Casa del Trashometro
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mercoledì 28 giugno 2006

miss vendemmia

In fatto di (quasi) giovani registi, la Corea (del Sud, serve dirlo?) può vantarsi di un nome del calibro di Chan-wook Park. L'Italia può vantarsi d'avere Muccino. E sì che - diciamolo chiaramente - i coreani sono ben più sfigati di noi, dai... ;-)

Lady Vendetta è il terzo capitolo della trilogia sulla vendetta di Park (di cui mi pento di non aver visto il primo capitolo, che spero di recuperare al più presto).

Una giovane donna sconta 13 anni di galera dopo essersi accusata dell'omicidio di un bambino. Tredici anni passati in maniera (apparentemente) impeccabile, mentre in lei covava un unico desiderio: uscire per poter rintracciare il vero omicida e fargliela pagare.
Lentamente costruisce intorno a sé una figura quasi mistica; per anni distribuisce favori con lo scopo di costruire una rete di amicizie che l'aiuteranno una volta uscita di galera.
Rintracciare il colpevole non sarà un problema; la parte davvero elaborata sarà la vendetta vera e propria. Una vendetta complessa, che somiglia alla giustizia pur non essendo tale, e che - caso raro - non sarà una questione strettamente personale.

Assolutamente perfetto sul piano visivo: Park è semplicemente geniale nel costruire la scena e nel montare la vicenda; acuto e grottesco nell'inventare le situazioni chiave e tremendamente crudo quando serve.
La trama qui è più lineare e (un po') meno originale e surreale che in Oldboy (che, in generale, ho preferito), ma non meno efficace.
Forse troppo coreano nel finale simbolico (che ho apprezzato il giusto), ha un buon numero di momenti da antologia: la discussione via interfono e la fila di persone con l'impermeabile sedute sulla panca su tutti. :-)

Voto: 8.
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domenica 25 giugno 2006

5, 4, 3, 2, 1, ...


Dalla foto non è chiaro, ma questo qui sopra (trovato in vendita alla Comet) non è un normale DVD.

Situazione: state allegramente girando per gli scaffali quando vi imbattete in questa buffa confezione smilza; sorvolando sul filmaccio di turno contenuto, notate il prezzo abbastanza basso per un titolo da poco uscito in vendita.
Al che vi viene in mente una parola: bazza!

Poi guardate meglio e leggete in retro della confezione: il DVD qui contenuto, una volta aperto, sarà leggibile per 48 ore passate le quali lo dovrete buttare via, causa ossidazione del supporto stesso. Voi riguardate il prezzo.
Al che vi vengono in mente due parole.
Prima parola:stupro.
Seconda parola:A-NA-LE!

Gi-e-sù.
Constatato che chi mette i prezzi alla Comet ha delle carenze d'affetto anche serie, mi sfugge il senso di immettere nella grande distribuzione un prodotto che - già sovranamente stupido di suo - è stato pensato per i videonoleggi.
Salvo che il piano non sia fregate i tordi che lo comprano, se lo guardano, lo mettono via e dopo un anno scoprono che non funziona più. Però mi sembra un eccesso di fiducia nella stupidità umana (e lo dice uno che di fiducia in merito ne ha parecchia).

Vera chicca l'angolino catch-eye (nella foto non si vede) che definisce il prodotto come "DVD IRRIPETIBILE!". Il parto di un genio del marketing e della comunicazione pubblicitaria, lo riconosco.

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sabato 24 giugno 2006

non aprite quel custode

Errare è umano, perseverare è diabolico. E poi c'è quel ripetuto, fastidioso ed ossessivo desiderio di insistere a battere un ferro già freddo da decenni che è un po' il marchio di fabbrica di Tobe Hooper. E questa è una cosa dal quale lo stesso diavolo si guarda bene.

Si fa davvero fatica a credere che nel 2006 si facciano ancora film con Il Custode (Mortuary).

