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sabato 22 dicembre 2007

black christmas! yo-yo-yo! miccette!

Dolore sempre vivo!
Black Christmas - remake dell'omonimo film del 1974, che non ho visto - è un film vergognoso ed insultante; insomma: perfettamente intonato a questo clima festoso. :-)

Duuunque... ci sono queste 7 o 8 ragguardevoli figliole universitarie che trascorrono il natale nella loro bella congregazione.
Scopriamo ben presto con orrore che festini, droga, alcol e sesso sono passati di moda, e le allegre sorelline della sorority si limitano ad annoiarsi. Anche baciarsi tra loro non sembra essere cosa, e l'unica doccia è fin troppo casta e pudica. E già qui si capisce in che razza di horror siamo capitati.
A risollevarci il morale arriva però il buon Billy, ragazzo che abitava nella casa decenni prima, abusato dalla madre e per questo un tantino incattivito col mondo.
Inizia quindi l'insensato macello, che sfiora punte sublimi di ridicolo.

Regista e sceneggiatore, palesemente ebbro dei propri peti, fa un lavoro davvero notevole: nessuno dei personaggi risulta anche solo vagamente abbozzato (chiunque potrebbe essere scambiato con chiunque altro, per quel che vale), la trama ha buchi stile Emmental, la regia fa urlare di dolore.

Bei momenti: la sicurezza del campus che non è attiva durante le feste. La polizia che per due dita di neve risponde "saremo lì tra DUE ore". La gente che sfiorata dall'assassino sembra esplodere, viste le macchie di sangue che lascia. La stalattite di ghiaccio di 5 centimetri che cade e perfora un cranio da parte a parte.

Non è un trash artistico, ma di certo è pattume più che passabile per una serata divertente in cui fare qualunque altra cosa non sia il guardare il film. :-)

Voto: 2. Trashometro® 6/10:
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giovedì 4 settembre 2008

[tripla/2] city ninja


Un tizio di una qual certa importanza si procura una sedia (semi)umana.

Perché è così pitturato? Perché ad un certo punto non lo è più? Perché indossa un poncho? Perché viene ucciso facendogli ingoiare una pallina da biliardo? Così va la vita, diceva Vonnegut...

Ad Hong-Kong lo spazio è davvero poco, e ci si accoppia un po' dove capita.

Non è poi difficile, recensire un film ninjesco-hong-kong-ese degli anni 80: in fondo in fondo nessuno sa veramente cosa sia successo, e si può sempre dire che in realtà si stava parlando di un altro film... ;-)

Nell'affascinante caso di City Ninja (anche Rocky's Love Affairs o Tou qing ke), ad esempio, lo stesso IMDb fa una gran confusione con Ninja Holocaust, con cui molti lo identificano.
Probabilmente si tratta dello stesso film, ed i credits del secondo sono errati; sembra anche che non ci sia lo zampino di Godfrey Ho, ma chi può dirlo? In effetti tre o quattro pirla occidentali ci sono, ma non si direbbero così disgiunti dal resto del cast... o forse no.

La trama compete in limpidezza con la fogna di Calcutta: senza tema di smentita, all'inizio un tale (presumibilmente un euro-ninja in camicia) viene accoppato da dei sedicenti ninja; prima di morire affida a Qualchedauno Che Passava Di Lì una pagnottella che lui spaccia per collana.
Non volendo contraddire un uomo morente, tutti continueranno a riferirsi all'oggetto come se fosse una collana, anche e soprattutto gente che non l'ha mai vista prima ma che la brama per qualche motivo. Ciò non crea grandi sconvolgimenti logici, non fosse altro per il fatto che, pagnotella o collana che fosse, non comparirà mai più per tutto il film.
Tale pregiatissimo MacGuffin mette in moto una serie di personaggi a dir poco improbabili, accomunati da capigliature al limite del criminale.
Tra queste spicca la figura - tipicamente Hong-Kongese - del Pugile Tisico che pare avere una tresca con la figlia del capo (il Prodi Hong-Kongese) o forse no. Ha anche una serie di scrupoli di coscienza, tipo non "uccidere a meno che non mi girino davvero i maroni", che suppongo servano a caratterizzarlo come uomo e come tisico.
A complicare tutto, la presenza di almeno altri due o tre tizi tutti identici e che frequentano lo stesso parrucchiere gotico-sadico, convinto che un asiatico pettinato da Beatles faccia proprio un figurone. :-)
A starci proprio attenti di sicuro li si potrebbe distinguere dai tatuaggi, ma sarei pronto a giurare che un paio di volte i buoni diventano cattivi e viceversa....
Ma che importa? Un po' di gente viene accoppata, un fracasso menata e ci si fa pure una scampagnata in Cambogia (o Corea? O Vietnam? Bah...) ad uccidere l'uomo con la ceralacca in testa.
Nel mentre, tutti rapiscono tutti, ci si mena con chiunque passi per strada e ci si accoppia come se non ci fosse un domani. Il che, se vogliamo, non è poi una brutta filosofia di vita...

