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sabato 22 maggio 2010

Slater's Cadillac

Ultimamente (???) i film di Christian Slater lasciano quella sensazione di lavoro fatto per comparsi il pane e dio-sa-cos'altro; Dolan's Cadillac ne è un tragico esempio.

Dolan (Slater) è così cattivo che al suo confronto il figlio del peccato tra Pol Pot e Maria La Sanguinaria sarebbe sembrato un sant'uomo. Se ne va in giro sulla sua cadillac ultra-tecnologica e corazzata contro piccole esplosioni nucleari tutto intento nel suo crimine preferito: traffico di esseri più o meno umani. Fa anche un timido tentativo di giustificarsi, ritraendosi come il frutto del Vero Sogno Americano®, ma sorvoliamo. Le forze dell'ordine non riescono a fermalo (e del resto neanche ci provano), e sembra ormai inarrestabile.
Cotanto satanasso non ha però fatto i conti con una sposina neo-gravida che, andandosene in giro per il deserto col suo cavallo, assiste allo sterminio di una partita di merce avariata da parte del nostro stimatissimo Slater.
Colta da sacro furore giustizialista, la signorina decide di testimoniare contro di lui, mettendosi sotto la protezione di un ramo dell'FBI dedito ai crimini contro le ciambelle (più che prevenirli, il perpetrano).
Prontamente eliminata la mogliettina con un miliardo di tonnellate di tritolo (anche meno, eh: la gente muore anche se l'esposione non si vede dalla Luna, sai?) la palla passa al fresco vedovo, che cerca vendemmia-tremendissima-vendemmia con una smisurata pistola-cannone (forse a compensare inconfessabili carenze), ma gli va spaventosamente male.
Da buon cattivo, però, Dolan lo lascia vivere - altrimenti come generi la tua nemesi?
Il pirlotto escogita quindi un piano degno di Wile E. Coyote, che prevede il farsi assumere in un cantiere stradale e la creazione di un cartonato atto a confondere il guidatore della cadillac (stile finta galleria ferroviaria, solo in orizzontale), che senza indugio precipita nella trappola.
Rinchiuso nel mezzo su cui tanto faceva affidamento, Slater dovrà supplicare ed urlare di dolore nella speranza di uscirne vivo, mentre gli spettatori faranno lo stesso nella speranza che il film finisca in fretta - purtroppo andrà male a tutti.

Girato con la solita telecamerina digitale con l'esposizione automatica, i suoi 105 minuti fanno sembrare il traffico di bambini roba da benefattori dell'umanità. Vale comunque la pena noleggiarlo, non fosse altro per contemplare quell'insulto all'evoluzionismo che è la carriera di Christian Slater.

Voto: 1 - ed il presunto buono riesce a metterci anche uno pseudo-indirizzo IP 192.168.0.666: mai-più-senza.
Trashometro® 5/10:
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mercoledì 18 ottobre 2006

Heathers!

Ricordavo con un certo amore Schegge di Follia, che avevo visto molti anni fa, e devo dire che anche ad una seconda visione mantiene tutta la propria carica di spensierato cinismo. :-)

Veronica - una Winona Ryder pre-taccheggio ;-) - riesce a farsi amiche le tre Heather che spadroneggiano la scuola: belle, temute ed alla moda, le quattro riescono a dettare legge nel liceo che frequentano.
Veronica si rende però presto conto che essere loro pari comporta il dover tormentare gli sfigati della scuola, tra cui alcune sue vecchie amiche; il gioco della popolarità lo richiede, ma alla lunga ciò la spingerà ad odiare le "Heathers" fino al punto di volere la loro morte.
Naturalmente non in senso letterale: lei si accontenterebbe di una piccola vendetta, non fosse per Jason, il nuovo ed affascinante arrivato della scuola - un Christian Slater che torna sempre buono per il ruolo di maniaco - che la coinvolge in un vero e proprio omicidio.
La loro vita è sul punto di essere sconvolta, e tutto per quello che sembra uno scherzo andato male... che fare, se non produrre false prove che indurranno tutti a credere che la popolare ragazza si è in realtà suicidata, e poi unirsi al lutto collettivo?
Tutti sembrano cascarci, e le cose filano lisce finché Jason non la coinvolge nuovamente in un duplice omicidio (anche qui facendole credere che si sarebbe trattato solo di un innocente scherzo); a questo punto l'escalation è inevitabile ed i suicidi adolescenziali sembrano diventati una moda: emulatori, psicologi dilettanti, dirigenti scolastici preoccupati, mass media, canzoni di successo ispirate all'accaduto; la macchina si è messa in moto, ed è ormai sfuggita di mano alla povera Veronica!