Mamma, figliolo adolescente e bimbetta si trasferiscono in una fetida catepecchia con annessa camera mortuaria e vista sul cimitero.
Ahiloro in una delle cripte trova alloggio il figlio deforme dei precedenti inquilini, il cui unico sollazzo consiste nell'andare in giro vestito di stracci a spaventare la gente e, di tanto in tanto, rapirla onde sacrificarla al mostro-blob/mega-ameba-dentata che vive nel sottosuolo. Detto mostro, annusa l'odore di sangue e liquami vari che colano dai tavoli mortuari e tramite le tubature (miii, che cosa origgginale! ;-)) si fa strada fino ai cadaveri che fa rivivere in allegri zombie da compagnia. Zombie scarsamente educati, dato che vomitano melma nera in bocca ai viventi, contaminandoli.
Se qualcuno avesse dei dubbi, quando tutto sembra perduto arriva la solita casuale scoperta dell'Improbabile Sostanza Che Vaporizza Gli Zombi Ed I Mostri Del Sottosuolo® (presto disponibile nei migliori negozi di prodotti per la casa).

Dolorosissimo. Non so come altro definirlo.
Da segnalare anche le fastidiose musiche e gli effetti speciali che sarebbero stati considerati laidi già negli anni '70.
Ringraziamo lo zio Tobe per non aver neanche lontanamente azzeccato un film dai tempi di Poltergeist e lo supplichiamo di continuare così! :-)

Voto: 1.
Trashometro® 10/10: (questo farà male)
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martedì 20 giugno 2006

firefly

Sopravvissuto ad una partita trash come Italia-USA (e ringraziamo De Rossi per averci aggiunto anche un po' di gore), ho avuto il tempo di completare la visione di tutti i 14 episodi di Firefly.

Sarò breve: figata pazzesca! :-)

La serie segue le vicende dei 9 membri dell'equipaggio della nave Serenity (di classe Firefly), guidati dal comandate Malcom e dalla sua compagna d'armi Zoe. Il futuro non si presenta molto roseo: l'umanità ha conquistato pianeti, lune ed asteroidi, ma lo ha fatto seguendo il modello della frontiera (la conquista del West americano), piuttosto che tramite un pervasivo uso di tecnologia.
Insomma: ondate su ondate di uomini che creano un ambiente in cui la vita vale molto poco e le battaglie per conquistarsi il proprio angolo di mondo sono feroci; questo almeno sulla frontiera, ai margini della zona di universo colonizzata dagli umani: nel nucleo, i pianeti centrali controllati dall'Alleanza si presentano puliti, ordinati ed altamente tecnologizzati. Questo contrasto ricorda in parte quanto descritto da Isaac Asimov nella conclusione del suo ciclo dei robot, coi mondi spaziali pienamente civilizzati e la Terra (i mondi periferici, in questo caso), in tumultuosa e disordinata espansione.

L'equipaggio della Serenity vagherà in questo universo alla ricerca di lavoro (legale o meno che sia) e cercando di sfuggire ora all'Alleanza ora a vecchi nemici. Ogni personaggio ha una storia ed un carattere molto diverso dagli altri; non mancano gli scontri, ma nonostante questo prima o poi tutti riconoscono la Serenity per ciò che è: la loro casa.
Non manca neppure la traccia principale: la fuga di River, e di suo fratello Simon che l'ha salvata, dall'Alleanza che conduceva esperimenti sulla sua mente. Per il resto si tratta di episodi più o meno autoconclusivi, molto poco tipici di una serie fantascientifica e molto molto molto western (ci sono molti più inseguimenti a cavallo, sparatorie nei saloon e furti di bestiame di quanto non siano le battaglie tra astronavi).

Avevo già recensito il film (che mi riservo di rivedere in inglese) e confermo la mia opinione sul film e sul tipo di ambiente che la serie dipinge; per quanto riguarda l'approfondimento dei personaggi invece la serie è un altro pianeta: nessuno dei 9 è meno che superbo, interessante e funzionale al racconto. Fin dai primi episodi ci si affeziona realmente alle loro personalità e vicende.
Potrei citare Inara (il concetto di "ambasciatrice" è geniale), Jayne e Kaylee (oltre ovviamente a Mal) come i miei preferiti, ma la verità è che farei un torto agli altri - peccato solo che il pastore Book non abbia potuto raccontare la sua storia.

Gli attori, pur nessuno in odore di premio oscar, sono molto adatti alle loro parti; la regia fa un buon lavoro: a differenza che nel film, qui le scazzottate a-la-Buffy sono quasi del tutto assenti e mi sembra che, a parte nei primissimi episodi, non si abusi di zoomate o inquadrature sbilenche (ci sono anche dopo, ma usate meno e meglio). Va detto che solo pochi episodi sono stati diretti da Joss Whedon in prima persona.
La musica è eccellente e contribuisce molto bene all'atmosfera da western spaziale.

