insomma, consigliato solo se siete pronti e dell'umore per un film di rara imbecillità. Mi raccomando, in versione integrale (una dolorosa ora e quaranta), reperibile anche nei peggiori videonoleggi. :-)
Fu un mezzo (anche un quarto di) caso in Inghilterra, dove è stato bandito dalla censura. L'unico messo peggio di quelli che lo hanno bandito, è il regista stesso, comunque.

Voto: 1. Trashometro® 8/10:
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lunedì 21 agosto 2006

nazi-zombie

C'è un motivo se i teteschi non sono tifentati padroni ti mondo: si facevano troppi viaggi in acido sognando di invincibili armate di zombie! ;-)

Uno dei grandi classici del filone nazi-exploitation è L'Occhio Nel Triangolo (Shock Waves) che annovera tra i protagonisti niente meno che John Carradine e Peter Cushing (nello stesso anno in cui quest'ultimo fece Star Wars e, comunque, un bel po' di anni dopo che entrambi avevano già cominciato a scavare, una volta raggiunto il fondo delle rispettive carriere).

Quattro o cinque pirla in navigazione alla ricerca di relitti di navi fanno naufragio, dopo uno scontro con una misteriosa nave fantasma, su un'isola che pare deserta.
Ben presto incontreranno l'unico abitante: un ex comandante delle SS, che intima loro di lasciare immediatamente l'isola.
I poveri stolti non fanno però in tempo, e diventano prede di uno squadrone di SS delle quali verrà rivelato l'orrendo segreto: si tratta in realtà di SS morte in combattimento che gli scienziati del reich erano riusciti a riportare in vita come perfette macchine da combattimento zombie (salvo alcuni piccoli dettagli: sono stupidi come tafani, esplodono se gli togli gli occhiali scuri e si muovono alla velocità di bradipi ;-))
Lo scarso acume dei protagonisti e la selezione naturale farà il resto, e ben pochi potranno ritornare sani e salvi. :-)

Stupido a livelli dolorosi, è comunque un genere che i veri amanti del trash devono prima o poi esplorare; reperibile in una edizione mega-deluxe in dvd - che, priva di ogni dignità, si bulla d'essere un grande classico del cinema - presenta una versione migliorata del capolavoro originale con tante scene extra che francamente mi pare impossibile non fossero presenti al cinema, dato che senza il film non ha né capo né coda (non che cambi poi molto, ad onor del vero, ma...)

Voto: 1. Trashometro® 7/10: (achtung: kuesto film fifrà 1000 anni tra i fostri più dolorosi rikorti!)
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giovedì 2 luglio 2009

diary of the dead

Impantanato chissà perché in una distribuzione da terzo mondo, tocca rivolgersi al solito generoso mercato inglese anche per Diary of the Dead.
Le recensioni non erano entusiastiche ed anche il pubblico reagì con freddezza; inevitabile quindi un minimo di sospetto verso l'ennesimo zombie-movie di zio Romero.
Ebbene, per quanto mi riguarda tutte le voci critiche si sono rivelate dead wrong.

Un vero e proprio reboot (concetto che di norma non amo), per aggiornare gli zombie ai giorni nostri: d'improvviso, senza alcuna motivazione, i morti si animano ed iniziano ad attaccare i viventi. Il panico è immediato e devastante: in brevissimo tempo l'intera società si sfalda; niente più sicurezza, né legge, né comunicazioni.
Un piccolo gruppo di studenti di cinema - che ovviamente stavano girando un horror - s'imbarcherà in un viaggio verso casa nella speranza di trovarvi ancora qualcuno vivo.

Concetto non dissimile da quello già esplorato in tutti gli altri della serie, la differenza qui la fa la modalità narrativa: il film è infatti presentato come se fosse il montaggio definitivo di una serie di spezzoni di riprese girate dagli studenti stessi - in particolare uno di loro, ossessivo nella sua mania di documentare quanto sta accadendo.
Come facilmente prevedibile il viaggio sarà tutt'altro che agevole, ed occasione tanto di sgraditi incontri quanto delle immancabili riflessioni romeriane (il già visto "siamo degni d'essere salvati/siamo poi così diversi da loro?" ma anche e soprattutto uno sguardo molto critico ai nuovi media ed ai nuovi modi di diffondere e fruire la comunicazione).

