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venerdì 14 maggio 2010

terror train

Terror Train (poco "terror", abbastanza "train") è il terzo film nella fulgida carriera da scream-queen di Jamie Lee Curtis. Si dice che il fattore discriminante per capire se un horror con Jamie Lee sia buono o cattivo sia il suo mostrare o meno le tette. Il fatto che se ne vada in giro in maglione per tutti il film, suppongo lo qualifichi come pessimo.

Tramona: i membri di una confraternita tendono un non-così-sagace scherzo allo sfigato di turno. Attratto dalle profferte carnali di Jamie Lee, lo condurranno in una camera da letto, ma sotto le coperte troverà solo un cadavere!
Una reazione alquanto scomposta (appunto personale: se si vuole fuggire, il mettersi a piroettare su sé stessi fino ad avvinghiarsi alle tende del letto a baldacchino, pare non essere una strategia premiante) farà precipitare il fesso dalla finestra. Ferito nel corpo e nello spirito, finirà in ospedale - psichiatrico e non.
Salto in avanti di tre anni, e la nostra scanzonata combriccola festeggia la laurea in medicina con una di quelle ideone che mi segno tra le cose da fare dopo che sarò morto: un eeentusiasmante viaggio in treno nel bel mezzo del ghiacciatissimo nulla. E per non farsi mancare nulla, pure una festa in maschera.
Sfortuna loro, sullo stesso convoglio troveranno una serie di soggetti poco raccomandabili: il grande caratterista Ben Johnson, un giovanissimo David Copperfield (già all'epoca con la sua impresentabile pettinatura da Big Jim - ma senza faccia intercambiabile, purtroppo) ed un non proprio misterioso killer che, mischiandosi tra l'ebbra folla in costume, potrà mietere vittime fino alla noia (sua e nostra).
Film e treno si trascinano stanchi verso il capolinea, mentre i giovanotti non sembrano molto turbati dalla moria di passeggeri ed il problema principale del capotreno è come gestire il cadavere di un tizio identico a Lenny Kravitz vestito da lucertolone - un bel guaio, in effetti: sono certo che l'impresa di pulizie farà delle storie...

Nel complesso noiosetto, ma si presta alla visione interattiva di gruppo stile "nooo, stolti ggiovini! Vi credete immortali, ma fareste bene a dare ascolto agli anziani che tante volte vi hanno ingiunto di guardarvi dai Groucho Marx con coltello da macellaio!"
Da non perdere poi, la location principale del film: il Vagone Che Dondola® (disponibile nei migliori negozi di vagoni della vostra città). Trattasi di una stanza finemente arredata alla Teomondo Scrofalo dove tutti prima o poi si recano per limonare, sbronzarsi, parlamentare o morire; caratteristica saliente, una pedana oscillante (non inquadrata) che fa andare su e giù i personaggi in scena mentre sullo sfondo tutto resta immobile, tranne una porta che si apre e chiude cigolando. La visione prolungata dà effetti non dissimili da quelli dell'LSD, pare.

Per il resto, niente da segnalare.

Voto: 4. Ho già detto che Jamie Lee non mostra pelle?
Trashometro® 2/10:
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giovedì 14 giugno 2007

echi mortali

Come già detto altre volte, dai tempi de Il Sesto Senso ho trovato ben poco di interessante nel mondo dell'horror; è più o meno dalla fine degli anni 90, infatti, che più spesso che no il "momento da paura" si limita ad un flash su qualcosa di inquietante, mentre l'orchestra espode. Dopo le prime 10.000 volte, esplodono pure gli zebedei.

Della produzione successiva, salvo giusto il primo Saw (per il gore originale), Frailty (di e con un Bill Paxton in stato di grazia - se non lo avete visto rimediate immediatamente) e sì e no una manciata di altri titoli.
Tra questi, ovviamente, quello che è uno dei miei horror preferiti degli ultimi due o tre decenni: Echi Mortali (Stir of Echoes) ed il suo strano caso.

