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sabato 17 novembre 2007

heroes

Anche gli eroi che hanno avuto la sventura di seguirlo su Italia 1, sono arrivati alla conclusione di Heroes.
Niente commenti sulla gestione della messa in onda: solo infamia.

Bene o male questa conclusione conferma il giudizio già espresso: una stagione davvero molto buona, coraggiosa e con una trama avvincente.
Saggia la scelta di concludere davvero la story-line (pur lasciando ampio spazio per proseguire, come è giusto che sia) ed apprezzabile l'aver avuto il fegato di uccidere un po' di gente - anche se coi superpoteri di mezzo, decenni di fumetti ci insegnano che non si sa mai. :-)
Tutti i personaggi sono migliorati molto, compresi Parkman ed i Petrelli; in questo senso un vero toccasana sono state le puntate ambientate nel futuro, coi personaggi stravolti dai tragici avvenimenti.

Restano alcuni difetti: tralasciando gli effetti speciali mediocri, la trama avrebbe avuto bisogno di un po' di rifiniture in più (a guardare in fino alcuni non-sense ci sono: nella gestione delle linee temporali e dei superpoteri, in primis) ed alcuni personaggi potevano avere dialoghi migliori. Alla conclusione ci si è arrivati un po' troppo in fretta: il finale avrebbe meritato più tempo, maggior approfondimento e più pathos.
Confermo - per lo scorno del pubblico femminile - il giudizio sulla completa inettitudine di gran parte del cast maschile: le smorfie di Milo Ventimiglia sono da antologia. :-)

Comunque sia: molto bello, anche se temo che per vedere la seconda stagione ci si dovrà comprare il cofanetto inglese (sperando che la serie non sia vittima dello sciopero degli sceneggiatori).

Voto: 8.5 (quasi 9, via!)
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giovedì 15 marzo 2007

GitS:SAC 2nd GIG

Section 9

Godo!
Togliamoci subito il dente della parte pecuniaria: si sa che non ho particolare stima per i distributori italiani (no davvero).
Ovviamente tanto disamore ha un prezzo: il cofanetto con la seconda stagione (2nd GIG)) completa di Ghost in the Shell: Stan Alone Complex l'ho pagata su amazon.co.uk ben 49.50 euro (sì, già convertito in euro: cofanetto con 7 dvd, spese di spedizione - 4 giorni per la consegna - comprese). L'edizione italiana in corso d'opera si sviluppa su 6 dvd (meno extra? ricompressione video?) al modico prezzo di 24.90 euro per singolo dvd.
Lascio ai più brillanti matematici fare il conto di quanto ci ho rimesso; tralasciando il fatto che, per citare un noto spot, la soddisfazione di NON dare soldi a Lupoi... non ha prezzo! :-)

Risolto il caso del Laughing Man nella precedente stagione la Sezione 9 si ritrova suo malgrado invischiata in una intricata lotta di potere ai massimi livelli che vede coinvolti la prima donna eletta primo ministro del Giappone, i servizi segreti, potenze straniere ed un gruppo terroristico. Terreno di scontro saranno i "rifugiati": milioni di persone immigrate in Giappone dal resto dell'Asia in seguito alle due guerre che hanno sconvolto il mondo; richiesti in passato come manodopera a basso costo, ormai rappresentano una zavorra per un paese in crisi economica. Abbandonati a loro stessi e minacciati di espulsione, troveranno in Hideo Kuze - già membro del gruppo terroristico "Individual Eleven" dagli obiettivi poco chiari e dai mezzi spettacolari ed inquietanti - un leader che promette di liberarli, portandoli all'indipendenza.
A fornire un (ulteriore!) antagonista alla Sezione 9 sarà la figura di Kazundo Gouda, capo di gabinetto dei servizi segreti, abile manipolatore e teorico delle dinamiche sociali con idee a dir poco peculiari su come dovrebbe girare il mondo.
Tanto Kuze quanto Gouda avranno motivazioni estremamente complesse ed articolate che richiederanno tutta la seconda metà della serie per venir esposte, maturare e mutare.

