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martedì 17 luglio 2007

thirteen days

Rivisto Thirteen Days.
Nell'ottobre del 1962, le foto scattate da un aereo U-2 rilevano i preparativi per l'installazione di missili nucleari a medio raggio sull'isola di Cuba.
Per tredici giorni una escalation nucleare tra Stati Uniti ed Unione Sovietica appare imminente: il presidente Kennedy ed i suoi collaboratori dovranno combattere battaglie diplomatiche e di potere tanto con i sovietici quanto con le fazioni radicali che richiedono l'uso immediato della forza.
Il blocco navale intorno all'isola e la diplomazia sotterranea riusciranno in un'impresa che sembrava disperata.

Oltre due ore di politica e paura si dipanano in una ricostruzione (e drammatizzazione) storica impeccabile di uno dei momenti chiave della guerra fredda.
Il regista Roger Donaldson, certamente non noto per sfornare un capolavoro dietro l'altro, riesce qui a ricreare perfettamente la tensione, lo sconforto, l'esaltazione, l'impotenza e la rassegnazione di cui di volta in volta furono preda i protagonisti.
Gli attori sono tutti incredibilmente adatti ai rispettivi ruoli e non sbagliano un colpo.

É vero che era una storia che si scriveva da sé, ma non si poteva davvero sperare di meglio, rispetto a quanto è stato qui realizzato.

Voto: 8.5
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domenica 30 settembre 2007

300!

In clamoroso ritardo sull'universo mondo, ho infine visto 300.

Il dio-re Serse marcia con la più grande armata che il mondo abbia mai visto verso la conquista della Grecia, unica flebile speranza di libertà e democrazia in un mondo di schiavi.
Il re spartano Leonida, intenzionato a muovere l'esercito, viene ostacolato dai corrotti sacerdoti efori; partirà dunque con appena 300 dei suoi migliori guerrieri verso le Termopili dove, assieme a poche migliaia di ateniesi, sbarrerà la strada all'esercito persiano.
Una missione senza speranza, eppure necessaria per dare tempo al resto della Grecia (già improbabile vincitrice degli europei di calcio, è bene ricordarlo ;-)) di prepararsi e - soprattutto - per fornire agli uomini liberi un simbolo ed una ispirazione.

Zack Snyder dirige degnamente un esercizio muscolare e testosteronico, ma che in fondo riesce a mantenere anche il significato storico ed etico di quella battaglia.
Azzeccato l'uso del metal per alcune musiche, si eccede un po' nell'uso di mostri di ogni sorta: più che i persiani, sembra stiano combattendo le orde di Mordor...
Tutto sommato inutile - benché non dannoso - tutto ciò che è stato aggiunto rispetto all'eccezionale fumetto di Frank Miller: la parte sul consiglio spartano è davvero superflua.

A livello di impatto visivo, il fumetto è una spanna sopra: forse un regista d'altro calibro avrebbe saputo riprodurre meglio alcune scene chiave, ma nel complesso il film è potente quanto basta.
Ho invece trovato agghiaccianti quasi tutte le voci italiane - non so come fossero quelle originali.

Il fumetto prima ed il film poi hanno dato seguito ad una spettacolare ondata di masturbazione pseudo-politica con Bush e l'America identificate tanto in Leonida (difensori della democrazia attaccata dalle forze del male e blah blah blah) tanto in Serse (i brutti cattivoni che mandano il loro enorme esercito in guerre di conquista e blah blah blah).
Già questo - ed il fatto che girala come ti pare questa è una rappresentazione (romanzata a piacere) di un fatto storico di quasi 2500 anni fa - dovrebbe essere sufficiente a chiunque per mandare i sostenitori di una tesi o dell'altra a farsi delle vigorose pugnette (inquadrandole in un contesto di lotta di classe o di guerra al terrorismo, se ritenuto necessario all'eccitamento ;-))


Voto: 8 (10 al fumetto)
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sabato 12 maggio 2007

the aviator

Un po' un esercizio di stile, The Aviator.
Martin Scorsese confeziona un film impeccabile sotto ogni aspetto e si avvale di un cast da paura; eppure il risultato, nel complesso, mi risulta difficilmente digeribile.

