Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query difetto. Ordina per data Mostra tutti i post
Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query difetto. Ordina per data Mostra tutti i post

martedì 16 febbraio 2010

garanzie e venditori

Messaggio di servizio, maturato dopo un'agghiacciante esperienza con il servizio post-vendita di un ipercoop, a cui ho dovuto promettere una lettera di messa in mora (e conseguente azione legale in caso di inadempienza) per far valere i miei diritti. E non era la prima volta che cercavano di rifilarmi la fregatura.
Lo scrivo perché in rete si trova merda allo stato puro, salvo che su qualche sito delle associazioni dei consumatori.
Non ho pretese di verità assolute, ma tutto ciò è corretto al meglio delle mie conoscenze - e considerate che ho l'abitudine di documentarmi e d'essere puntiglioso e rompicoglioni. Insomma, questa è la mia merda: magari non fidatevi troppo, ma dovrebbe essere tutto giusto.

[tipi di garanzie]
Non ci interesseremo delle garanzie dei produttori (di solito limitate ad un anno) o di quelle accessorie/addizionali che possono intercorrere (a pagamento o meno) tra l'acquirente ed il venditore o il produttore.
Il mio interesse nel caso specifico verteva sulla garanzia legale, definita dal Decreto Legislativo n. 24 del 2 febbraio 2002 (in recepimento della direttiva europea 1999/44/CE), inserito nel codice del consumo (titolo III, in particolare l'articolo 130).

[presupposti]
Si suppone abbiate ragione.
Nel senso: che il difetto sia effettivamente di conformità, che non lo abbiate rotto voi o cose del genere.
Questa copertura si applica solo per acquisti fatti come privati, quindi cascate male se vi siete fatti fare fattura.
La copertura vale solo per danni rilevanti, non da usura e che inficino l'uso primario del prodotto.

[durata]
La garanzia ha durata di due anni. Il difetto va segnalato entro 2 mesi.
Ergo: sono passati 2 anni ed 1 mese da quando avete comprato un oggetto che si è rotto entro il termine della garanzia e di cui solo ora avete ritrovato lo scontrino? Bene, siete ancora in tempo per riportarlo al venditore (onestamente: in un caso del genere, se riuscite a farvi dare ragione senza un travaso di bile siete dei fenomeni - ma la legge lo consente).

[a chi rivolgersi]
Nei due anni, potete andare dal venditore. Nel primo anno può aver senso rivolgersi al produttore (fare ciò non fa decadere la garanzia legale di 2 anni) perché di solito ci si sbriga prima, ma non siete tenuti a farlo: se volete andare dal venditore, è vostro diritto (anche nel primo anno).
In quest'ultimo caso il venditore è il vostro unico interlocutore: da lì in avanti DEVE essere lui a risolvere la faccenda.
A sentire l'ipercoop io avrei dovuto farmelo riparare sborsando il costo di tasca mia, che poi mi sarebbe stato rimborsato (cosa di cui non dubito, ma... CAZZATE: io non sono tenuto a seguire una simile procedura).

[possibili soluzioni]
Se riparazione o sostituzione sono fattibili e non eccessivamente gravose per il venditore, questi può:
1. farvi riparare l'oggetto, senza spese di alcun tipo per voi.
2. sostituirvi l'oggetto con uno identico.
Se riparazione e sostituzione risultassero infattibili o eccessivamente onerose, il cliente può ottenere la risoluzione del contratto (il che significa restituzione completa del contante speso) o, dove ragionevole, una rimborso parziale che tenga conto del periodo in cui si è utilizzato il bene, della sua svalutazione e simili.

Poi sono sempre possibili vari compromessi che però in quanto tali devono soddisfare entrambe le parti e non siete tenuti ad accettare: si può sostituire il prodotto guasto con uno equivalente, si può ottenere un reso sotto forma di buoni-spesa da utilizzare nello stesso negozio e così via.
Tra questi c'è sicuramente la possibilità di un rimborso in seguito a riparazione effettuata a vostre spese (come mi era stato proposto), ma non siete tenuti ad accettare.
E se quella è l'unica soluzione che vi viene proposta, stanno violando la legge. Punto.

