Casa del Trashometro
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venerdì 30 maggio 2008

blade runner

blade runner


Blade Runner è stato il film che, più di ogni altro, mi ha fatto amare il cinema. Tuttora, quando si stilano quelle più o meno stupide classifiche del "film che ti è piaciuto di più", è il primo titolo che mi viene in mente.

Non potevo quindi perdere l'occasione di comprarmi l'Ultimate Collector's Edition in 5 dannatissimi DVD. :-)
È bene fare presente che sul solito amazon.co.uk l'ho pagata la bellezza di circa 16 o 17 sterline, spedizione compresa. In Italia è prezzata ad 83 fottutissimi euro, munificamente scontati a 63 su dvd.it ed alla comet. Come si suol dire, now, you do the fucking math.
La versione con la valigetta mi tentava, ma temevo problemi di spedizione; la confezione è comunque pregiata, ed oltre ai dvd presenta un libretto riassuntivo del contenuto ed una decina di cartoline di ottima qualità.

Esaminando il contenuto dei dischi, abbiamo nel disco 1 il Final 'Til-The-Next-One ;-) Cut: ultima revisione voluta da Ridley Scott; oltre alle ripuliture audio, sono stati corretti numerosi piccoli difetti: alcuni volti di controfigure sono stati sostituiti digitalmente con gli originali, un certo numero di effetti speciali sono stati migliorati, così come piccoli problemi di sincronia. Il tutto, credete a me, fatto con una quantità d'amore inimmaginabile (niente a che spartire con le orde di stormtroopers di George Lucas): ricerca delle pellicole originali, attori richiamati per le digitalizzazioni, pulitura dei retini e molto altro.
A livello di qualità video, si raggiungono vette che non credevo possibili su un dvd: perfezione totale di definizione, contrasto e colori, una magnificenza indescrivibile; non oso immaginare cosa sia il blu-ray su un full-hd.
La storia in sé è di fatto identica a quanto già visto nel Director's Cut.
Non posso davvero definirla una bieca una operazione commerciale (o almeno, non solo: è chiaro che non speravano di rimetterci ;-)): su questa riedizione sono stati spesi parecchi soldi, e la cura è stata davvero maniacale.

Disco 2: il making of del film, dal libro al rilascio nelle sale ed in VHS, con una marea di interviste con tutti i retroscena di un parto estremamente sofferto.

Disco 3: la versione passata al cinema nel 1982 negli USA, quella passata in Europa (un po' di violenza in più) e la Director's Cut del 1992. La qualità video non ne soffre affatto, immagino che larga parte del video sia in comune. Introduzioni del regista.

Disco 4: altri documentari, su Philip K. Dick e sull'immenso lavoro che ha portato alla creazione di un universo così dettagliato come quello di Blade Runner. Inoltre, screen tests, trailers, i poster e note sulla fotografia e le riprese.

Disco 5: la Workprint Edition, che venne mostrata solo all'epoca ad un pubblico ristretto; video ripulito, ma ancora molto "ruvido".

Sparsi su tutti i dischi, commenti audio di più o meno chiunque ed una marea di altri extra. Sui contenuti aggiuntivi c'è da dire una cosa: se amate il film, li adorerete. Sono quasi tutti molto dettagliati ed interessanti, e vale la pena vederli tutti.

Per ora ho visto tutti gli extra ed il Final Cut; se devo essere onesto, sono tra i pochi che ha sempre apprezzato molto la versione originale, con la voce narrante che fa tanto hard-boiled; va però detto che in effetti - se il doppiaggio italiano era ottimo - nell'originale il buon Harrison Ford sembra davvero scoglionato (e non ho certo un orecchio pregiatissimo, per le intonazioni inglesi).

Per quanto riguarda l'audio, nessuna edizione ha la traccia in italiano (ma qualche lingua che nessuno usa davvero c'è - tipo il tedesco, lo spagnolo o il francese ;-)), mentre solo l'ultima ha i sottotitoli nella nostra lingua. Se lo volete in italiano, direi che non ne valga la pena. Altrimenti...

Voto: 11 - Blade Runner è Il Cinema. :-)

PS: Ridley ci dice anche se Deckard è un replicante o meno. E Ford lo smentisce. ;-)

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sabato 24 maggio 2008

indy 4

Lo dico subito: niente spoiler.

Dopo una attesa tale che ormai non ci si sperava quasi più, è arrivato anche Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull.

Un bel po' di anni dopo l'ultima avventura, l'archeologo Indiana Jones si ritrova coinvolto nell'ennesima caccia al tesoro; questa volta si metterà alla ricerca di alcuni teschi di cristallo dai poteri leggendari, sulle cui tracce sono anche i sovietici.

Moltissima carne al fuoco, nelle due ore del film.
Tirando le somme, funziona perfettamente come esercizio di puro intrattenimento: tutto è spettacolare ed in stile con la serie; certo, alle volte si ha la sensazione che si abbia voluto esagerare e non sempre il susseguirsi degli eventi è entusiasmante come dovrebbe (ma non ci si annoia mai, per carità!).
La sceneggiatura sarebbe anche buona (David Koepp in questo senso è sempre una garanzia), al netto del fatto in film del genere tutta la sceneggiatura che serve è quella necessaria a garantirti un bel giro sulla giostra.
Pecca invece un po' nei dialoghi: troppo spesso le battute sono prevedibili e "chiamate", non sempre all'altezza della saga. Il doppiaggio italiano, mi è parso poi particolarmente poco ispirato.