Di fronte a tanti gruppi decisi a portare al limite estremo l'escalation che sta montando nel paese, la minuscola Sezione 9 (un capo, sette membri, alcuni tachikoma ed una manciata di nuove reclute e personale di supporto) dovranno conciliare un senso di giustizia che può essere scambiato per debolezza (o banale difesa dello status quo) con la rabbia per le umiliazioni e le perdite subite, imbattendosi a più riprese in una brutale realtà: la Sezione 9 è ben poca cosa.
Sì, perché in questo sta la principale differenza tra le due stagioni: nella prima il Laughing Man eludeva più o meno da solo i suoi inseguitori, ma (anche tenendo conto del superbo twist finale) i ruoli erano ben definiti: c'era la preda e c'erano i cacciatori; per quanto dure fossero le battaglie restavano nette alcune sensazioni: in primis, di essere nel giusto; poi, di poter fare la differenza; infine, che le cose si sarebbero risolte per il meglio (a livello dei singoli episodi e complessivamente).
In questa seconda stagione questo non è più vero: si può forse ancora avere la convinzione di operare per un poco definibile bene comune, ma questa volta gli avversari sono fin da subito soverchianti in termini di numero, capacità, posizione nella catena di comando politico-militare e - soprattutto - in fatto di assoluta dedizione alla propria causa.
Incertezza, rabbia e paura accompagneranno per gran parte degli episodi la Sezione 9, che finirà col prendere numerose batoste. Prenderne tante. Tante da far male.

A livello di episodi, pur mantenendo una separazione tra episodi a sé stanti e connessi alla trama principale ("dividual/dual" episodes), i secondi sono in numero maggiore e più strettamente in continuità rispetto a quanto visto nella prima stagione. Qualitativamente tutte le sottotrame vanno dal molto buono all'ottimo; finalmente abbiamo alcuni episodi dedicati interamente ai personaggi (per così dire) "minori" della Sezione 9 ed alcuni interessanti scorci del passato che forniscono parte del quadro su come i membri si siano conosciuti e di quale sia lo scenario che ha portato il mondo nell'attuale situazione.
Immancabili le citazioni cinematografiche (a manate!), letterarie e storico-politiche; queste non sono mai comunque fine a sé stesse né sono soffocanti: al contrario forniscono un contesto solido e realistico dentro il quale inquadrare le vicende narrate.

Prodotto palesemente con una marea di soldi, lo studio Production I.G ci ha messo qualcosa che non si compra e che ancora oggi pochi hanno: talento e passione in quantità industriali. Pagando la giusta cifra al giorno d'oggi chiunque è in grado di produrre una buona grafica; tutt'altro discorso è trovare qualcuno che sappia scrivere le storie, girare scene di ogni tipo, utilizzare in maniera saggia la computer grafica e - banalmente - sappia dove piazzare una telecamera; in questo senso Kenji Kamiyama si dimostra estremamente bravo e persino molto maturato rispetto al passato.
Eccelso a livello di grafica e di animazione, la computer grafica è integrata molto meglio che in passato; sempre di buon livello la musica della solita Yôko Kanno.

I dvd: ottima la compressione video (anamorfico widescreen), eccellente il doppiaggio (adeguati i sottotitoli) e l'audio 5.1; gli extra consistono nella solita sequenza di interviste col cast: niente di che, ma ogni tanto qualcosa di interessante viene detto.

GitS:SAC 2nd GIG prosegue nel solco già tracciato dai predenti film e dall'altra stagione: classe e stile sono le parole d'ordine. Consideravo il 1st GIG un ottimo prodotto (votato 10/10) ed avevo totale fiducia nel 2nd GIG: la vera sorpresa è stato il trovarsi di fronte a qualcosa di nettamente migliore.
Grufolo di piacere®!

Voto: 10. Capolavoro imprescindibile.
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domenica 21 ottobre 2007

mercy! mercy! mercy!

Il filmone:
Il videogiocone:

Expect No Mercy! In effetti non me ne aspettavo, ma qui si esagera...
Quale inarrivabile progetto multimediale: non paghi di aver prodotto uno dei peggiori film della storia del cinema, deve essere parso giusto farci sopra un videogioco che - pensate un po' - spunta puntualmente nelle liste delle più immonde schifezze videoludiche. :-)

Due improbabili agenti federali si infiltrano in una strana accademia di arti marziali dove - con l'aiuto di una tizia sulle cui motivazioni la scienza si interroga - cercheranno le prove per incastrarne il capo supremo.
L'accademia infatti è un centro di addrestramento di killer a pagamento, che - tra gli altri - hanno ricevuto l'ordine di uccidere un testimone di so-ben-io-cosa (scarsamente) protetto dall'FBI.

