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mercoledì 30 maggio 2007

metropolis

Ambientato nel miliardesimo futuro distopico, Metoroporisu dipinge una società che si avvia al totalitarismo, dove un importante industriale sta concentrando nelle proprie mani il potere, grazie alla propria superiorità scientifica.
Il suo piano per far governare un robot estremamente sofisticato viene però sconvolto dalla morte dello scienziato che vi lavorava, dalla fuga del robot e dall'intromissione di due investigatori sulle tracce dello scienziato scomparso.
Tutto questo in una società variegata e complessa, con profondi contrasti sociali ed una montante ostilità verso i robot, accusati di sostituire i lavoratori umani.

Film delicato, più sui sentimenti e sull'umanità che non sulla tecnologia ed i suoi rischi.
Ottimamente diretto da Rintaro e co-sceneggiato da Katsuhiro Ôtomo, risulta impeccabile sotto ogni aspetto, e poco importa se - come candidamente ammette lo stesso Rintaro - Osamu Tezuka avrebbe probabilmente posto il veto alla sua realizzazione.
Belli i disegni (seppur personalmente non ami lo stile), ottima l'animazione; sul finire si eccede un po' con la computer grafica.

Voto: 8 (da vedere).
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domenica 24 settembre 2006

Pamela Anderson's Naked Souls

Sperimentando nuove maniere per auto-flagellarsi ci siamo imbattuti nel pregiatissimo Naked Souls (anche Trapped, in Italia), filmone con niente popo' di meno che Pamela Anderson, prodotto, pubblicato e distribuito sull'onda del ben noto filmato semi-porno amatoriale girato col marito Tommy Lee che è contenuto in questo DVD in forma censurata.

Non avendo il fegato di girare un porno come si deve, regista e produttore decisero di commettere un crimine contro l'umanità: girare un film con Pamela Anderson che avesse anche una trama. E che trama! Siamo di fronte ad un ardito thriller fantascientifico con notevoli risvolti psicologici e sentimentali! :-)

Pam fa la "scultrice" di busti di tette (ovvero: prende la modella, le versa sulle tette della brodaglia a presa rapida, gliele smanazza un po' che del fan-service non ha mai fatto male a nessuno e poi espone/vende il risultato) ed è - ovviamente! ;-) - fidanzata ad un giovane scienziato che mira al nobel; egli sta infatti cercando un sistema per leggere la mente.
Ahilui le sue ricerche sui cadaveri di serial killer (Argh!) vengono sospese dall'università, fintanto uno scienziato ricco ma molto malato (che si dilettava pure con le droghe degli aborigeni) diventa suo mentore e gli consente di proseguire il lavoro sotto la sua ala protettiva; quel che il giovane non sa è che il vecchio intende servirsi della ricerca per scambiare con lui il suo corpo vecchio e malato! Ah, qual mefistofelico piano! ;-)

Le tette di Pam, un po' di fan-service, una trama delirante, dialoghi che fanno l'effetto di unghie sulla lavagna, uno spaesato Dean Stockwell che si chiede come c'è finito in mezzo, regia e fotografia pietose anche per un porno: una esperienza dolorosa come poche nella vita. Semplicemente spettacolare: andrebbe considerato uno dei peggiori film di sempre, se non fosse che non riesco a catalogarlo come "film". :-)

Voto: 1. Trashometro® 10/10: Riprovevole.
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giovedì 15 novembre 2007

[doppia] quatermass

Non sono certo un assolutista del bello e tanto meno un nostalgico dei classici: i film - come ogni altra cosa - invecchiano; alcuni sembrano risentire poco o nulla del trascorrere degli anni, mentre altri perdono la loro efficacia, al mutare del gusto dello spettatore.

La serie di Quatermass, pur visibilmente invecchiata, riesce a mentenere almeno parte del proprio fascino: il passo ed i temi non sono certo quelli della fantascienza o dell'horror moderni e spesso i personaggi risultano fin troppo inquadrati nei loro schemi, ma pur nella loro semplicità risultano ancora efficaci.