So che la serie è stata tradotta in italiano, ma dopo averla vista in inglese (ed aver visto il film in italiano) so per certo che è obbligatorio ascoltarla in lingua originale: il solo pensiero che abbiano tradotto le parti in cinese e quelle in "galattico" è raccapricciante.

Interrotta dalla Fox dopo appena 14 episodi, la sospensione costituisce un vero e proprio delitto: almeno 2 o 3 stagioni sarebbero state obbligatorie per sviluppare appieno l'enorme potenziale dei vari personaggi. A peggiorar le cose, il film che come ho detto non è adeguato al livello della serie; andato anche maluccio al botteghino, ora le speranze di vedere nuovi episodi sono pressoché nulle. :-(
Unico lato positivo: potete comprarvi il confanetto completo (ad esempio su http://amazon.co.uk) per un soldo di cacio.

Voto: 10. Beh, non tutti gli episodi sono da 10 pieno, ovvio, ma perle quali Out of Gas, Jaynestown o Objects in Space (e ne dimentico di sicuro parecchi) sono meravigliosi.

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sabato 10 giugno 2006

bad omen

Dopo aver fumato troppo incenso, gli alti papaveri della chiesa cattolica si convincono che l'11 settembre, l'esposione al rietro dello shuttle columbia, lo tsunami nel sud-est asiatico, il trattato di Roma (l'Unione Europea è il maaale ;-)) ed un po' di altri allegri eventi annuncino l'arrivo del deeemonio e conseguente armageddon.

Il figlio di satana puntualmente viene scodellato in un ospedale romano (ma guarda il caso), nello stesso luogo e giorno del figlio del viceambasciatore americano.
Seguendo una logica contorta, al politico viene detto che suo figlio è morto e viene convinto a crescere il satanasso.
Trasferitisi a Londra tutto procede per il meglio fino al quinto compleanno di Damien (un nome maaalvagio ;-)) quando orrende disgrazie iniziano ad accadere accanto al bambino.
Chissà come un prete ed un fotografo convincono il novello ambasciatore che qualcosa non va nel figlio che ha allevato; l'uomo quindi, invece che ambasciare un po' qui e un po' là, molla tutto e parte alla ricerca della verità e, avuta la certezza che il bambino è in realtà l'egregio signor lucifero, di un modo per eliminarlo.

Dopo un'ora soporifera il film sfodera le sue qualità trash: una trama bacata fino al midollo ed una regia disturbata (ehi, lo stesso pirla che fece quell'orrenda lordura di Behind Enemy Lines) confezionano un horror pre-apocalittico imparagonabile all'originale, e molto più simile agli squallidi seguiti.
Di veramente horror restano i primi piani del protagonista ed i lifting di una mummificata Mia Farrow.

Voto: 3. Trashometro® 4/10:
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giovedì 8 giugno 2006

spirited away

Per un motivo o per l'altro non ho mai seguito molto le opere di Miyazaki; Lupin e il Castello di Cagliostro mi era sembrato discreto ma senza essere un capolavoro; sono rimasto invece impressionato da Il Castello Errante di Howl, davvero una splendida favola: divertente e toccante al punto giusto.

Magari non ero dell'umore giusto, ma La Città incantata (Spirited Away) mi ha invece deluso oltremodo.
Due ore piene senza una trama che non sia banalissima, in cui tutto si riduce ad una sconclusionata parata di demoni e spiriti.
Sicuramente tutti molto significativi per chiunque conosca a menadito l'intero pantheon della mitologia nipponica, molto meno per tutti gli altri; non dubito che la storia sia molto simbolica e Tutto Il Resto®, ma non aveva davvero bisogno di due ore per essere raccontata, e poteva essere molto più diretta (sì, si vede che ero in modalità scimunito ma un paio di spiegazioni e di eventi chiave in più non avrebbero guastato).

Pregevolissimo sotto l'aspetto tecnico, ma questo non ha mai salvato nessuno.

Diamo pure la colpa alla digestione pesante, ma per ora non vedo come possa andare oltre il 4.5.

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sabato 3 giugno 2006

per-men!

Per festeggiare degnamente la festa della Repubblica, spararsi una lunga di tutti e tre i film degli x-men mi pare più che adeguato. :-)
Personalmente, ho adorato la trilogia in toto: di gran lunga i migliori tra i film tratti da fumetti, ma non solo.

