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giovedì 29 novembre 2007

ri-ri-pirati

Gore Verbinski con Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo conclude la trilogia (?) dei pirati, ed aggiunge ben poco a quanto non sia stato detto per l'episodio precedente.
Film eccessivamente lungo (come gli altri, del resto) e che esce solo in parte dalle secche (arrr! arrr!) dove si era arenata saga.

Salvare Sparrow dal regno dei morti, ripagare Davy Jones, inchiappettare Beckett, liberare una dea, tenere un consiglio, tradirsi vicendevolmente, limonare un po', etc. etc.: prendete questi ed altri pezzi e fatevi la trama da voi, che tanto è uguale. :-)

Talmente tanti combattimenti, salti, esplosioni, arrembaggi che alla fine si ha quasi la sensazione di essere davanti ad un esercizio circense.
Eppure del potenziale c'era: i personaggi (specie nel primo film) risultavano molto simpatici e l'ambientazione colorita.
Anche qui qualche scena davvero dirtente la si trova, a partire dalla riunione del consiglio dei pirati, ma sono fin troppo diluite.
A questo punto, uno dei misteri del cinema moderno è perché si sbattano a metterci una trama, in un film del genere - per giunta facendola inutilmente lunga ed intricata: tienila breve e semplice e lascia che lo spettatore si goda l'azione, no?

Ancora in peggiorando gli attori - compreso Depp, che riduce pure il numero di smorfie; taccio pietosamente su Orlando Bloom e su quell'inutile semi-anoressica tavola da surf che è Keira Knightley: l'unico altro attore che abbia visto peggiorare così vistosamente nell'arco della sua carriera è stato Ricky Memphis - ma lì andiamo sul professionismo... ;-)

Voto: 5.5 (meglio del secondo, ma...)
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domenica 22 aprile 2007

contagium

Ammetto che guardare di proposito un film che ha preso 2.4 su IMDb e che è fin dal titolo un insulso rip-off di una delle serie horror di maggior successo di sempre, è un po' come giocare alla roulette russa con una semiautomatica: non ci sono molte speranze di uscirne vincitori... ;-)

Ad usare violenza sull'opera di zio Romero ci pensa Day of the Dead 2: Contagium, che ha la pretesa d'essere un prequel (non autorizzato) all'intera saga degli zombie.

Nel '68 un pilota militare russo precipita in territorio statunitense; sul luogo dello schianto vengono ritrovate alcune strane fiale di origine ignota che, una volta aperte, trasformano i contagiati in gradevoli zombie affamati di carne umana.
Come prevedibile, l'esercito risolve il problema a modo suo: l'intera base viene sterminata, ma... quale disattenzione: una fiala sfugge alla distruzione!
Anni dopo, la sostanza zombante viene ritrovata da alcuni pazienti di un manicomio, che presto subiscono l'infausta mutazione.

Un tentativo riprovevole di agganciarsi all'altrui popolarità, l'ora e mezza di questo filmaccio sembra non finire mai, tanto è dolorosa l'estenuante parte introduttiva (almeno 60 minuti) ai personaggi del matticomio, tra pazienti fuori di testa e medici non meno scoppiati.
Un po' di gore c'è, ma tutto scompare coperto da una sceneggiatura idiota ed una regia inetta. Velo pietoso sulle interpretazioni.

Voto: 1. Trashometro® 2/10: (alla larga!)
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giovedì 5 aprile 2007

[combo] day of the dead

[visto]
Con Day of the Dead ho finalmente completato il ciclo degli zombie di George A. Romero.

Ultimo della trilogia "classica", vede gli zombie già padroni di gran parte del mondo, con i pochi sopravvissuti aggrappati ad ogni debole speranza di rivincita.
In questo contesto, seguiamo le vicende di alcuni civili e scienziati che, rinchiusi in una base militare, sono alla disperata ricerca di un modo per invertire la cattiva abitudine dei morti di tornare in vita, o quanto meno alla ricerca di un sistema per tenerli sotto controllo.
Con poco acume, lo scienziato pazzo di turno si metterà a condurre esperimenti ben poco ortodossi, che finiranno col far incazzare assai i militari. Ed i nemici non saranno più solo gli zombie!

Pregevole come sempre, riesce ancora a comunicare la sua dose di sana inquietudine e si inserisce molto bene nel filone che vede gli zombie di volta in volta più furbi e meglio organizzati. Unico difetto - non imputabile alla pellicola - il DVD in lingua originale non ha i sottotitoli, e l'inglese di alcuni personaggi non è semplice da seguire. E poi mi pare non ci sia Tom Savini tra gli zombie, cavoli! ;-)

Voto: 7.5

[combo]
Come già detto altre volte, l'intero ciclo degli zombie ha un debito non da poco nei confronti di The Last Man on Earth, produzione italo-americana del 64, con un eccelso Vincent Price alle prese con dei proto-non-morti.
Da recuperare, per gli appassionati del genere.