Strano caso perché in America Echi Mortali uscì un paio di mesi dopo Il Sesto Senso, ed il fatto che incidentalmente in entrambi vi fosse un bimbo che vede la gente morta ha fatto sì che più d'uno abbia finito col considerarlo un filmetto fatto per sfruttare la scia del successo dell'opera di M. Night Shyamalan.

Nonostante le somiglianze, il risultato è invece di tutto rispetto: un normale giovane padre di famiglia attraversa una piccola crisi quando la nuova gravidanza della moglie lo pone di fronte alle difficoltà di mantenere la famiglia, mentre i sogni di gioventù sembrano svanire per sempre.
Durante una festa la cognata lo sottopone, un po' per gioco ed un po' perché infastidita dal suo scetticismo, ad una seduta di ipnosi dalla quale esce molto turbato. Ben presto inizieranno le visioni - di cui anche il figlio sembra essere partecipe - di una ragazza morta, che lo perseguiterà. Si tratta solo di uno scherzo della sua mente o il fantasma esiste davvero? E se esiste, di chi si tratta e cosa vuole?
In una escalation di nevrosi e tensione, i pezzi del mosaico inizieranno con fatica a formare un quadro coerente.

Quasi una garanzia di qualità è il fatto che il film sia tratto da un romanzo di Richard Matheson - il tizio che, tra le altre cose, scrisse il libro che ispirò (a vario titolo e più o meno fedelmente) L'Ultimo uomo della terra, The Omega Man ed il filone zombie di George A. Romero.
All'adattamento e regia c'è poi quell'ottimo scrittore che è David Koepp, che qui fa un ottimo lavoro anche dietro alla cinepresa.

Anche ad una seconda (o terza?) visione casalinga (la prima, al cinema), tutte le scene mantengono la loro carica di angoscia: menzione di merito alla prima apparizione di Samantha, all'unghia spezzata, alla babysitter che ascolta l'interfono e la fuga alla stazione. Non molti film possono vantarsi una simile "longevità".

Ottimo il cast che, oltre ad uno dei miei (e non solo) attori-feticcio, Kevin Bacon, presenta una serie di facce più o meno mitiche: il caratterista Kevin Dunn, la dottoressa Cameron di Dottor House, una detective di Law & Order: Criminal Intent e la giovane ma già leggendaria Liza Weil: Paris Geller di Gilmore Girls!
Pregevolissime anche le musiche di James Newton Howard.

Se non si fosse capito, Echi Mortali è un horror che stra-consiglio a chiunque ami il genere.

Voto: 9.
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giovedì 11 gennaio 2007

evviva l'ammmore!

Dopo tanti filmacci d'azione, era giusto concedersi un filmaccio adolescenzial-pruriginoso: e Cherry Falls non ha deluso! ;-)

La letizia regna sovrana nella ridente cittadina di Cherry Falls: gli adolescenti limonano felici (anche se più in là dell'annusarla sembra non si possa proprio andare) nelle loro automobilone americane, amorevolmente supervisionati dai genitori (si vede che ad una certa età si diventa contemplativi...)
Presto a turbare l'idillio arriva un simpatico serial-killer che ammazza le coppiette, concentrandosi esclusivamente su verginelli e verginelle.
Ora anche la piccola Brittany Murphy (che ha fatto del tirarsela un hobby, uno sport, un'arte ed un mestiere) si sente in pericolo! La sua unica speranza è che il babbo sceriffo - che già ha combattuto degnamente il Terminator - catturi il mariuolo, prima di perdere tante cose importanti tutte in una volta (non ultima, la pellaccia).
Efficiente quanto la pubblica amministrazione italiana, la polizia locale combina ben poco e l'assassino miete vittime a dozzine. E qui i liceali dimostrano un acume fuor del comune: se l'assassino colpisce solo i vergini (ed in misura minore i capricorno), l'unica via d'uscita è organizzare una mega-festa con orgietta monogama a seguire, onde risolvere alla radice il problema! ;-)
Pure genius...
Da qui in poi il film peggiora, e si svela un improbabile plot fatto di stupri, ubriachezza molesta e vecchi rancori di cui - francamente - non ci riesce proprio di interessarci. ;-)