Pieno di dialoghi e situazioni geniali, il film offre una visione distorta ed esasperata di tutti gli aspetti della vita dell'adolescente medio (e degli adulti che gli stanno attorno): il gioco della popolarità e le pulsioni (auto-)distruttive, gli eccessi e le fobie, il timore di ciò che si è ed il desiderio di crescere.
Sopra le righe, cinico, crudele, malvagio e con il miglior uso del termine "megatroia" che sia mai stato scritto in una sceneggiatura; non si può chiedere di più ad un film sugli adolescenti (ma, grazie al cielo, non "adolescenziale") :-)

Voto: 8.5
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domenica 26 marzo 2006

doom!

Credo (temo) di aver visto quasi tutti i film tratti da videogiochi; chiaro che non potevo lasciarmi sfuggire Doom!

Il massimo complimento che posso fargli è di non essere una pestilenza come Alone in the Dark; purtroppo i suoi meriti finiscono qui.
La parte di costruzione della trama, è - come previsto - ridotta all'essenziale; quando poi si passa all'azione, si resta delusi pure lì: poco roba e mal girata.

Quando ricordo che i primi due Doom avevano una trama la gente di solito si mette a ridere. A ragion veduta. Comunque sia un lungo file di testo con la sbrodolata sulla base militare su Phobos e l'apertura del portale dimensionale c'era davvero; qui tutto viene aggiornato miscelando ingegneria genetica, megacorporazioni e jibba jabba vario.

In generale il marchio di Doom viene molto poco sfruttato; i veri protagonisti sono The Rock - qui un po' meno Eroe Della Gente® del solito - e i mostri ispirati al terzo capitolo della serie. Cavoli, io volevo dei bei bitmapponi gialli e rossi! ;-)
C'è una breve sezione girata in prima persona, ma è fatta piuttosto male e ricorda più House of the Dead che Doom; c'è anche la BFG, ma viene sfruttata poco. In compenso ci sono una marea di primi piani per esaltare le capacità attoriali del cast ed in particolare di The Rock, che qui sfoggia l'espressione con il mitra alzato, l'espressione con il mitra abbassato e - non ci crederete - pure tutti i frame intermedi! Quando uno è bravo...

Visto i titoli in lavorazione, temo si dovrà aspettare ancora un bel po' prima di avere un film decente tratto da un videogioco (Hideo ti prego: dirigi il film di Metal Gear Solid... magari scrivendo la sceneggiatura a quattro mani con David Hayter!) :-)

Voto: 4. Trashometro® 3/10:

sabato 31 marzo 2007

stay away!

E piantiamo pure un altro chiodino nella cassa dei film tratti da videogiochi, che tanto ormai...
Questa volta però lo facciamo in maniera diversa: invece che comprare i diritti di una qualche serie da violentare sul grande schermo, Stay Alive si ispira in maniera generica ai survival horror tanto di moda negli ultimi anni.

Dei tizi ereditano da un loro amico morto in circostanze misteriose un videogioco indipendente; appena installato sulle loro belle postazioni alienware si accorgono che non si tratta di un semplice videogioco: è in realtà un videogioco brutto (ed il pomparlo a 3200x2400 non sopperisce alle altre carenze tecniche)!
Ma non è questo il punto: il punto è che il gioco narra la strana storia di questa contessa assassina del 17esimo secolo di cui francamente non ce ne potrebbe fregar di meno, non fosse per il fatto che evidentemente la vegliarda si è reinventata programmatrice, dato che chi muore nel videogioco dopo poco segue le orme del suo avatar...
I giovani dovranno quindi combattere per la loro vita, nel mondo reale e in quello virtuale!
Lo spettatore, nel frattempo, vorrebbe essersi tirato dietro un DS o una PSP.