[nessuno spoiler significativo su nessuno dei tre film, giuro]

X-Men fa un ottimo lavoro nell'introdurre il tema dei mutanti, il loro sentirsi temuti ed esclusi dal resto dell'umanità e le differenti reazioni: da una parte Xavier alla ricerca di una possibile convivenza, dall'altra Magneto e la sua lotta per la supremazia dei mutanti.
Una battaglia tra due amici separati da diverse visioni del futuro.
Tra i protagonisti svetta Wolverine, il cui arrivo tra gli X-Men creerà non poco scompiglio.

In X2 si fa un vero balzo in avanti, specie in quanto a qualità della sceneggiatura ed approfondimento dei personaggi. Gli umani stanno reagendo, ed il generale Stryker è intenzionato ad eliminare il problema mutante sfruttando i poteri di alcuni di loro a proprio vantaggio. Benché con fini diversi, Xavier e Magneto si trovano almeno temporaneamente dalla stessa parte della barricata.
Le scene memorabili non si contano: dall'apertura con la più grande scena d'azione mai vista al cinema (l'attacco di Nightcrawler al presidente) alla fuga di Magneto dalla sua cella, dall'attacco alla scuola al finale epico.
Impressionante anche come sviluppo dei personaggi, specie Wolverine (col suo passato) e Jean Grey (col suo futuro), riesce anche in piccolissimi dettagli e brevi dialoghi a rendere le angosce, le frustrazioni e la rabbia di mutanti che, pur avendo fatto una scelta chiara, si trovano spesso rosi dai dubbi (le tre battute scambiate tra Nightcrawler e Mystica sono indimenticabili).
Il migliore della trilogia.

X-Men: The Last Stand riprende da dove il secondo era finito. Le relazioni umani-mutanti sembrano migliorare, benché tra grandi difficoltà. Le cose si complicano quando viene sviluppata una cura per le mutazioni; a questo punto Magneto, già braccato dalle autorità, si sente messo all'angolo e decide di iniziare una offensiva in grande stile, al fine di distruggere la cura. A far precipitare la situazioni l'arrivo (non inatteso, ma pur sempre sgradito :-)) di zia Fenice, che si presenta quasi del tutto instabile ed incontrollabile.
Anche questa volta il gruppo di Xavier dovrà vedersela con i seguaci di Magneto, ed allo stesso tempo tutti dovranno combattere gli umani - che ormai si sentono in reale pericolo - e fare i conti con i propri ambivalenti sentimenti nei confronti della cura.
Pregevole in quanto a scene d'azione, sorprendente per sviluppo (tre morti eccellenti, un paio di "guarigioni"), questo terzo capitolo chiude degnamente il ciclo.
Dove pecca è nella durata: 104 minuti sono troppo pochi per sviluppare appieno tutti i personaggi; avremmo gradito almeno un accenno al mistero delle proprie origini che tormentava Wolverine nei primi due capitoli ed alcuni nuovi personaggi sono poco approfonditi. E poi diciamolo: Pernice (che no, non è ovviamente quella della saga di Fenice) avrebbe potuto fare molte più cose.
Con una trama molto più lineare rispetto al secondo, brilla nel definire i rapporti tra Xavier e Magneto e tra Wolverine e Fenice (superbo il finale).
IMPORTANTE: scena aggiuntiva dopo tutti i titoli di coda: alzarsi prima è assolutamente vietato. :-)

Brett Ratner non fa - se non in minima parte - rimpiangere Bryan Singer, e la sceneggiatura è all'altezza. La produzione avrebbe fatto meglio a concedere un po' di altri soldi e soprattutto di tempo, ma va bene anche così. Sempre adatti ai ruoli gli attori e come sempre sovrabbondante la gnocca (va ricordato che il discorso di Xavier al presidente degli Stati Uniti, nella stesura originale del secondo film, si concludeva con "...ed è nostro compito trovare una via di convivenza pacifica tra umani e mutanti. E poi scusi, signor presidente, ma non vede quanta fica?!?!" ;-))

Ultima nota: una scelta che apprezzo molto è il non aver ecceduto con i "riassunti delle puntate precedenti", il che però significa che per godersi davvero il secondo ed ancora di più il terzo, la visione dei precedenti è obbligatoria.

Voto complessivo: 10, nothing less.

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