Quel che finora ho taciuto per amore del cinema è che l'accademia sfrutta le più avanzate tecniche di realtà virtuale per addestrare i propri fessi.
No, sul serio: realtà virtuale: 'sti pirla si mettono degli occhiali buffi e le cuffie dell'iPod ed iniziano a menare l'aria in una stanza piena di laser e luci colorate.
Ovviamente loro si ritrovano immersi in un ambiente virtuale a combattere contro un avversario simulato dal computer.
Lo spettatore invece si ritrova immerso nel guano, ma questa è un'altra storia... ;-)

La trama, non pervenuta, non è neppure sufficiente a fornire uno spunto per i combattimenti che si susseguono senza motivo alcuno tra realtà e simulazione.
I dialoghi sono un vero e proprio insulto per lo spettatore: visto in inglese, è imperdibile il delirio finale del Cattivo® sui massimi sistemi socio-politici. Pure Evil Genius.

Agghiacchianti gli effetti speciali così come i costumi e le facce di alcuni dei protagonisti (dal testimone, agli agenti che sembrano usciti dall'anonima alcolisti, per concludere con lo spettacolare Fango).
La regia è inetta e le prove attoriali adeguate al resto (Jalal Merhi, Billy Blanks, Wolf Larson e Laurie Holden, per dire...)
Riprovevole la scelta dei cattivi virtuali: il già citato Fango resterà per sempre nel mio cuore, ma anche il samurai e gli altri fessi assortiti (tra cui un Arlecchino: si vede che era l'ultimo costume rimasto...) non sono da meno.

Una esperienza autopunitiva come poche, la visione di questa catastrofe è consigliata agli stomaci forti ed agli appassionati di Z-martial-movies.
Non so quanto sia reperibile in italiano: in inglese invece lo si trova incluso in numerosi cofanetti dove - assieme a 3 o 4 film brutti - ti tocca pure prenderne uno bruttissimo. :-)

Voto: 1. Trashometro® 9/10: (devastante)
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martedì 2 ottobre 2007

heroes mezzi

Consuntivo di metà stagione di Heroes di cui un po' a fatica sono riuscito a vedere tutti gli episodi finora trasmessi su italia 1 (mannaggia a me che mi scordo tutte le settimane di puntare il videoregistratore e devo sempre andare a scrocco).

Persone più o meno normali (più disfunzionali che altro, a dire il vero) scoprono di avere dei superpoteri; difficile gestirli, specie quando di mezzo sembra esserci un assassino di "dotati", una misteriosa cospirazione ed una minaccia nucleare.

Come già detto da altri, Heroes è un diesel: viste le prime puntate avrei commentato "carino, ma poco più che sufficiente". Col passare del tempo invece i personaggi stanno assumendo contorni meglio definiti e la storia prende corpo.
Ora siamo al punto in cui quasi tutto è al suo posto e si può finalmente procedere con lo sviluppo degli intrecci principali fino alla atomica conclusione (o almeno si spera: se adesso dovessero iniziare degli episodi "riempitivi" sarebbe una bella delusione).

La story-line di questa prima stagione - salva la cheerleader, salva il mondo - è azzeccata ed intrigante, con quel suo essere così archetipo del genere, pur riuscendo a non scadere nel banale.
Alcuni personaggi sono davvero buoni - altri stanno migliorando - ed apprezzo il coraggio di scene anche abbastanza truci ("suicidi" ed omicidi vari), così come il fatto che molti personaggi risultano a vario titolo ambigui (da Niki al signor Bennet): quasi tutti hanno un modus operandi poco ortodosso, qualcosa da nascondere o tormenti assortiti; non scontato - di questi tempi così perbene - vedere in TV i già citati tentativi di "suicidio" ed un pseudo-eroe che necessita(va) di drogarsi.

Non mancano i difetti: Peter Petrelli è un personaggio ancora un po' vacuo, certi dialoghi risultano stucchevoli e poco incisivi (colpa dell'adattamento italiano?), specie quando la voce narrante si perde in vani sproloqui sui superpoteri (che abbiamo già sentito in tutte le salse, e detti meglio).
Gli effetti speciali fanno abbastanza schifo ed è un peccato: non servono poi così tanti soldi per banalità come volare o "fermare il tempo".
Gli attori sono mediamente sullo scarsino andante, a partire dal sempre impresentabile Milo Ventimiglia; tutto sommato si salva la quasi totalità del cast femminile, ma forse il mio giudizio è traviato dal discreto fattore estetico. :-)
Non mi esprimo sulla trama: finora se la cava più che degnamente, ma andrà valutata una volta conclusa; certo è che, se non sei davvero un manico, giocare con le linee temporali e con così tanti superpoteri è rischioso: si finisce quasi sempre per fare qualcosa di terribilmente illogico (a quel punto, quello bravo riesce a fare qualcosa di illogico senza che gli spettatori lo notino).