[cosa chiedere]
Nei casi normali, un intervento in garanzia sul prodotto guasto.
Se presagite rogne, suggerirei di andarci giù pesante: per la legge potete esprimere preferenza sul tipo d'intervento.
Io chiederei esplicitamente la restituzione completa dei soldi spesi o la sostituzione con prodotto identico, se ancora disponibile.
Se al negoziante non va bene, dimostri che questa soluzione è troppo onerosa e ne proponga un'altra (la riparazione a sue spese, necessariamente).

In generale, spiattellare le possibilità offerte dalla legge, e rifiutare qualunque soluzione vi imponga oneri.

[in caso il venditore pianti grane]
Ribadire quelli che sono i termini di legge.
Fare presente che in caso non voglia seguire una delle possibilità offerte dalla legge, riceverà una lettera di messa in mora a cui seguirà - in caso di inadempienza - una azione legale; per piccole cifre di solito ci si rivolge al giudice di pace.
Può aver senso contattare una associazione dei consumatori (che però vi aiuteranno solo se vi associate, di norma) e far presente la cosa alla locale camera di commercio, che sarebbe preposta anche a vigilare sul rispetto di queste norme (che poi lo faccia, non ne ho idea).

[note sparse]
1. Trascorsi sei mesi dall'acquisto, se il venditore conosce la legge ed ha voglia di piantarvi grane può fare una cosa molto semplice: farvi sostenere l'onere della prova che il prodotto è guasto e si tratta di un difetto di conformità (prima dei sei mesi, vale il contrario: è lui a dover dimostrare che il difetto non è tale, se ne ha voglia).
In generale non dovrebbe volerci molto, ma potrebbero esistere casi particolari in cui solo una perizia può stabilire che si tratti in effetti di un difetto di conformità; parliamo comunque di acquisti di grande valore, e credo sia il caso di arrivare ad una perizia solo in sede di processo (ergo: prima lo chiamate in causa, poi fate fare la perizia - in casi del genere, rivolgersi ad un avvocato).

2. La legge prevede esplicitamente che i tempi dell'intervento debbano essere ragionevoli ed in generale che la cosa non debba causare troppi inconvenienti per il cliente.

3. La legge è più complessa di come l'ho descritta e copre altri casi particolari: leggetela e valutatela attentamente.

[come è finita]
Dopo incazzature, consulenze coi centri assistenza del produttore, spiegazioni di cosa prevede la legge, ulteriori sfuriate, scalate a responsabili-dei-responsabili-dei-responsabili si è scoperto che... aveva ragione chi rompeva i coglioni.

Impossibilitati ad effettuare un intervento di riparazione dato che il produttore pare abbia canali d'assistenza riservati ai soli privati (ma comunque, coglioni-coglioni: farsi un contratto d'assistenza e/o una assicurazione che copra il secondo anno di garanzia, no? Tenete presente che parlo di un prodotto di enorme successo di una delle maggiori case di elettronica del mondo) ed essendo troppo difficile per chissà quale motivo la sostituzione con prodotto identico, pur disponibile in negozio (nuovo modello senza apprezzabili miglioramenti o differenze, dal prezzo uguale a quanto pagai io) hanno optato per la soluzione che per loro è di gran lunga la più onerosa: il rimborso completo.
Hanno fatto un onesto () tentativo di rifilarmi il reso in buoni sconti, a fronte del quale ho preteso il contante.
Speso, 5 minuti dopo, nel negozio accanto dove lo stesso oggetto costava pure 10 euro in meno (e dove so non ci sono problemi in caso di guasti nel secondo anno).
Piccole soddisfazioni - oltre al fatto che ho un oggetto nuovo con due anni pieni di garanzia.

Però che fatica fottuta.

[cose imparate]
1. Tenere sempre gli scontrini; di quelli di valore elevato, conservarne anche una fotocopia (o scansione su PC e backup).

2. Quasi nessuno pianta grane.
Il grosso della gente secondo me non tiene gli scontrini e/o non sa che la garanzia di legge copre due anni: legge il foglio di garanzia accluso (quella del produttore), che invariabilmente copre solo il primo anno.
Oppure va dal negoziante, e si fida di quel che gli dice lui: dopo tutto se la tua coop ti manda in un centro assistenza e poi ti tocca tornare per farti rimborsare quanto speso, vuoi che non abbia ragione? (no, non ce l'ha).