Ne L'Astronave Atomica del Dottor Quatermass (The Quatermass Xperiment), il buon dottore invia nello spazio un razzo con tre astronauti: sfiga vuole che ne torni uno solo, per giunta catatonico e nel bel mezzo di spaventose mutazioni biologiche.
Discretamente diretto da Val Guest e con Brian Donlevy nel ruolo del professore, mostra un lato cinico e spietato della scienza che non si arresta né di fronte ai drammi umani né a rischi inimmaginabili.

Voto: 6.5.
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[doppia]
Dodici anni dopo, L'Astronave degli Esseri Perduti (Quatermass and the Pit) ci presenta un professore (qui Andrew Keir) intento ad indagare su una misteriosa astronave rinvenuta nel sottosuolo di Londra; strani fenomeni si verificano da anni nella zona, e la verità sconvolgerà tutti.
Un dottore meno bieco ed alle prese con il clima di una guerra fredda quasi all'apice, con la scienza sottomessa alle necessità militari.

Voto: 6.
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giovedì 5 aprile 2007

[combo] day of the dead

[visto]
Con Day of the Dead ho finalmente completato il ciclo degli zombie di George A. Romero.

Ultimo della trilogia "classica", vede gli zombie già padroni di gran parte del mondo, con i pochi sopravvissuti aggrappati ad ogni debole speranza di rivincita.
In questo contesto, seguiamo le vicende di alcuni civili e scienziati che, rinchiusi in una base militare, sono alla disperata ricerca di un modo per invertire la cattiva abitudine dei morti di tornare in vita, o quanto meno alla ricerca di un sistema per tenerli sotto controllo.
Con poco acume, lo scienziato pazzo di turno si metterà a condurre esperimenti ben poco ortodossi, che finiranno col far incazzare assai i militari. Ed i nemici non saranno più solo gli zombie!

Pregevole come sempre, riesce ancora a comunicare la sua dose di sana inquietudine e si inserisce molto bene nel filone che vede gli zombie di volta in volta più furbi e meglio organizzati. Unico difetto - non imputabile alla pellicola - il DVD in lingua originale non ha i sottotitoli, e l'inglese di alcuni personaggi non è semplice da seguire. E poi mi pare non ci sia Tom Savini tra gli zombie, cavoli! ;-)

Voto: 7.5

[combo]
Come già detto altre volte, l'intero ciclo degli zombie ha un debito non da poco nei confronti di The Last Man on Earth, produzione italo-americana del 64, con un eccelso Vincent Price alle prese con dei proto-non-morti.
Da recuperare, per gli appassionati del genere.

Voto: 8.
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domenica 24 agosto 2008

stinger!

Stinger! La via svedese al trash!
stinger
culo non incluso nella confezione.

Fa piacere che il vecchio continente possa ancora mostrare al mondo cosa significa fare grande trash a costo zero (ad onor del vero l'efficiente stato sociale nord-europeo avrebbe dovuto pagarli per non farlo...)
Davvero, sono commosso: Stinger è uno di quei film che non penseresti sia proprio possibile produrre, nel 2005.