Romero dovrebbe stanare e uccidere tutti coloro che solo per questo hanno paragonato il suo lavoro a Cloverfield e The Blair Witch Project; sono sempre stato un detrattore dell'abuso della telecamera a mano, ma quel che davvero conta è cosa racconti, e Diary of the Dead nei suoi 95 densi minuti racconta molto e soprattutto lo racconta dannatamente bene.
Senza tralasciare il piccolo dettagli che - a differenza dei due titoli citati - questo film fa davvero paura, quando decide di farla.

Aveva tutti gli ingredienti per risultarmi alquanto sgradito (reboot, telecamera a mano, nuovo capitolo di una serie che sembrava aver detto tutto o quasi, l'addentrarsi in un campo non suo come l'utilizzo dei nuovi media, ...), ed invece ho finito con l'adorarlo, anche se la mia pare essere una opinione non così diffusa.

Voto: 9.5. Lo zombie che non ti aspetti!
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domenica 25 aprile 2010

the crazies

Ho ricordi un po' vaghi (ma abbastanza amorevoli) dell'originale di Romero del 1973; la nuova versione de La città verrà distrutta all'alba mi pare ne riprenda il concetto generale e poco altro.

In una piccola cittadina della provincia americana precipita un aereo che trasporta una tossina. La sua diffusione - attraverso l'acqua - porta ad una epidemia di follia ed istinti omicidi.
In mezzo al caos, sembrano restare sani lo sceriffo e sua moglie, il vice ed una manciata di altre persone (che evidentemente tracannavano solo alcolici e non si lavavano da giorni ); l'arrivo dell'esercito non sarà foriero di pace e tranquillità.

Una buona partenza ed un finale noto e prevedibile ma accettabile, il film ha qualche pecca realizzativa ma nel complesso riesce a tenere alta la tensione.
Pur non presentando niente di mai visto prima, molte scene sono ben costruite; il problema è una eccessiva lunghezza che ad un certo punto fa un po' "sedere" il film, vittima della sindrome "e adesso cosa facciamo succedere?". Si segnalano anche una serie di dialoghi molto banali: una ripulita alla sceneggiatura non avrebbe fatto male.

Per il resto, si guarda senza sforzi.

Voto: 6.5
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sabato 24 giugno 2006

non aprite quel custode

Errare è umano, perseverare è diabolico. E poi c'è quel ripetuto, fastidioso ed ossessivo desiderio di insistere a battere un ferro già freddo da decenni che è un po' il marchio di fabbrica di Tobe Hooper. E questa è una cosa dal quale lo stesso diavolo si guarda bene.

Si fa davvero fatica a credere che nel 2006 si facciano ancora film con Il Custode (Mortuary).

Mamma, figliolo adolescente e bimbetta si trasferiscono in una fetida catepecchia con annessa camera mortuaria e vista sul cimitero.
Ahiloro in una delle cripte trova alloggio il figlio deforme dei precedenti inquilini, il cui unico sollazzo consiste nell'andare in giro vestito di stracci a spaventare la gente e, di tanto in tanto, rapirla onde sacrificarla al mostro-blob/mega-ameba-dentata che vive nel sottosuolo. Detto mostro, annusa l'odore di sangue e liquami vari che colano dai tavoli mortuari e tramite le tubature (miii, che cosa origgginale! ;-)) si fa strada fino ai cadaveri che fa rivivere in allegri zombie da compagnia. Zombie scarsamente educati, dato che vomitano melma nera in bocca ai viventi, contaminandoli.
Se qualcuno avesse dei dubbi, quando tutto sembra perduto arriva la solita casuale scoperta dell'Improbabile Sostanza Che Vaporizza Gli Zombi Ed I Mostri Del Sottosuolo® (presto disponibile nei migliori negozi di prodotti per la casa).

Dolorosissimo. Non so come altro definirlo.
Da segnalare anche le fastidiose musiche e gli effetti speciali che sarebbero stati considerati laidi già negli anni '70.
Ringraziamo lo zio Tobe per non aver neanche lontanamente azzeccato un film dai tempi di Poltergeist e lo supplichiamo di continuare così! :-)

Voto: 1.
Trashometro® 10/10: (questo farà male)
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