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sabato 24 luglio 2010

sorority row

I film horror-adolescenziali sono da sempre garanzia assoluta di qualità. Trash, quanto meno.
Se pensavate che Jennifer's Body avesse posto una pietra tombale sul tema, sappiate che il genere ha ancora molto da dare e da dire, e questo Sorority Row (Patto di Sangue, già remake di un ignoto ai più film dell'83) ne è una eccellente dimostrazione: non avrà dei personaggi altrettanto leggendari, ma i dialoghi e la sceneggiatura non hanno nulla da invidiare ai migliori cacatoi di macachi.

Alcune amiche di una confraternita tendono un tranello ad un pirla; lo scherzo riesce fin troppo bene ed una di loro schiatta. Dimostrando un certo metodo, decidono di tenere segreta la cosa ed arrivano - scopicchiando qua e là - alla sudata laurea. Devo anche aggiungere che inizieranno a cadere una ad una per mano di un misterioso assassino?
Da qui in avanti (cioè dal primo minuto), il film inanella una trafila di momenti trash, dialoghi cretini e situazioni surreali che lo qualificano come uno dei migliori emuli di So cosa hai fatto degli ultimi anni.
Buon ultima arriverà anche Carrie Fisher, che senza troppo costrutto cercherà di risolvere la situazione col fucile a pompa.

Si segnala: la morte per bottiglia (bere troppo uccide, specie quando si beve il contenitore e non il contenuto), il tizio a testa in giù nel montacarichi ed una delle più gratuite scene-nella-doccia di sempre. Per il resto, qualche graziosa signorina (solite studentesse 35enni...) e dialoghi degni di una gara di rutti. Cosa chiedere di più?


Voto: 2. - So cosa hai fatto-fattino-fattolino gli fa un baffo.
Trashometro® 8/10:

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lunedì 4 gennaio 2010

the hole

Ho avuto il piacere di rivedere quel piccolo classico piuttosto sottovalutato di The Hole.

Con la necessità di sfuggire ad una noiosa gita del college da un lato e dai genitori dall'altro, quattro figli di papà si affidano ad un ingegnoso studente che propone loro una singolare soluzione: chiudersi per tre giorni in un bunker antiatomico in disuso.
Scenario idea per la più o meno sfigata Liz, che spera di sfruttare l'occasione per fare colpo su Mike, affascinante figlio di una rock-star.
Piccolo dettaglio: la porta è chiusa dall'esterno, ed il terzo giorno nessuno verrà.

Il film si apre (in maniera notevole) su cosa succede all'apertura del bunker, e da lì in avanti si procede per gradi svelando gli eventi attraverso il racconto dei coinvolti.
Come tutto sommato prevedibile, si scoprirà che le cose sono più complicate di quanto non sembrasse inizialmente (grazie al cielo, però, non si eccede in colpi di scena e stravolgimenti della prospettiva, come ogni tanto succede).

Breve quanto basta per tenere sempre alto l'interesse, con dei bei personaggi anche ben interpretati, ha il notevole merito di non essere il solito horror che punta tutto su schifezza e rumori assordanti come ne sono stati prodotti a migliaia negli ultimi 15 anni.
Bravo e claustrofobico quanto basta Nick Hamm alla regia (che non si è più ripetuto, mi pare), fa sempre piacere rivedere Thora Birch e - come da horror che si rispetti - abbiamo pure una giovane Keira Knightley che mostra le tettine semi-anoressiche.

Voto: 8.
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