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sabato 17 ottobre 2009

Up - ovvero, apologia della Pixar

Dieci lungometraggi in 14 anni potrebbero sembrare un po' pochi per tracciare un bilancio, ma non si può non fare una eccezione per la Pixar, che si conferma come il più importante studio di produzione al mondo.
Forse si dovrebbe aggiungere "dei giorni nostri" e valutare il contributo qualitativo ed innovativo di alcune case cinematografiche della prima metà del 900, ma sospetto non esistano molti corrispettivi dello studio di Luxo Jr. (a parte forse - sorpresa, sorpresa - la Disney dei tempi d'oro).
Di certo sarebbe errato - riduttivo e limitante - specificare "d'animazione": la qualità della Pixar non sta nello strumento usato, questo ormai è evidente.

Non si fosse capito, Up è l'ennesimo capolavoro; e sì che partiva un po' penalizzato da aspettative altissime, venendo subito dopo una cosuccia come WALL-E.

Un anziano di 78 anni, rimasto vedovo e prossimo al ricovero in casa di riposo, decide di coronare il sogno che ha inseguito con la moglie per tutta la vita: trasferirsi in Sud America, nei pressi di una cascata.
Quale miglior metodo dell'attaccare decine di migliaia di palloncini pieni d'elio alla casa e spiccare il volo?
Il nonnetto non ha però fatto i conti con un intruso: uno scout di neppure 10 anni ben intenzionato a guadagnarsi il distintivo riservato a chi aiuta gli anziani.
Giunti a destinazione, dovranno poi vedersela con una ottuagenario esploratore caduto in disgrazia e deciso a catturare una strana creatura che lo riabiliterebbe agli occhi del mondo.

Trama classica e ben strutturata, come sempre quel che fa la differenza è l'uso che se ne fa e lo sviluppo dei personaggi.
Tenero e toccante l'anziano Carl Fredricksen, incapace di separarsi dal ricordo della moglie con la quale ha condiviso tutta la vita; dovrà conciliare il proprio carattere con l'esuberante piccolo Russell (casinista ed a tratti un po' pavido), anche lui in fondo afflitto da problemi famigliari.
Problemi simili ad età molto diverse, eppure la soluzione sembra la stessa: farsi coraggio e andare avanti.

Up ha tutto: commuove, intrattiene e fa ridere (ci sono più gag e sono più immediate che non in WALL-E, probabilmente).
E stiamo parlando di un film con dei cani parlanti, cosa che di suo farebbe perdere un sacco di punti a qualunque film - eppure qui la cosa non pesa affatto.
La regia rasenta la perfezione (del resto Docter aveva già diretto un gioiello come Monsters, Inc.), così come dialoghi, sceneggiatura e musiche.
Stupendi anche i titoli di coda, ad album fotografico.
Quasi superfluo ribadire l'assoluta superiorità tecnica: gli altri (cfr. Dreamsworks) sono onesti mestieranti che sanno fare ottimi modelli poligonali e degne animazioni, sulle quali costruire storie a volte anche buone. Con la Pixar si ha la costante sensazione che questi ruoli vengano ribaltati, con lo strumento scelto ed adeguato di volta in volta a seconda di cosa e come si vuole narrare. Insomma: sospetto che al momento abbiano ben poche costrizioni tecniche (se non sul foto/cine-realismo di modelli umani, o per questioni economiche) e che larghissima parte di quel che viene mostrato abbia motivazioni artistiche e non sia dettato da necessità tecnologiche.
Mi chiedo in effetti se vorrà continuare su questa strada, o se nei prossimi anni assisteremo a qualche esperimento radicale in fatto di animazione (l'equivalente del passaggio dal disegno a mano alla computer graphic della Disney, che purtroppo non ha coinciso coi suoi anni più creativi).

A proposito della casa di Topolino, tanto di cappello: oltre all'acquisizione della Marvel (vedi alla voce "pozzo di soldi senza fondo") devo riconoscere che davvero non ha imposto alcun limite alla Pixar, ed anzi sta cogliendo queste occasioni per svecchiarsi con produzioni che possono sì far ridere un bambino, ma che oggettivamente mirano ad un pubblico ben più ampio.