La biografia di Howard Hughes meritava forse un trattamento più "dinamico" e meno dilatato: alcuni episodi della sua vita vengono invece rappresentati come a compartimenti stagni, in un insieme poco coerente; grave poi glissare sulle circostanze della sua morte, preferendo una chiusura più soft.

Bravi, bravissimi, tutti gli interpreti, incluso Leonardo DiCaprio che di norma non mi fa impazzire (eccezionale Cate Blanchett, ma non è una novità).

Voto: 6.5.
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sabato 26 marzo 2011

[mezze stagioni] Caprica

Visti i primi 7 episodi della prima - e presumibilmente unica - stagione di Caprica.

Considerato quanto ho adorato la serie di Battlestar Galactica, devo ammettere che mi approcciavo con scetticismo a questo prequel dalle strane caratteristiche: pochissima fantascienza di ambientazione spaziale e molta politica sembravano ingredienti abbastanza fuori luogo, in una serie figlia (o madre?) di uno dei picchi della sci-fi televisiva contemporanea. D'altra parte... frak! È BSG, non potevo davvero perdermela.

Una cinquantina di anni prima degli eventi di BSG (e quindi a pochi decenni dalla prima guerra coi Cylons), troviamo le colonie ancora molto disunite tra loro. La centralità di Caprica è però già evidente: una società evoluta ed edonistica, all'apice di una prosperità che sembra promettere solo ulteriori successi, ma che si rivelerà invece essere il trampolino di lancio verso la tragica caduta.

Da un lato abbiamo la famiglia Graystone, con un geniale capofamiglia che ha rivoluzionato la vita digitale con il mondo virtuale accessibile tramite l'holoband, e che ora sta progettando i primi Cylons.
Dall'altro gli Adama (sì, quegli Adama, con tanto di piccolo William), il cui padre avvocato cura con modi poco ortodossi gli interessi delle famiglie mafiose di Tauron.
I loro destini, e con essi quelli di tutti gli abitanti delle colonie, si incroceranno in seguito ad un atto terroristico in cui è direttamente coinvolta Zoe Graystone, non meno geniale del padre e seguace di una organizzazione religiosa devota al dio monoteista. Con lei moriranno decine di persone, tra cui moglie e figlia di Joseph Adama.
Un sofisticato avatar di Zoe è però ancora attivo nella rete, e finirà con l'essere assorbita in un chip sperimentale di un prototipo di Cylon.

Approfondimento psicologico, temi sociali e riflessioni sulla tecnologia sono i temi principali di questa anomala serie fantascientifica. Intrigante e drammatica, deve il suo fascino ad una cura maniacale dei dettagli: l'intera società in cui si muovono i protagonisti è pervasa di piccoli particolari (religione, abitudini sessuali, usi e costumi) che la caratterizzano come qualcosa di simile e al contempo diversa dalla nostra realtà.

Realizzata con soldi e cura, presenta una regia ed una fotografia sempre eccellenti (più che degni anche gli effetti speciali), e tutti i protagonisti sono perfetti nei rispettivi ruoli. La trama promette benissimo, ed i dialoghi sono sempre all'altezza.

Non vedo l'ora di vedere gli altri episodi, ma fin d'ora la considero come una tappa imprescindibile per gli appassionati dell'universo BSG, che grufoleranno di piacere tutte le volte che scopriranno retroscena e contesti di certi eventi ed abitudini visti in BSG (dalla ovvia genesi dei Cylons ad espressioni come "so say we all").

Voto parziale: 8. Ah, il doppiaggio italiano mi è sembrato degno, ma come sempre sono convinto che certe cose vadano viste in lingua originale.

mercoledì 16 settembre 2009

Honda su Honda

Restare delusi da un film di Ishirô Honda è quasi impossibile; se poi i film sono due, la soddisfazione è garantita!
Tale è il godimento, che non mi sento neppure degno di dare voti a simili opere!