Ed invece eccolo qui: un sottomarino americano (trattasi in realtà della cantina di un tizio) viene perso, dopo che tutto l'equipaggio è stato ucciso da qualcosa di terribile che - ribaltando abilmente i fondamentali della suspense cinematografica - ci viene mostrato fin dalla prima inquadratura: GIGA-SCORPIONI MUTANTI che stavano trasportando per un qualche eccellente motivo.
Ah, sì: la Evil Corporate li stava sviluppando per l'esercito, in quanto arma definitiva contro il senso del ridicolo.
Ad ogni modo, lo stato maggiore della marina viene convocato in una stanzetta 3x2m dove il generale Anvedi Kepanza (in mimetica...) ragguaglia uno stuolo di fessi vestiti un po' come capita della necessità di recuperare il carico del sottomarino (casse e casse di riviste porno necessarie al morale della truppa, immagino: chi sarebbe tanto fesso da recuperare gli scorpioni?)
Viene dunque inviato un piccolo sottomarino - il corridoio che porta alla suddetta cantina - con la Squadra d'Assalto Sacrificabilia, composta da tutti i fessi presenti alla riunione salvo il generale, che per questioni di circonferenza non entrava nelle riprese (figuriamoci nel sottomarino...)
Cinque o sei marine vestiti con la maglietta della salute e dei berrettini da pesca, uno scienziato autistico e un paio di pataccone nordiche in shorts (di cui una viene qualificata come "dottoressa", lasciando intendere che l'altra sia "infermiera").
Grazie al cielo gli scorpioni iniziano subito a mietere vittime, aiutati dal fatto che questi imbecilli se ne vanno in giro con delle trekking-light (che figata quelle blu!) ed urlando come ossessi. :-)
Nello sconvolgente finale avvengono sconvolgenti sconvolgimenti che non racconto per non rovinarvi la sconvolgimentazione. ;-)
Si sappia solo che vale la pena arrivare in fondo per una scena di trenta secondi che rappresenta l'apice degli effetti speciali trash.

Film miserrimo, di spettacolare bruttezza: la trama è quanto sopra, i protagonisti spaventosi, la regia e gli effetti risibili.
Meravigliosi gli ambienti: il sottomarino più improbabile della storia pieno di cavi penzolanti, asce antincendio, estintori (in realtà sempre gli stessi, spostati nelle tre stanze che avevano), cartine appese a casaccio, scale appese sul soffitto e computer disegnati. Non sto scherzando.

Da non perdere: quasi tutto, ma nello specifico il vestiario della gente, la lucidità dei dialoghi, la benzina che ad un certo punto casca provvidenzialmente sul cattivo senza motivo alcuno ed il reattore nucleare che consiste nell'ennesima trekking-light con delle perline sopra. Senza dimenticare la mira dei marines che sparano tonnellate di piombo e non restano neanche i buchi sulle pareti, tanto sono a salve quei fucili di plastica.
Forse non tutti sanno che: colpire con un'ascia un quadro elettrico è un eccellente sistema per ripararlo.

Per lo scorno di tutti, poco fan-service: giusto un paio di tette finte.
Reperibile anche nei videonoleggi.

Voto: 1. Trashometro® 10/10: . Capolavoro trash.
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martedì 24 giugno 2008

Young Frankenstein

34 anni dopo l'uscita (e dopo svariate visioni), Frankenstein Jr. fa ancora spataccare dal ridere. :-)
Aggiungo solo che visto a notte fonda in lingua originale, merita ancora di più (non che il doppiaggio non abbia fatto un buon lavoro, considerate le difficoltà).

La parte migliore, comunque, restano i prezzi messi a casaccio dalla Comet: succede spesso di trovare la stessa versione di un film prezzato con 3 diversi valori, e va ancora meglio quando si trova un blocco di edizioni speciali (con maglietta neanche di infima fattura) a 9.90 euro - mentre altrove è intorno ai 18. Purtroppo quella nel cofanetto era a prezzo pieno. :-)
A breve conto di vedermi gli extra del primo disco, mentre i contenuti del secondo (l'Italian Fans Edition) mi sono sembrati piuttosto scadenti, ad una rapida occhiata.


Voto: 10. It's pronounced "Fronkensteen"!!!
commedia, horror, Frankenstein, Mel Brooks, Gene Wilder, Marty Feldman, fantascienza, fantasy, neurochirurgo, nonno, nipote, lezione, morte, resuscitare, esperimento, cervello, bara, impiccagione, Transilvania, sedativo, rivolta, musica, violino, scienziato pazzo, mostro, bara, freccette, cieco, bambina, treno, lupi, castello, cavallo, governante, assistente, moglie, promessa sposa, sesso, frustrazione, scienziato, gobba, gobbo, libreria, elettricità, parodia

mercoledì 16 settembre 2009

Honda su Honda

Restare delusi da un film di Ishirô Honda è quasi impossibile; se poi i film sono due, la soddisfazione è garantita!
Tale è il godimento, che non mi sento neppure degno di dare voti a simili opere!

