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domenica 14 maggio 2006

[ninja] ninja thunderbolt


Ninja Thunderbolt ha proprio una bella trama, che inizia informandoci che L'Impero Ninja® è supremo, grande e giusto. E fin qui tutto ok. Per motivi tutti suoi l'impero si dà al traffico di droga ed al furto di orripilanti cavalli di giada (mercato di nicchia, ma redditizio); il proprietario del suddetto cavallo, però, è un malavitoso - noto ai più con il nome di Presidente - che ha assoldato un ninja per (credo) simulare il furto e frodare la compagnia di assicurazione, la quale manda ad investigare la sua donna migliore, grande esperta di arti marziali che inizia a menare le mani senza motivo già nell'ufficio del Presidente.
Nel mentre l'inatteso Richard Harrison (che - colpo di scena! - qui si fa chiamare Richard e non come più spesso accade Gordon o Henry o Harry) arresta un po' di narcotrafficanti (tra i quali giurerei di aver visto Paulo) stordendoli con le sue camicione allucinanti.
Fatto ciò il buon Richard, utilizzando diapositive e abili salti di inquadrature, invia il proprio uomo ad Hong-Kong (ha un uomo in ogni porto, si sa) per investigare sul caso del cavallo rubato.
O almeno credo.
Sia come sia, il fortissimo Harry Wong si fa accoppare la moglie: ora è una questione personale!
Giù botte finché non finiscono i rulli del film originale e/o l'effetto degli allucinogeni sul nostro paladino del bel cinema, Godfrey Ho; ci vuol del genio e l'ausilio della chimica, per mischiare un pessimo poliziesco ad una storia che coinvolge l'impero ninja! ;-)
Scontro finale tra Richard e una giovane allieva plagiata dall'impero ninja - pazza! Non hai speranze! :-)

Momenti imperdibili: le scene porno-soft; gli inseguimenti tra auto identiche; i ninja sui pattini che inseguono Harry Wong nel suo sulky della polizia; Richard che scala l'Everest e grida "NINJA!"; il giovanissimo Jackie Chan coinvolto suo malgrado (era nel girato hong-kongese).
Lezione imparata: rubare un cavallo di giada porta rogna.

Voto: 2. Trashometro® 10/10:
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sabato 22 maggio 2010

Slater's Cadillac

Ultimamente (???) i film di Christian Slater lasciano quella sensazione di lavoro fatto per comparsi il pane e dio-sa-cos'altro; Dolan's Cadillac ne è un tragico esempio.

Dolan (Slater) è così cattivo che al suo confronto il figlio del peccato tra Pol Pot e Maria La Sanguinaria sarebbe sembrato un sant'uomo. Se ne va in giro sulla sua cadillac ultra-tecnologica e corazzata contro piccole esplosioni nucleari tutto intento nel suo crimine preferito: traffico di esseri più o meno umani. Fa anche un timido tentativo di giustificarsi, ritraendosi come il frutto del Vero Sogno Americano®, ma sorvoliamo. Le forze dell'ordine non riescono a fermalo (e del resto neanche ci provano), e sembra ormai inarrestabile.
Cotanto satanasso non ha però fatto i conti con una sposina neo-gravida che, andandosene in giro per il deserto col suo cavallo, assiste allo sterminio di una partita di merce avariata da parte del nostro stimatissimo Slater.
Colta da sacro furore giustizialista, la signorina decide di testimoniare contro di lui, mettendosi sotto la protezione di un ramo dell'FBI dedito ai crimini contro le ciambelle (più che prevenirli, il perpetrano).
Prontamente eliminata la mogliettina con un miliardo di tonnellate di tritolo (anche meno, eh: la gente muore anche se l'esposione non si vede dalla Luna, sai?) la palla passa al fresco vedovo, che cerca vendemmia-tremendissima-vendemmia con una smisurata pistola-cannone (forse a compensare inconfessabili carenze), ma gli va spaventosamente male.
Da buon cattivo, però, Dolan lo lascia vivere - altrimenti come generi la tua nemesi?
Il pirlotto escogita quindi un piano degno di Wile E. Coyote, che prevede il farsi assumere in un cantiere stradale e la creazione di un cartonato atto a confondere il guidatore della cadillac (stile finta galleria ferroviaria, solo in orizzontale), che senza indugio precipita nella trappola.
Rinchiuso nel mezzo su cui tanto faceva affidamento, Slater dovrà supplicare ed urlare di dolore nella speranza di uscirne vivo, mentre gli spettatori faranno lo stesso nella speranza che il film finisca in fretta - purtroppo andrà male a tutti.