I film adolescenziali sono sempre una garanzia, e questo non fa eccezione: da tenere d'occhio il trans-killer che in alcune inquadrature ricorda Iiigor, l'ingorgo sulle scale per fuggire dalla festa ed - in generale - la disarmante stupidità manifestata da tutti. Ragguardevoli le prove attoriali.
Il regista è da tenere d'occhio, perché dimostra un notevole tocco per il trash moderno e patinato. :-)

Voto: 3. Trashometro® 7/10:
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martedì 18 ottobre 2005

IMDbPY 2.2

Festa, festa fino al mattino!
Ok, forse tanto entusiasmo è un poco eccessivo, ma devo annunciare al mondo che ho pubblicato la versione 2.2 di IMDbPY.

In questa versione ci sono un tot di nuove funzionalità, un casino di bugfixes ed in particolare il supporto per la conversione dell'intera base di dati di IMDb in un database SQL locale presenta notevoli miglioramenti.

Allo stesso tempo ho rilasciato nuove versioni di alcuni programmi basati su IMDbPY; trovate tutto a partire dalla home page.

Enjoy!

mercoledì 6 febbraio 2008

premio fuffa dell'anno: Cloverfield!

Niente spoiler, ma per un motivo molto semplice: in realtà non c'è quasi nulla da spoilerare.

Siam solo a febbraio, e già abbiamo un vincitore: Cloverfield è una truffa colossale.
Pompato come mai nessun film prima, il "Film di Mostri targato J.J. Abrams" si rivela tutto fumo e niente arrosto. :-|

Gruppo di detestabili giovincelli newyorkesi si ritrovano nel bel mezzo dell'attacco a Manhattan di un gigantesco mostro, contro il quale l'esercito sembra impotente.

Qualche pregio ce l'ha, intendiamoci: intanto dura 85 minuti (ancora troppi, per come è stato realizzato), poi un po' di tensione in effetti la trasmette, specie durante le prime "manifestazioni" del mostro e dei suoi piccoli amichetti.

Per i difetti, la lista sarà lunga; intanto non c'è una trama: 'sto tizio si fa mezza Manhattan invasa dai mostri per recuperare una tizia viva-ma-forse-no di cui è innamorato-ma-forse-no e lo fa fondamentalmente perché è pirla, mentre due o tre altri personaggioni gli vanno dietro fondamentalmente perché sono più pirla del primo.
I personaggi sono odiosi (volutamente, suppongo, vista la sorte) e la loro definizione rasenta lo zero: c'è lo yuppie, quella col visetto innocente, il simpaticone, l'ubriacona e quella con le tette grosse. Fine definizione dei personaggi.
Tutta la tensione viene abilmente tirata nel cesso man mano che il film procede: i mostriciattoli sono più casinisti che davvero temibili, ed il mostrone passa per troppo tempo in secondo piano.

I mostri: belloccio quello grande, così-così i piccoli; nel complesso originalità nulla: soliti aggeggini grigi iperattivi. Che culo: Gollum invade New York... È ora di smetterla di farli tutti uguali, cavoli!

Capitolo telecamera a mano: basta, che palle! Basta! Una ripresa del genere (salvo rarissime eccezioni) non regge per più di cinque minuti, è ora di smetterla di farci interi film, specie quando puzza tanto di scusa per coprire l'inettitudine del regista.
Poi, per dirla tutta: se proprio deve esserci una telecamera amatoriale, facciamo almeno che la ripresa sia davvero quella di una telecamerina, e non di una macchina professional-fichissima. E che cacchio!

Sunto: pura fuffa.

Voto: 4.
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