Non posso esimermi da una menzione di merito a quello che suppongo essere il personaggio preferito da chiunque: Hiro Nakamura (Masi Oka), un idolo di personaggio (tralasciando il poco verosimile fatto che un giapponese sia appassionato di fumetti americani) e ancor più d'uomo: credo di non poter dire di meglio di quanto già espresso da altri (propositi matrimonial-sessuali a parte ;-)).

Nel complesso, appassiona e merita la visione.
Difficile però non cogliere il fatto che a livello di definizione dei personaggi e di qualità della trama - almeno per ora - è ad "appena" un Joss Whedon (o un J.J. Abrams dei tempi migliori) dall'essere un capolavoro assoluto.

Voto di metà stagione: 8.
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sabato 8 maggio 2010

green zone

Se visto preparandosi ad un film d'azione in zona di guerra, Green Zone fa anche la sua figura.

Nell'Iraq appena sconfitto dagli Americani, il comandante di un gruppo impegnato nella ricerca delle armi di distruzione di massa resta invischiato in un intrigo militare e politico che vede contrapporsi diverse sezioni dei servizi segreti, dell'esercito e dell'amministrazione; nodo del contendere, ovviamente, l'esistenza o meno di dette armi proibite.

Magari non molto realistico negli avvenimenti dei singoli protagonisti (a Matt Damon succedono davvero un po' troppe cose un po' troppo in fretta), il film ha il suo principale pregio proprio nell'azione: ben diretta e ben eseguita, mantiene alta la tensione dall'inizio alla fine. Pecca solo lievemente nel finale, dove diventa eccessivamente convulsa.
Tutto sommato non malvagia neppure la rappresentazione dei complessi giochi di potere e delle scelte errate che porteranno alle ben note conseguenze.

Voto: 7 - non annoia.
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sabato 17 aprile 2010

the ghost writer

Niente da fare, continuo a trovare Roman Polanski - che pur è sempre cooosì intellettuaaale - uno dei registi più sopravvalutati di sempre (salvo giusto Rosemary's Baby).

La pseudo-trama di The Ghost Writer (sciocco titolo italiano: L'uomo nell'ombra): un povero regista radical-chic non può neppure drogare e stuprare una bambina che subito EvilAmerika® si accanisce contro di lui costringendolo ad una dignitosa fuga...

Oh no - quella deve essere la trama di un altro film. Riprovo: sembra che scrivere le (auto)biografie degli ex primi ministri d'Inghilterra sia un affare serio (come se qualcuno volesse leggerle...) e la cosa viene gestita con una sicurezza degna del proverbiale Fort Knox. Ahilui, il nuovo ghost writer ha l'ingrato compito di finire in fretta il lavoro lasciato a metà dal predecessore, che ha avuto il cattivo gusto di farsi uccidere (pardon: "farsi suicidare").
Ci metterà cinque minuti a scoprire che dietro c'è molto di più e che l'ex primo ministro ha tanto da nascondere, proprio mentre monta un caso polito internazionale, con il tribunale internazionale dell'Aia che vuole metterlo sotto accusa per crimini di guerra (suppongo il concetto qui sia: i tribunali sono buoni fintanto non incriminano te).

Trama inverosimile al di là di qualsivoglia sospensione dell'incredulità, nelle due ore e dieci del film non succede quasi nulla, e quando succede lo fa male.
Oltre ad esser quasi priva di logica, si segnalano un paio di deus ex machina davvero imbarazzanti (con tanto di bifolco che sa tutto, ma non viene ascoltato! Mai più senza! )
Scadenti gli attori: Pierce Brosnan ci delizia con un paio di facce spalmate sulla telecamera davvero notevoli, mente Ewan McGregor è espressivo quanto una spada laser.
Inutile la regia: niente di tragico, magari, ma mai un guizzo od un briciolo di personalità.

No, non salvo davvero niente in un film che puzza lontano un miglio di ripicchina contro il mandato di cattura internazionale del 2005, che al momento lo costringe a degli umilianti arresti domiciliari in una mega-villa. Povero caro, quanto ingiusto accanimento...
Detto ciò, di mio sono dispostissimo a valutare l'opera separatamente dalla merda d'uomo; il problema è che qui anche il film è pessimo.

Voto: 4-. Roman, va ai lavori forzati!
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