domenica 1 luglio 2012

[rant] ingozzati di popcorn, che noi qui mica ci occupiamo di cinema!

C'era una volta un (relativamente) bel posto chiamato "multisala".  Agli snob faceva cagare perché ha ucciso le micro-sale con le poltrone ed il personale che puzzavano di muffa e varechina, ma poi ci andavano lo stesso perché rispetto alle micro-sale lo schermo era davvero più grande di quello che hai in salotto, l'audio eccellente e non c'era il diarrotico stacco tra il primo e il secondo tempo. Tutte cose che ti facevano (quasi) passare in secondo piano il prezzo del biglietto da scomunica papale, i cerebrolesi ospiti fissi tra il pubblico ed i 20 minuti di pubblicità prima dell'inizio del film.

Ecco, scopro ora (dopo mesi di mancata frequentazione) che, almeno nelle multisale del circuito The Space (ex Medusa), una di queste cose non è più vera.

Giudizio tecnico: siete un branco di merdoni.
Suggerimento: la "pausa relax" non dovrebbe infastidire lo spettatore...
PS: ovviamente da vedere a cervello spento, ma alla fin fine Chernobyl Diaries è meno lercio di quanto fosse lecito aspettarsi.  Ah, e rincaro la dose dicendo che il 4.8 di IMDb per ATM è del tutto ingeneroso.

sabato 16 giugno 2012

IMDbPY 4.9


Ve lo sentivate nelle budella, lo so! (no, non son mica morto... ma ci stiamo lavorando alacremente).

Interrompo un vergognoso silenzio stampa solo per annunciare la versione 4.9 di IMDbPY, la libreria Python di cui il cinefilo non può proprio fare a meno o magari anche sì.

In questa versione, un fix urgente per le query di ricerca, la soluzione di numerosi altri bug, nuove features e miglioramenti delle prestazioni (che il changelog siete buoni di leggervelo anche da soli, dai).


Abusatene senza ritegno anche in pubblico!

sabato 21 aprile 2012

Battleshit

Di questa grande coproduzione Universal & Hasbro da 200 (diconsi "duceeentooo???") milioni di dollari - forte anche delle mie recenti turbe intestinali che ci tengo a condividere col mondo - mi sento di sottolineare in particolare la componente copro, qui nettamente preponderante rispetto alla duzione.

Il tentativo di comunicare con ipotetici alieni di un lontano-ma-non-troppo pianeta va fin troppo bene, e la Terra viene invasa da una flotta incazzereccia, ma piccola quanto basta per concederci molto sportivamente una possibilità di vittoria.
Col senno di poi era meglio non trasmettere agli alieni le puntate dell'isola dei famosi.
Tra l'altro questi UFI si ostinano ad usare una tecnologia touch-screen che a mio avviso mal si sposa con i loro polpastrelli cicciottelli, ma mi rendo conto che se non hai un iPad 3 non sei un invasore credibile...
Culo-culo-culo (la parola preferita di Bender), i cattivi precipitano nel Pacifico proprio nel corso della più colossale esercitazione navale dai tempi del naufragio della Costa Concordia.
Non solo: a comandare la flotta americana c'è niente meno che l'ammiraglissimo Liam Neeson, che ad onor del vero sembra più preoccupato per la tresca della figlia con il protagonista di John Carter del Quarto Pianeta (soggetto talmente anonimo che me ne sono accorto dopo, che era lo stesso stronzo).
Tutta la pelle che vedrete nel film. Ora non avete davvero scuse per andare al cinema.
Ora, voi che siete mostri insensibili sarete portati a pensare che il nostro eroe sia solo rimasto abbacinato dalla Di Lei Floridissima Tetta®, ma vi invito a ricredervi: in questo film i Teneri Sentimenti® fioriscono come stafilococchi su una piastra di Petri, con tanto di proposta di matrimonio rivolta direttamente a Liam Neeson (comprensibile: chi non vorrebbe sposare Liam Neeson?!)
Scorno e Durezza. O viceversa, vedete un po' voi.
(e qui scopriamo anche che Liam Neeson ha ereditato le decorazioni di Gheddafi...)
Se finora il film sembra tragico, il resto è molto peggio.
Forti di onde radio che prendono la rincorsa prima di partire, mecha-sarcazzi che Michael Bay è ora di andare in pensione e tutta una serie di altre tecnologie caciarone, gli alieni iniziano a lanciare pirulli esplosivi che semineranno morte e ristrutturazione in tutta la flotta.
Eggià.  Pirulli. Esplosivi.
Di più! Pirulli non-esplosivi rotanti!
Una di quelle idee che - se la mettevi all'epoca in un film da 200 milioni di sesterzi - il dio dell'antico testamento ti inceneriva sul posto. Giustamente.
 Dopo averne incassate un po', gli omini e le donnine della nostra flotta si organizzano e riescono a combattere questo vile nemico che - infrangendo ogni regola - sposta le sue barchette sulla scacchiera.
e Rihanna si mostra comprensibilmente entusiasta all'idea.
(non giudicatela: avremmo fatto tutti la stessa faccia...)
Vero campionario di pochezze, la regia è fonte di imbarazzo, ma riesce addirittura a passare in secondo piano, se confrontato con la trama (uh?), la definizione dei personaggi (ehhh???) ed i dialoghi (Rihanna-marines ha una serie di one-liners da far sembrare Dolph Lundgren shakespeariano).

