Casa del Trashometro
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sabato 20 febbraio 2010

avatarro

Ehi, è Balla Coi Lupi coi Puffi!

Ok, ok, seriamente...
Negli extra di un filmetto quale 2001: Odissea Nello Spazio, un tale che di nome fa James Cameron argomentava: "[...] as our films get ever more spectacular 2001 reminds us that it's the ideas behind the spectacle that are still the most important special effect of all".
Non si può dire che con Avatar abbia del tutto mantenuto fede alle sue convinzioni.
Intendiamoci: non è neppure quella catastrofe che alcuni vorrebbero far credere, ma d'altra parte non vedo come possa meritarsi tutte le lodi ricevute (al netto che ognuno ha i propri gusti...)
Il mio problema fondamentale con Avatar, infatti, rientra nella categoria "ah, cosa avrebbe potuto essere, se solo...", che inevitabilmente tende a far perdere molti punti a qualsiasi film che sia inciampato proprio a metà (o forse ancora sulla linea di partenza) della corsa per diventare una ottima pellicola.

La storia la sanno anchei sassi: sulla luna Pandora c'è abbondanza del solito Unobtanium (stavolta così letteralmente nominato, scelta discutibile: posso essere trattato in maniera un poco più adulta, nella scelta dei McGuffin?) e la solita Evil Mega-Corporation vuole estrarlo; sfiga vuole che l'atmosfera sia velenosa, la vita particolarmente ostile ed anche i nativi siano un poco incazzosi, specie se gli si chiede di sloggiare dall'albero su cui nascono-vivono-copulano-muoiono.
Un approcio "soft" viene tentato attraverso il progetto Avatar: dei tizi pilotano degli ibridi umani/nativi grazie ai quali possono inserirsi nella loro società.
Come prevedibile i risultati sono nulli, e la cosa passa in mano ai militari che combinano l'usuale casino.

Storia banalotta, ma ci si potrebbe anche passare sopra; in fondo nelle sue due ore e 42 minuti "accadono cose" più o meno costantemente (per quanto tutte prevedibili con ampio anticipo) e mediamente non annoia.
Il vero difetto è la caratterizzazione dei personaggi: passi per i buoni che fanno tutto ciò che ci si aspetta da un Buono Tormentato®, ma i cattivi sono niente meno che atroci.
Sia gli uomini della compagnia che i militari sono ridicole macchiette, del tutto inadeguate a sostenere un confronto, neppure contro dei buoni da operetta morale come questi.
Ed è questo che fa rabbia: strutturato meglio, tagliandolo meno con l'accetta, il conflitto tra le parti poteva sostenere un film tanto lungo e dare uno sfondo adeguato ai messaggi che intendeva presentare.

A proposito dei messaggi: sì, certo, c'è il tema ambientalista (che onestamente sembra essere spiattellato in maniera un poco datata, forse a causa dell'eterna gestazione del film), ma francamente è talmente ostentato da suscitare più sbadigli che interesse.
Poteva anche starci se fatto bene, ma qui a tratti pare di sentir parlare un Verde italiano, che tutte le volte che aprono bocca ti vien voglia di dar fuoco ad una pila di copertoni...
Poi c'è l'antimilitarismo e la pseudo-critica sociale, ma fatta con delle parodie perde tutto il suo valore, scusami James.
Insomma, a tratti sembra di assistere ad una lezione per bambini deficienti (cielo, che cosa politicamente scorretta... )
Discutere se i Na'vi rappresentino questo-o-quello è francamente ridicolo: per quanto sono delineate le parti in causa, Jake Sully può benissimo essere il Borghezio locale che si oppone alle orde d'invasori che gli vogliono imporre la loro Cultura Differente.