Girato con la solita telecamerina digitale con l'esposizione automatica, i suoi 105 minuti fanno sembrare il traffico di bambini roba da benefattori dell'umanità. Vale comunque la pena noleggiarlo, non fosse altro per contemplare quell'insulto all'evoluzionismo che è la carriera di Christian Slater.

Voto: 1 - ed il presunto buono riesce a metterci anche uno pseudo-indirizzo IP 192.168.0.666: mai-più-senza.
Trashometro® 5/10:
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giovedì 3 gennaio 2008

indiana jones!

Finalmente ho avuto modo di vedere i tre Indiana Jones in rapida successione. Cose che ti riconciliano con il cinema. :-)
Saga d'altri tempi, come non se ne fanno più: tante idee, realizzazione solida e - sembra banale - una marea di gente con le palle a ricoprire i ruoli fondamentali (nel cast, ad ancor di più fuori); oggi sembra che ci si limiti a tirare una vagonata di dollari in una direzione, nella speranza che abbastanza tordi vadano poi al cinema.

I Predatori dell'arca perduta inizia il mito, e mette subito in chiaro il taglio avventuroso che si vuole dare al personaggio. Voto: 10.
Indiana Jones e il tempio maledetto è palesemente il capitolo più debole, con una trama non troppo appassionante e personaggi secondari troppo abbozzati; l'intento era di farne un film più cupo, ma il risultato è invecchiato maluccio. Voto: 6.
Grande colpo d'ala risulta invece Indiana Jones e l'ultima crociata, con un cast perfetto e sceneggiatura a loro adeguata. Voto: X (la "X" indica dove scavare! ;-))

Impeccabile la qualità audio e video del cofanetto, che contiene anche un DVD pieno di extra piuttosto interessanti. Peccato per il 2.0 in italiano, ma vale la pena rivederseli in lingua originale.

Voto complessivo: 9.
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domenica 2 novembre 2008

QUATTRO CAROGNE A MALOPASSO


Bill Nelson, sornione come pochi.

Il luogo dove vorrei essere seppellito.

Un momento altamente introspettivo.

QUATTRO CAROGNE A MALOPASSO!
QUATTRO CAROGNE A MALOPASSO!!
QUATTRO CAROGNE A MALOPASSO!!!
Che altro aggiungere?

Prima di tutto, i doverosi ringraziamenti ai frequentatori di Filmbrutti.com, ed in particolare a Zedoneterror per il reperimento (da estendersi allo sconosciuto eroe che materialmente ha recuperato il dvd direttamente dal regista) e Raminchia per la distribuzione.
Il thread ufficiale lo trovate qui.

Per chi non avesse capito di cosa si parla, si tratta della versione integrale ed ufficiale dello spaghetti-western su cui il grande Vito Colomba improvvisava le sue leggendarie "lezioni di regia" riprese da Mai dire TV.
Ebbene sì: non si tratta di una raccolta di lezioni, ma siamo di fronte al film vero e proprio, fatto e finito.
Presentato da "Gli Amici del Cinema" (chissà dove erano i proverbiali "Amici degli Amici", nel frattempo...) e candidamente prodotto "con mezzi di fortuna" ed attori non esattamente professionisti, il risultato finale è qualcosa che resterà nelle vostre pupille per tutta l'eternità.

Bill Nelson torna dopo dieci anni al suo paese (indovinate un po': Malopasso, che pare trovarsi in provincia di Trapani), dove era talmente popolare che nessuno si ricorda di lui; lo sceriffo lo avverte con il ragguardevole tatto siculo del fatto che i suoi genitori sono morti tempo addietro per mano di alcune Carogne® al soldo dell'empio Paker (o Parker, a vostra scelta). Inutile dire che lo sceriffo si è guardato bene dal fare indagini, perché in fondo in fondo è affezionato alla sua vecchia pellaccia; Bill - che, quando se ne ricorda e riesce a smettere di ridere, fa anche una faccia adeguatamente sofferente per la dipartita dei sui vecchi - stabilisce di non aver davvero di meglio da fare che cercare vendetta.
Brutta bestia, la disoccupazione.
Uno sperone lo metterà sulle tracce di quelle che a dar retta al titolo (cosa che chiunque sia avvezzo al trash si guarda bene dal fare ;-)) avrebbero dovuto essere Quattro Carogne®, ma che in realtà si rivelerà essere un vero e proprio distributore automatico di malvagi (e/o malconsigliati): per quanti ne ammazzi, continuano a saltarne fuori altri (fine metafora del fatto che l'odio genera solo altro odio o semplice disprezzo per la sceneggiatura? ;-))
Ligio ai canoni dello spaghetti-western, non mancheranno le sparatorie, gli occhi dolci alla figlia dello sceriffo, il saloon, il giudice, il prete e pure tanta critica sociale.