[Gli Eredi di King Kong]
Prima si comincia malissimo con la traduzione italiana del titolo che butta lì un King Kong di cui non sentiremo neanche la puzza, poi si peggiora con una sana visita all'Isola dei Mostri®.
Nella suddetta isola, fumogeni dai più svariati colori tengono a bada i mostri che tanto male e tanto bene hanno fatto (a giorni alterni) all'umanità.
Questa politica del mettere tutte le uova in un solo paniere mostra i suoi limiti quando degli alieni incazzosi invadono l'isola ed assumono il controllo mentale dei mostri, liberandoli e mandandoli a distruggere le principali città del pianeta!
Mosca, Pechino, Londra, Parigi e New York non hanno scampo! Tokyo - si suppone lasciata per ultima in quanto popolata da gente ridicola - ha modo di organizzare l'usuale futile linea di difesa a base di modellini che nulla possono di fronte all'attacco combinato di tre mostri.
Fortunatamente, l'equipaggio di una nave spaziale delle Nazioni Unite (soldi da scialare, l'UN del futuro...) che fa la spola tra la Terra ed un insediamento lunare interviene liberando i mostri dal vile giogo mentale degli extracomunitari dello spazio!
Questi ultimi giocano la loro ultima carta: King Ghidorah, che gli alieni - come i peggiori piazzisti - pubblicizzano come "un mostro dello spazio! I mostri della Terra non possono vincere contro i mostri dello spazio!"
Viene quasi voglia di comprarsene uno, in effetti.
Grazie al cielo non hanno fatto i conti con la forza di volontà di zia Gojira (peraltro aiutata dal controllo mentale ora in mano agli pseudo-umani), che insieme ai suoi amichetti non-belli faranno un paiolo così ai cattivoni, prima di tornarsene placidamente alla loro isola.

Film di terrificante bellezza, con uno stuolo di mostri; oltre a quelli di forma umana si segnalano: Godzilla, Mothra, Rodan, King Ghidorah, Anguirus, Minya, Spiega (o Kumonga), Baragon, Gorosaurus, Manda, e Varan. Ad onor del vero alcuni fanno poco e niente, ma suppongo che l'importante sia partecipare.

Trashometro® 10/10: Da vedere ad ogni costo.
*tags::azione, horror, fantascienza, thriller, guerra, spazio, astronave, alieno, regina, morte, attacco, Godzilla, King Ghidorah, Rodan, Mothra, Gojira, Honda, Tokyo, distruzione, modellini, mostri, invasione, Luna, astronauta, controllo mentale, gente buffa, isola dei mostri, trash*

[Latitudine Zero]
Libera e sgangheratissima riedizione di 20.000 leghe sotto i mari, Latitudine Zero segue le vicende di tre pirla che stanno per fare la fine del tonno, chiusi in una scatoletta di batisfera che ha perso il collegamento con la nave-madre.
Vengono prontamente raccolti dal capitano Mackenzie, da circa 200 anni alla guida sportiva del suo pregiatissimo sottomarino; giunti alla base situata guarda caso a Latitudine Zero (all'equatore, sulla linea del cambiamento di data - chissà che casino per regolare calendari ed orologi ) scopriranno una città sommersa piena di meraviglie tecnologiche per le quali l'umanità non è ancora pronta perché no.
Questi paladini della pace e della conoscenza hanno però un acerrimo nemico nel dottor Malic (se dopo secoli non hai ancora avuto successo, forse è il caso di rivedere i tuoi obiettivi, caro...) deciso ad impadronirsi e/o a distruggere Latitudine Zero.
Oltre alle prevedibili battaglie sottomarine, il dottore ci delizia con le sue chimere genetiche, che gli consentono di disporre di un piccolo e per nulla agguerrito manipolo di grifoni e uomini-pipistrello (o qualunque cosa quel pessimo costume da carnevale volesse rappresentare).

