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sabato 17 novembre 2007

heroes

Anche gli eroi che hanno avuto la sventura di seguirlo su Italia 1, sono arrivati alla conclusione di Heroes.
Niente commenti sulla gestione della messa in onda: solo infamia.

Bene o male questa conclusione conferma il giudizio già espresso: una stagione davvero molto buona, coraggiosa e con una trama avvincente.
Saggia la scelta di concludere davvero la story-line (pur lasciando ampio spazio per proseguire, come è giusto che sia) ed apprezzabile l'aver avuto il fegato di uccidere un po' di gente - anche se coi superpoteri di mezzo, decenni di fumetti ci insegnano che non si sa mai. :-)
Tutti i personaggi sono migliorati molto, compresi Parkman ed i Petrelli; in questo senso un vero toccasana sono state le puntate ambientate nel futuro, coi personaggi stravolti dai tragici avvenimenti.

Restano alcuni difetti: tralasciando gli effetti speciali mediocri, la trama avrebbe avuto bisogno di un po' di rifiniture in più (a guardare in fino alcuni non-sense ci sono: nella gestione delle linee temporali e dei superpoteri, in primis) ed alcuni personaggi potevano avere dialoghi migliori. Alla conclusione ci si è arrivati un po' troppo in fretta: il finale avrebbe meritato più tempo, maggior approfondimento e più pathos.
Confermo - per lo scorno del pubblico femminile - il giudizio sulla completa inettitudine di gran parte del cast maschile: le smorfie di Milo Ventimiglia sono da antologia. :-)

Comunque sia: molto bello, anche se temo che per vedere la seconda stagione ci si dovrà comprare il cofanetto inglese (sperando che la serie non sia vittima dello sciopero degli sceneggiatori).

Voto: 8.5 (quasi 9, via!)
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sabato 12 dicembre 2009

Jennifer's body

Valeva la pena attendere tanto: Jennifer's Body è faaantastico!
Almeno, se vi piace il trash.
Sono ancora tramortito dalla visione: è qualcosa a cui si deve assistere, per crederci: un'ora e quaranta piegati in due dal ridere e coi lacrimoni agli occhi; sono ancora tutto spettinato...

Needy è la solita sfigatella da film adolescenzial-americani; per intenderci: validissima gnocca, ma per esigenze di copione la pettiniamo come sua nonna e le mettiamo gli occhiali, così tutti capiscono che è un cesso ed una schiappa.
La sua miglior amica è l'usuale popolarissima stragnocca, ma stavolta la sceneggiatura ha avuto un tocco di genio: si arrapa a sangue per QUALUNQUE esemplare maschio (e non) nel raggio di 20 km, e parla da far impallidire uno scaricatore di porto.
Quest'ultima verrà rapita e sacrificata dai satanisti più imbelli di sempre; sfortunatamente per tutti la procedura va male - causa una NON IMPENSABILE assenza di verginità - e la vedremo quindi tornare in vita come demoniessa mangiatrice di uomini (stavolta in senso letterale).
L'ex (ma in fondo ancora) amica dovrà vedersela con lei, per fermare gli omicidi che stanno sconvolgendo la città!

Meeeraviglioso, non c'è riassunto che possa esprimere la bellezza di questo film, dovuta principalmente ad una serie di personaggi leggendari.
Dalla sfigatella di 45 chili che tira calci da vincere la guerra in Afghanistan da sola al professore che dio-sa-perché ha un uncino al posto della mano, dal fidanzato meno dotato della storia all'emo sempre buono per un sacrificio umano.
Su tutti svetta però lei, una Megan Fox indiscutibilmente porca (ma che se vogliamo dirla tutta dimostra 10 o 12 anni in più dei suoi), che qui dà fondo alle sue abilità recitative raccontandoci di come - a seguito di una spensierata e travolgente seduta di sodomia - si sia tenuta una confezione di piselli surgelati sul culo per una settimana.
So che avrei dovuto avvertire, prima di scrivere quanto sopra, ma così imparate a leggere la recensione di un film stupendo come questo.

Inutile dire che, sceneggiatura cretina a parte (grazie, Diablo Cody), i dialoghi sono tutti di immenso livello: ridicoli dall'inizio alla fine, sboccati e idioti come non mai (un esempio tra mille: il professore che commenta una morte con "hanno ucciso Ahmet, il NOSTRO INDIANO" - della serie: "che seccatura, ora ci tocca farcene spedire un'altro..." ).
Come se non bastasse, ad impreziosire il tutto arriva poi una Karyn Kusama che ci regala alcune piccole perle (la zoomata sul campo da football è qualcosa di epico), oltre ad un buon numero di effetti speciali di infima lega.

Non importa con quale spirito lo andiate a vedere o lo viviate: questo è un film imperdibile per tutti gli amanti del trash (e del genere "stuuupido").
Per i maschietti non va poi dimenticato il simpatico bonus della scena lesbo (che fa ridere, ma insomma... l'importante è divertirsi, no? )

Sono certo che molti altri dettagli torneranno a galla col tempo; nel mentre, mi faccio un appunto mentale: comprare il DVD appena esce!
Sì, merita tanto: siamo ai livelli di divertimento garantiti da un film di ninjà, per intenderci.