Effetti speciali: niente da dire. Non si brilla in quanto ad originalità né per gli avatar né per le creature (e neanche per il mecha-design), ma la qualità dei pervasivi effetti è impressionante; di fatto non c'è scena che non sia stata ampiamente rimaneggiata al computer.
Si potevano sfruttare le enormi risorse a disposizione in maniera più creativa? Sì certo, ma impressiona anche così, e lo dico da persona che non ama a morte il fantasy, specie a livello visivo.
Sì, fantasy: pur ammantandola con quasi tutti i crismi della fantascienza, Cameron ha fatto un film che a livello estetico è in tutto e per tutto un fantasy (per la distinzione tra i generi rivolgersi al compianto Arthur C. Clarke); scelta che a me suscita un po' di noia, ma che ha senza dubbio i suoi vantaggi commerciali: ad oggi, la fantascienza pura al cinema non la vendi, punto.

Alla regia Cameron non aggiunge nulla a nessun genere, ma fa il suo discreto lavoro; sulle prove attoriali non mi esprimo: quelli in carne ed ossa sono mediamenti ridicoli (sì, anche Ribisi e la Rodriguez), ma restano talmente poco sullo schermo che non ha molta importanza.

[3D]
Sì, sì, amanti del 3D, l'ho visto con gli occhialini.
Continuo a pensare che questa tecnologia non aggiunga davvero nulla al cinema - prezzo del biglietto a parte. In un film di 2 ore e 42, costato 280 milioni di dollari ed a cui hanno lavorato l'ILM e la Weta, non c'è un momento in cui il 3D abbia assolto ad una qualche funzione. Ed il film è interamente in 3D.
Anche qui, abbiamo visto qualche fucile puntato contro il pubblico, qualche felce nella foresta e creature alate assortite. E quindi? Speravi mi distraessero dalla prevedibilità della trama?
Aggiungiamoci che costa di più, può risultare fastidioso per alcuni e che si vede peggio, e davvero continuo a non capirne la necessità per il pubblico.
Sì, si vede peggio: la luminosità ne risente eccome (e stiamo parlando di un film che ha i colori di un cartone animato) e ti costringe a tenere la testa ferma e gli occhi fissi sul centro dello schermo; anche così, poi, di tanto in tanto qualche pezzo di scena risulta fuori fase.
E che cazzo, bel cesso di tecnologia: va bene se devi mostrare un giro in giostra, ma se devi anche raccontare una storia, lasciamo perdere.

Conclusione: tornando all'inizio, non è che annoi a morte nella sua estenuante lunghezza, quindi alla fine non si può dire che sia una tragedia. Peccato non ci abbiano però messo una storia e dei personaggi degni di nota.

Voto: bah. forse siamo dalle parti di un 6.5 o giù di lì.
PS: non riesco a smettere di pensare alla larghezza di banda necessaria per il link bidirezionale tra pilota ed avatar: come minchia funzionava, quella baracca?

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3 commenti:

Gegio ha detto...

In effetti la domanda finale a questo punto me la pongo anch'io. Le considerazioni finali, dopo i primi dubbi per una mezza fregatura, dopo diverse settimane, sono più o meno le stesse. Per fortuna almeno ho tenuto gli occhialini, quelli usa e getta si intende.

brunez ha detto...

finalmente una recensione che non è il solito e inutilmente altisonante "un incredibile spettacolo per gli occhi!"... grazie

Davide Alberani ha detto...

Anche perché diciamolo chiaramente: ciò che rende impressionanti gli effetti speciali di Avatar è solo il loro uso estensivo come (quasi) mai prima d'ora: sono (un po') meglio di quanto visto prima, e (molto) più presenti su schermo.

Fine dei meriti: sull'originalità nulla e sull'uso davvero scolastico, credo siano tutti d'accordo.

Ho il sospetto che nel medio/lungo periodo, Avatar verrà ricordato (SE verrà ricordato) come un film che fece sensazione solo per la quantità di effetti (e per 'sto 3D del cavolo).
Ma con 280 milione di dollari, scusate, son buoni tutti di fare 2h e 40 di F/X.

Potrebbe però avere un merito: ho la vaghissima speranza che possa riavvicinare il pubblico alla fantascienza.
Ci credo il giusto, visto che dipende molto di più dalla volontà delle case di produzione, ma chissà...
Certo, se deve essere una fantascienza mezzo-fantasy e mezzo-gaia-naturalistica come questa, io sto anche senza.