3. L'ipercoop, anno del Signore 2010, va quasi costretta a rispettare una legge del 2002. Niente di personale contro le signorine del punto post-vendita, ci mancherebbe: non son loro che decidono come comportarsi.
Mi aspetterei però un po' più di buon senso dai medio-livello: diamine, istruisci chi è a contatto col pubblico a riconoscere chi ha ragione e chi no. Mi son sentito dire "ma perché lei è l'unico che non accetta la soluzione che a tutti gli altri va bene?" - perché a me non va bene e legge alla mano non sono tenuto ad accettarla. Giusto che tu ci abbia provato, ma dato che rompo i coglioni ed ho ragione (combinazione sempre letale ), lascia perdere: riprovaci col prossimo che capita.

Non ho invece capito se ho imparato a NON effettuare mai più acquisti simili all'ipercoop, o a continuare a tutto spiano: se tutte le volte - previa litigata - ti restituiscono il contante...
No, seriamente: mai più al mondo a meno che non sia talmente conveniente da far passare in secondo piano il fattore garanzia (ma voglio almeno il 50% di sconto).

Evviva.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , .

martedì 3 aprile 2007

SpongeBob!

SpongeBob e Patrick

SpongeBob, il film porta sul grande schermo le avventure degli strani abitanti di Bikini Bottom, già noti per l'omonima serie.

La corona di re Nettuno è stata rubata, e tutto fa pensare sia colpa di Mr. Krabs, avido datore di lavoro di SpongeBob. Benché la nostra spugna di mare preferita sia in rotta di collisione col suo capo per una promozione non concesse, si imbarcherà in una folle avventura che, con l'aiuto del suo miglior amico Patrick, lo porterà a recuperare la corona ed a smascherare il terribile piano del vero colpevole.

Animazione basilare eppure efficacissima nella sua espressività perfetta, il film riesce a mantenere un ritmo frenetico per tutti i suoi 90 minuti, con una trafila quasi ininterrotta di situazioni comiche e surreali. Pieno di trovate geniali (non poche ben poco comprensibili dai più piccoli, a cui alcuni - visto lo stile dei disegni - pensano sia unicamente rivolta la serie).
Di buon livello e molto curata la sceneggiatura, il film raggiunge l'apice con l'apparizione del più grande uomo della storia: David Hasselhoff nel ruolo di sé stesso (con ovvi riferimenti a Mitch Buchannon)!
Volendo trovarci un difetto (ma come trovare un difetto in un film con Mitch 'Superuomo' Buchannon? ;-)) c'è da dire che si gioca molto poco con gli altri abitanti di Bikini Bottom, che avrebbero meritato più spazio.

Voto: 9 (piccolo gioiello).
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , .

domenica 10 gennaio 2010

il mondo dei replicanti

Premesso che di sicuro nessun sceneggiatore è stato maltrattato per adattare per il cinema l'opera originale (che non ho letto), non si può dire che il risultato finale sia da disprezzare.
Se vogliamo, il difetto principale - a parte un'abbondante dose di prevedibilità - di questo Il Mondo Dei Replicanti è il titolo un po' sciocchino: l'originale Surrogates rendeva molto più l'idea.

Nel canonico futuro prossimo una larghissima parte dell'umanità adotta dei surrogati, nella vita di tutti i giorni. Questi surrogati altro non sono che robot (non autonomi) estremamente sofisticati, nei quali ci si può "immergere" comandandoli a distanza.
Bellezza, forza e costante ricerca del piacere: l'umanità ha intrapreso una via un tantinello edonistica e - almeno in apparenza - la cosa paga: il crimine quasai non esiste più e la società sembra quasi perfetta, non fosse per i poco affascinanti sacchi di carne abbandonati sulle poltrone di comando di questi surrogati.
A creare scompiglio la comparsa di una nuova arma usata per uccidere il figlio del principale artefice dei surrogati (mi-ti-co James Cromwell, che del resto aveva già fatto il Dottor Lanning in I, Robot e quindi dovrebbe essere preparato sull'argomento), la peculiarità è la capacità di distruggere un surrogato ed ucciderne il controllore.
Durante l'indagine, un Bruce Willis con non abbastanza canotta dovrà vedersela prima con gli ultimi umani che non accettano i surrogati, poi con un complotto ben più esteso ed articolato.