Voto: 1.
Trashometro® 10/10: (oh jeah, baby!)
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martedì 14 aprile 2009

manos!

Manos: il pipparolo del fato
It's Shocking! It's Beyond Your Imagination! (no davvero...)

Quando un titolo resta per anni nelle prime posizioni della bottom 100 di IMDb, un motivo c'è sempre.
Come con altri del suo calibro, una volta finito Manos: The Hands of Fate non hai solo visto un film: sei entrato a far parte di una famiglia; ti guardi in giro tra la folla, e capisci subito chi ha visto Manos. E prima o poi mi farò la maglietta "io sono sopravvissuto al film di Alberto Tomba"...

Ben prima dei navigatori GPS, una coppia (più figlioletta rompina e cane pulcioso al seguito) si perdono nel bel mezzo del nulla; sembra dunque saggio fermarsi alla prima catapecchia diroccata, dove Torgo in persona (non so se rendo... ) li consiglia di scavarsi in fretta dalle scatole o il Master si sarebbe contrariato.
Vero padre di famiglia d'altri tempi, il babbo dimostra d'avere polso e si impone: tutta la sua famiglia si installerà nella topaia, e al diavolo il padrone! Il quale lo prende in parola e - forte dei poteri conferiti dalla malevola divinità di serie B Manos - inizia senza troppo impegno a perseguitarli.
In tutto ciò si innesta una affascinante sotto-trama sulle molte e niente affatto affascinanti mogli del Maestro, che trameranno alle sue spalle.
Finale con una raffica di colpi di scena di inaudita bellezza (ma anche no).

Pur durando solo un ora e 14 minuti e pur non succedendo nulla per la prima mezz'ora buona, la visione di Manos richiederà tempi ben più lunghi spesi in riabilitazione fisica e mentale.
Girato con una videocamera che riprendeva una trentina di secondi a botta, risulta dolorosissimo sotto qualunque aspetto: la "sceneggiatura" è devastante e gli interpreti (non professionisti) da deportazione.
Realizzato con un tocco davvero "anni 30", per spaventare punta tutto sulle capacità espressive degli attori. Inutile dire che gli è andata proprio male.
Male tanto quanto al cast stesso: non solo non vennero pagati, se non con la promessa di una percentuale di incassi inesistenti, ma morirono pure come mosche in rapida successione negli anni seguenti alle riprese. Il che ci insegna a non prendersi gioco di Manos!

Davvero troppi gli aneddoti al riguardo, non sono molti i film così osceni da meritarsi un breve documentario celebrativo (che dovrò recuperare...)

Voto: 1. O-SCE-NO ed imperdibile!
Trashometro® 10/10:
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venerdì 18 luglio 2008

fafner

Fafner of Azure (Soukyû no Fafner), serie di una stagione del 2004, calca le orme del sempreverde genere "adolescenti su robottoni".

Sull'isola di Tatsumiya la vita della nuova generazione scorre tranquilla, fintanto l'attacco di una serie di alieni non costringerà gli adulti a svelare loro il segreto della loro comunità isolata dal resto del mondo: l'isola è in realtà una fortezza attrezzata per combattere i simpatici mostri e proteggerne gli abitanti. Gli stessi ragazzi - su cui verrà rivelato molto di più - sono gli unici in grado di pilotare le macchine chiamate Fafner, ma al prezzo di disfunzioni emotive ed alterazioni genetiche.
Nel proseguire della serie, si scoprirà la natura degli alieni ed i difficili rapporti con il resto dell'umanità: l'intero pianeta, anni prima, era infatti stato attaccato, e la battaglia contro una delle teste di ponte dell'invasione - il Giappone canonico martire dell'apocalisse prossima ventura ;-) - aveva portato a conseguenze spaventose.

Parte lenta e senza tante spiegazioni, la serie inizia ad ingranare intorno al decimo episodio, per poi decollare sul finale. Superata la fase iniziale, i rapporti tra i personaggi iniziano a farsi interessanti, e la trama prende consistenza.

Molto ben scritto (con alcuni spunti davvero avvincenti), non è comunque una serie semplicissima da seguire: i personaggi sono una marea, moltissimi dei quali importanti. Discreta (senza eccedere) la regia, sul lato tecnico siamo di fronte ad un ottimo prodotto: personalmente non amo lo stile (ed il character design pecca un po' d'originalità e varietà), ma il disegno è senza dubbio buono, così come l'animazione. Pregevole la colonna sonora.

Tacciato d'essere l'ennesimo clone di Evangelion, forse la "critica" non è così infondata, pur con scopi e mezzi diversi. Anche qui c'è un buon lavoro d'approfondimento, anche se viene meno l'onanismo mentale di Eva che tanto abbiamo amato. :-)
Sicuramente pregevole in sé, lo piazzo ben distante come valore complessivo dalla serie dei Gainax; diciamo che è un RahXephon che lascia meno cose non dette (ed in generale lo valuto migliore di quest'ultimo).