Voto: 8.
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lunedì 4 agosto 2008

murder set pieces

murder set pieces

Avendo già in precedenza assegnato il titolo di Worst Movie Ever, mi tocca ripiegare sulla categoria Più Laido Film di Ogni Tempo, per premiare come si conviene Murder-Set-Pieces.

È sempre cattivo segno, quando un horror si bulla d'essere "il più QUALCOSA mai fatto"; dichiarandosi "the most visceral horror film ever made", Murder-Set-Pieces piscia talmente fuori dall'urinario che il regista-scrittore-a-fag-tot-mi Nick Palumbo andrebbe fustigato in pubblica piazza.

A Las Vegas, un sedicente fotografo attira modelle, baldracche, spogliarelliste e fica varia con la sempre originale scusa di un servizio fotografico.
Prima, dopo o durante la canonica scopatina, l'Helmut Newton dei miserrimi estrae il suo rasoio e sgozza le più o meno ingenue fanciulle.
Trasportate chissà come ancora vive in cantina, verranno torturate per eccellenti motivi che ai più potranno sfuggire.

Pur mietendo vittime a decine (30 in tutto, pare), nessuno si prende la briga di indagare, non fosse per la sorellina (dodicenne o giù di lì) della presunta fidanzata del serial kiler.
Nel mentre, in alcune trame del tutto disgiunte, veniamo informati che Bimbo Gigi Scannavacche è un neonazista nipote di un gerarca del terzo reich (la foto del nonno con Hitler e Mussolini! ;-)), che ha incubi riguardanti una notevole pataccona che potrebbe essere sua madre come chiunque altro, e che l'11 settembre gli ha creato ulteriore confusione mentale. Non che ne avesse bisogno...

Non è neanche un "gore" classico, qui si punta più sul pseudo-vomitevole in quantità industriale, e francamente si riesce pure a mancare il bersaglio.
Sì ok, sangue ad ettolitri, sgozzamenti, sevizie e tutto il resto, ma non c'è un mezzo secondo che riesca davvero spaventare. Disgustare? Forse chi è poco avvezzo al genere o è troppo sensibile, ma in realtà il tutto suscita più noia ed ilarità che altro.
Nudo integrale (specie nella prima metà, che di fatto è un soft-soft-porn) come se piovesse, ed anche un po' di sesso più o meno esplicito; mi chiedo sempre come qualcuno che abbia più di 15 anni possa ancora considerare shockante o provocatorio un po' di fica depilata solo per il fatto d'essere lì: in un horror o ci fai qualcosa di sensato, o lascia perdere, va...
Presunto culmine sovversivo del film, l'omicidio di una bambina e l'utilizzo di un bimbetto di neanche 2 anni per una scena che grida "arrestate il regista, vi prego". In tutta onestà: YAWN.

Stupido a livelli allarmante, l'intera sceneggiatura non è sufficiente neppure per il fondo di una gabbietta per uccelli; nulla ha la benché minima logica (il tizio va in giro e ammazza - punto) e, come detto, si mira solo al (presunto) shock.
Va detto che è un film che strizza l'occhio agli amanti di molti generi: ce n'è per gli affezzionati della gnocca, degli slasher, dei vampiri (ogni tanto ci si beve il sangue, quindi suppongo valga), dei cannibali (pasto sano e ricco di proteine, il torso putrefatto ;-)), delle feci-e-urine (vittime che evacuano durante la tortura e così via), della necrofilia (fellatio con testa decapitata: enough said) e del non-sense in generale.

Non che manchino i momenti divertenti, specie per una visione in compagnia: la mancanza di logica è sempre fonte di sane risate, e poi c'è Sven Garrett che può essere definito solo come Il Peggior Attore di Ogni Epoca; nella foga tanto dell'omicidio quanto dell'orgasmo fa delle smorfie da antologia (e non dimentichiamo il BUAAARGHHH che emette, una volta scoperto dalla bambozza!)
In teoria ci sono un paio di camei per attirare gli amanti dell'horror e dei ringraziamenti peculiari sui titoli di coda, ma non vale neanche la pena parlarne.

Insomma, consigliato solo se siete pronti e dell'umore per un film di rara imbecillità. Mi raccomando, in versione integrale (una dolorosa ora e quaranta), reperibile anche nei peggiori videonoleggi. :-)
Fu un mezzo (anche un quarto di) caso in Inghilterra, dove è stato bandito dalla censura. L'unico messo peggio di quelli che lo hanno bandito, è il regista stesso, comunque.