Ok, ok, da un film su una idea tanto deficiente non ci si poteva aspettare aspettare altro.

Voto: ma no, dai, non è neanche un film... è una candid camera! Diciamo 1 pirullo esplosivo di stima.
Trashometro®: 4/10 (pirulli!)

sabato 24 marzo 2012

Boia Vigliacca Majocco Cléb!

Quando quattro maghette si riuniscono al grido di "insieme per soldi", si può star certi che il risultato (il controverso Majocco club) sarà degno delle lesbo-aspettative a cui un po' tutti ci siamo abbandonati da più o meno piccini.

Che emozione vedere Magica2 EmiSandy dai mille coloriEvelyn-etc-etcLa Ravanabilissima Creamy insieme per un audace progetto: trasmettere un lungometraggio di fantascienza girato in diretta! (Fail Safe, si tolga di torno, la prego).

Per la precisione il film in questione è niente meno che un tentacle rape, genere che rappresenta un fulgido esempio della PERALTRO RAFFINATISSIMA SUB-CULTURA SESSUALE GIAPPONESE (piccoli e gialli! E non voglio sentire lamentele! PICCOLI E GIALLI, capito?!?!)
Solo in Giappone, signori, solo in Giappone.
(e a Roma se Marrazzo è in campagna elettorale)
Un misterioso essere tentacolare precipita sulla Terra ed inizia ad attaccare piacenti fanciulle, spupazzandole di piacere fino allo sfinimento e riducendole a rugose vecchiette.
Prontamente, gli Uomini di Potere® - in evidente imbarazzo di fronte alle prestazioni di una così soddisfacente creatura - gli scagliano contro tutto l'armamentario tattico-fallico di cui dispongono, senza sortire effetti. Disperati (ma non ancora al punto di chiamare il Divino Otelma®), non trovano di meglio da fare che rapire le nostre quattro eroine mentre si facevano una carriolata di fattacci loro.
Evelyn, qui in versione "abusa di me sul cammello".
Sandy, colta in piena epifania da "MA ALLORA NON CE L'HO SOLTANTO IO!"
E figuriamoci se Emi non ha in mano un uccello...
Nel mentre, in uno stacchetto pubblicitario, Vaccreamy si mostra porca come non mai.
Ritrose sulle prime (sempre a fare le preziose...) si ricrederanno quando verranno direttamente attaccate dal laidalieno.
In un momento alquanto blasfemo all'interno di una chiesa.
A salvarle, un raggio di luce che le trasporterà sulla Luna (e/o in un'altra dimensione: la trama è ambigua come le protagoniste, in merito) e ridarà loro i rispettivi strumenti di piacere...lavoro...magia!
Pronte a vibrare uno squassante attacco...
Con l'armatura da batt(aglia|ona) ci si sente sbarazzine e si può osare anche un accenno di cameltoe!
Impareranno che la gang-bang l'unione fa la forza e sconfiggeranno con le loro bacchette magiche l'alieno erotomane.
It's fisting time!
Alla fine dei suoi 27 ottundenti minuti, un sagacissimo deus ex machina (se non lo capite, la vostra infanzia è stata mal spesa) sparerà quattro minchiate e le farà tornare ai rispettivi marciapiedi.
Tornate al posto che vi compete, femmine!
Grazie, Studio Pierrot, per averci donato tanto... se per te è uguale, però, preferiremmo ricordarti per altro.