Come detto, il difetto principale è una quasi eccessiva linearità e prevedibilità: manca un vero colpo d'ala e tutto è molto canonico e prevedibile. Jonathan Mostow alla regia non fa danni, ma mette tutto in scena come un banalissimo poliziesco, utilizzando poco le potenzialità che la base poteva avere.
Per il resto, si lascia vedere volentieri nella sua brevità (88 minuti).

Voto: 6.5 (niente infamia, poche lodi).
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , .

mercoledì 12 luglio 2006

ricotta per tutti!

Sono finalmente riuscito ad entrare in possesso del disco sostitutivo del mio cofanetto di Cowboy Bebop. Già in disponibile nei negozi da una dozzina di giorni, rimpiazza il secondo disco che presentava evidenti difetti di compressione mpeg. :-|

L'ho acquistato poco prima di Natale ed ho immediatamente segnalato il difetto.
Il 20 febbraio il difetto è stato confermato dal produttore, aggiungendo che la sostituzione sarebbe avvenuta "al più presto".
L'11 aprile si annunciava che il disco sarebbe stato distribuito la settimana seguente.
Infine, il 31 maggio, il disco è viene indicato come "arrivato nei negozi", ma (pare per un ritardo dei distributori, mi dicono le mie fonti) l'incauto acquirente ha potuto ritirarlo solo da inizio luglio. :'(

Nel suo piccolo, una odissea.
E non è che abbia particolare antipatia per l'editore (shinvision, in questo caso): non è che gli altri abbiano poi una tradizione molto migliore - vedere anche il mio precedente post sull'argomento.
Il fatto è che l'Italia è piena di pesci medio-piccoli (quando non piccolissimi) che, pur armati delle migliori intenzioni, evidentemente non sono nelle condizioni di offrire ciò che per i miei standard è un servizio decente.

Troppo facile nascondersi dietro la scusa (sentita troppe volte) che nel nostro paese "il mercato è piccolo".
Minchiate: caso strano, quando sono "i big" a scendere in campo (Medusa, Lucky Red, Columbia Tristar e compagnia bella) la qualità del prodotto è buona, il prezzo ragionevole ed il servizio efficiente - ed i problemi sono davvero l'eccezione alla regola.

Non dissimile la situazioni del fumetto, pur con la peculiare presenza di due giganti (se non, nei rispettivi generi, quasi-monopilisti a livello europeo/internazionale ed italiano), che nonostante ciò non perdono occasione per piangere miseria e strapparsi i capelli per quante poche copie vendono, per i margini così bassi che non-ne-avete-una-idea e per le difficoltà nella distribuzione e promozione (a proposito di promozione: vogliamo parlare di quanto poco è stato fatto per sfruttare il traino della caterva di film supereroistici?)
Che palle. Che palle!
Putacaso quando gli stessi volumi li fanno deAgostini, RCS, Repubblica, Mondadori ed amici (gi-e-sù, pure la gazzetta dello sport) il rapporto qualità/prezzo è decisamente più favorevole. Sono benefattori in perdita?

Il fatto che i grandi editori riescano, senza impegnarsi neppure troppo, dove quelli che dovrebbero essere i "professionisti del settore" falliscono è di uno squallore unico.
Personamente compro (relativamente) poca roba - e non scarico da Internet, e (a meno di roba davvero introvabile altrimenti) non compro le versioni hong-kongesi distribuite in Italia. Per quel poco che compro, esigo però non sentirmi preso per il culo o dover vivere con l'ansia che la serie iniziata non finirà mai.
Me ne dispiace, ma (specie per le serie in DVD) l'unica soluzione è rivolgersi sistematicamente al mercato inglese/americano, limitandosi a comprare in Italia poche cose e che non siano ancora in corso d'opera.

