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lunedì 8 maggio 2006

M:I-3

L'agente Ethan Hunt scopre che Truman Capote ha rubato Il Grande Romanzo Americano® al sublime potente magnifico retro-illuminato Ron Hubbard; riuscirà a risolvere la situazione dopo aver sconfitto un paio di covi di infedeli (il Vaticano e la Cina). Nel mentre, in una sotto-trama, Morpheus deve aver sbagliato pillola, a giudicare dalla faccia che ha.

Diretto da Mr. Alias, Mission: Impossible III non è nulla più di quanto promesso: uno spericolato esercizio muscolare (pochi i muscoli della faccia coinvolti, tranquilli) per Il Tappo Più Padre Del Mondo®. La ricetta è la solita e non è neanche cucinata particolarmente male, solo che alla fin fine non c'è maschera di gomma o alteratore della voce che lo spettatore non riesca a prevedere con 20 minuti di anticipo.

Voto: 6.

domenica 18 dicembre 2005

viulenze

Lo dico subito: A History of Violence mi ha deluso. Non è che sia una catastrofe: i suoi meno di 100 minuti trascorrono senza infamia e senza lode, ma è proprio questo il punto; da un tizio che si chiama David Cronenberg e che considero uno dei grandissimi del cinema mi aspettavo molto di più.

Un tranquillo ed insospettabile padre di famiglia viene d'improvviso travolto da un passato che credeva morto e sepolto; un passato di violenze e omicidi, che si era lasciato alle spalle per iniziare una nuova vita in una piccola cittadina di provincia. Farà i conti con i suoi vecchi "colleghi", e la sua famiglia dovrà fare i conti lui, scoprendo di avere un "mostro" in casa.

Diretto bene (gli scoppi di violenza sono ben costruiti), ma carente per quanto riguarda la sceneggiatura (alcune cose non dette, altre non proprio credibili), lascia nel complesso una sensazione di opera dotata di un buon scheletro ma sul quale ci si è dimenticati di aggiungere la carne. :-|

Brava (e discreta :-)) la moglie, bravino Ed Harris (uno dei miei attori-feticcio!) mentre le prove attoriali di tutti gli altri sono abbastanza mediocri.
Viggo Mortensen è uno degli attori meno dotati del creato, ma sorvoliamo. In compenso è fooortissimo: né Ed Harris né William Hurt riescono a tenergli testa, e non sono certo dei deboli! Secondo me è forte come La Cosa, quasi quanto Hulk! ;-)

Voto: 5.

Spero che Cronenberg torni presto a lavorare con parassiti e schifezze varie, che gli riesce molto meglio!

sabato 14 agosto 2010

pa-pa-pa-PANDEMONIUM!

L'esordiente presunto regista Christian Alvart deve avere un sacco di parenti che gli vogliono bene, se con oltre 28.000 voti su IMDb è riuscito ad assestarsi su una media di 6.9, per il suo Pandorum.

Nata come grande idea (?) post-peperonata nella testolina dello stesso regista, inizialmente venne tentata la via della produzione a basso costo.
A dimostrazione che di ubriachi è pieno il mondo, finì invece nelle mani di un capace produttore che vi investì 33 dannatissimi milioni di dollari (non suoi) e fu così che come per ogni block-buster che si rispetti venne chiamato il grande nome che ti attira frotte di pubblico in sala: Dennis Quaid.
Tom Cruise quella sera era impegnato...
La grande idea, peraltro partorita come primo capitolo di una trilogia, incassò circa un terzo di quanto venne a costare.
C'è sicuramente una morale in tutto ciò, ma preferisco non soffermarmi troppo a pensarci...

Trama davvero innovativa: due tizi - tra cui Quaid, mica pippe - si risvegliano su un'astronave prossima al collasso. Sono dell'equipaggio, ma non ricordano quasi nulla della missione (col senno di poi, lasciare un block notes con un paio di istruzioni poteva essere una idea).
Andando a zonzo scopriranno la verità sulla loro missione (non ci crederete: la Terra era andata in mona), perché non c'è quasi nessuno vivo a bordo (viaggereste voi su un'astronave guidata da Dennis Quaid?), cosa cavolo sono i soliti mostroidi semi-umani che ammazzano tutto ciò che incontrano (spettatori scontenti?) e dove mai sono capitati.

Girato vergognosamente male, specie nelle innumerevoli scene di lotta, ciò che davvero contraddistingue il film è l'ennesima grande prova attoriale di Dennis Quaid, capace qui di mettere in imbarazzo l'intera umanità smentendo l'ultimo milione di anni di evoluzione.
Ah già: anche la signorina dai prosperosi seni anti-gravitazionali ha il suo perché.
Per il resto, solo noia, stupidità e sofferenza.
Complimenti al sottotitolo italiano - "l'universo parallelo" - composto durante una partita a Scarabeo, immagino.

Prossimamente, l'unica cosa per cui valga la pena andare al cinema in questi giorni: Splice. Numi, che bello.

Voto: 2 Trashometro® 5/10: Fai più male che bene.
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domenica 8 febbraio 2009

untraceable

Avrei voluto spendere due parole su The Horsemen, film da evitare per tutta una serie di motivi, ma poi m'è capitato tra capo e collo un Nella Rete del Serial Killer, il cui 6.1 su IMDb grida vendetta... :-)

Un agentessa dell'FBI, specializzata in crimini informatici (i.e.: sputtana i soldi dei contribuenti per arrestare rivenditori di orologi-patacca su Internet ;-)), si imbatte in un nuovo shock-site dove la vittima viene torturata ed uccisa in diretta, mentre tutto il mondo - o almeno la parte di mondo che non ha di meglio da fare - segue la cosa via streaming. Onde dimostrare che Internet è malvagia, più spettatori si connettono al sito e più in fretta la vittima muore (perdendosi, se vogliamo, pure il gusto della tortura lenta e straziante...)
Ben presto il caso diventerà una questione personale - e ti pareva - e la suddetta agentessa dovrà temere per la propria stessa vita (si nota invece un malcelato disinteresse verso quella dei colleghi).

Regia pietosa e sceneggiatura scritta a quattro mani e zero cervelli, il film propone una serie di dialoghi eminentemente idioti.
Vero punto di forza - specie per chi sa accendere un computer - è però l'ossessivo ricorso al jibba-jabba hi-tech, con tanti termini tecnici messi insieme alla rinfusa e nessun contatto con la realtà.
Commovente la spiegazione sul perché il sito non è rintraccibile, con termini come "botnet", "indirizzo IP" e "DNS" buttati lì a caso. Ha persino un che dell'instant-movie, quando accenna senza alcuna connessione logica al dibattito sulla "net neutrality".

Per farla breve: il sito viene seguito contemporaneamente anche da decine di milioni di persone, fintanto che il cattivo di turno - che qui aveva anche eccellenti motivazioni - non viene fermato da Diane Lane.
Nota surreale, il fatto che se vogliamo una buona metà dei contatti del sito sembrano provenire dall'FBI stessa, tutta intenta a guardarsi i filmati su internette piuttosto che a risolvere il caso. :-)

Non meno doloroso del già recensito FeardotCom.

Voto: 1. Trashometro® 4/10: Ma magari sono io particolarmente sensibile al jibba-jabba hi-tech.
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domenica 1 ottobre 2006

chuckino

A sei anni dal mitico La Sposa di Chucky, che segnò una svolta nella serie della Bambola Assassina, il solito Don Mancini scrive e dirige Il Seme di Chucky, ad oggi ultimo capitolo della serie.

Il figlio delle due bambole malvage Chucky e Tiffany protagoniste del precedente episodio è in piena crisi di identità; per capire chi è veramente va alla ricerca dei propri genitori, che trova impegnati nella riedizione cinematografica del precedente episodio, con la mitica Jennifer Tilly nel ruolo di se stessa! :-)
Il piccolo non sa che i propri genitori sono bambole possedute, e questo non gioverà al suo già precario equilibrio mentale: ben presto viene coinvolto nei sanguinosi piani delle due bambole, che si ritrovano impacciati nell'inaspettato ruolo di genitori.

Metacinematografico fino al midollo, mantiene lo stile del precedente, pur virando più sul rapporto comico-psicologico tra genitori e figlio ed inserendo un po' meno violenza (beh, insomma... non è che la gente non venga decapitata/arsa/accoltellata/sventrata/etcetcetcata ;-))

Da recuperare, almeno per gli amanti della serie.

Voto: 6.5
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