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mercoledì 10 settembre 2008

[tripla/3] inner sanctum ciu

Dopo una tricologica delizia come City Ninja e prima di quella poderosa turcata di Turkish Star Wars, pareva giusto decomprimere le traboccanti vesciche del trash con un film semplicemente lento e brutto. Così, per farsi del male. :-)
In questo senso Inner Sanctum II (Oscura Vendetta) si è rivelata una scelta eccellente, forse anche e soprattutto perché ci si è ben guardati dal procurarci anche il primo.

Spacciato da alcuni come thriller erotico (del resto il prolifico Fred Olen Ray è stato attivo anche in quei malfamati quartieri), in realtà mostra meno pelle di una qualsivoglia pubblicità dei cereali; diciamo che è un dramma-thriller con venature horror (alquanto mal riuscite). Peccato: Jennifer Ciesar nel ruolo dell'Infermiera Cosciona® aveva anche il suo perché...

C'è 'sta tizia (ehi, è la compianta Margaux Hemingway!) che sta poco bene perché ancora si strugge per aver accoppato il marito che a sua volta cercava l'uxoricidio; le restano un sacco di libri stupidi da leggere ed una grande casa, in cui si installeranno - oltre alla suddetta porno-infermiera ed al giardiniere enegumeno che si stantuffa quest'ultima ogni 3x2 - pure il fratello del non-così-compianto marito e la di lui moglie.
Comparsate del marito morto che, con una maschera gommosa da far invidia agli zombie di Thriller, cercherà di far impazzire l'ex mujera.

Se sembra noioso a morte, avete ragione; si riesce comunque ad apprezzare la pochezza di mezzi con cui è stato fatto. E non parlo di soldi, in qualche maniera adeguati ad una qualunque produzione a basso costo: è che qui proprio manca l'ABC della regia e della recitazione. I personaggi sono a dir poco improbabili (il dottore-investigatore è assurdo, per tacere di infermiera e giardiniere).
Sul finale si cerca di dare un colpo d'ala ad una storia che sembra un colabrodo, ed anche l'amante del brutto avrà alcune piccole soddisfazioni (dalla stupidità del tutto, se non altro).

Insomma, non è un film che consiglio agli amanti del trash, ma se lo beccate per sbaglio alle 2 di notte, può essere una buona occasione per (citazione colta) dire "tivvù: INSTUPIDISCIMI!" (o una buona occasione per andare a dormire, vedete voi) :-)

Voto: 2. Trashometro® 1/10: (infermiera cosciona!)
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giovedì 11 febbraio 2010

l'ultima casa a sinistra

Non che abbia visto l'originale di Wes Craven (a sua volta indicato come rifacimento non-so-quanto-fedele de La Fontana della Vergine di Bergman), ma sospetto non ci fosse tutto questo bisogno di un remake.
L'Ultima Casa A Sinistra pare invece soddisfare appieno il raffinato gusto del pubblico americano, che gli rifila un bel 6.7 su IMDb. Mi vien da pensare che un qualche virus molto selettivo abbia sterminato tutti gli amanti del genere horror, negli ultimi anni...

Il capo di una sgangherata combriccola criminale viene fatto evadere durante il trasferimento in carcere; questo tizio è proprio cattivo, credete a me, ma non ha neppure tutti i torti ad essere adirato col mondo: si ritrova infatti a capo di un gruppetto di inetti tali, che fa quasi tenerezza.
A salvarlo - sul breve periodo, se non altro - il fratello erotomane, il giovane figlio che come tutti gli adolescenti si oppone al padre e vorrebbe diventare Un Buono® (un po' come Grisù vorrebbe fare il pompiere) e la presunta fidanzata.
Anche lei è cattiva che ammazza: pensate che arriva addirittura a togliersi la maglietta sotto cui non indossa nulla di fronte alla telecamera. E se vi sembra una scena gratuita e niente affatto malvagia, pensate a quelle che a differenza di lei hanno bisogno del reggiseno...
Cooomunque... per una serie di coincidenze drammaticamente stupide (vedi alla voce: "cercarsi rogne"), due giovincelle - di cui una in vacanza coi genitori nella summenzionata Ultima Casa A Sinistra - finiranno ostaggi di questi pirla.
Fortuna che il SUV su cui viaggiano è sufficientemente spazioso e comodo per tutti, almeno fintanto non si schiantano nella boscaglia dove potremo finalmente dedicarci ad un po' di salutare stupro & omicidio (non necessariamente in quest'ordine).
Sbrigate queste formalità, i malconci cattivoni potranno addirittura farsi ospitare dalla famiglia della vittima, nella casa che il provvidenziale temporale isola dal resto dell'universo.
Acuti come faine, i genitori realizzeranno però l'accaduto e non mancheranno d'opporsi fieramente ai malvagi che hanno distrutto quanto avevano di più caro (il SUV, intendo...)

Oltre al fatto che fa molto ridere - specie quando non vorrebbe - il film brilla per le fetentissime interpretazioni e la complessiva stupidità di tutti.
La tanto promessa escalation di vendetta da parte della famigliola poi resta solo nelle intenzioni (oddio: una coltellata e qualche pistolettata son buono anche io di darle, se motivato... ), e raggiunge il climax in una scena risibile e priva di logica.
Pare che in patria abbiano calcato molto sulla scena di stupro, per montare (no pun intended?) il caso e creare hype attorno al film; si stava anche senza (la scena, il film, l'hype).
Il regista ha recentemente minacciato il remake de Gli Uccelli. Anche no, grazie.

Voto: 2, dai.
Trashometro® 3/10:
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mercoledì 23 aprile 2008

anno millenovecentonovantaics!


Anno 199ics! Siamo alla fine del ventesimo secolo, il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche. Sulla faccia della terra gli oceani erano scomparsi e le pianure avevano l'aspetto di desolati deserti.
Tuuuttavia Malcolm McDowell era sooopravvissuto...
;-)

Ca-vo-la-vo-ro, con Fist of the North Star siamo di fronte ad un cavolavoro! Chi della mia generazione non è cresciuto col mito di Hokuto no Ken, creato dal buon Buronson, ha avuto un'infanzia vuota. Se, cresciuti, avete sviluppato il vostro lato masochistico, potrete sperimentare una infanzia violata a posteriori col bellissimo film hollywoodiano dal vivo.

Sorvolando sulla regia, mi preme far notare il cast mica da ridere: Malcolm McDowell (Ryuken), quel gianduione di Gary Daniels a fare Kenshirô, il non meno gianduionico Costas Mandylor negli imbarazzanti panni Shin (alcuni costumi da Village People entrano nella storia del trash), il babbo di Mario Van Peebles, il compianto fratello di Sean Penn, il fratello più brutto di Ron Howard e niente meno che Paulo Tocha (in "arte" Bruce Stallion) già visto in Ninja Dragon e Ninja Terminator (che livello!)

Shin - col vezzo di fare l'architetto - ha in mente di ricostruire il mondo devastato; com'è come non è, per farlo deve accoppare il buon Ryuken-McDowell e... lo fa a revolverate!
Già che c'è, frega la tipa a Kenshirô, dopo averlo lasciato morente con le sue belle sette stelle: in realtà würstel attaccati sulla panza col vinavil.
Ma Kenshirô è l'erede pluri-ripetente della sacra scuola di Hokuto e sopravvive per vendicarsi, aiutando nel contempo i fessacchiotti abitanti di un villaggio che non vuole sottomettersi agli illuminati piani di Shin.

L'intero film è un prolungato momento trash, con solo vaghi contatti con la serie originale ed il buon gusto in generale.
Riprovevole che abbiano osato riprodurre le deformazioni e le esplosioni dei corpi, per tacere dell'atatatà ai due all'ora. Il ritorno di zombie-Ryuken, poi, è da galera a vita.

Interamente girato da un rottamaio, senza un copione o dei dialoghi, questo filmone vi farà venir voglia di farvi il colpo-che-se-te-lo-fai-dopo-tre-giorni-muori. La recitazione dei protagonisti (Ken su tutti), è allucinante ed allucinata.

Voto:1. Trashometro® 10/10: uatatatatatà-uattà!
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domenica 30 maggio 2010

Prince of Persia

Prince of Persia: The Sands of Time ha due difetti fondamentali: non è girato interamente a scorrimento laterale, ed abusa di close-up di quel ceppo tarlato che è Jake Gyllenhaal.

Un ragazzo di strada viene raccattato dal re saggio ed illuminato di turno per affiancare il fratello ed i propri figli alla guida del regno (guarda un po': la Persia).
Cresciuto, parteciperà alla conquista di una città santa di qualche sorta (mi chiedo: ma in quella dannata sassaia del medioriente è mai esistita una città che non fosse sacra per una qualche sotto-marca religiosa?), salvo scoprire che l'assedio è stato orchestrato con una scusa (servono scuse? Da quando?) dallo zio che mirava ad impossessarsi di un pugnale magico/mistico/sacro di plasticaccia in grado di riavvolgere il tempo.
A tal proposito: grazie per lo spiegone verbale di 5-minuti-5, ma il cinema non è un radio-dramma e certe cose di solito il pubblico riesce a capirle anche guardando le immagini.
Tornati a casa, il re muore di una morte alquanto scomposta ed il nostro principe si becca la colpa ed è costretto alla fuga.
In mezzo a tutto questo marasma, una gara di struzzi (che, in quanto a capacità recitative, vincono a zampe basse su tutto il resto del cast), dei ladroni sagaci ed onesti ed una regina o quel-che-era il cui concetto di organizzare la resistenza consiste nel porsi a pecora, salvo poi fare la preziosa. Culture differenti...

Regia ubriaca per questa trasposizione della serie di videogiochi di Jordan Mechner, viene adottato un nuovo interessante approccio alla confusione cinematografica: qui non è più la telecamera che si muove vorticosamente attorno ad una mal coreografata scena d'azione, ma sono direttamente gli attori a zompettare senza costrutto da tutte le parti. Risultato spregevole e non meno confuso - grazie per l'innovazione!
A parte i già citati primissimi piani, Gyllenhaal ci concede anche qualche fugace apparizione a sudatissimo petto nudo scarsamente funzionale alla trama (non si sa perché, invece, Gemma Arterton passa il film avvolta in un sudario). Gandhi - da tempo abbonato al ruolo del cattivo da filmaccio - ha almeno il buon gusto di risparmiarci le sue villosità, cosa che avrebbe messo a serio rischio l'eterosessualità del pubblico - specie di quello femminile...
A parte ciò, si segnala una lunghezza estenuante, dei personaggi ridicoli, e dei dialoghi da bimbi scemi.

Da evitare senza se e senza ma, a meno che non siate in vena di masochismo.

Voto: 2. poca roba anche come trash (però fa parecchio male)
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