E mai fare l'early adopter. Mai. :-?

giovedì 27 novembre 2008

[BSG] stagione 1 (o: della fantascienza tra libri e tv)

Strano periodo, per la fantascienza. Da un lato la letteratura fantascientifica sta attraversando uno dei suoi momenti di maggior crisi, e chiunque frequenti le librerie lo avrà notato: oramai si trovano solo poche ristampe dei soliti noti, con pochissimo materiale nuovo e nessun filone emergente (niente a che spartire con il fantasy, in tutte le sue declinazioni, che ha conquistato spazi sempre più ampi sugli scaffali - in questo seguito a ruota dai fumetti).
Dall'altro, gli ultimi anni hanno visto una vera e propria esplosione della fantascienza "da vedere", e se al cinema non sono mancati alcuni decorosi prodotti (in mezzo, però, a tanta mediocrità), è nelle serie televisive che il genere ha conosciuto il suo maggior successo.
Un successo magari non sempre di pubblico od economico (ma i costi di produzione sono spesso significativi, ed il rischio sovraesposizione è sempre dietro l'angolo, quando c'è tanto materiale), ma che ha visto sbocciare prodotti di ottima qualità e molto vari: dal proseguimento/spin-off di classiche serie spaziali, alla serie animate (post-cyber-punk e non), alle contaminazioni fantasy del genere supereroistico.

Sul tema "fantascienza: tra libri e tv" potrei fare un discorso serio, lungo ed articolato... ma figuriamoci! ;-)

Tutto questo in realtà, per introdurre il fatto che - dopo La Miniserie - mi sono visto la prima stagione di Battlestar Galactica.

Proseguendo con gli eventi, i neppure 50.000 esseri umani sopravvissuti si metto alla ricerca di un luogo sicuro, sempre braccati dalle orde di robot assassini e con una nuova drammatica consapevolezza: i Cylons possono avere forme organiche ed essere (quasi) indistinguibili dagli umani.
La trama di questa prima stagione è di sicuro molto buona, ed apprezzo moltissimo come viene sviluppata, con il costante approfondimento dei rapporti tra i personaggi e delle difficoltà di una società civile che cerca di ritrovare una propria identità, dopo lo sterminio di miliardi di persone.
Insomma: troppe volte abbiamo assistito a serie televisive che si trasformavano in telenovelas tra le stelle, o che si incagliavano nell'affannosa ricerca del nemico sempre più forte (e sempre sconfitto, ma mai definitivamente) o - moda recente - del perpetuo colpo di scena, con 6 o 7 stravolgimenti di prospettiva a stagione.
Non che questi elementi manchino, in BSG, ma sono sapientemente dosati tra loro senza eccedere e non distolgono mai dal quadro complessivo (lo sterminio, la fuga, la rabbia, la paura e la speranza), col quale anzi si integrano alla perfezione.

Come detto, i personaggi sono mediamente ottimi (oddio: Gaius Baltar lo devo ancora inquadrare e mi sembra un po' eccessivo/macchiettistico sotto troppi aspetti) ed eccellenti le loro interazioni; i temi sono spesso coraggiosi e trattati in maniera tutt'altro che banale (magistrali la tortura del Cylon e lo scontro tra politici e militari).
Pur non venendo ancora svelato quasi nulla, si ha poi la costante sensazione che i Cylon abbiano effettivamente un piano più ampio e complesso, del semplice sterminio (certo, la sopravvivenza di entrambe le parti è - prosaicamente - necessaria per il proseguimento della serie, ma viene gestita molto bene e lasciando intendere profonde implicazioni).

A livello di regia, dopo un po' ci si abitua allo stile (telecamera spesso a mano, ma gestita con maestria) e si impara ad apprezzarla molto per la "sporca pulizia" e l'espressività.
Ulteriori punti di merito a quasi tutti i protagonisti principali, che fanno un eccellente lavoro.
La trama è poi impreziosita da dialoghi di ottimo livello (mai banali) e da una cura maniacale per i dettagli, che rendono completo e credibile lo sfondo di questo mondo futuristico/alternativo (ma chissà poi quanto alternativo e futuristico: le religioni greco-classiche, ad esempio, danno molto da pensare...)

Se proprio vogliamo trovare un difetto, si potrebbe dire che alla fin fine seguiamo le vicende di poco più di una dozzina di personaggi davvero importanti e coinvolti in tutte le circostante. Naturalmente non sono poi pochissimi e mi sarei lamentato sia se fossero stati di meno (sfociando in un ulteriore eccesso di protagonismo) che se fossero stati molti di più (finendo col limitare l'approfondimento), e quindi va bene così... ;-)

Ora devo solo trovare il modo di impedirmi di divorare le altre due stagioni e Razor, che ho già in casa. Sarà comunque molto dura, visto che il cliffhanger con cui si chiude la prima non mi farà dormire la notte. :-)

Voto: 10- (al momento il "meno" è per Gaius e la moglie di Saul). Ottimo.
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , .

sabato 13 settembre 2008

hancock

Stroncaticchio dalla critica, non partivo con grandi aspettative per Hancock; in effetti i suoi difetti sono evidenti e non certo piccoli, però alla fin fine qualcosa di decente sotto c'è.