Un po' meno positivo il giudizio tecnico sui DVD distribuiti in USA dalla Geneon: non so come fosse l'originale, ma il video è in 4:3 e l'audio inglese è solo stereo... taccio poi sul fatto che tutti e sette i DVD siano singolo strato. Err... :-|
Detto ciò, la qualità video è più che decorosa, quindi va bene anche così.

Voto: 8.
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sabato 5 aprile 2008

RE:E

Il regista dei primi due Highlander si procaccia cibo frugando tra i rifiuti - ovvero dirigendo il terzo capitolo della saga di Rsident Evil: Resident Evil: Extinction.

Iniziata con il film di Paul W.S. Anderson - che in fondo in fondo era uno dei film meno orribili, tra quelli tratti da videogiochi - la serie è poi precipitata in abissi di pessima recitazione, squallida azione e dialoghi riprovevoli.

L'umanità è quasi estinta - e se si fa fregare da zombie tanto stupidi se lo è pure meritata, diciamolo. ;-)
I pochi sopravvissuti sono nomadi, alla ricerca di luoghi sicuri: alcuni di loro si mettono in testa di andare in Alaska, sperando forse che gli zombie non si ricordino che c'era pure quel buffo stato, sulle cartine.
Per andarci serve però benzina e viveri, che pare saggio procurarsi a Las Vegas.
A zonzo per i fattacci suoi, scopriremo risvolti dei rapporti di Milla Jovovich con la sempre cattivissima Umbrella Corporation che, non paga di aver causato tutto 'sto casino, si prodiga di peggiorare le cose, dalla loro rete di bunker assediati da non-morti.

Visto troppo tempo fa per ricordarmi altro della trama (e sì che son passate solo due settimane), quasi tutto si riduce al trovare una scusa per mostrare morti trucolente e combattimenti a dir poco imbarazzanti.

Mal diretto, troppo lungo, con delle coreografie degli attacchi zombie che sembrano prese a piè pari da Grease, questo terzo capitolo potrebbe avere un solo pregio: aver posto la pietra tombale sulla serie.

Qualche momento piuttosto trash in qua e in là (oddio: i corvi-zombie! L'attacco con l'autobotte! I poteri para-e-normali di Milla!), il tutto risulta sufficientemente autopunitivo e sempre buono per una seratona a cervello disattivato.

Voto: 4. Trashometro® 6/10:
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martedì 27 aprile 2010

le frisson des vampires! Oh, cielo...

Violenza ad una vergine nella terra dei morti viventi è un film che può sconvolgere menti e stomaci deboli, di chi non è avvezzo al trash autoriale ed ai titoli improbabili.

Due neo-sposini (francesi, nel caso vi fosse venuto il dubbio) intendono trascorrere la prima notte di nozze nel castello di proprietà dei fratelli di lei. Solo parzialmente turbati dalla notizia della recente dipartita dei due estrosi congiunti, optano per stabilirsi nel rudere, salvo che la mogliettina non vuole più saperne del marituccio dal dubbio fascino e nelle notti seguenti non gliela farà neppure annusare in fotografia.
Lui fa un po' il broncio, ma in fondo appare rassegnato ad una vita di onanistiche soddisfazioni - forse addirittura sollevato al pensiero...
Lei invece non disdegna di intrattenere spensierati ed altamente simbolici consessi carnali con le giovani domestiche e con tutte quelle che le capitano a tiro, non ultima la signora-o-signorina che abita nella pendola (la sceneggiatura non l'ho scritta io quindi non fatevela con me, eh... )
La ricomparsa dei semi-defunti fratelli Cip & Ciop, vestiti come Rita Levi Montalcini (che fa sempre molto glam-rock), aggiungerà ulteriore fetore alla già mefitica trama. Girando vorticosamente intorno agli sventurati interlocutori ed alternandosi nel dialogo, ci informano che la sorte ria li ha tramutati dai più grandi cacciatori di vampiri della storia (a sentir loro, almeno) in creature della notte assetate di sangue.
Per motivi non limpidissimi la sorellina dovrà essere sacrificata e/o lesbo-vampirizzata; non è però chiaro quanto lei sia consenziente a tutto ciò né il ruolo della già citata abitante della pendola, ma sia come sia, una liberatoria alba porrà fine alle loro ed alle nostre sofferenze. Forse.

Pur essendo alquanto doloroso, è un film d'epoca (1971) che sa anche regalare notevoli soddisfazioni per le circostanze, i dialoghi ed i grandi interpreti.
Cose imparate: le francesi dell'epoca si rifiutavano categoricamente di iniziare una conversazione se prima non si erano tirate giù una o due spalline al fine di mostrar la tetta. Culture Differenti® che per una volta mi sento anche di condividere...

Voto: sarebbe un 1, ma di fronte a tanta squinternata tetta artistica non mi sento di dare voti (comunque si vede poco e niente: non crediate sia un film di QUEL genere).
Trashometro® 10/10: un dieci pieno sul trashometro (trashometro fresco, ma adatto solo a filmbruttari di un certo livello)
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