Catastrofico da qualunque parte lo si guardi, nel marasma generale spiccano alcune tra le più esagerate interpretazioni mai portate da attore sullo schermo e, pare, la collaborazione di uno dei game designer peggiori dell'industria videoludica.
Se il gradino più alto è tuttora occupato dal purulento Alone in the Dark, questo si piazza di prepotenza tra i primi 3 film più atroci che siano stati tratti da videogiochi.

Quello che fa veramente accapponare la pelle, è il pensiero che il regista William Brent Bell possa unirsi a Paul W.S. Anderson e ad Uwe Boll al fine di dirigere il Film Tratto Da Videogioco Definitivo® ;-)

Voto: 1. Trashometro® 5/10: (ne uscirete come Pac-Man: gialli, inseguiti da fantasmi e bisognosi di pillole)
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venerdì 24 aprile 2009

bloodrayne

Grande Uwe Boll! Con questo BloodRayne ha dimostrato di saper dirigere non solo ottimi film a basso costo, ma anche grande cinema nel contesto di una superproduzione!
Sì superproduzione, e lo si capisce già dal cast: Kristanna Loken e la sua ex fidanzata Michelle Rodriguez (vedere alla voce "lesbiche da film" - ovvero "diavolo, credevo che quelle vere fossero fatte diverse!" ), Michael Madsen e pancetta al seguito, Geraldine Chaplin vecchia babbiona, Meat Loaf (eh, oh...), Udo Kier, Michael Paré e Billy Zane! E, se vi sembra poco, pure Gandhi in persona!
Spero siano stati pagati tutti in alcolici di bassa lega, perché mi rifiuto di credere che qualcuno abbia partecipato a tale scempio da sobrio.

Cooomunque... la nostra cara Terminatrix nel 18esimo secolo faceva la Dampira (mezza-umana, mezza-vampira, tutta-topa) in un freak show. Neanche una brutta vita, una volta che ci si abitua alle coltellate per impressionare il pubblico. Ad ogni modo, scappa ed opportunamente incontra una vecchiarda del servizio informazioni e pettegolezzi, che le comunica che sua madre venne stuprata da Gandhi (e sì che pareva tanto buonino...), vampiro di quelli cattivi che più cattivi non si può - tanto da stare tutto il tempo nel proprio castello a dare ordini ad un branco di inetti.
Inizia dunque l'immancabile vendetta, alla quale collaboreranno due cacciatori di vampiri membri o-forse-no di una spensierata combriccola di gente dedita a... a... e chi cavolo ci ha capito qualcosa?
Si chiacchiera decisamente troppo, ma l'attesa per i combattimenti viene ampiamente ricompensata: gente immobile e telecamera nel frullatore! Che soluzione innovativa! Imperdibile il duello di spada con Gandhi.

Un'ora e mezza che ha la logica di un nugolo di cavallette: la gente compare a sciami, fa cose e se ne va - non prima di aver devastato i neuroni degli spettatori.
Società segrete pubblicizzate sulla guida Michelin, tesori inesimabili protetti da fenomeni da baraccone e motivazioni deliranti.
Se voleva essere un monumento alla casualità delle circostanze della vita umana è un capolavoro, ma qualcosa mi dice che non sia così...

Preso in edizione inglese, tra gli extra c'è pure una estenuante cena di quasi 50 minuti con zio Uwe che sproloquia sulla settima arte, che mi sono ben guardato dal visionare.

Forse del sommo maestro sono più affezionato a Alone in the Dark e House of the Dead, ma anche questo filmone rientra a pieno titolo nel suo "best of".

Voto: 1-fa-maaale!
Trashometro® 8/10:
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