Nel complesso, la prima metà è una vera goduria, con un Indiana vecchio trascinato di nuovo sul campo; qui le citazioni dal resto della saga e da altri film si sprecano e rasentano il genio puro (un soldino a chi ha colto quella videogiochistica, pur castrata dalle necessità del doppiaggio). Nella seconda metà la trama si complica e, pur apprezzandola nel complesso, finisce con l'ingabbiare un po' la libertà d'azione dei protagonisti, tutti intenti a raggiungere la meta attraverso il maggior numero possibile di inseguimenti.

Se sembra una recensione in parte negativa, è solo perché adoro la prima trilogia; in realtà si tratta di un eccellente film di intrattenimento, sicuramente piacevole da vedere più e più volte. Certo, forse dopo 19 anni si poteva quasi sperare di più, ma forse si tratta solo di un giudizio a caldo.

Molto bello sotto ogni aspetto tecnico, Steven Spielberg alla regia è sempre un manico, mentre devo ancora capire quale sia stato il ruolo di Georges Lucas (che non riesco ancora a stabilire se si tratti di un genio o di un pirla dal clamoroso successo per meriti altrui ;-))

Harrison Ford fa ancora qualcuna delle sue mitiche facce, anche se è chiaro che non è più quello di una volta; sempre brave Karen Allen e Cate Blanchett (qui in un ruolo molto taglia con l'accetta per esigenze di copione, a dire il vero). Per la prima volta non ho trovato del tutto futile Shia LaBeouf (il che non lo rende un buon candidato per raccogliere il testimone di Indy... ma quel fesso di River Phoenix doveva proprio accopparsi? :-|)

Voto: 8-. Un gran bel giro di giostra come se ne vedono pochi di questi giorni, pur non a livello del primo e del terzo capitolo.
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martedì 20 maggio 2008

premonition

Stroncatino da critica e pubblico, ho personalmente trovato Premonition un lavoro piuttosto dignitoso.
Intendiamoci: del capolavoro (o anche solo dell'ottimo film) non ha neanche l'odore, ma se questo fosse brutto cinema ci sarebbe da baciarsi i gomiti.

Simpatico martino esce di casa per una trasferta di lavoro, mentre la simpatica mogliettina accompagna le bambine a scuola e torna a casa per le faccende domestiche. Verrà interrotta da un poliziotto, che le comunica una tragica notizia: il suddetto sposo è morto in un incidente stradale.
Tragedia e disperazione, il mattino dopo si sveglia e... trova il marituccio in cucina.
Il giorno dopo, di nuovo non c'è più.
Inizia così una serie di salti tra il prima ed il dopo l'incidente, che porteranno la protagonista sull'orlo della follia, mentre raccoglierà indizi su alcuni aspetti a lei ignoti della vita del coniuge.
Si ritroverà infine a dover scegliere se lasciare che gli eventi accadano nel modo a lei noto, o cercare di indirizzarli in maniera diversa.

Ovviamente non svelo il finale, ma dico solo che è stata fatta una ottima scelta tra le possibili alternative.
Il film comunque, pur nella sua relativa semplicità, cattura man mano che i singoli pezzi si incastreranno, e lo spettatore avrà sufficienti indizi per dare libero sfogo alle proprie congetture.
Buoni, nei propri ruoli, sia Sandra Bullock che Julian McMahon; più che decoroso il regista (che pur eccede con qualche effettino stylish).

Intendiamoci, non raggiunge le vette geniali di Memento o di Ricomincio da Capo, ma risulta interessante dall'inizio alla fine.
Ah, imperdibile il poster più meraviglioso della storia (e dal vivo rendeva molto di più).

Voto: 7+.
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sabato 17 maggio 2008

lady in the water

Che ci posso fare? A me M. Night Shyamalan piace, come regista e scrittore. :-)
Ok, The Village erano piuttosto inutile sotto qualunque aspetto, ma per il resto l'ho sempre apprezzato molto.

Le critiche negative di Lady in the Water mi facevano temere che il (rapido) declino della sua (breve) carriera fosse in pieno svolgimento; sono invece rimasto abbastanza soddisfatto dalla visione.

Una antica favola orientale (inventata per il film) narra di strani abitanti del mare, amici e consiglieri degli uomini. Col passare delle generazioni però gli esseri umani si allontanarono progressivamente dal mare, dedicandosi a guerre e conquiste.
Ancora oggi queste creature del mare inviano sulla terra degli emissari che cercano di contattare la persona giusta: questa, spronata, ha il potere di imprimere una svolta positiva al progresso dell'umanità.
Uno di questi esseri (la sempre inquietante Bryce Dallas Howard - e che nessuno mi parli di "fascino particolare": è proprio un cessetto ;-)) sbuca nella piscina di un condominio, dove dovrà identificare tra i mal assortiti abitanti i vari personaggi narrati nella leggenda. Va da sé che oscure forze tramano contro questo incontro.

Niente più di una strana favoletta, ma ben raccontata e con dei buoni personaggi. Nulla di stupefacente, ma ci si trova incuriositi nel cercare di collegare i ruoli alle persone.
Bravo tutto il cast, con molte facce note.

Voto: 7-.
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