Hancock è (per quanto ne sapeva...) l'ultimo della sua specie: immortale, invulnerabile, fortissimo ed in grado di volare.
Un vero supereroe, non fosse che non si sente minimamente in dovere di aiutare il prossimo, e quando lo fa riesce sempre a creare più guai di quanti ne risolva.
La città di Los Angeles gli è ostile, almeno finché non salverà la vita ad un PR idealista che si impegnerà per cambiare la sua immagine.

Inizia cazzaro per poi virare su tematiche più serie, cosa che lo fa forse risultare un po' confuso (nello stile se non nelle intenzioni).
Tutto sommato prevedibile la prima parte, anche se non mancano i momenti simpatici; si eccede un po' con le parolacce e l'umorismo greve (che richiede più classe, se proprio lo si vuole mettere).
Nella seconda metà si scoprono i segreti dell'eroe e le sue origini; le idee qui non sono affatto malvagie, ma risentono del difetto principale dell'intero film, cioè il risultare eccessivamente didascalico: poche le scene con del pathos, le inquadrature si susseguono senza suscitare molto nello spettatore (non ci si diverte troppo, non ci si commuove troppo).

Insomma: una lieve ritoccatina alla sceneggiatura, una robusta ripulita ai dialoghi ed un regista che non fosse un dilettante, e sarebbe stato un eccellente film; purtroppo, tocca accontentarsi.
I "cattivi" andavano definiti meglio e sul finire avrebbe dovuto osare di più in quanto a sacrifici (ma mi rendo conto che è chiedere troppo, alla Hollywood del 2008).

Bravo Smith, Jason Bateman non dà esattamente fondo alle proprie capacità (posto che...), per colpa anche dei dialoghi. La Theron è sempre una meraviglia da guardare, ma il personaggio andava reso meglio.
Non mi hanno fatto impazzire gli effetti speciali: tutta roba che ormai si fa regolarmente - e meglio - in produzioni medio-alte, ed in alcuni casi stridevano un po' (all'inizio forse la cosa era voluta, con il "volo ubriaco", ma poteva comunque essere reso meglio).

In definitiva, simpaticuccio, ma non se ne esce proprio contenti.

Voto: 6 (+/- 0.5 a piacere).
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , .

lunedì 10 marzo 2008

prospettive di un delitto

Idea simpatica, realizzazione così-così, quella di Prospettive di un Delitto.

Durante un summit in Spagna, un attentatore spara al presidente degli Stati Uniti, mentre alcune esplosioni seminano morte nella piazza.
Immediatamente i servizi segreti indagano sull'accaduto, ed identificano alcuni personaggi-chiave che si sono trovati loro malgrado nella posizione di osservatori privilegiati dell'evento. Il guaio è che le loro versioni non coincidono granché, ed ognuno ha visto qualcosa di completamente diverso dagli altri.

Raccontando la storia più volte, da diversi punti di vista, si scopre man mano chi c'è dietro l'attentato.

Il punto di forza del film è la velocità: niente interrogatori o momenti di riflessione: tutto si svolge di corsa nei minuti immediatamente prima e dopo l'attacco; dall'inizio alla fine si è nel vivo dell'azione, senza tregua.
Il difetto è che la situazione nel suo complesso è del tutto inverosimile, ed il complotto che viene messo in atto ha del prodigioso - oltre al fatto che troppe cose restano non dette o poco approfondite.

Cast mica da ridere, con un fortissimo Dennis Quaid, Matthew Fox, il sempre ottimo Forest Whitaker ed un piccolo ruolo anche per Sigourney Weaver; un William Hurt bolso come non mai fa il presidente.
Pete Travis alla sua prima regia seria non fa neanche un lavoro malvagio, anche se le pecche (di sceneggiatura e regia) ci sono e sono ben visibili.

Voto: 6.
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , .