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domenica 1 agosto 2010

Halloween II

Non riesco a spiegarmi, neppure ricorrendo al mio indubbio masochismo, perché mi tenga in pari con la fulgida carriera registica di Rob Zombie.
Davvero, è alquanto sconcertante pensare che gli unici due registi al mondo di cui ho visto proprio tutto sono Rob Zombie e Stanley Kubrick...
Suppongo di poter sempre dare la colpa alle pregiatissime natiche della consorte Sheri Moon Zombie, ed il fatto che in questo ultra-fetente Halloween II compaia solo allampanata e vestitissima in una manciata di visioni non credo abbia aiutato a migliorare il giudizio del film.

Diciamo le cose come stanno: Michael Myers inizia presto, finisce presto, fa un gran macello e di solito non pulisce il water. Ha inoltre la pessima abitudine di non riuscire a finire un lavoro che sia uno: lo ritroviamo infatti nuovamente intendo a dare la caccia alla sorella per un po' di sano ricongiungimento famigliare a suon di machete.
A contrastarlo, il solito branco di inetti e carne da macello, buoni giusto per allungare un po' il brodo.
Altro da segnalare? Proprio nulla, se non un colpo di schiena finale piuttosto prevedibile e che verosimilmente verrà presto cestinato dagli inevitabili sequel.

Ancora una volta Zombie fa tutto in famiglia, ed oltre alla moglie richiama i fedeli Tyler Mane, Brad Dourif e pure Malcolm McDowell (per la serie: "solo gente che non aveva proprio altro da fare").
A livello registico Rob si dimostra talento eclettico e fa un altro film brutto, ma di una bruttezza molto diversa da quella dei precedenti: oltre al consueto gore (gratuito e mal diretto), qui si punta forte sulla pura e devastante noia. Bella mossa, zio Rob!
Ci vengono quindi presentati una trafila di avvenimenti tenuti assieme con lo sputo, messi lì al sol fine di far durare ancora un po' il film e consentirgli di passare da una scena più o meno disgustosa (specie all'inizio) all'altra.

Per il resto, il nulla più completo.

Voto: 1. Trashometro® 1/10: (non è buono neanche come trash)
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domenica 22 febbraio 2009

doomsday!

Doomsday è qui! Ma purtroppo non ci ucciderà tutti...

Dopo il pregevole The Descent, Neil Marshall pensa bene di dirigere un filmone di medio budget come Doomsday, producendo una delle peggiori zozzerie che il cinema ricordi.

Nel 2000-e-rotti un virus letale decide che la Scozia è un posto tanto degno quanto qualunque altro per manifestarsi. Prontamente, e con un eccesso di umanità, l'intera regione viene isolata e lasciata morire.
Qualche decennio dopo un nuovo focolaio scoppia a Londra e le misure del governo sono drastiche quanto insensate: allagare tutto, sterminare mezza popolazione (cosa che consoliderà il loro potere - EHU? WHAT THE FUCK?!) ed inviare una squadra composta da quella pataccona di Rhona Mitra - già figlia di una scozzese e che ha un occhio di vetro bionico sempre buono per simpatici scherzi tra amici - ed una manciata di fessi sacrificabili al centro della prima epidemia.
Quel che infatti è stato a tutti taciuto è che il Scozia ci sono dei sopravvissuti (e te lo dico: da dove venivano gli Highlanders?) che forse sono diventati immuni grazie alla cura sviluppata da un noto siensiato (nothing less than Malcolm McDowell, per dire in che mani si erano messi) rimasto intrappolato nella zona di quarantena.
Troveranno una serie di comunità che compensano con l'entusiasmo giovanile le loro pecche organizzative: tutti cercheranno immancabilmente di ucciderli (e loro non li deluderanno, morendo da veri pirla) finché la nostra eroina non verrà posta di fronte ad una terribile verità: non ce l'ha solo lei, al mondo! :-) No, un momento: la rivelazione verteva sul fatto che l'immunità è naturale, e non esiste alcuna cura. Ovviamente ciò non impedirà a nessuno di consegnare una tizia immune ai malvagi governanti, che si suppone ne abuseranno fino a tirarle fuori la cura dal sangue. Col senno di poi, non proprio un finale edificante, se vogliamo... :-)

Eppure la sola trama - pur cretinotta forte - non rende giustizia dell'aberrante stupidità del film: i dialoghi consistono interamente di sagaci frasettine ad effetto, i blindati hanno vetri che vengono perforati da delle lance e tutte le vetture esplodono al minimo impatto.
Ancora meglio: Malcolm McDowell ha creato (perché gli tirava il culo) una intera società simil-medievale nei pressi di un antico castello, e non ci verranno risparmiati combattimenti con cavalieri in armatura, lancia e mazza ferrata! A bilanciare ciò, la società post-grunge che imperversa in città: migliaia di thug presi di peso e controvoglia da Mad Max, dediti ad ogni sorta di violenza su se stessi e sugli altri (buono il barbecue di invasore!)
Questi loschi figuri sono degnamente guidati dal grande Sol, che è fin d'ora il mio nuovo idolo assoluto: si tratta infatti di un feroce capo-curva dalle dubbie capacità espressive ma da grande entusiasmo, ricordando in tutto e per tutto il mitico Zed del secondo Scuola di Polizia. :-)
Questo soggettone deve le sue doti di trascinatore di folle anche alle sue abilità artistiche: il balletto che inizia con Good Thing dei Fine Young Cannibals è uno dei momenti più trash della storia del cinema. No, sul serio: si fatica a crederci. Non che l'inseguimento della bentley si piazzi molto sotto, a dire il vero...

Regia inetta, scadente sotto ogni altro punto di vista, va anche ricordato come il primo film in cui Rhona non si spoglia (che dire: l'avranno chiamata per le capacità attoriali...) In compenso c'è Bob Hoskins, se vi piace il genere!

Voto: 1. io-me ora sente stu-u-u-pi-do! io-me adesso amputa testa dolente!
Trashometro® 8/10:
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sabato 6 dicembre 2008

Bolt

Pur in un film volutamente leggero come Bolt, la manona di Lasseter si sente e fa davvero bene alla produzione.

Bolt è una cane, stella di una serie televisiva di cui lui non sa nulla, dato che pensa sia tutto reale.
Separato dalla sua amatissima coprotagonista dovrà fare i conti con la realtà ed intraprendere un lungo viaggio di ritorno - sì, stile Lessie. ;-)

Trama semplice ma funzionale, condita con i soliti messaggi positivi e buoni sentimenti ma, soprattutto, con tantissime scene davvero divertenti.
Non avendo pretese di grande innovazione, si è infatti calcato la mano sull'azione e sulla comicità e lo si è fatto nel modo giusto: con tanti comprimari a dir poco strepitosi; gatti malvagi, criceti drogati di adrenalina ed umani inetti, tutti sono delineati in maniera deliziosa. Per tacere dei piccioni, coi loro stupendi movimenti a scatti.

Insomma: un film d'animazione (ok, al computer) Disney con cui ci si diverte sul serio - ed era da un po' che non succedeva.
Espressivi i modelli poligonali e buone le animazioni.

Voto: 8-. Natalizio. :-)
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mercoledì 17 settembre 2008

la isola della mueeerte!

Ahhh... gli Z-movies con Malcolm McDowell, che soddisfazione. :-)
Ed in Island of the Dead - L'Isola della morte ci sono pure le mosche assassine! Cosa chiedere di più?

Talisa Soto è una improbabile investigatrice della sezione persone scomparse; si sta occupando del caso di 1/2/3 bambine svanite nel nulla, quando per motivi tutti suoi si reca su Hart Island, dove pare che i New York-esi gettino i propri cadaveri come spazzatura.
Ci troverà alcune sgradite presenze: oltre al già citato McDowell, qui tycoon sul punto di spianare l'isola per costruirvi un complesso immobiliare destinato ai poveri e derelitti (che nella sua testa si pagherebbero l'affitto sottoponendosi ad esperimenti per le case farmaceutiche...), ci sono pure delle mega-mosche-assassine (in realtà tali mosche, quando vengono inquadrate, sono creaturine normalissime).
Indecisa su quale sia la presenza più molesta, combatterà entrambi con la giusta dose di sdegno e disapprovazione.
Non mancano pure alcuni detenuti, sull'isola per lavori socialmente inutili (tra questi pure Mos Def), che ci delizieranno con battute, gags ed elevate elucubrazioni sulla vita, la morte, l'avidità umana e la patacca.
All'arrivo delle mosche assassine che infettano le persone e le uccidono in pochi minuti (facendole diventare incubatrici per altre bestiole), tutti perdono quel poco di buon senso che avevano ed iniziano a fare una vaccata dietro l'altra.
Trattasi di selezione naturale in atto. :-)

Film pregno di bruttezza, realizzato senza alcuna voglia e capacità, eppure in grado di trasudare una fastidiosa aria di supponenza (si crede molto d'essere, con i monologhi interiori di Talisa, che non parano in niente).

Da non perdere: il tizio che muore sullo sfondo, nel disinteresse generale dei suoi presunti amici; i suddetti amici che poi recuperano il corpo e per dargli degna sepoltura scendono in una enorme fossa comune profonda 6 metri ed... iniziano a scavare; la solita pompa di benzina che esplode con un fungo atomico.

Più auto-punitivo (mooolto lento e noioso) che trash, è comunque da consigliare ai grandi fan di McDowell (della Soto no: se ne va in giro tutto il tempo con un cappotto...)

Voto: 1. Trashometro® 4/10:
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domenica 13 luglio 2008

funny games (e discorsi su un certo pubblico di merda)

Una carenza a cui è davvero necessario rimediare, è il non aver visto altro di Michael Haneke che non sia Funny Games (l'originale del 97) ed il suo remake.
Più che un remake si tratta di un rifacimento inquadratura per inquadratura dell'originale, con mezzi migliori ed attori più noti. Bassa operazione commerciale? Può essere, ma poco importa: la qualità del film resta tutta, e se servirà a farlo conoscere al grande pubblico (e ad ottenere una decente distribuzione delle sue vecchie opere), ben venga.

Papino (Tim Roth), mammina (Naomi Watts) e figlioletto si recano alla loro casa sul lago in ferie. Qui vengono sequestrati da due giovanotti cortesemente psicotici - che peraltro hanno appena massacrato i loro vicini - che li tortureranno per ore.

Non siamo però di fronte ad una violenza alla Hostel: qui siamo molto più dalle parti di Arancia Meccanica.
Di fatto nulla di indicibilmente cruento viene mostrato sullo schermo, e non si cerca la violenza creativa (tutta ciò che accade è molto banale): la vera tortura è psicologica, con la progressiva realizzazione di trovarsi di fronte a qualcosa di orrendo che non ti lascia scampo; non puoi corromperli, non puoi ragionarci e non puoi fuggire.

Riflessione sulla violenza, su cosa può davvero essere un "film horror" nella realtà (quindi ben poco a che spartire con gli slasher a cui siamo abituati al cinema), questo non è un film per tutti.
Angosciante e molto lento, rischia di spiazzare molti spettatori più o meno incauti: è bene andare essendo disposti a veder ignorati tutti i fondamentali dell'horror/thriller.
Non c'è poi da dimenticare il fatto che il film è molto meta-cinema (non dico perché per non rovinare lo shock a chi non ha visto l'originale).

Note di merito al cast, tutti molto bravi (e poi la Watts, oltre che eccelsa, è sempre uno splendore da guardare) - il vero "protagonista" del film sono però i dialoghi: perfettamente costruiti, estenuanti, allucinati, (il)logici, ti trascinano nell'orrore.


[il pubblico di merda]
Capisco che certi multi-sala ormai siano frequentati per metà da gente che entra e compra un biglietto per la sala che ha lo spettacolo che inizia prima, ma perché tirare nel cesso così i propri soldi?
Per quale folle motivo 7 (SETTE!) persone su sì e no 40 presenti si sono alzate entro la prima mezz'ora, incapaci di aspettare un'altra oretta per vedere dove si voleva andare a parare?

Non deve piacere per forza, ma almeno prima di entrare sarebbe meglio informarsi: se un film viene paragonato ad Arancia Meccanica, cosa ci si aspetta? La Tenera Commedia Dei Buoni Sentimenti?! Lo Scannatordi Parte Settima?!?!
In questo senso, l'apice fu raggiunto da From Hell: coppia anzianotta che se ne esce disgustata dopo 5 minuti netti.
Tralasciamo pure il titolo, ma il manifesto grondante sangue ed il sottotitolo "La Vera Storia di Jack lo Squartatore" non li hanno proprio insospettiti? Capisco che sotto natale dovrebbero essere tutte allegre commediole, ma...

Capitolo a parte, sempre durante Funny Games per la SIGNORINA TESTA DI CAZZO che, non paga di chiacchierare nonostante ripetuti richiami, lascia il cellulare acceso.
Il quale suona.
E lei risponde per un "ah ciao, come-va-tutto-bene? senti noi-siamo-al-cinema quando-esco-magari-ti-richiamo".
Ed ora via! Verso nuovi inesplorati livelli di cafonaggine...


Tornando a Funny Games; voto: 9 (ma attenzione alle vostre aspettative)
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