Ma non si creda che tutto segua i binari già tracciati da centinaia di altre pellicole: il finale - che non svelo - è infatti quanto di più spiazzante ed anti-catartico si possa concepire. Oltre al fatto che il pistolotto conclusivo è scritto in un italiano a dir poco improbabile.
Quattro Carogne a Malopasso vuole infatti essere una sfacciata metafora della mafia e della collusione tra potere ed istituzioni (pro o contro non son sicuro d'averlo capito, ma insomma... ;-)) e - mi viene da pensare rileggendo la scrollata finale - anche un duro attacco alla punteggiatura, vera tiranna del nostro secolo! ;-)

Diretto alla "ECCELLENTE la prima", con attori tutti da vedere ed in ambientazioni ricreate ad arte (vuole la leggenda che il saloon sia stato realizzato in casa del regista, che poi ha lasciato tutto inalterato), ciò che più traumatizza sono i numerosi dialoghi tragi-comici in un siculo-italiano di rara espressività (nel senso che raramente risultano espressivi e/o comprensibili).

Non posso davvero elencare tutti i momenti trash, ma tenete d'occhio gli impianti elettrici, gli ondulati sul soffitto, gli elicotteri e le auto in sottofondo e... ok, tutto.
Un film fortemente voluto dal regista e dalla troupe, che non ringrazieremo mai abbastanza per aver donato al mondo una tale perla, vero santo graal degli amanti del trash home-made italico.


Voto: SENZA VOTO! I voti sono per sciocchezze come WALL-E! Come si può dare un voto all'AMORE?!?! ;-)
Comunque, nel dubbio: Trashometro® 10/10: (in realtà è un fuori scala).
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venerdì 1 agosto 2008

Dr. Horrible!

Dr. Horrible's Sing-Along Blog è l'ultimo insano progetto di un tale che si chiama Joss Whedon.

Concepito durante lo sciopero degli sceneggiatori, è andato "in onda" gratuitamente sul sito nei primi giorni, mentre ora si trova in vendita on-line, in attesa che esca il DVD.
Richiamati un po' di parenti ed attori-feticcio (l'immancabile Nathan Fillion e Che Mi Venga Un Colpo Se Quello Non È Il Dottor Doogie), mette insieme tre puntate di circa 15 minuti ciascuna di... un musical.
Ci vuol del fegato, ed amore inversamente proporzionale ai soldi a disposizione. :-)

Il Dr. Horrible - cattivo-wannabe - vuole entrare nella Lega dei Cattivi, ma prima deve riuscire in qualcosa di eclatante; sarebbe anche sulla buona strada, non fosse che Capitan Hammer - supereroe pieno di sé - gli mette sempre i bastoni tra le ruote.
Fattore non secondario il fatto che, nella sua vita di tutti i giorni, il Dr. Horrible è segretamente innamorato di una giovane attivista che si batte per la costruzione di un rifugio per i senzatetto. Inutile dire che la signorina finisce in mezzo alla lotta tra l'eroe ed il cattivo, e s'invaghisce di Capitan Hammer.
Da qui in avanti, vendetta e tragedia.

Fatto con tanto amore ed un bel po' di genio, non annoia (pur essendo tutti prevedibili, gli sviluppi) e non dovrebbe suscitare troppo sgomento neanche in chi non ama i musical (non cantano sempre, ma spesso, ma le canzoni sono talmente simpatiche che quasi non ci se ne accorge).

Difetti? Beh, è fatto con molti meno soldi di una qualunque puntata di serie TV, e le ambientazioni un po' ne risentono, ma in fondo poco importa.
Ha il potenziale per raggiungere un 10 pieno, ma ha un problema fondamentale: è necessario aggiungere un altro episodio (2, al più), cosa che verosimilmente verrà fatta in futuro.

Bello, bello, bello. (Canzone preferita? A Brand New Day, alla fine del secondo atto).

Voto: 9 (il DVD è sicuramente da prenotare).
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martedì 24 giugno 2008

Young Frankenstein

34 anni dopo l'uscita (e dopo svariate visioni), Frankenstein Jr. fa ancora spataccare dal ridere. :-)
Aggiungo solo che visto a notte fonda in lingua originale, merita ancora di più (non che il doppiaggio non abbia fatto un buon lavoro, considerate le difficoltà).

La parte migliore, comunque, restano i prezzi messi a casaccio dalla Comet: succede spesso di trovare la stessa versione di un film prezzato con 3 diversi valori, e va ancora meglio quando si trova un blocco di edizioni speciali (con maglietta neanche di infima fattura) a 9.90 euro - mentre altrove è intorno ai 18. Purtroppo quella nel cofanetto era a prezzo pieno. :-)
A breve conto di vedermi gli extra del primo disco, mentre i contenuti del secondo (l'Italian Fans Edition) mi sono sembrati piuttosto scadenti, ad una rapida occhiata.


Voto: 10. It's pronounced "Fronkensteen"!!!
commedia, horror, Frankenstein, Mel Brooks, Gene Wilder, Marty Feldman, fantascienza, fantasy, neurochirurgo, nonno, nipote, lezione, morte, resuscitare, esperimento, cervello, bara, impiccagione, Transilvania, sedativo, rivolta, musica, violino, scienziato pazzo, mostro, bara, freccette, cieco, bambina, treno, lupi, castello, cavallo, governante, assistente, moglie, promessa sposa, sesso, frustrazione, scienziato, gobba, gobbo, libreria, elettricità, parodia

domenica 24 giugno 2007

skeleton man!

Skeleton Man

Ci sono esperienze che travalicano l'auto-punizione e che sfociano direttamente nell'insensata mutilazione cerebrale auto-inflitta.
Skeleton Man ne è un caso talmente palese che il servizio sanitario nazionale dovrebbe imporne la vendita con allegata una dose quasi letale di morfina.

Pagato un intero paio di euro (mi auguro falsi, a questo punto) all'ipercoop, Skeleton Man narra la storia di questo feroce guerriero indiano (pardon: nativo americano) che chissà perché di tanto in tanto riappare sotto forma di scheletro incappucciato in sella ad un nero destriero.
Evidentemente non conscio delle recenti possibilità economiche offerte dalle leggi sui casinò indiani, non trova niente di meglio da fare che mettersi ad accoppare tutti quelli che hanno la sfortuna di essere stati scritturati per questo filmaccio (facendogli anche un discreto favore, per dirla tutta).

Dopo aver braccato ed ucciso una squadra della delta force, i militari mandano, a vedere cosa minchia succede, un gruppo interforze composto da 3 o 4 tizi che spaziano dal "molto vecchio" al "beone in erba" ed altrettante tizie che non avranno neanche finito il liceo (e no, non si spogliano ;-)).
Skeleton Man si accanirà pure contro di loro, oltre che contro lo spettatore. :-)

Un'ora e mezza di dolore allo stato puro, senza un minimo di trama o costruzione delle scene, con una fotografia da filmino sovraesposto delle vacanze ed effetti speciali patetici.
Il film inizia, Scheletrino Man si mette ad accoppare gente, il film finisce. Niente più (a parte un capo indiano vecchio, saggio ed amante dei fagioli che sproloquia).
Quello che viene spacciato per regista è in realtà un prestanome che è preso le colpe di Jesse Johnson (ma usare Alan Smithee è passato di moda?)
La qualità della recitazione è agghiacciante; in questo filmazzo per la TV spiccano i nomi di Michael Rooker (qui con una espressione da Maestro Ninjà Gordon impagabile) e Casper Van Dien.

Da non perdere: i proiettili che mandano scintille quando colpiscono gli alberi; la delta force che nel bel mezzo del nulla comunica usando i cellulari.

A giudicare dal libretto interno, la Mondo Home Entertainment ha in serbo numerose altre schifezze da evitare accuratamente (per quanto, quello Snakeman... ;-))

Voto: -1. Da debellare e mantenere in ambienti controllati come il vaiolo.
Trashometro® 3/10:
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