Voto: 1. Trashometro® 8/10:
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domenica 1 agosto 2010

Halloween II

Non riesco a spiegarmi, neppure ricorrendo al mio indubbio masochismo, perché mi tenga in pari con la fulgida carriera registica di Rob Zombie.
Davvero, è alquanto sconcertante pensare che gli unici due registi al mondo di cui ho visto proprio tutto sono Rob Zombie e Stanley Kubrick...
Suppongo di poter sempre dare la colpa alle pregiatissime natiche della consorte Sheri Moon Zombie, ed il fatto che in questo ultra-fetente Halloween II compaia solo allampanata e vestitissima in una manciata di visioni non credo abbia aiutato a migliorare il giudizio del film.

Diciamo le cose come stanno: Michael Myers inizia presto, finisce presto, fa un gran macello e di solito non pulisce il water. Ha inoltre la pessima abitudine di non riuscire a finire un lavoro che sia uno: lo ritroviamo infatti nuovamente intendo a dare la caccia alla sorella per un po' di sano ricongiungimento famigliare a suon di machete.
A contrastarlo, il solito branco di inetti e carne da macello, buoni giusto per allungare un po' il brodo.
Altro da segnalare? Proprio nulla, se non un colpo di schiena finale piuttosto prevedibile e che verosimilmente verrà presto cestinato dagli inevitabili sequel.

Ancora una volta Zombie fa tutto in famiglia, ed oltre alla moglie richiama i fedeli Tyler Mane, Brad Dourif e pure Malcolm McDowell (per la serie: "solo gente che non aveva proprio altro da fare").
A livello registico Rob si dimostra talento eclettico e fa un altro film brutto, ma di una bruttezza molto diversa da quella dei precedenti: oltre al consueto gore (gratuito e mal diretto), qui si punta forte sulla pura e devastante noia. Bella mossa, zio Rob!
Ci vengono quindi presentati una trafila di avvenimenti tenuti assieme con lo sputo, messi lì al sol fine di far durare ancora un po' il film e consentirgli di passare da una scena più o meno disgustosa (specie all'inizio) all'altra.

Per il resto, il nulla più completo.

Voto: 1. Trashometro® 1/10: (non è buono neanche come trash)
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martedì 9 marzo 2010

7eventy 5ive

7eventy 5ive (anche "Deaf Tone") è il prototipo dei film stupidadolescenziali, ed in quanto tale fonte di un qual certo piacere trash.

Dei bimbetti che non hanno ancora imparato ad amare loro stessi si trastullano con sciocchi scherzi telefonici. Ahiloro, l'ultimo chiamato non ha il senso dell'umorismo e li stana immantinente accoppando tutti i loro genitori (ai quali se non altro viene risparmiato l'infarto dovuto alla bolletta telefonica).
Cresciuti ed iscritti al college, ed evidentemente ancora poco pratici dell'arte d'amarsi, continueranno l'insulso giochetto; l'unica regola prevede il dover tenere l'interlocutore al telefono per 75 secondi - da cui il titolo - raccontandogli una storia più o meno credibile. Cosa ci sia di divertente in ciò non è dato sapere: inizio a sospettare che gli universitari americani siano fatti diversamente dal resto degli esseri umani.
Come prevedibile, anche questa volta si manifesterà il consueto vendicatore assetato di sangue, e porterà morte e distruzione nella villa del ricco amico che ospita la spensierata combriccola con un futuro da dipendenti di un call-center.
Nel frattempo, in una trama parallela degna di un film-di-ninjà, Rutger Hauer riapre il caso della prima serie d'omicidi - essenzialmente perché gli tira il culo di farlo - e si mette sulle tracce dell'asssassino.
Il più rugoso detective della storia farà una vaccata dietro l'altra prima di scomparire nei 40 minuti finali, salvo rispuntare fuori dal nulla e senza alcuna ragione, al sol fine di commettere la più colossale delle cazzate. Il mio nuovo eroe.

Film stupido come pochi, con un twist finale che pare opportuno definire telefonatissimo, si segnala per la totale inconsistenza della presunta trama. Sospetto infatti che la sceneggiatura (?) abbia subito non pochi rimaneggiamenti in corso d'opera (del resto neppure il riassunto su IMDb è molto fedele), tanto che sul finire vengono citati fatti, luoghi e persone di cui nessuno ha mai minimamente sospettato l'esistenza.
Per il resto, un po' di gore, qualche valida figliola (ma poca pelle) e niente altro.

Cose imparate: brandire un'ascia, quando Rutger Hauer è nei paraggi, accorcia la vita.

Voto: 1
Trashometro® 7/10:
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