Gradirei piuttosto sapere se in Italia è stato distribuito il corto Partly Cloudy, perché al cinema dove sono stato non lo hanno proiettato...
Per inciso: l'ho visto rigorosamente in 2D.
Spendere 2.50 euro in più ed avere in cambio un probabile mal di testa e peggioramenti nella risoluzione, nel contrasto e nei colori, non mi pare davvero un cambio conveniente.
Poi ognuno si fa del male come crede, ma questo è un film da non vedersi con quegli stupidi occhialini.

Voto: maggiore di 10. Il leone d'oro alla carriera a John Lasseter è stra-meritato.
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sabato 12 dicembre 2009

Jennifer's body

Valeva la pena attendere tanto: Jennifer's Body è faaantastico!
Almeno, se vi piace il trash.
Sono ancora tramortito dalla visione: è qualcosa a cui si deve assistere, per crederci: un'ora e quaranta piegati in due dal ridere e coi lacrimoni agli occhi; sono ancora tutto spettinato...

Needy è la solita sfigatella da film adolescenzial-americani; per intenderci: validissima gnocca, ma per esigenze di copione la pettiniamo come sua nonna e le mettiamo gli occhiali, così tutti capiscono che è un cesso ed una schiappa.
La sua miglior amica è l'usuale popolarissima stragnocca, ma stavolta la sceneggiatura ha avuto un tocco di genio: si arrapa a sangue per QUALUNQUE esemplare maschio (e non) nel raggio di 20 km, e parla da far impallidire uno scaricatore di porto.
Quest'ultima verrà rapita e sacrificata dai satanisti più imbelli di sempre; sfortunatamente per tutti la procedura va male - causa una NON IMPENSABILE assenza di verginità - e la vedremo quindi tornare in vita come demoniessa mangiatrice di uomini (stavolta in senso letterale).
L'ex (ma in fondo ancora) amica dovrà vedersela con lei, per fermare gli omicidi che stanno sconvolgendo la città!

Meeeraviglioso, non c'è riassunto che possa esprimere la bellezza di questo film, dovuta principalmente ad una serie di personaggi leggendari.
Dalla sfigatella di 45 chili che tira calci da vincere la guerra in Afghanistan da sola al professore che dio-sa-perché ha un uncino al posto della mano, dal fidanzato meno dotato della storia all'emo sempre buono per un sacrificio umano.
Su tutti svetta però lei, una Megan Fox indiscutibilmente porca (ma che se vogliamo dirla tutta dimostra 10 o 12 anni in più dei suoi), che qui dà fondo alle sue abilità recitative raccontandoci di come - a seguito di una spensierata e travolgente seduta di sodomia - si sia tenuta una confezione di piselli surgelati sul culo per una settimana.
So che avrei dovuto avvertire, prima di scrivere quanto sopra, ma così imparate a leggere la recensione di un film stupendo come questo.

Inutile dire che, sceneggiatura cretina a parte (grazie, Diablo Cody), i dialoghi sono tutti di immenso livello: ridicoli dall'inizio alla fine, sboccati e idioti come non mai (un esempio tra mille: il professore che commenta una morte con "hanno ucciso Ahmet, il NOSTRO INDIANO" - della serie: "che seccatura, ora ci tocca farcene spedire un'altro..." ).
Come se non bastasse, ad impreziosire il tutto arriva poi una Karyn Kusama che ci regala alcune piccole perle (la zoomata sul campo da football è qualcosa di epico), oltre ad un buon numero di effetti speciali di infima lega.

Non importa con quale spirito lo andiate a vedere o lo viviate: questo è un film imperdibile per tutti gli amanti del trash (e del genere "stuuupido").
Per i maschietti non va poi dimenticato il simpatico bonus della scena lesbo (che fa ridere, ma insomma... l'importante è divertirsi, no? )

Sono certo che molti altri dettagli torneranno a galla col tempo; nel mentre, mi faccio un appunto mentale: comprare il DVD appena esce!
Sì, merita tanto: siamo ai livelli di divertimento garantiti da un film di ninjà, per intenderci.