Interamente girato in inglese con alcuni degli attori più ridicoli di tutti i tempi, Latitudine Zero è una vera pietra miliare del trash.
Dialoghi devastanti e personaggi surreali (Kobo che guida il sottomarino con levette e grugniti è stupendo), vi perseguiterà a vita nei vostri incubi per il finale spiazzante: tornato in superficie, uno dei tre protagonisti subirà uno shock terribile che lo farà dubitare di tutto ciò che ha visto (o forse no)!
Che altro dire? "Cancellare un sottomarino! Cancellare un'isola!" (ehu? what the hell??)

PS: inquietante la somiglianza tra i sottomarini dei cattivi ed i Garfish de Il Mistero della Pietra Azzurra. Caso o citazione?

Trashometro® 10/10: Idem!
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sabato 8 gennaio 2011

Fringe - Stagione 1

In questo periodo la fantascienza pura non vende. Diamine: non vende in libreria, figuriamoci al cinema o in tv.
Questo lo so io, lo sapete voi, e che mi venga un colpo se non lo sa anche quella ghenga di furbi soggetti che sono Roberto Orci, Alex Kurtzman e J. J. Abrams. Furbi. Più furbi che bravi, a mio avviso. E non lo dico con intenti spregiativi: tutto sommato sono anche bravini, nei rispettivi mestieri (imparagonabili però ad un Joss Whedon, per fare un nome non casuale), ma tutta la loro abilità finisce in secondo piano se paragonata alla smisurata furbizia che dimostrano. Al limite della genialità.

Fringe segue le vicende di una squadra speciale dell'FBI che - sotto l'ombrello dell'homeland security - si dedica in maniera non proprio ufficiale ad una serie di casi (battezzati The Pattern) che risultano del tutto inspiegabili, ma che hanno in comune il fare ricorso a qualche avanzata forma di tecnologia, tanto da far pensare che siano collegati tra loro.
Ogni puntata si apre e si chiude su un caso (autocombustione, mutazioni, morti inspiegabili, epidemie, ...), svelando man mano tutta una serie di personaggi ricorrenti dietro a questi eventi che forse sono atti di terrorismo o forse sono parte di un gioco molto più importante e complesso. Figure chiave di ogni indagine, l'agente Olivia Dunham (con un passato complesso) e Walter Bishop, scienziato reduce da decenni passati in un istituto psichiatrico.

Fringe è un fantasy. Lo dimostra il fatto che ogni superstizione e leggenda metropolitana - per quanto puerile possa essere - viene saccheggiata perché sempre buona per farci una puntata.
Ci sono i cavalieri del bene (non necessariamente senza macchia, come è imprescindibile nel 21esimo secolo).
Ci sono i cattivi, che forse hanno solo metodi da cattivi - anche qui, come sempre al giorno d'oggi.
Ci sono i mostri, sotto forma di virus, mutazioni genetiche e satanassi assortiti.
Ci sono le magie, perché per quanta sospensione dell'incredulità possa metterci, un 90% abbondante di quanto mostrato non ha alcun senso in questo universo.
E, più di tutto e tutti, c'è lui: il mago. Perché Walter Bishop è un mago: è capace di fare tutto. Sa tutto. Non ricorda quasi nulla del suo passato e non ha avuto contatti col mondo per anni, ma non importa: dategli il kit del piccolo chimico, e vi muta il DNA. Dategli una sedia da dentista, e si dedicherà alla neurochirurgia mentre fa colazione. Dategli una tinozza, e troverà modo di mettervi in comunicazione con il cervello di un ex collega morto (e/o "diversamente vivo"). Non c'è campo dello scibile (sovra)umano di cui non abbia assoluta padronanza e non c'è cosa che non abbia già realizzato nei suoi spensierati esperimenti di gioventù; porca scoreggia: a qualcuno sembra normale che per curare il figlio da non si sa bene quale buffa patologia, non trovi di meglio che inventare una dannata macchina per teletrasportare nel tempo e nello spazio l'unico medico che nel passato è riuscito a curarla?! (macchina che per inciso più o meno funzionicchia pure...)