Voto: Parimpompin! Non si danno voti alle involontarie zozzerie nipponiche... e comunque è un film che abbiamo già visto tutti nelle nostre teste più e più volte, inutile negarlo!

lunedì 12 marzo 2012

treddì rant, again and again and again (ma anche John Carter Era Meglio Quell'Altro)

Vorrei poter dire che John Carter di Forlimpopoli fa abbastanza schifo con cognizione di causa (comunque: lo fa), ma la verità è che di fatto non l'ho visto.

Se in passato mi ero lamentato come una zitella inacidita della futile tecnologia stereoscopica (promettendo a più riprese di non guardare più merda sedicente 3D, salvo poi cedere al masochismo), mi sono infine reso conto di aver vissuto in un mondo meraviglioso, finora!

Ho infatti scoperto che i (troppi) film treddì visti in passato si basavano tutti sulla (pessima) tecnologia RealD Cinema a cui, molto umilmente, mi sento in dovere di presentare le mie scuse dopo averla immeritatamente ricoperta di guano a piene mani.
Cara tecnologia RealD Cinema,
è vero che fai proprio schifo, ma proprio tanto-tanto-tanto, così tanto che assieme agli occhiali dovrebbero fornire un sacchetto per il vomito, ma tutti i tuoi difetti scompaiono di fronte alla stupefacente versione cinematografica dell'orchite: il riprovevole Dolby 3D!
Il Dolby 3D, come inizialmente concepito dai fratelli Lumiere.
(causa limiti tecnici, allo spettatore era chiesto di porsi davanti alla locomotiva)
- fonte: Wikipedia che ora provvedo a modificare per rendere ciò un incontrovertibile fatto storico


Queste orripilanti lenti non usa-e-getta degne del miglior Poncherello (che vengono consegnate allo spettatore dopo essere state sterilizzate con talco, melma e sabbione, a giudicare dal paio che mi è stato rifilato) riescono a:
  • abbattere la luminosità di un buon 80%.
  • dimezzare la saturazione.
  • aggiungere orridi artefatti ai lati (sono quasi certo che il protagonista abbia usato Oscar Luigi Scalfaro come controfigura per tutte le scene in cui compariva all'estrema destra dello schermo).
  • rendere di merda un abbondante terzo degli effetti stereoscopici, con le figure sullo sfondo ridotte a codici a barre.
  • non dare praticamente alcun senso di profondità nei restanti casi.
  • vietare nella maniera più categorica - pena mal di mare, senso di ubriachezza e conseguente naufragio nei pressi dell'isola del Giglio - il benché minimo movimento della testa (non oso immaginare cosa accada se si è seduti in posizioni decentrate, ma posso supporre che in quel caso la maschera abbia il compito abbatterti per porre fine alle tue sofferenze).
John Carter della Nebbia in Val Padana.
Mi sento insultato.  Non considero il risultato cinema.
Confido che alle brillanti menti dei Dolby Labs ed a tutti i promotori dell'attuale revival di tre-dita-su-per-il-gufo-per-una-esperienza-più-coinvolgente venga presto dedicata una sala al museo islandese dei cazzi, come degno riconoscimento per il contributo dato all'arte cinematografica.

E comunque c'è un solo John Carter, che avrebbe meritato un film.
"Presto!  Dobbiamo risolvere chirurgicamente questo drammatico caso di kiappotridigisomia prima che il paziente perda l'uso del braccio!  Macheteeee!"

domenica 26 febbraio 2012

Demon's Twilight

Io al titolo avrei aggiunto anche qualche altro termine di sicuro richiamo per tordi, rendendolo qualcosa di simile a "Shark Potter Demon's Twilight of the Rings Returns". Così, tanto per prendere ancora un po' per il culo lo spettatore di questo ennesimo trionfo del neo-horror italiano.
Lontano dalla Luce (titolo originale di cotanta bellezza del 2010) sta infatti al genere horror come Analità Campagnola sta alla zootecnia.