Ho già detto che la trama è confusa? ;-)
Non paghi di ciò, ad un certo punto compare pure Samurai Machone e la sua ghenga di ninja (err...) dotati di bombe puzzolenti ed altre armi letali.

Film auto-punitivo all'estremo, ma non privo di soddisfazioni trash.
Quasi eccessivo il fan-service: non si perde davvero occasione per una scopatina, o quanto meno per una sbirciatina sotto la doccia (il film di ninjà più igienista della storia! ;-))

Cose imparate: quando hai abbastanza attori tutti uguali, non hai davvero bisogno di una trama. :-)
Da non perdere: il sesso sul ring e sul vogatore, i cattivi che escono dalle scatole di cartone, la tizia usata come corpo contundente, il capo buono/cattivo che comanda il suo impero sfogliando un album di ritagli di giornale, il balletto per procurare una sedia al Tizio Di Chiara Fama.

Voto: 1 Trashometro® 10/10: (ohhh... estremo!)
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sabato 24 luglio 2010

sorority row

I film horror-adolescenziali sono da sempre garanzia assoluta di qualità. Trash, quanto meno.
Se pensavate che Jennifer's Body avesse posto una pietra tombale sul tema, sappiate che il genere ha ancora molto da dare e da dire, e questo Sorority Row (Patto di Sangue, già remake di un ignoto ai più film dell'83) ne è una eccellente dimostrazione: non avrà dei personaggi altrettanto leggendari, ma i dialoghi e la sceneggiatura non hanno nulla da invidiare ai migliori cacatoi di macachi.

Alcune amiche di una confraternita tendono un tranello ad un pirla; lo scherzo riesce fin troppo bene ed una di loro schiatta. Dimostrando un certo metodo, decidono di tenere segreta la cosa ed arrivano - scopicchiando qua e là - alla sudata laurea. Devo anche aggiungere che inizieranno a cadere una ad una per mano di un misterioso assassino?
Da qui in avanti (cioè dal primo minuto), il film inanella una trafila di momenti trash, dialoghi cretini e situazioni surreali che lo qualificano come uno dei migliori emuli di So cosa hai fatto degli ultimi anni.
Buon ultima arriverà anche Carrie Fisher, che senza troppo costrutto cercherà di risolvere la situazione col fucile a pompa.

Si segnala: la morte per bottiglia (bere troppo uccide, specie quando si beve il contenitore e non il contenuto), il tizio a testa in giù nel montacarichi ed una delle più gratuite scene-nella-doccia di sempre. Per il resto, qualche graziosa signorina (solite studentesse 35enni...) e dialoghi degni di una gara di rutti. Cosa chiedere di più?


Voto: 2. - So cosa hai fatto-fattino-fattolino gli fa un baffo.
Trashometro® 8/10:

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lunedì 4 gennaio 2010

the hole

Ho avuto il piacere di rivedere quel piccolo classico piuttosto sottovalutato di The Hole.

Con la necessità di sfuggire ad una noiosa gita del college da un lato e dai genitori dall'altro, quattro figli di papà si affidano ad un ingegnoso studente che propone loro una singolare soluzione: chiudersi per tre giorni in un bunker antiatomico in disuso.
Scenario idea per la più o meno sfigata Liz, che spera di sfruttare l'occasione per fare colpo su Mike, affascinante figlio di una rock-star.
Piccolo dettaglio: la porta è chiusa dall'esterno, ed il terzo giorno nessuno verrà.