In tutto questo, non viene fatto il benché minimo tentativo di fornire un contesto verosimile alla magia: da un lato le si spara talmente grosse che qualunque giustificazione non avrebbe che peggiorato la situazione, dall'altro non ce n'è bisogno: Fringe è un fantasy. Abrams e compagni lo sanno, e quindi neanche ci provano; del resto al giorno d'oggi il grosso del mercato vuole qualcosa che sia al passo coi tempi (nanotecnologia! terrorismo! mutazioni genetiche!) ma che in fondo in fondo segua i più semplici e rassicuranti canoni del fantasy. E quindi trame relativamente semplici e colpi di scena citofonati con 10 puntate di anticipo (il figlio di Bishop, per dire, e credo di aver intuito anche altro, in merito).

Oookay, credo di aver chiarito il punto, ed il fatto che quel che più mi prude è una semplice questione di marketing: se cerchi di vendermelo come un serial semi-fantascientifico, mi aspetto che lo sia. Almeno in minima parte.
Detto questo, il prodotto è senza dubbio realizzato con estrema cura ed una discreta quantità di soldi. Gli effetti speciali sono mediamente decenti (salvo qualche caduta di stile sul finire), la regia è adeguata e la fotografia buona.
Anna Torv è brava e porca quanto basta (ed anche qualcosa di più in fatto di porcaggine, a dire il vero), Joshua Jackson ("L'Amico di Dawson", per i fan) non fa neanche una bruttissima figura e c'è da calarsi il cappello per John Noble, maledettamente bravo nel ruolo del mago... errr... dello scienziato.
Ottime le musiche (del resto, quando puoi permetterti uno come Michael Giacchino...), ed a questo proposito giù il cappello a J. J. Abrams per lo stupendo tema dei titoli.
In generale tutte le puntate sono degne, eppure non riescono mai ad essere davvero memorabili; resta comunque un prodotto accettabile, se si cerca puro svago e qualche mistero (e poi nell'ultima puntata arriva anche un mito d'uomo... :-) )

Da molti è stato definito l'X-Files dei nostri giorni, io mi sento di dire... può anche essere. Di X-Files vidi solo le primissime stagioni, ben prima dell'epoca cupa. Non era affatto male (suppongo avesse i suoi elementi fantasy, ma non mi pare eccedesse) e credo che il paragone sia tutto sommato ingeneroso e poco lungimirante: X-Files aveva più senso e si appoggiava a trame ben più articolate.
Il fatto è che la gente oggi, probabilmente, vuole questo: qualcosa di semplice, che segua canoni ben noti ed adatto ad una soglia dell'attenzione piuttosto bassa.
Non è in sé una cosa negativa, non fraintendete: a me il fantasy piaciucchia anche, e se lo si vuole si può fare un fantasy complesso e approfondito a piacere. Allo stesso tempo non disdegno opere di puro intrattenimento, magari anche un po' superficiali: se assolvono al loro ruolo e riescono ad essere di svago, tanto basta.
Temo però che complessità ed approfondimento non siano ciò che oggi il grande pubblico cerca (specie in lavori di fantasia), e queste restrizioni si prestano particolarmente male alla realizzazione di un serial fantascientifico "serio".
Abrams ed Orci lo sanno, ed infatti Fringe è un fantasy. :-)

Voto: 6. Vedrò le altre stagioni? Non ci penso neanche. :-)