[Gli Eredi di King Kong]
Prima si comincia malissimo con la traduzione italiana del titolo che butta lì un King Kong di cui non sentiremo neanche la puzza, poi si peggiora con una sana visita all'Isola dei Mostri®.
Nella suddetta isola, fumogeni dai più svariati colori tengono a bada i mostri che tanto male e tanto bene hanno fatto (a giorni alterni) all'umanità.
Questa politica del mettere tutte le uova in un solo paniere mostra i suoi limiti quando degli alieni incazzosi invadono l'isola ed assumono il controllo mentale dei mostri, liberandoli e mandandoli a distruggere le principali città del pianeta!
Mosca, Pechino, Londra, Parigi e New York non hanno scampo! Tokyo - si suppone lasciata per ultima in quanto popolata da gente ridicola - ha modo di organizzare l'usuale futile linea di difesa a base di modellini che nulla possono di fronte all'attacco combinato di tre mostri.
Fortunatamente, l'equipaggio di una nave spaziale delle Nazioni Unite (soldi da scialare, l'UN del futuro...) che fa la spola tra la Terra ed un insediamento lunare interviene liberando i mostri dal vile giogo mentale degli extracomunitari dello spazio!
Questi ultimi giocano la loro ultima carta: King Ghidorah, che gli alieni - come i peggiori piazzisti - pubblicizzano come "un mostro dello spazio! I mostri della Terra non possono vincere contro i mostri dello spazio!"
Viene quasi voglia di comprarsene uno, in effetti.
Grazie al cielo non hanno fatto i conti con la forza di volontà di zia Gojira (peraltro aiutata dal controllo mentale ora in mano agli pseudo-umani), che insieme ai suoi amichetti non-belli faranno un paiolo così ai cattivoni, prima di tornarsene placidamente alla loro isola.

Film di terrificante bellezza, con uno stuolo di mostri; oltre a quelli di forma umana si segnalano: Godzilla, Mothra, Rodan, King Ghidorah, Anguirus, Minya, Spiega (o Kumonga), Baragon, Gorosaurus, Manda, e Varan. Ad onor del vero alcuni fanno poco e niente, ma suppongo che l'importante sia partecipare.

Trashometro® 10/10: Da vedere ad ogni costo.
*tags::azione, horror, fantascienza, thriller, guerra, spazio, astronave, alieno, regina, morte, attacco, Godzilla, King Ghidorah, Rodan, Mothra, Gojira, Honda, Tokyo, distruzione, modellini, mostri, invasione, Luna, astronauta, controllo mentale, gente buffa, isola dei mostri, trash*

[Latitudine Zero]
Libera e sgangheratissima riedizione di 20.000 leghe sotto i mari, Latitudine Zero segue le vicende di tre pirla che stanno per fare la fine del tonno, chiusi in una scatoletta di batisfera che ha perso il collegamento con la nave-madre.
Vengono prontamente raccolti dal capitano Mackenzie, da circa 200 anni alla guida sportiva del suo pregiatissimo sottomarino; giunti alla base situata guarda caso a Latitudine Zero (all'equatore, sulla linea del cambiamento di data - chissà che casino per regolare calendari ed orologi ) scopriranno una città sommersa piena di meraviglie tecnologiche per le quali l'umanità non è ancora pronta perché no.
Questi paladini della pace e della conoscenza hanno però un acerrimo nemico nel dottor Malic (se dopo secoli non hai ancora avuto successo, forse è il caso di rivedere i tuoi obiettivi, caro...) deciso ad impadronirsi e/o a distruggere Latitudine Zero.
Oltre alle prevedibili battaglie sottomarine, il dottore ci delizia con le sue chimere genetiche, che gli consentono di disporre di un piccolo e per nulla agguerrito manipolo di grifoni e uomini-pipistrello (o qualunque cosa quel pessimo costume da carnevale volesse rappresentare).