Nella solita Torino Esoterica® un pirla con davanti una brillante carriera da psichiatra/psicologo/stura-cessi riesce a convincere un esimio professore della facoltà di Sarcazzologia Applicata che girare un docu-mocku-mentario sulle possessioni demoniache sia una eccellente scelta per la sua tesi di laurea.
Essendo un vero leader, riunisce la sua fida ghenga di amici disadattati e per circa tre quarti del film li mette a loro agio facendogli scolare decine di bottiglie di vino in casa sua.
Una volta sufficientemente ebbro, il branco di scrocconi lo aiuterà a rintracciare una svalvolata che conosceva da bambino, e che una lieve forma di epilessia ha condotto ad una vita di dissoluti eccessi.  Devo anche dire che la rintraccia in un cimitero, dove a quanto pare la disgraziata attendeva da sempre il suo eroico non-salvatore?
Capezzolino birichino!
Ben vestita come Courtney Love si presterà nell'ordine a:
  • raccontarci la sua tediosa storia di soprusi e perdizione.
  • farsi riprendere mentre dorme (che citare Andy Warhol fa sempre cultura).
  • stringere un patto col diavolo.
  • una scopatina d'ordinanza, che male non farà.
  • un lieve quanto inconcludente caso di possessione satanica.
La carenza di idee non è una colpa (oddio, quando il tuo mestiere è raccontare storie, a dire il vero lo è), ma voler ammantare il nulla con un'aria da "guardate!  Stiamo girando il nuovo Shining, solo... MEGLIO!" grida vendetta.
Filmaccio che manca di tutto (a parte una intera muta di attori cani), e che si perde nel mare di italici liquami degli ultimi anni: non lo si può davvero ricordare sotto nessuno aspetto, se non per la noia che infonde.

Circolare, circolare... non c'è niente da vedere.

Voto: maddai!
Trashometro®: 2/10 (da vedere solo se siete in vena di completezza)

domenica 29 gennaio 2012

pinotismo!

Ammetto di essere ancora piuttosto traumatizzato dalla visione di Star Wars Holiday Special...
anche l'ammiraglio Ackbar concorda.
Dopo un classico internazionale di tal calibro, sembrava giusto tornare al trash contemporaneo di casa nostra.
Ad essere onesti, uno si sente quasi in colpa a lanciare feci in direzione di un prodotto semi-amatoriale-con-velleità-artistiche come Hypnosis: in fondo è fatto da gente che ci crede e che deve pur portare a casa la pagnotta in qualche modo (e che inoltre prima o poi potrebbe venire a scoprire dove abiti... ;-)

Tanto per cominciare, la trama c'è: un tontolone che si veste solo con la divisa del multisala dove lavora ha delle crisi neurologiche che prontamente una sua graziosa amichetta pensa di sfruttare per sondare i misteri della ment...blah blah blah.
Assieme al babbo ed all'amante very internescional lo sottopone dunque ad alcune sedute di pinotismo.
Da sinistra a destra: uno che si domanda perché mai non si è fatto impiantare dei cingoli; il tontolone; l'elemento decorativo; l'amante very internescional.
La spaventevolissima verità affiorerà poco a poco, e spingerà il nostro allegro gruppetto di amici ad indagare sul passato del tontolone: pare infatti che durante la sua infanzia, in quella ridente cittadina che è Crespi d'Adda (un posto che mi riprometto di visitare dopo che sarò morto), lugubri avvenimenti abbiano traumatizzato il nostro eroe.
Uffa... la mia nonna si limitava a fare i tortellini.
Ah, stolti indagatori dell'incubo fai-da-te!  Non sanno in che guaio si sono andati a cacciare; da lì in avanti infatti le visioni si materializzeranno...
Non so voi, ma io mi sto cacando sotto.
...e non ci si farà mancare neppure la possessione d'ordinanza!
"sapevo di aver fatto bene a non mettermi la gonna, quel giorno"
Il tutto sotto l'occhio attento della videocamera, che ovviamente verrà manovrata da perfetti mentecatti al sol fine di mostrare solo vaghi fotogrammi inquietanti (wow, very original).
Reazione dello spettatore medio (l'una o l'altra, a scelta).
Per il resto, solito trash italico d'ordinanza fatto con pochi mezzi; non ha molte speranze di diventare un classico e forse neppure di farsi notare in mezzo al recente marasma di spazzatura simil-horror che viene di recente (inspiegabilmente) prodotto in Italia, ma se siete in vena di completare la vostra collezione di robazza a chilometri zero, ve lo consiglio. :-)

Voto: vabbè, dai, un 1 di cortesia. :-)
Trashometro®: 6/10