Voto: 1.
Trashometro® 10/10: (oh jeah, baby!)
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sabato 24 luglio 2010

sorority row

I film horror-adolescenziali sono da sempre garanzia assoluta di qualità. Trash, quanto meno.
Se pensavate che Jennifer's Body avesse posto una pietra tombale sul tema, sappiate che il genere ha ancora molto da dare e da dire, e questo Sorority Row (Patto di Sangue, già remake di un ignoto ai più film dell'83) ne è una eccellente dimostrazione: non avrà dei personaggi altrettanto leggendari, ma i dialoghi e la sceneggiatura non hanno nulla da invidiare ai migliori cacatoi di macachi.

Alcune amiche di una confraternita tendono un tranello ad un pirla; lo scherzo riesce fin troppo bene ed una di loro schiatta. Dimostrando un certo metodo, decidono di tenere segreta la cosa ed arrivano - scopicchiando qua e là - alla sudata laurea. Devo anche aggiungere che inizieranno a cadere una ad una per mano di un misterioso assassino?
Da qui in avanti (cioè dal primo minuto), il film inanella una trafila di momenti trash, dialoghi cretini e situazioni surreali che lo qualificano come uno dei migliori emuli di So cosa hai fatto degli ultimi anni.
Buon ultima arriverà anche Carrie Fisher, che senza troppo costrutto cercherà di risolvere la situazione col fucile a pompa.

Si segnala: la morte per bottiglia (bere troppo uccide, specie quando si beve il contenitore e non il contenuto), il tizio a testa in giù nel montacarichi ed una delle più gratuite scene-nella-doccia di sempre. Per il resto, qualche graziosa signorina (solite studentesse 35enni...) e dialoghi degni di una gara di rutti. Cosa chiedere di più?


Voto: 2. - So cosa hai fatto-fattino-fattolino gli fa un baffo.
Trashometro® 8/10:

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mercoledì 22 febbraio 2006

c'era una volta...

C'era Una Volta In America, che finalmente ho avuto modo di rivedere in maniera decente dall'inizio alla fine.

Non c'è molto da dire: uno dei rari film perfetti sotto ogni punto di vista, regia, recitazione, sceneggiatura, fotografia. Sergio Leone cura in maniera maniacale ogni minimo dettaglio, e il risultato ripaga gli sforzi. Il solito Ennio Morricone qui firma la miglior colonna sonora di tutti i tempi.

Voto: 10 (e passa).

mercoledì 9 luglio 2008

dead silence

Ci sono registi che azzeccano un film per puro sedere, per poi non fare più niente di neanche lontanamente decoroso: James Wan - già autore di Saw - mi sa che rientra nella categoria.

Dead Silence, visto mesi fa e mai recensito (né digerito), è uno di quei filmacci che altro non meritano se non un pietoso oblio.

Quello che sembra essere un pupazzo assassino viene recapitato a casa di due novelli sposini; la mogliettina muore in fretta, ed al marito non resta che indagare sulla strana marionetta, finendo per incappare sui torbidi segreti della propria famiglia e della sua città natale.
In passato, infatti, una ventriloqua avrebbe accoppato gente varia, trasformandola in pupazzi (atrocemente simili a quelli dell'Enigmista...), ed ora sembra tornata dall'oltretomba o forse no.

Film fatto coi piedi, non c'è un minuto di tensione, la trama è risibile e la recitazione agghiacciante. Pura noia stupida.
Il cast si pregia di uno degli attori-feticcio di Wan: quel Donnie Wahlberg già fratello di Mark nonché ex-new-kids-on-the-block. Peccato sia stato trascinato in mezzo anche una leggenda come Michael Fairman.

Voto: 2. Trashometro® 2/10:
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venerdì 31 marzo 2006

gli intoccabili

Poche pellicole mi riconciliano col cinema quanto Gli Intoccabili; è un film che adoro per regia, interpreti, dialoghi, ritmo, sceneggiatura e musiche - di un certo Ennio Morricone.

Numerose come non mai le scene da storia del cinema: la mazza da baseball, l'assalto al confine canadese e l'interrogatorio, il processo, l'inseguimento sul tetto, la carrozzina e la scalinata della stazione... you're nothing but a lot of talk and a badge!

Superbo.
Mi chiedo tutte le volte come faccia un attore come Kevin Costner, che non è certo un mostro di bravura, a risultare così adatto ai ruoli che gli affidano i grandi registi, e ad essere così improponibile in praticamente tutti gli altri film (specie i propri, e specie se sul baseball o sport altrettanto stupido)

Voto: 10.

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