Interamente girato in inglese con alcuni degli attori più ridicoli di tutti i tempi, Latitudine Zero è una vera pietra miliare del trash.
Dialoghi devastanti e personaggi surreali (Kobo che guida il sottomarino con levette e grugniti è stupendo), vi perseguiterà a vita nei vostri incubi per il finale spiazzante: tornato in superficie, uno dei tre protagonisti subirà uno shock terribile che lo farà dubitare di tutto ciò che ha visto (o forse no)!
Che altro dire? "Cancellare un sottomarino! Cancellare un'isola!" (ehu? what the hell??)

PS: inquietante la somiglianza tra i sottomarini dei cattivi ed i Garfish de Il Mistero della Pietra Azzurra. Caso o citazione?

Trashometro® 10/10: Idem!
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sabato 17 aprile 2010

the ghost writer

Niente da fare, continuo a trovare Roman Polanski - che pur è sempre cooosì intellettuaaale - uno dei registi più sopravvalutati di sempre (salvo giusto Rosemary's Baby).

La pseudo-trama di The Ghost Writer (sciocco titolo italiano: L'uomo nell'ombra): un povero regista radical-chic non può neppure drogare e stuprare una bambina che subito EvilAmerika® si accanisce contro di lui costringendolo ad una dignitosa fuga...

Oh no - quella deve essere la trama di un altro film. Riprovo: sembra che scrivere le (auto)biografie degli ex primi ministri d'Inghilterra sia un affare serio (come se qualcuno volesse leggerle...) e la cosa viene gestita con una sicurezza degna del proverbiale Fort Knox. Ahilui, il nuovo ghost writer ha l'ingrato compito di finire in fretta il lavoro lasciato a metà dal predecessore, che ha avuto il cattivo gusto di farsi uccidere (pardon: "farsi suicidare").
Ci metterà cinque minuti a scoprire che dietro c'è molto di più e che l'ex primo ministro ha tanto da nascondere, proprio mentre monta un caso polito internazionale, con il tribunale internazionale dell'Aia che vuole metterlo sotto accusa per crimini di guerra (suppongo il concetto qui sia: i tribunali sono buoni fintanto non incriminano te).

Trama inverosimile al di là di qualsivoglia sospensione dell'incredulità, nelle due ore e dieci del film non succede quasi nulla, e quando succede lo fa male.
Oltre ad esser quasi priva di logica, si segnalano un paio di deus ex machina davvero imbarazzanti (con tanto di bifolco che sa tutto, ma non viene ascoltato! Mai più senza! )
Scadenti gli attori: Pierce Brosnan ci delizia con un paio di facce spalmate sulla telecamera davvero notevoli, mente Ewan McGregor è espressivo quanto una spada laser.
Inutile la regia: niente di tragico, magari, ma mai un guizzo od un briciolo di personalità.

No, non salvo davvero niente in un film che puzza lontano un miglio di ripicchina contro il mandato di cattura internazionale del 2005, che al momento lo costringe a degli umilianti arresti domiciliari in una mega-villa. Povero caro, quanto ingiusto accanimento...
Detto ciò, di mio sono dispostissimo a valutare l'opera separatamente dalla merda d'uomo; il problema è che qui anche il film è pessimo.

Voto: 4-. Roman, va ai lavori forzati!
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venerdì 28 dicembre 2007

fascisti su marte

Sul fatto che Corrado Guzzanti sia geniale, c'è poco da dire: una spanna sopra Sabina (discreta imitatrice, ma come autrice mi ha sempre detto ben poco).

Fascisti su Marte, serial televisivo inserito nel Caso Scafroglia, raggiungeva vette altissime; il film di Fascisti su Marte cerca di bissare sul grande schermo il successo televisivo, e per i primi 45 minuti ci riesce anche.
Purtroppo il film ne dura quasi 100.
Molte delle gag viste in TV vengono riciclate; alcune delle nuove trovate non sono male, ma ben presto ci si accorge che il materiale non era sufficiente per un lungometraggio.


Voto: 6.
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