Il film si apre (in maniera notevole) su cosa succede all'apertura del bunker, e da lì in avanti si procede per gradi svelando gli eventi attraverso il racconto dei coinvolti.
Come tutto sommato prevedibile, si scoprirà che le cose sono più complicate di quanto non sembrasse inizialmente (grazie al cielo, però, non si eccede in colpi di scena e stravolgimenti della prospettiva, come ogni tanto succede).

Breve quanto basta per tenere sempre alto l'interesse, con dei bei personaggi anche ben interpretati, ha il notevole merito di non essere il solito horror che punta tutto su schifezza e rumori assordanti come ne sono stati prodotti a migliaia negli ultimi 15 anni.
Bravo e claustrofobico quanto basta Nick Hamm alla regia (che non si è più ripetuto, mi pare), fa sempre piacere rivedere Thora Birch e - come da horror che si rispetti - abbiamo pure una giovane Keira Knightley che mostra le tettine semi-anoressiche.

Voto: 8.
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venerdì 27 luglio 2007

[combo] screamers

Combo! Un film (ri)visto di recente, ed uno ad esso collegato da consigliare.

Rivisto: Screamers. Piccolo gioiello horror fantascientifico, poco noto e ampiamente sottovalutato: in un non lontano futuro l'umanità ha colonizzato molti mondi ed ha risolto i problemi energetici grazie alla scoperta di un nuovo minerale estratto su un lontano pianeta. Sfortunatamente, le miniere diventano ben presto radioattive e non più utilizzabili: viene fondata l'Alleanza, decisa ad impedirne l'ulteriore sfruttamento al fine di tutelare lavoratori e popolazione; scoppierà quindi la guerra col N.E.B. (New Economic Bloc) che le gestisce. Le battaglie si limitano al pianeta Sirius 6B, mentre sulla Terra N.E.B. ed Alleanza proseguono una precaria guerra fredda.
Inferiore come mezzi, l'Alleanza si decide ad utilizzare gli screamers, veloci robot autoreplicanti che si muovono sotto al terreno attaccando con le loro lame ogni forma vivente non trasmetta il codice identificativo opportuno. Dopo uno stallo di molti anni, qualcosa sembra essere cambiato: il N.E.B. propone una tregua, mentre dalla Terra giungono notizie contraddittorie; presto compariranno nuovi modelli di screamers, non più in grado di distinguere tra amici e nemici.
Quella che sembrava una occasione per porre fine alla guerra, si trasformerà in una corsa per salvare la pelle, per il comandante dell'Alleanza ed un ristretto gruppo di persone.

Ben diretto dal poco noto Christian Duguay, il film si basa su un romanzo di Philip K. Dick; eccellente la capacità di creare una ambientazione precisa, abbastanza innovativa e ben caratterizzata: i tocchi di classe che contribuiscono a rendere l'idea di "guerra dimenticata da tutti su un pianeta ormai allo sbando" si sprecano. Gli screamers sono una idea spettacolare e sono ben realizzati, così come la maggior parte degli effetti speciali (qualche caduta di tono c'è, ma visto l'anno ed il budget ci si può passar sopra).
Nel complesso, tiene alta la tensione con un passo veloce e con molte trovate che finiranno col far montare la paranoia, fino ad un finale molto ben costruito.

E poi diamine, il protagonista è il mento di Peter Weller! :-)

Voto: 8.5. (posso venire con voi?)
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Combo: Hardware (Metallo Letale). Diretto da Richard Stanley, regista con un notevole potenziale che non è mai stato sfruttato a dovere, è ambientato nel solito deserto post-atomico: un cacciatore di reperti recupera, da una zona radiottiva, la testa di uno strano cyborg; dopo alcuni passaggi di mano, finirà in mano ad una giovane artista che la utilizzerà come parte di una sua scultura.
Ahilei, la testa si rivelerà essere quella del robot M.A.R.K. 13, prototipo militare abbandonato per l'eccessiva instabilità, che dimostrerà appieno riattivandosi ed utilizzando il resto della scultura per ricostruirsi come nuova letale macchina omicida.

Tantissima tensione, violenza in quantità industriali e tanto stile (c'è chi lo critica per aver più stile che sostanza; forse è vero, ma tutto è tenuto insieme meravigliosamente bene), per un altro film sottovalutato che merita una visione da parte degli appassionati degli horror fantascientici e delle ambientazioni cyberpunk. Tratto dal fumetto "SHOK!".

Voto: 9.
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